Legge
14 Novembre 1992, n. 438
Conversione
in legge, con modificazioni, del D.L. 19 settembre 1992, n. 384:
Misure
urgenti in materia di previdenza, di sanità e di pubblico impiego, nonché
disposizioni fiscali.(1)
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77
e 87 della
Costituzione;
Ritenuta la straordinaria
necessità ed urgenza di fronteggiare con interventi adeguati la grave
situazione economica e finanziaria, adottando misure per il contenimento delle
spese nei settori della previdenza, della sanità e del pubblico impiego, nonché
incrementando le entrate di natura fiscale e tributaria;
Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17
settembre 1992;
Sulla proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri del
lavoro e della previdenza sociale, della sanità, del tesoro e per la funzione
pubblica, del bilancio e della programmazione economica e delle finanze;
Emana il seguente
decreto-legge:
Capo I - Previdenza e assistenza
ART. 1.
Pensioni
di anzianità.
1. In attesa
della legge di riforma del sistema pensionistico, a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e sino al 31 dicembre 1993 è sospesa
l'applicazione di ogni disposizione di legge, di regolamento e di accordi
collettivi che preveda il diritto, con decorrenza nel periodo sopraindicato, a
trattamenti pensionistici di anzianità a carico del regime generale
obbligatorio, ivi comprese le gestioni dei lavoratori autonomi, delle forme
sostitutive, integrative ed esclusive del regime stesso, ivi compreso lo
speciale regime di cui alla L. 30 luglio
1990, n. 218 , e al D.Lgs. 20
novembre 1990, n. 357 , nonché delle forme integrative a
carico degli enti del settore pubblico allargato, anticipati rispetto all'età
pensionabile o all'età prevista per la cessazione dal servizio in base ai
singoli ordinamenti (5).
2. La
disposizione di cui al comma 1 non si applica:
a) ai trattamenti
pensionistici di cui all'articolo 37 della L. 5 agosto 1981, n. 416 , e
successive modificazioni, al D.L. 14 agosto 1992, n. 364 , convertito, con
modificazioni, dalla L. 19 ottobre 1992, n. 406, alle altre ipotesi di
prepensionamenti specificamente previsti da norme derogatorie dei singoli
ordinamenti connessi ad esuberi strutturali di manodopera, nonché ai lavoratori
privi della vista;
b) ai lavoratori
dipendenti da imprese per le quali siano approvati dal Comitato
interministeriale per il coordinamento della politica industriale (CIPI) i
programmi di cui all'articolo 1,
comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223
, nonché ai lavoratori ai quali si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7,
comma 7, della medesima legge n. 223 del 1991
;
c) ai lavoratori
per i quali sia intervenuta l'estinzione del rapporto di lavoro anche se
ammessi alla prosecuzione volontaria, ovvero sia iniziato il decorso del periodo
di preavviso connesso alla risoluzione del rapporto, anteriormente alla data di
entrata in vigore del presente decreto;
d) ai lavoratori
che abbiano presentato domanda di pensione di anzianità agli istituti
previdenziali anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto
e abbiano maturato i requisiti previsti entro il 30 settembre 1992, ancorché la
pensione spetti con decorrenza dal 1 ottobre 1992;
e) ai dipendenti
che abbiano presentato domanda di dimissioni da un pubblico impiego, accolta
dai competenti organi anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto;
f) ai lavoratori
che possano far valere un'anzianità contributiva non inferiore a 40 anni;
g) al personale
di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea per i casi di cui
all'art. 6, comma 1, lettere b), c), d) ed e), della L. 31 ottobre 1988, n. 480
, come integrato dall'art. 7 della medesima legge, nonché al personale di cui
alla L. 27 marzo
1992, n. 257 ;
h) ai trattamenti pensionistici
spettanti ai lavoratori italiani che svolgono la loro attività in altri Stati
(11).
2-bis. Con
effetto dal 1 gennaio 1994 la decorrenza delle pensioni di anzianità per le
quali è richiesta una anzianità contributiva non inferiore a 35 anni è
stabilita in data non anteriore al 1 maggio di ciascun anno per i soggetti di
età pari o superiore a 57 anni, se uomini, e a 52 anni, se donne, e in data non
anteriore al 1 novembre di ciascun anno negli altri casi (12).
2-ter. Fino
all'allineamento al regime generale, per i soggetti iscritti a forme di
previdenza che prevedano requisiti di anzianità contributiva inferiore a 35
anni la decorrenza del pensionamento anticipato, rispetto ai limiti di età
vigenti nei singoli ordinamenti per il collocamento a riposo ovvero per il
pensionamento di vecchiaia, è fissata al 1 settembre di ciascun anno (12).
2-quater. Resta
stabilito in 35 anni il requisito di contribuzione per il pensionamento di
anzianità previsto dalle norme dell'assicurazione generale obbligatoria.
2-quinquies. Per l'anno 1994, per i soggetti in possesso al 31 dicembre 1992
dei requisiti richiesti dai rispettivi ordinamenti per il pensionamento di
anzianità, l'accesso alla pensione stessa è consentito a decorrere dal 1
gennaio 1994 (12/a).
ART. 2.
Perequazione
pensioni.
1. In attesa
della legge di riforma del sistema pensionistico e fino al 31 dicembre 1993 è
sospesa, ad eccezione di quanto previsto al comma 1-bis, l'applicazione di ogni
disposizione di legge, di regolamento, o di accordi collettivi che preveda
aumenti a titolo di perequazione automatica delle pensioni previdenziali ed
assistenziali, pubbliche e private, ivi compresi i trattamenti integrativi a
carico degli enti del settore pubblico allargato e lo speciale regime di cui
alla L. 30 luglio
1990, n. 218 , e al decreto
legislativo 20 novembre 1990, n. 357 , nonché
aumenti a titolo di rivalutazione delle rendite a carico dell'INAIL (15).
1-bis. Per l'anno 1993, la misura degli aumenti di perequazione automatica
delle pensioni al costo della vita di cui all'art. 21, secondo
comma, della L. 27 dicembre 1983, n. 730
, e successive modificazioni, nonché dei trattamenti pensionistici indennitari,
è fissata in 1,8 e 1,7 punti percentuali a decorrere, rispettivamente, dal 1
giugno e dal 1 dicembre (12/a).
ART. 3.
Pensionamenti
in regime internazionale
1
...........(16).
ART. 3-bis.
Adeguamento
contributivo.
1. A decorrere dall'anno 1993,
l'ammontare del contributo annuo dovuto per i soggetti di cui all'articolo 1 della
legge 2 agosto 1990, n. 233 , è rapportato alla totalità dei
redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF per l'anno al quale i contributi
stessi si riferiscono.
2. I versamenti
da effettuare alla gestione di appartenenza in applicazione delle disposizioni
di cui alla legge 2 agosto
1990, n. 233 , sono computati a titolo di
acconto delle somme dovute sulla base dei redditi denunciati nella dichiarazione
dei redditi relativa all'anno al quale i contributi si riferiscono.
3. Le somme
eventualmente dovute a saldo sono versate in unica soluzione entro un mese
dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione di cui al
comma 2 (18).
ART. 3-ter.
Aliquota
contributiva aggiuntiva.
1. A decorrere dal 1 gennaio
1993, è stabilita in favore di tutti i regimi pensionistici dei dipendenti
pubblici e privati che prevedano aliquote contributive a carico del lavoratore
inferiori al 10 per cento una aliquota aggiuntiva nella misura di un punto
percentuale sulle quote di retribuzione eccedente il limite della prima fascia
di retribuzione pensionabile determinata ai fini dell'applicazione dell'articolo 21,
comma 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67 . Tale incremento
si applica comunque a carico dei lavoratori autonomi, in favore delle
rispettive gestioni, sulle quote di reddito d'impresa eccedenti il limite
innanzi indicato (18).
ART. 4.
Norme
procedurali.
1
.............................(19).
2. Sono abrogati l'articolo 57, L.
30 aprile 1969, n. 153 , e l'articolo 152 delle disposizioni
per l'attuazione del codice di procedura civile, approvate con R.D. 18 dicembre
1941, n. 1368, e successive modificazioni (20/a).
3. Le disposizioni di cui ai
commi 1 e 2 non si applicano ai procedimenti instaurati anteriormente alla data
di entrata in vigore del presente decreto ancora in corso alla medesima data.
ART. 5.
Disposizione
finanziaria.
1. In conseguenza
delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 4 e nel limite di non meno
il 50 per cento dei relativi effetti finanziari complessivi, con la legge
finanziaria per l'anno 1993 sono rideterminati gli importi dei trasferimenti
destinati alle gestioni previdenziali interessate.
ART. 5-bis.
Disposizioni
varie.
1. Lo stanziamento
destinato all'aiuto pubblico in favore dei Paesi in via di sviluppo di cui alla
legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, per la parte
iscritta al capitolo 9005 dello stato di previsione del Ministero del tesoro, è
stabilito in lire 1.425.769 milioni per l'anno 1993 ed in lire 1.539.355
milioni per ciascuno degli anni 1994 e 1995.
2. Gli oneri
relativi all'ammortamento dei mutui contratti e delle obbligazioni emesse
dall'Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL) ai sensi dell'articolo 11,
comma 22, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 41
, e dell'articolo 3,
comma 7, della legge 22 dicembre 1986, n. 910
, sono assunti a carico del bilancio dello Stato nei limiti di lire 1.046.000
milioni per l'anno 1993, di lire 378.000 milioni per l'anno 1994 e di lire
175.000 milioni per l'anno 1995 (18).
Capo II - Sanità
ART. 6.
Revisione
delle prestazioni sanitarie.
1. Entro il 30
novembre 1992 il Governo, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
definisce i livelli uniformi di assistenza sanitaria da garantire a tutti i
cittadini a decorrere dal 1 gennaio 1993. Ove tale intesa non intervenga, il
Governo provvede direttamente entro il 15 dicembre 1992.
2. [I livelli di
assistenza devono prevedere che siano tenuti al versamento di una quota fissa
individuale annua nella misura di lire 85.000 per l'assistenza medica di base:
a) i soggetti appartenenti ad un
nucleo familiare costituito da un unico componente ed avente un reddito
complessivo per l'anno precedente superiore a lire 30.000.000;
b) i soggetti
appartenenti ad un nucleo familiare costituito da due componenti ed avente un
reddito complessivo per l'anno precedente superiore a lire 42.000.000; c) i
soggetti appartenenti ad un nucleo familiare costituito da tre componenti ed
avente un reddito complessivo per l'anno precedente superiore a lire
50.000.000] (21/a).
3. [Ai fini
dell'obbligo di versamento della quota fissa annua di cui al comma 2 il limite
di reddito di cui alla lettera c) del medesimo comma 2 è aumentato di lire
5.000.000 per ciascun componente aggiuntivo del nucleo familiare] (21/a).
4. [Per la
determinazione del reddito complessivo di cui ai commi 2 e 3 del presente
articolo si tiene conto anche del reddito determinato sinteticamente sulla base
degli indici di capacità contributiva di cui all'articolo 2,
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600 , e successive modificazioni. Le modalità
per l'accertamento delle condizioni di reddito dei soggetti di cui ai commi 2 e
3 del presente articolo e per il versamento della quota fissa per l'assistenza
medica di base sono determinate con decreto del Ministro della sanità, di
concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro. I citati livelli di
assistenza devono altresì prevedere un tetto massimo di spesa per la fruizione
dell'assistenza farmaceutica in regime di esenzione dalla quota di
partecipazione alla spesa sanitaria per i soggetti esenti ai sensi
dell'articolo 3 del decreto-legge 25 novembre 1989, n. 382 , convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 gennaio 1990, n. 8, e successive modificazioni]
(21/a).
5. [I soggetti di
cui ai commi 2 e 3, con esclusione di quelli esentati dalla partecipazione alla
spesa sanitaria, sono tenuti, a decorrere dal 1 marzo 1993, al pagamento del
costo dei farmaci prescritti in ciascuna ricetta, con esclusione dei farmaci
salvavita, sino all'importo di lire 40.000, oltre al 10 per cento degli importi
eccedenti tale limite, nonché al pagamento delle prestazioni di diagnostica
strumentale e di laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche, ivi
comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali, sino
all'importo di lire 100.000, oltre al 10 per cento degli importi eccedenti tale
limite] (21/a).
6. [Fermo
restando il vigente regime delle esenzioni, i soggetti appartenenti a nuclei
familiari non riconducibili ai casi di cui ai commi 2 e 3, i quali non siano
già muniti dell'attestazione di esenzione, dovranno dotarsi di apposita certificazione,
secondo modalità che saranno stabilite con decreto del Ministro della sanità,
di concerto con il Ministro delle finanze] (21/a).
7. La quota fissa
sulle singole prescrizioni farmaceutiche è determinata in lire 4.000 e in lire
2.000 per le confezioni a base di antibiotici e per i prodotti in fleboclisi e
in confezione monodose; la quota fissa per ciascuna ricetta relativa a
prestazioni sanitarie, esclusi i ricoveri, diverse da quelle farmaceutiche è
determinata in lire 4.000.
8. Il compenso
orario spettante ai medici specialisti ambulatoriali convenzionati ai sensi
dell'articolo 48
della legge 23 dicembre 1978, n. 833 , è
corrisposto in misura proporzionale alle prestazioni effettivamente rese in
rapporto a quelle da rendere in base alla normativa vigente.
9. L'osservatorio
sui prezzi e sulle tecnologie sanitarie istituito ai sensi dell'articolo 25,
comma 5, del decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415 , convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38, e successive modificazioni,
tiene aggiornati i prezzi di listino applicati per i beni e i servizi inclusi
nell'osservatorio stesso. Tali prezzi costituiscono i prezzi di riferimento per
gli acquisti da parte delle strutture del Servizio sanitario nazionale.
10. Ai fini
dell'applicazione del presente articolo, qualora i redditi risultassero, anche
per effetto dell'applicazione degli indici di capacità contributiva di cui all'articolo 2,
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600 , e successive modificazioni, di importo
superiore a quelli previsti dai commi 2 e 3, il soggetto decade dal diritto
alle prestazioni contemplate dal comma 5 del presente articolo con oneri a
carico del Servizio sanitario nazionale e si procede al recupero delle somme
corrispettive delle prestazioni indebitamente usufruite, nonché della quota
fissa individuale di cui al comma 2 del presente articolo.
11. Il contributo
per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale per i lavoratori dipendenti
di tutti i settori, pubblici e privati, previsto dall'articolo 31,
comma 1, della legge 28 febbraio 1986, n. 41 ,
e successive modificazioni, è fissato nella misura del 10,60 per cento della
retribuzione imponibile, di cui il 9,60 per cento a carico dei datori di lavoro
e l'1 per cento a carico dei lavoratori. Il contributo per le prestazioni del
Servizio sanitario nazionale di cui ai commi 8, 9 e 11 dell'articolo 31
della citata legge n. 41 del 1986, e successive
modificazioni, è determinato nella misura del 5,4 per cento. La misura del
contributo previsto dall'articolo 31,
comma 14, della citata legge n. 41 del 1986,
e successive modificazioni, è elevata al 4,60 per cento. L'aliquota dello 0,40
per cento a carico del lavoratore, prevista dall'articolo 31,
comma 15, della citata legge n. 41 del 1986,
e successive modificazioni, è elevata allo 0,80 per cento. Sui trattamenti
pensionistici di importo annuo lordo superiore a 18 milioni di lire continua ad
applicarsi il contributo per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale
nelle misure vigenti al 31 dicembre 1992.
12. Le
disposizioni di cui al presente articolo, ad eccezione di quelle di cui ai
commi 1 e 5, hanno effetto a decorrere dal 1 gennaio 1993 (27).
ART. 7.
Misure
in materia di pubblico impiego.
1. Resta ferma
sino al 31 dicembre 1993 la vigente disciplina emanata sulla base degli accordi
di comparto di cui alla legge 29 marzo
1983, n. 93 (28), e successive modificazioni e
integrazioni. I nuovi accordi avranno effetto dal 1 gennaio 1994. Per l'anno
1993 al personale destinatario dei predetti accordi è corrisposta una somma
forfettaria di L. 20.000 mensili per tredici mensilità. Al personale
disciplinato dalle leggi 1. aprile
1981, n. 121 (29), 8 agosto 1990, n. 231 (30), 11 luglio 1988,
n. 266 (28), 30 maggio 1988,
n. 186- (31), 4 giugno 1985,
n. 281 (32), 15 dicembre 1990, n. 395 (33), 10 ottobre 1990,
n. 287 (34), ed al personale comunque dipendente
da enti pubblici non economici, nonché a quello degli enti, delle aziende o
società produttrici di servizi di pubblica utilità, si applicano le
disposizioni di cui al presente comma, fatta salva la diversa decorrenza del
periodo contrattuale (35).
2. Per l'anno
1993 non si applicano gli incrementi retributivi per il personale dirigente
dello Stato e per le categorie di personale ad esso comunque collegate,
previsti dall'articolo 2, comma 5, della legge 6 marzo 1992, n. 216 (30),
nonché quelli previsti per il personale di cui all'articolo 8,
comma 3, della legge 30 dicembre 1991, n. 412
(36), dal medesimo articolo 8.
3. Per l'anno 1993 non trovano
applicazione le norme che comunque comportano incrementi retributivi in
conseguenza sia di automatismi stipendiali, sia dell'attribuzione di
trattamenti economici, per progressione automatica di carriera, corrispondenti
a quelli di funzioni superiori, ove queste non siano effettivamente esercitate.
4. Per l'anno 1993 le somme
relative ai fondi di incentivazione ed ai fondi per il miglioramento
dell'efficienza dei servizi comunque denominati, previsti dai singoli accordi
di comparto, non possono essere attribuite in misura superiore ai correlativi
stanziamenti di bilancio per l'anno finanziario 1991.
5. Tutte le
indennità, compensi, gratifiche ed emolumenti di qualsiasi genere, comprensivi,
per disposizioni di legge o atto amministrativo previsto dalla legge o per
disposizione contrattuale, di una quota di indennità integrativa speciale di
cui alla L. 27 maggio
1959, n. 324 (28), e successive modificazioni, o
dell'indennità di contingenza prevista per il settore privato o che siano,
comunque, rivalutabili in relazione alla variazione del costo della vita, sono
corrisposti per l'anno 1993 nella stessa misura dell'anno 1992.
6. Le indennità
di missione e di trasferimento, le indennità sostitutive dell'indennità di
missione e quelle aventi natura di rimborso spese, potranno subire variazioni
nei limiti del tasso programmato di inflazione e con le modalità previste dalle
disposizioni in vigore.
7. L'art. 2,
comma 4, del D.L. 11 luglio 1992, n. 333 (36), convertito, con modificazioni,
dalla L. 8 agosto
1992, n. 359, va interpretato nel senso che dalla
data di entrata in vigore del predetto decreto-legge non possono essere più
adottati provvedimenti di allineamento stipendiale, ancorché aventi effetti
anteriori all'11 luglio 1992.
8. Le
amministrazioni pubbliche che abbiano provveduto alla ridefinizione delle
piante organiche possono indire concorsi di reclutamento, ferma restando
l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 28 della L.
23 luglio 1991, n. 223 (37). In ogni
caso per l'anno 1993, i trasferimenti e le assunzioni di personale nelle
amministrazioni pubbliche, con esclusione di quelle consentite da specifiche
norme legislative, avvengono secondo le disposizioni di cui all'art. 5, commi 1,
3 e 4, della L. 30 dicembre 1991, n. 412
(36). Tale disciplina si applica anche agli enti di cui al comma 2 dell'art. 1 della L.
29 dicembre 1988, n. 554 (28). I
riferimenti temporali già prorogati dall'articolo 5,
comma 2, della L. 30 dicembre 1991, n. 412 (36),
sono ulteriormente prorogati di un anno (38).
9. Il primario ospedaliero al
quale sono affidate le funzioni di soprintendente o di direttore sanitario
ospedaliero non può svolgere attività di diagnosi o cura e cessa dalla
responsabilità della divisione o servizio di cui è titolare per l'intero
periodo di svolgimento delle funzioni. La nomina a coordinatore sanitario deve
essere basata sul possesso di competenze specifiche oggettivamente attestabili
nei settori igienico-sanitari (38) (38/a).
Capo IV - Disposizioni fiscali
ART.8.
Imposta
straordinaria su particolari beni (39).
1. E' istituito
per l'anno 1992 un tributo straordinario al cui pagamento sono tenute le persone
fisiche che alla data di entrata in vigore del presente decreto possiedono uno
o più tra i seguenti beni:
a) autovetture e
autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e di cose di potenza fiscale
superiore a 20 cavalli, immatricolati per la prima volta come nuovi di fabbrica
successivamente al 31 dicembre 1989, iscritti nei pubblici registri alla data
di entrata in vigore del presente decreto (40);
a-bis)
autocaravan di potenza fiscale superiore a 30 cavalli e motocicli di potenza
fiscale superiore a 6 cavalli, immatricolati per la prima volta come nuovi di
fabbrica successivamente al 31 dicembre 1990, iscritti nei pubblici registri
alla data di entrata in vigore del presente decreto (41);
b) velivoli ed
elicotteri privati di cui al secondo comma dell'articolo 744 del codice della
navigazione immatricolati nel Registro aeronautico nazionale, con certificato
di navigabilità valido per l'anno 1992 o parte di esso, con esclusione degli
aeromobili costruiti anteriormente al 1 gennaio 1960 (42);
c) imbarcazioni
da diporto di lunghezza superiore a metri 18 fuoritutto, escluso il bompresso,
se a propulsione a vela, anche con motore ausiliario; imbarcazioni da diporto
di lunghezza superiore a metri 15 fuoritutto, escluso il bompresso, se a
propulsione a motore di potenza oltre 25 cavalli; navi da diporto (42);
c-bis)
imbarcazioni da diporto di lunghezza da 15 a 18 metri fuoritutto, escluso il
bompresso, se a propulsione a vela, anche con motore ausiliario; imbarcazioni
da diporto di lunghezza oltre 12 e fino a 15 metri fuoritutto, escluso il
bompresso, se a propulsione a motore di potenza oltre 25 cavalli (43). Ai fini
del presente comma si considera possessore, salvo prova contraria, colui che
alla data di entrata in vigore del presente decreto risulta intestatario del
bene dai pubblici registri.
2. Per ciascuno
dei beni di cui alla lettera a) del comma 1, di potenza fiscale compresa tra 21
e 24 cavalli, oppure, se immatricolati nel corso dell'anno 1990, di potenza
fiscale superiore a 24 cavalli, il tributo straordinario è dovuto nella misura
di tre volte le tasse automobilistiche erariali, regionali e relativa
addizionale, stabilite per l'anno 1992. Per ciascuno dei beni di cui alla
lettera a) del comma 1, di potenza fiscale superiore a 24 cavalli, se immatricolati
successivamente al 31 dicembre 1990, il tributo straordinario è dovuto nella
misura di cinque volte le tasse automobilistiche erariali, regionali e relativa
addizionale, stabilite per l'anno 1992 (44).
2-bis. Per gli
autocaravan di cui alla lettera a-bis) del comma 1, il tributo straordinario è
dovuto nella misura di tre volte la tassa automobilistica erariale, regionale e
relativa addizionale e la tassa speciale erariale di cui all'articolo 7 del
decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151 (45), convertito, con modificazioni, dalla
legge 12 luglio 1991, n. 202, dovute per l'anno 1992. Per i motocicli di cui
alla medesima lettera a-bis) del comma 1 il tributo straordinario è dovuto
nella misura di cinque volte le tasse automobilistiche erariali, regionali e relativa
addizionale, stabilite per l'anno 1992 (46).
3. Per ciascuno
dei beni di cui alla lettera b) del comma 1 il tributo straordinario è dovuto
nella misura di cinque volte la tassa speciale erariale annuale di cui
all'articolo 9 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151 (45), convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202. L'importo dovuto è ridotto
del 45 per cento se l'immatricolazione è avvenuta anteriormente al 1 gennaio
1977, del 30 per cento se l'immatricolazione è avvenuta nel periodo dal 1
gennaio 1977 al 31 dicembre 1982, e del 15 per cento se l'immatricolazione è
avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 1983 al 31 dicembre 1987 (47).
4. Per ciascuno
dei beni di cui alla lettera c) del comma 1 il tributo straordinario è dovuto
nella misura di cinque volte la tassa di stazionamento di cui all'articolo 8
del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151 (45), convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 luglio 1991, n. 202. L'importo dovuto è ridotto del 45% se
l'immatricolazione è avvenuta anteriormente al 1 gennaio 1977, del 30% se
l'immatricolazione è avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 1977 al 31 dicembre
1982, e del 15% se l'immatricolazione è avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 1983
al 31 dicembre 1987. 4-bis. Per ciascuno dei beni di cui alla lettera c-bis)
del comma 1, il tributo straordinario è dovuto nella misura di tre volte la
tassa di stazionamento di cui all'articolo 8 del decreto-legge 13 maggio 1991,
n. 151 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202.
L'importo dovuto è ridotto del 45 per cento se l'immatricolazione è avvenuta
anteriormente al 1 gennaio 1977, del 30 per cento se l'immatricolazione è
avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 1977 al 31 dicembre 1982, e del 15 per cento
se l'immatricolazione è avvenuta nel periodo dal 1 gennaio 1983 al 31 dicembre
1987 (46).
5. Sono esonerati
dal tributo straordinario i beni che alla data di entrata in vigore del
presente decreto risultano consegnati per la rivendita a soggetti autorizzati
al commercio nonché, se posseduti da persone fisiche, quelli indicati
nell'articolo 9, comma 4, del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151 (45),
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202. Il tributo
non è, altresì, dovuto per i beni utilizzati esclusivamente come beni
strumentali nell'esercizio dell'attività propria dell'impresa. In ogni caso il
tributo è dovuto quando i beni sono dati in uso agli amministratori, ai soci,
ai collaboratori e ai dipendenti, o sono utilizzati dallo stesso imprenditore
(47).
6. I soggetti di cui al comma 1
debbono dichiarare i beni sottoposti al tributo straordinario su stampati
conformi ad appositi modelli approvati con decreto del Ministro delle finanze
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto. Tale dichiarazione deve essere presentata
all'ufficio del registro competente in base al domicilio fiscale del
contribuente, dal 16 novembre al 15 dicembre 1992; entro lo stesso termine deve
essere effettuato il pagamento di quanto dovuto con versamento alla cassa dello
stesso ufficio o su apposito conto corrente postale intestato al medesimo. In
caso di contitolarità del bene sono solidalmente responsabili i cointestatari
del bene stesso.
7. Per la omessa
presentazione della dichiarazione e per il mancato o insufficiente pagamento
del tributo nei termini stabiliti si applica la sopratassa rispettivamente di
lire seicentomila e di due volte il tributo non corrisposto. Qualora la
presentazione della dichiarazione o il pagamento avvenga oltre il termine
prescritto, ma entro sessanta giorni dalla scadenza di questo, le sopratasse
sono ridotte ad un terzo, sempre che non risulti elevato nel frattempo processo
verbale di constatazione.
8. L'applicazione
delle sopratasse è demandata al competente ufficio del registro che vi provvede
mediante notifica del processo verbale di accertamento. Alla costatazione delle
violazioni provvedono la Guardia di finanza, gli organi della Polizia di Stato,
delle capitanerie di porto, i carabinieri nonché i funzionari degli uffici del
registro per le irregolarità riscontrate nell'ambito del loro ufficio; per il
contenzioso si applicano le disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 636
(48).
8-bis. Le
disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai soggetti di cui
all'articolo 5 e all'articolo 87,
comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(49), e successive modificazioni, nonché alle stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato dei predetti soggetti per i beni indicati nel comma 1
del presente articolo (50).
9. I soggetti che alla data di
entrata in vigore del presente decreto, al di fuori dell'esercizio di una
attività commerciale, gestiscano, individualmente o in forma associata, aziende
faunistico-venatorie ovvero siano titolari di diritti esclusivi di pesca su
corsi d'acqua o su superfici lacustri, sono tenuti al versamento del tributo di
cui al comma 1 nelle seguenti misure: a) lire 10 mila per ettaro, per le
aziende faunistico-venatorie; b) lire 10 mila per chilometro, per i diritti
esclusivi di pesca su corsi d'acqua; c) lire 10 mila per ettaro, per i diritti
esclusivi di pesca su superfici lacustri. Si applicano le disposizioni dei
commi 5, 6, 7 e 8. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai
soggetti titolari di concessioni a scopo esclusivo di piscicoltura (51). 10.
Con decreti del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro,
dei trasporti, della marina mercantile, dell'agricoltura e delle foreste sono
stabiliti i criteri e le modalità per lo scambio, anche mediante supporti
magnetici, di dati e notizie in possesso delle singole amministrazioni per
l'effettuazione di riscontri e controlli.
ART. 9.
Adeguamento
delle detrazioni e nuova curva delle aliquote.
1. Le
disposizioni dei commi 1 e 2 dell'articolo 3 del decreto-legge 2 marzo 1989, n.
69 (49), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, si
applicano limitatamente alle detrazioni di imposta e ai limiti di reddito
previsti negli articoli 12 e 13
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(49).
2. Per l'anno
1993, in applicazione della disposizione del comma 1, le detrazioni di imposta
e i limiti di reddito sono fissati come segue:
a) detrazione per
il coniuge non legalmente ed effettivamente separato: L. 757.500;
b) detrazione per
i figli minori di età o permanentemente inabili al lavoro e per quelli di età
non superiore a ventisei anni dediti agli studi o a tirocinio gratuito:
per un figlio L.
87.500
per due figli L. 175.000
per tre figli L. 262.500
per quattro figli
L. 350.000
per cinque figli
L. 437.500
per sei figli L. 525.000
per sette figli L. 612.500
per otto figli. L. 700.000
per ogni altro
figlio L.
87.500
Nei casi previsti
dal comma 3 dell'articolo 12 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(49), la detrazione spettante per il coniuge si applica per il primo figlio e
la somma detraibile in relazione al numero dei figli è raddoppiata e
l'ammontare di essa è ridotto di lire 175.000 (52);
c) detrazione per
altri familiari a carico: L. 121.000; d) limite di reddito di cui al comma 4
dell'articolo 12 del
testo unico delle imposte sui redditi: L.
5.100.000; e) detrazione per redditi di lavoro dipendente di cui al comma 1
dell'articolo 13 del
testo unico delle imposte sui redditi: L.
727.000;
f) limite di
reddito di lavoro dipendente di cui al comma 2 dell'articolo 13 del
testo unico delle imposte sui redditi: L.
13.900.000;
g) limite di reddito
di lavoro autonomo e di imprese di cui al comma 4 dell'articolo 13 del
testo unico delle imposte sui redditi: L.
7.600.000;
h) ulteriore
detrazione per redditi di lavoro dipendente: L. 227.000 se il reddito di lavoro
dipendente non supera L. 13.900.000;
i) ulteriore
detrazione per redditi di lavoro autonomo e di impresa: L. 189.000 se
l'ammontare complessivo del reddito di lavoro autonomo e di impresa non supera
L. 7.600.000.
3. A partire dal
periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto,
ai fini della imposta sul reddito delle persone fisiche, le aliquote per
scaglioni di reddito di cui al comma 1 dell'articolo 11 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(49), sono sostituite dalle seguenti:
| Aliquote |
|a) fino a lire
7.200.000
|10 per cento|
|b) oltre lire
7.200.000 fino a lire 14.400.000.
.|22 per cento|
|c) oltre lire
14.400.000 fino a lire 30.000.000 .|27
per cento|
|d) oltre lire
30.000.000 fino a lire 60.000.000 . |34
per cento|
|e) oltre lire
60.000.000 fino a lire 150.000.000 |41
per cento|
|f) oltre lire
150.000.000 fino a lire 300.000.000 |46 per cento|
|g) oltre lire
300.000.000 |51 per
cento|
4. In relazione
alla modifica apportata dal comma 3 alle aliquote dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche, i contribuenti tenuti per l'anno 1992 al versamento di
acconto ai fini di detta imposta, se per l'anno 1991 è stato dichiarato un
reddito imponibile superiore a lire 14 milioni e 400 mila, devono effettuare il
versamento della seconda rata di acconto alle scadenze e con le modalità di cui
al decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69 (53), convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 aprile 1989, n. 154, e con riferimento all'imposta relativa all'anno
1991, al netto delle detrazioni, dei crediti e delle ritenute di acconto,
incrementata di una somma pari al 3 per cento dell'importo che risulta
sottraendo dal reddito imponibile dichiarato per l'anno 1991 l'ammontare di
lire 14 milioni e 400 mila ovvero, se superiore, quello del reddito di lavoro
dipendente e assimilati dichiarato per lo stesso anno. Restano ferme le
disposizioni dell'articolo 4 del citato decreto-legge n. 69 del 1989.
5. I sostituti di
imposta devono procedere all'applicazione delle disposizioni del comma 3 a
partire dal secondo periodo di paga successivo a quello in corso alla data di
entrata in vigore del presente decreto e recuperare l'imposta relativa al
periodo decorso dal 1 gennaio 1992 fino al predetto periodo di paga in sede di
conguaglio di fine anno 1992 o, se precedente, alla data di cessazione del
rapporto di lavoro; in caso di incapienza la differenza verrà recuperata nel
periodo di paga immediatamente successivo.
ART. 10.
Nuova
disciplina di taluni oneri deducibili.
1. [Ai fini dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche, per gli oneri di cui all'articolo 10,
comma 1, lettere b-bis), c), d), e), f), g), m), o), p) ed r), del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
(53), è riconosciuta, in luogo della deduzione, una detrazione di imposta nella
misura del 27 per cento degli oneri stessi, ridotta al 22 per cento e al 10 per
cento per la parte in cui l'ammontare dei predetti oneri eccede la differenza
tra il reddito complessivo, al netto degli oneri diversi da quelli sopra
indicati, e il limite superiore rispettivamente del secondo e del primo
scaglione di reddito] (53/a).
2. [Le
disposizioni del comma 1 si applicano anche con riferimento a quanto disposto
dal comma 3 dell'art. 10 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986,
n. 917 (53), e ai fini della determinazione del
reddito degli enti non commerciali e delle società ed enti non residenti]
(53/a).
3. Al testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (53),
sono apportare le seguenti modificazioni:
a) nell'articolo 10,
comma 1, lettera a), come modificato dall'articolo 4 del decreto legislativo 28
febbraio 1992, n. 263, le parole: <<l'imposta locale sui redditi pagata
nel periodo di imposta esclusa quella relativa a redditi tassati separatamente;
nonché>> sono soppresse;
b) nell'articolo
10, il comma 4 è soppresso;
c) nell'articolo
18, comma 1, le parole: <<,al netto dell'imposta locale sui redditi in
quanto dovuta,>> sono soppresse;
d) l'articolo 101
è soppresso.
4. La detrazione
di cui all'articolo 13-bis del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
(53), si applica anche nelle ipotesi previste alle lettere b) e c) del comma 2
dell'art. 48 del
citato testo unico e le erogazioni ed i premi di
assicurazione ivi indicati concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente
(53/b).
5. Le
disposizioni del comma 1 si applicano agli oneri sostenuti dal periodo di
imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto; quelle
dei commi 2, 3 e 4 si applicano a decorrere dal medesimo periodo di imposta.
5-bis. All'art.
78, comma 1, della L. 30 dicembre 1991, n. 413 (54), le parole: <<dieci
anni>> sono sostituite dalle seguenti: <<cinque anni>> (55).
5-ter. All'articolo 78, comma 4,
ultimo periodo, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (54), le parole da:
<<i consulenti del lavoro>> fino a: <<sostituti
d'imposta>> sono sostituite dalle seguenti: <<i consulenti del
lavoro e i consulenti tributari possono apporre il visto di conformità di cui
al presente comma per quanto riguarda gli adempimenti dei sostituti d'imposta e
di dichiarazione e, nei confronti dell'utenza di cui al comma 3 del presente
articolo, anche per quanto riguarda gli adempimenti previsti dal presente
comma>> (55).
5-quater.
...............................................(56).
ART. 11.
Disposizioni
per il controllo delle imprese minori e del lavoro autonomo.
1. I decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri, previsti dall'art. 11, comma 5, del D.L.
2 marzo 1989, n. 69 (53), convertito, con modificazioni, dalla L. 27 aprile
1989, n. 154, come modificato dall'art. 6 della L. 30 dicembre 1991, n. 413
(54), e successive modificazioni, sono emanati previo parere della commissione
parlamentare di cui all'art. 17, terzo comma, della L. 9 ottobre 1971, n. 825
(54), nella composizione stabilita dall'art. 1, comma 4, della L. 29 dicembre
1987, n. 550 (54); la commissione si esprime entro quindici giorni dalla
richiesta. Il termine per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei
predetti decreti è stabilito al 30 ottobre; per l'anno 1992 il termine è
fissato al 15 dicembre (57).
2. All'articolo 41-bis,
comma 2, secondo periodo, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
(53), come sostituito dall'art. 2, comma 1, della L. 30 dicembre 1991, n. 413,
la parola: <<esclusivamente>> è sostituita dalla seguente:
<<anche>> (57).
[3. Fino alla revisione della
disciplina tributaria della determinazione del reddito di impresa e comunque
non oltre il 31 dicembre 1994, i ricavi e i compensi determinati induttivamente
a norma dell'articolo 12 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69 (58),
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, come
sostituito dall'articolo 7, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (59),
non possono in nessun caso essere inferiori alla somma delle spese e degli
altri componenti negativi deducibili e del contributo diretto lavorativo
determinato con i decreti di cui al comma 5 dell'articolo 11 del citato decreto
n. 69 del 1989, salvo l'esercizio della facoltà prevista nel penultimo periodo
del comma 1 dell'articolo 12 del medesimo decreto] (59/a).
4.
......................................................(60).
ART. 11-bis.
Liquidazione
e riscossione delle imposte sui redditi
in base al contributo diretto lavorativo.
[1. Per i
soggetti, diversi da quelli indicati nell'articolo 87 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(58), che esercitano attività commerciali e per quelli che esercitano arti e
professioni i cui ricavi o compensi non superano l'ammontare indicato
rispettivamente nel primo comma dell'articolo 18 e nel quarto comma dell'articolo 19 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600
(58), e successive modificazioni, qualora il reddito derivante dall'esercizio
di attività commerciali o di arti o professioni dichiarato risulti inferiore
all'ammontare del contributo diretto lavorativo dell'imprenditore o
dell'esercente l'arte o la professione, e dei suoi collaboratori familiari,
soci o associati, determinato ai sensi dell'articolo 11, comma 1-bis, del
decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69 (58), convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 aprile 1989, n. 154, come modificato dall'articolo 6 della legge 30
dicembre 1991, n. 413 (59), e successive modificazioni, l'ufficio delle
entrate, anche avvalendosi di procedure automatizzate, provvede alla
liquidazione e alla riscossione delle maggiori imposte con le modalità previste
per la liquidazione e la riscossione delle imposte sui redditi dovute sulla
base della dichiarazione; in tal caso si applicano gli articoli 9
e 92 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602
(61), e successive modificazioni.
2. Gli uffici
delle entrate provvedono allo sgravio delle somme iscritte a ruolo ai sensi del
comma 1 se, dalla documentazione prodotta dal contribuente entro trenta giorni
dalla data di notifica della cartella di pagamento, asseverata con i criteri e
le modalità previsti dal comma 3, risulti che i dati presi a base per la
determinazione del contributo diretto lavorativo sono infondati in tutto o in
parte ovvero che sussistono componenti negativi deducibili non compresi tra
quelli ordinariamente imputabili al settore o all'attività.
3. Le disposizioni
recate dal comma 1 del presente articolo non si applicano nei riguardi degli
imprenditori individuali e degli esercenti arti e professioni i quali,
nell'esercizio della loro attività, non si avvalgono di collaboratori o di
dipendenti e che in relazione all'ambito economico, al luogo e alle modalità di
tale esercizio, all'entità del capitale investito e alle specifiche condizioni
soggettive, rendono manifesta, sulla base dei criteri determinati con decreti
del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro delle finanze e con il parere della Commissione
parlamentare di cui all'articolo 17, terzo comma, della legge 9 ottobre 1971,
n. 825 (59), nella composizione stabilita dall'articolo 1, comma 4, della legge
29 dicembre 1987, n. 550 (59), che si esprime entro quindici giorni dalla
richiesta, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, la produzione di un reddito
inferiore a quello determinabile, in applicazione di quanto disposto
dall'articolo 11, comma 1-bis, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69 (58),
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, come
modificato dall'articolo 6 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (59), e
successive modificazioni, ai sensi del comma 1 del presente articolo. A questo
fine i soggetti interessati devono presentare domanda ad una apposita
commissione provinciale presieduta dal prefetto, composta dal direttore
regionale delle entrate e, in relazione al domicilio fiscale del soggetto
richiedente, dal direttore dell'ufficio delle entrate, dal sindaco, o da loro
delegati, e da un delegato del sindaco con specifiche conoscenze delle
condizioni socio-economiche del luogo dell'esercizio dell'attività. La domanda
deve essere corredata dal parere di una tra le associazioni di categoria
presenti nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) ovvero
dell'ordine professionale di appartenenza nonché dalla documentazione
attestante l'esistenza delle suindicate condizioni; la documentazione deve
essere asseverata, ai sensi e con gli effetti di cui all'articolo 41-bis,
comma 2, terzo e quarto periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 (58), come
sostituito dall'articolo 2, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (59),
e successive modificazioni, dai Centri di assistenza fiscale di cui
all'articolo 78, commi 1 e 2 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (59), e
successive modificazioni, o dai soggetti di cui all'articolo 30,
terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
636 (62), e successive modificazioni. La
commissione provinciale decide sulla base dell'esito di accertamenti
separatamente effettuati dalla Guardia di finanza, da altri organi di polizia e
dai vigili urbani. La decisione della commissione provinciale ha effetto per il
periodo di imposta per il quale è stata presentata la domanda nonché per i
periodi successivi se il contribuente, nella relativa dichiarazione dei
redditi, attesta che permangono i requisiti e le condizioni enunciate nella
domanda stessa; l'ufficio delle entrate può richiedere alla commissione provinciale
di effettuare controlli e riscontri. I soggetti la cui domanda è stata accolta
dalla commissione provinciale, che dichiarano un reddito non inferiore a quello
determinabile, in applicazione di quanto disposto dall'art. 11, comma 1-bis,
del D.L. 2 marzo 1989, n. 69 (63), convertito, con modificazioni, dalla L. 27
aprile 1989, n. 154, come modificato dall'art. 6 della L. 30 dicembre 1991, n.
413 (64), e successive modificazioni, ai sensi del comma 1 del presente
articolo, sono esclusi dalla programmazione delle attività di controllo di cui
agli articoli 6 e 7
della L. 24 aprile 1980, n. 146 (65).
4. Le domande di
esonero dalla applicazione delle disposizioni di cui al comma 1, corredate dai
pareri e dalla documentazione di cui al comma 3, sono presentate al sindaco del
comune ove il soggetto interessato ha il domicilio fiscale. Il sindaco
trasmette alla commissione provinciale le domande pervenute. Coloro che hanno
presentato la domanda conformemente a quanto previsto dal comma 3 possono
avvalersi delle disposizioni dell'ultimo periodo del medesimo comma 3 nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale hanno
presentato la domanda di esonero; tuttavia, se con la successiva decisione
della commissione provinciale la domanda è respinta, sono tenuti a versare la
maggiore imposta dovuta con gli interessi nella misura annua del 12 per cento
all'atto del versamento della imposta dovuta sulla base della dichiarazione da
presentare per il periodo di imposta successivo.
5. Ai fini
dell'applicazione delle disposizioni del presente articolo, gli uffici delle
entrate applicano le disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 10 del D.P.R. 28
novembre 1980, n. 787 (66). Il ricorso contro il ruolo emesso a seguito della
liquidazione effettuata a norma del comma 1 del presente articolo è ammesso
anche per motivi relativi alla decisione delle commissioni provinciali.
6. Le commissioni
provinciali sono insediate entro il 15 gennaio 1993. Con il primo dei decreti
indicati nel primo periodo del comma 3, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
entro il 15 dicembre 1992, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione
delle disposizioni di cui al presente articolo] (67) (67/a).
ART. 11-ter.
Accertamenti.
1. Le
disposizioni di cui all'art. 41-bis del
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (63), come
sostituito dall'art. 2, comma 1, della L. 30 dicembre 1991, n. 413, e
successive modificazioni, si applicano, senza pregiudizio dell'ulteriore azione
accertatrice nei termini stabiliti dall'art. 43 del
medesimo decreto n. 600 del 1973 (63), anche per
l'accertamento del reddito complessivo netto ai sensi dell'art. 38 del
citato decreto n. 600 del 1973 (63), e
successive modificazioni. Gli accertamenti possono essere effettuati, per conto
dell'ufficio delle imposte, anche dal sistema informativo del Ministero delle
finanze; la notifica, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento,
si considera avvenuta alla data indicata nell'avviso di ricevimento
sottoscritto dal destinatario o da persona di famiglia o addetta alla casa
ovvero, nel caso in cui il destinatario sia diverso da persona fisica, dal
rappresentante o da persona addetta alla sede.
2. Le
disposizioni di cui all'articolo 11-bis del presente decreto si applicano alle
liquidazioni relative al periodo di imposta in corso alla data del 1 dicembre
1992 e ai successivi. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli
accertamenti effettuati dopo tale data] (67) (67/b).
ART. 12.
Versamento
acconto ritenute su interessi dei depositi, conti correnti bancari e postali.
1. Fino al
riordinamento del regime tributario dei redditi di capitale, la ritenuta sugli
interessi, premi ed altri frutti dei depositi e conti correnti bancari e
postali di cui al secondo comma dell'art. 26 del
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (63), e
successive modificazioni, continua ad applicarsi nella misura del 30 per cento,
salvo quanto disposto dal comma 10 dell'art. 7 della L.
11 marzo 1988, n. 67 (65), e il versamento di acconto di
cui all'art. 35 del D.L. 18 marzo 1976, n. 46 (68), convertito, con
modificazioni, dalla L. 10 maggio 1976, n. 249, e successive modificazioni,
resta determinato, anche oltre il 31 dicembre 1992, con esclusione dei depositi
di cui al comma 10 dell'art. 7 della L.
11 marzo 1988, n. 67 (65), al 50 per cento per ciascuna
delle scadenze stabilite in ciascun anno.
ART. 12-bis.
Interpretazione
autentica.
1. Ai fini della determinazione
dell'imposta straordinaria immobiliare istituita dall'art. 7 del D.L. 11 luglio
1992, n. 333 (65), convertito, con modificazioni, dalla L. 8 agosto
1992, n. 359, nelle unità immobiliari urbane direttamente
adibite ad abitazione principale del possessore e dei suoi familiari, di cui al
comma 3 dello stesso art. 7, debbono intendersi comprese anche le abitazioni
assegnate in uso e in godimento ai propri soci dalle cooperative edilizie di
abitazione a proprietà indivisa (67).
ART. 13.
Riserva
delle entrate all'erario.
1. Le entrate
derivanti dal presente capo sono riservate all'erario e concorrono, anche
attraverso il potenziamento di strumenti antievasione, alla copertura degli
oneri per il servizio del debito pubblico, nonché alla realizzazione delle
linee di politica economica e finanziaria in funzione degli impegni di
riequilibrio del bilancio assunti in sede comunitaria.
2. Con decreto
del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, da emanare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
saranno definite, ove necessarie, le modalità per l'attuazione di quanto
previsto al comma 1.
ART. 13-bis.
Modifica
all'articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi.
1 ..........................................(69).
2. Le
disposizioni del comma 5-bis dell'articolo 75 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
introdotto dal comma 1 del presente articolo, si applicano dall'esercizio in
corso alla data di entrata in vigore del presente decreto per gli interessi e i
proventi maturati a partire dal 9 settembre 1992 (70).
ART. 13-ter.
Applicazione
delle norme.
1. Le disposizioni del presente
decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province
autonome di Trento e di Bolzano in quanto non in contrasto con le norme dei
rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. 2. In ogni caso, per
la regione Valle d'Aosta l'individuazione delle entrate di cui al presente capo
e la determinazione del loro importo da riversare allo Stato avvengono previa
intesa con il competente organo della regione medesima (71).
ART. 14.
Entrata
in vigore.
1. Il presente
decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la
conversione in legge.
(1) Pubblicato
nella Gazz. Uff. 19 settembre 1992, n. 221 e convertito in legge, con
modificazioni, dalla L. 14 novembre 1992, n. 438 (Gazz. Uff. 18 novembre 1992,
n. 272, S.O.).
(5) Comma così
modificato dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(11) Comma così
sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(12) Comma
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438. Per i termini,
vedi l'art. 11, L. 24 dicembre 1993, n. 537.
(12/a) Comma
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(15) Comma così
modificato dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(16) Sostituisce
il secondo comma dell'art. 8, L. 30 aprile 1969, n. 153.
(18) Articolo
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(19) Il comma che
si omette sostituisce i commi 2 e 3 dell'art. 47, D.P.R. 30 aprile 1970, n.
639.
(20/a) La Corte
costituzionale, con sentenza 25 marzo-13 aprile 1994, n. 134 (Gazz. Uff. 20
aprile 1994, n. 17 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale dell'art. 4, comma 2, del presente decreto-legge.
(21/a) Comma
abrogato dall'art. 8, L. 24 dicembre 1993, n. 537.
(27) Così
sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(28) Riportata
alla voce Impiegati civili dello Stato.
(29) Riportata
alla voce Sicurezza pubblica.
(30) Riportata
alla voce Forze armate.
(31) Riportata
alla voce Consiglio nazionale delle ricerche.
(32) Riportata
alla voce Borse di commercio.
(33) Riportata
alla voce Carceri e case di rieducazione.
(34) Riportata
alla voce Società commerciali.
(35) Vedi, anche,
l'art. 74, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29.
(36) Riportata
alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(37) Riportata
alla voce Lavoro.
(38) Comma così
modificato dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(38/a) Per
l'interpretazione autentica del presente art. 7, vedi l'art. 73, comma 6-bis,
D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, riportato alla voce Impiegati civili dello
Stato, nel testo introdotto dall'art. 21, D.Lgs. 18 novembre 1993, n. 470 (Gazz.
Uff. 24 novembre 1993, n. 276, S.O.).
(39) Con D.M. 14
novembre 1992 (Gazz. Uff. 18 novembre 1992, n. 272) è stato approvato il
modello per la dichiarazione dei beni e delle concessioni assoggettate a
imposte straordinarie a norma dell'art. 8 del presente decreto.
(40) Lettera così
sostituita dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(41) Lettera
aggiunta dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(42) Lettera così
modificata dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(43) Lettera
aggiunta dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(44) Comma così
sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(45) Riportato
alla voce Imposte e tasse in genere.
(46) Comma
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(47) Comma così
modificato dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(48) Riportato
alla voce Imposte e tasse in genere.
(49) Riportato
alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte
sui).
(50) Comma così
inserito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(51) Comma così
sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(52) Lettera così
modificata dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(53) Riportato
alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte
sui).
(53/a) Comma
abrogato dall'art. 3, D.L. 31 maggio 1994, n. 330, riportato alla voce Imposte
e tasse in genere.
(53/b) Comma così
sostituito dall'art. 3, D.L. 31 maggio 1994, n. 330, riportato alla voce
Imposte e tasse in genere.
(54) Riportata
alla voce Imposte e tasse in genere.
(55) Comma
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(56) Il comma che
si omette, inserito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438,
aggiunge il comma 13-bis all'art. 78, L. 30 dicembre 1991, n. 413, riportata
alla voce Imposte e tasse in genere.
(57) Comma così
sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(58) Riportato
alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte
sui).
(59) Riportata
alla voce Imposte e tasse in genere.
(59/a) Comma
abrogato dall'art. 62-ter, D.L. 30 agosto 1991, n. 331, riportato alla voce
Imposte e tasse in genere, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello
in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione 29 ottobre
1993, n. 427, riportata alla stessa voce.
(60) Il comma che
si omette, sostituito dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438,
aggiunge il comma 1-bis all'art. 11, D.L. 2 marzo 1989, n. 69, riportato alla
voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte sui).
(61) Riportato
alla voce Riscossione delle imposte dirette.
(62) Riportato
alla voce Imposte e tasse in genere.
(63) Riportato
alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte
sui).
(64) Riportata alla voce Imposte
e tasse in genere.
(65) Riportata
alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(66) Riportato
alla voce Ministero delle finanze.
(67) Articolo
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.
(67/a) Articolo
abrogato dall'art. 62-ter, D.L. 30 agosto 1993, n. 331, riportato alla voce
Imposte e tasse in genere, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello
incorso alla data di entrata in vigore della legge di conversione 29 ottobre
1993, n. 427, riportata alla stessa voce.
(67/b) Abrogato dall'art.
62-quinquies, D.L. 30 agosto 1993, n. 331, riportato alla voce Imposte e tasse
in genere.
(68) Riportato
alla voce Imposte e tasse in genere.
(69) Il comma che
si omette, aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438,
inserisce il comma 5-bis all'art. 75, D.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, riportato alla
voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte sui).
(70) Comma così
sostituito dall'art. 16, L. 23 dicembre 1992, n. 498, riportata alla voce
Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(71) Articolo
aggiunto dalla legge di conversione 14 novembre 1992, n. 438.