D.Lgs. 12 Maggio 1995 n. 195
Attuazione dell'art. 2 della legge 6 marzo
1992, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del
rapporto di impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze
armate.
Gazzetta Ufficiale 27 maggio 1995, n. 122,
S.O.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la Legge 6 Marzo
1992, n. 216, di conversione, con modificazioni,
del decreto-legge 7 gennaio 1992, n. 5, ed in particolare l'art. 2;
Vista la legge 29 aprile 1995, n. 130;
Acquisiti i pareri delle organizzazioni sindacali del personale
interessato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale e degli
organismi di rappresentanza del personale militare;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 novembre 1994;
Acquisito il parere della competente Commissione permanente del
Senato della Repubblica;
Considerato che la competente Commissione permanente della
Camera dei deputati non ha espresso nei termini il proprio parere;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 9 maggio 1995;
Sulla proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i
Ministri della difesa, delle finanze, di grazia e giustizia, delle risorse
agricole, alimentari e forestali, per la funzione pubblica e del tesoro;
Emana il seguente decreto legislativo:
Articolo 1.
Ambito di applicazione.
1. Le procedure che disciplinano i contenuti del rapporto di
impiego del personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare e
delle Forze armate, esclusi i rispettivi dirigenti civili e militari ed il
personale di leva nonché quello ausiliario di leva, sono stabilite dal
presente decreto legislativo. Il rapporto di impiego del personale civile e
militare con qualifica dirigenziale resta disciplinato dai rispettivi
ordinamenti ai sensi dell'art. 2, comma
4, e delle altre disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Le procedure di cui al comma 1, da attuarsi secondo le
modalità e per le materie indicate negli articoli seguenti, si concludono con
l'emanazione di separati decreti del Presidente della Repubblica concernenti
rispettivamente il personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare
e quello delle Forze armate.
Articolo 2.
Provvedimenti.
1. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui all'art. 1,
comma 2, concernente il personale delle Forze di polizia è emanato:
A) per quanto attiene alle Forze di polizia ad ordinamento civile
(Polizia di Stato, Corpo della polizia penitenziaria e Corpo forestale dello
Stato), a seguito di accordo sindacale stipulato da una delegazione di parte
pubblica composta dal Ministro per la funzione pubblica, che la presiede, e
dai Ministri dell'interno, del tesoro, della difesa, delle finanze, di grazia
e giustizia e delle risorse agricole, alimentari e forestali o dai
Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, e da una delegazione
sindacale composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative sul piano nazionale del personale della Polizia
di Stato, del Corpo della polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello
Stato individuate con decreto del Ministro per la funzione pubblica in
conformità alle disposizioni vigenti per il pubblico impiego in materia di
accertamento della maggiore rappresentatività sindacale;
B) per quanto attiene alle Forze di polizia ad ordinamento
militare (Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza), a seguito
di concertazione fra i Ministri indicati nella lettera A) o i Sottosegretari
di Stato rispettivamente delegati alla quale partecipano, nell'ambito delle
delegazioni dei Ministri della difesa e delle finanze, i Comandanti generali
dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza o loro delegati ed i
rappresentanti del Consiglio centrale di rappresentanza (COCER - Sezioni
Carabinieri e Guardia di finanza).
2. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui all'art. 1,
comma 2, concernente il personale delle Forze armate è emanato a seguito di
concertazione tra i Ministri per la funzione pubblica, del tesoro e della
difesa, o Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, alla quale
partecipano, nell'ambito della delegazione del Ministro della difesa il Capo
di Stato maggiore della difesa o suoi delegati ed i rappresentanti del
Consiglio centrale di rappresentanza (COCER - Sezioni Esercito, Marina ed
Aeronautica).
3. Le delegazioni delle organizzazioni sindacali di cui al comma
1, lettera a) sono composte da rappresentanti di ciascuna organizzazione
sindacale. Nelle delegazioni dei Ministeri della difesa e delle finanze di
cui al comma 1, lettera b), e al comma 2 le rappresentanze militari
partecipano con rappresentanti di ciascuna sezione del Consiglio centrale di rappresentanza
(COCER), in modo da consentire la rappresentanza di tutte le categorie
interessate.
Articolo 3.
Forze di polizia ad ordinamento civile -
materie oggetto di contrattazione e di informazione e forme di
partecipazione.
1. Ai fini di cui all'art. 2, comma 1, lettera a), per il
personale appartenente alle Forze di polizia ad ordinamento civile, sono
oggetto di contrattazione:
il trattamento economico fondamentale ed accessorio;
la durata massima dell'orario di lavoro settimanale;
il congedo ordinario;
il congedo straordinario;
l'aspettativa per motivi di salute e di famiglia;
i permessi brevi per esigenze personali;
le aspettative sindacali ed i permessi sindacali retribuiti;
il trattamento economico di missione e di trasferimento;
i criteri di massima per la formazione e l'aggiornamento
professionale;
i criteri per l'istituzione di organi di verifica della qualità
e salubrità dei servizi di mensa e degli spacci, per lo sviluppo delle
attività di protezione sociale e di benessere del personale, nonché per la
gestione degli Enti di assistenza del personale.
2. Nel rispetto dei princìpi generali fissati dalla legge o da
atti normativi o amministrativi emanati ai sensi dell'art. 2, comma 4, della Legge 6 Marzo
1992, n. 216, nell'ambito della Polizia di Stato e
del Corpo forestale dello Stato, le rispettive amministrazioni, allo scopo di
rendere più costruttivo il sistema di relazioni sindacali, informano le
organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo nazionale di cui all'art. 2,
comma 1, lettera a), operanti presso le predette rispettive amministrazioni
in merito alla determinazione dei criteri generali concernenti:
a) l'articolazione dell'orario di lavoro obbligatorio
giornaliero e settimanale e dei turni di servizio;
b) la mobilità esterna del personale a domanda;
c) la definizione delle piante organiche;
d) la gestione del rapporto di impiego relativamente agli atti
normativi ed amministrativi di carattere generale concernenti lo stato
giuridico, previdenziale ed assistenziale;
e) la introduzione di nuove tecnologie e le conseguenti misure
di massima riguardanti i processi generali di organizzazione degli uffici
centrali e periferici aventi effetti generali sull'organizzazione del lavoro;
f) le misure di massima concernenti l'organizzazione degli
uffici e l'organizzazione del lavoro;
g) la qualità del servizio ed i rapporti con l'utenza, nonché le
altre misure di massima volte a migliorare l'efficienza dei servizi;
h) l'attuazione di programmi di formazione del personale;
i) le misure in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di
lavoro.
3. Per le materie indicate nelle lettere a) e b) del comma 2,
l'informazione è preventiva. A seguito di tale informazione, le
amministrazioni e le rispettive organizzazioni sindacali indicate nel comma
2, su richiesta delle stesse organizzazioni sindacali, si incontrano a
livello nazionale per l'esame delle predette materie. L'esame si svolge in
appositi incontri - cui sono invitate anche le altre rispettive
organizzazioni sindacali non richiedenti - che iniziano entro le 48 ore dalla
data di ricezione della richiesta e si concludono nel termine tassativo di
quindici giorni dalla ricezione dell'informazione, ovvero entro un termine
più breve per motivi di urgenza; decorsi tali termini le amministrazioni
assumono le proprie autonome determinazioni definitive. Dell'esito dell'esame
è redatto verbale dal quale risultano le posizioni delle parti. Durante il
periodo in cui si svolge l'esame, le amministrazioni non adottano
provvedimenti unilaterali nelle materie in argomento e le organizzazioni
sindacali che vi partecipano non assumono sulle stesse iniziative
conflittuali. In merito alle citate materie, per le parti rimesse alla
determinazione dei competenti organi periferici, anche a livello locale si
applica la stessa procedura. L'articolazione dei turni di servizio di cui
alla lettera a) del comma 2 dovrà essere realizzata dai dirigenti
responsabili nell'ambito di tipologie da individuare nell'accordo nazionale
quadro previsto nel comma 7.
4. Per le materie indicate nelle lettere c), d) ed e) del comma
2, le amministrazioni della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello
Stato, previa adeguata informazione, acquisiscono senza particolare formalità
il parere delle rispettive organizzazioni sindacali di cui al citato comma 2.
5. Per le materie indicate nelle lettere f), g), h) ed i) del
comma 2, l'informazione è successiva. A tale scopo le amministrazioni della
Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato forniscono le adeguate
informazioni alle rispettive organizzazioni sindacali di cui al comma 2 in
una apposita conferenza di rappresentanti delle predette amministrazioni ed
organizzazioni sindacali, non avente alcuna natura negoziale, da riunirsi con
cadenza almeno annuale.
6. Per il Corpo della polizia penitenziaria l'amministrazione,
nel rispetto dei princìpi generali e per le finalità indicate nel comma 2,
per tutte le materie ivi contemplate, procede preliminarmente all'esame
previsto nel comma 3, con le stesse modalità e nel rispetto dei termini
massimi stabiliti da detto comma, dopo aver fornito alle organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale firmatarie
dell'accordo nazionale di cui all'art. 2, comma 1, lettera a), operanti
presso il Corpo di polizia penitenziaria le informazioni necessarie. Per
l'articolazione dei turni di servizio di cui alla lettera a) del comma 2 si
applica la disposizione recata dall'ultimo periodo del comma 3.
7. Nell'ambito e nei limiti fissati dalla disciplina emanata con
decreto del Presidente della Repubblica a seguito dell'accordo nazionale di
cui all'art. 2, comma 1, lettera a), e per le materie specificamente indicate
in tale accordo, per ciascuna amministrazione interessata, possono essere
conclusi accordi decentrati a livello centrale e periferico, che, senza
comportare alcun onere aggiuntivo, individuano esclusivamente criteri
applicativi diretti a favorire la piena efficienza dei servizi ed il sereno
ed efficace svolgimento degli stessi. Gli accordi decentrati sono stipulati,
per ciascuna Forza di polizia ad ordinamento civile, tra una delegazione di
parte pubblica presieduta dai titolari degli uffici centrali e periferici
individuati da ciascuna amministrazione entro novanta giorni dall'entrata in
vigore del predetto decreto del Presidente della Repubblica che recepisce
l'accordo nazionale ed una delegazione sindacale composta dai rappresentanti
delle corrispettive strutture periferiche delle organizzazioni sindacali del
personale firmatarie dell'accordo nazionale di cui all'art. 2, comma 1,
lettera a). I princìpi generali per la definizione degli accordi decentrati,
le procedure di perfezionamento in caso di mancata intesa nonché le modalità
di verifica di tali accordi, sono stabiliti con apposito accordo-quadro
stipulato tra il Ministro competente, o un suo delegato, e una delegazione
sindacale composta dai rappresentanti di ciascuna delle organizzazioni
sindacali firmatarie dell'accordo nazionale di cui al citato art. 2, comma 1,
lettera a). In caso di mancata definizione degli accordi decentrati, nazionali
e locali, resta impregiudicato il potere di autonoma determinazione di
ciascuna amministrazione.
Articolo 4.
Forze di polizia ad ordinamento militare
materie oggetto di concertazione e di informazione e forme di partecipazione.
1. Per il personale appartenente alle Forze di polizia ad
ordinamento militare, le materie oggetto di concertazione di cui all'art. 2,
comma 1, lettera b), riguardano:
il trattamento economico fondamentale ed accessorio;
la durata massima dell'orario di lavoro settimanale;
le licenze;
l'aspettativa per motivi privati e per infermità;
i permessi brevi per esigenze personali;
il trattamento economico di missione e di trasferimento;
i criteri di massima per l'aggiornamento professionale ai fini
dei servizi di polizia;
i criteri per l'istituzione di organi di verifica della qualità
e salubrità dei servizi di mensa e degli spacci, per lo sviluppo delle
attività di protezione sociale e di benessere del personale, ivi compresi
l'elevazione e l'aggiornamento culturale del medesimo, nonché per la gestione
degli Enti di assistenza del personale.
2. Per le materie oggetto di informazione e per le forme di
partecipazione si applicano le disposizioni di cui all'art. 19, commi
4 e seguenti, della Legge 11 Luglio 1978, n. 382.
Articolo 5.
Forze armate - materie oggetto di
concertazione e di informazione e forme di partecipazione.
1. Per il personale appartenente alle Forze armate, le materie
oggetto di concertazione di cui all'art. 2, comma 2, riguardano:
trattamento economico fondamentale ed accessorio;
la durata massima dell'orario di lavoro settimanale;
le licenze;
l'aspettativa per motivi privati e per infermità;
i permessi brevi per esigenze personali;
il trattamento economico di missione e di trasferimento;
i criteri per l'istituzione di organi di verifica della qualità
e salubrità dei servizi di mensa, e degli spacci, per lo sviluppo delle
attività di protezione sociale e di benessere del personale, ivi compresi
l'elevazione e l'aggiornamento culturale del medesimo, nonché per la gestione
degli Enti di assistenza del personale.
2. Per le materie oggetto di informazione e per le forme di
partecipazione si applicano le disposizioni di cui all'art. 19, commi
4 e seguenti, della Legge 11 Luglio 1978, n. 382.
Articolo 6.
Materie riservate alla legge.
1. Per il personale di cui all'art. 1, restano comunque
riservate alla disciplina per legge, ovvero per atto normativo o
amministrativo adottato in base alla legge, secondo l'ordinamento delle
singole amministrazioni, le materie indicate dall'art. 2, comma 4, della Legge 6 Marzo
1992, n. 216.
Articolo 7.
Procedimento.
1. Le procedure per l'emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica di cui all'art. 2 sono avviate dal Ministro per la funzione
pubblica almeno quattro mesi prima dei termini di scadenza previsti dai
precedenti decreti. Tali procedure, che hanno inizio contemporaneamente, si
sviluppano con carattere di contestualità nelle fasi successive, compresa
quella della sottoscrizione della ipotesi di accordo sindacale, per quanto
attiene alle Forze di polizia ad ordinamento civile, e della predisposizione
degli schemi dei relativi provvedimenti, per quanto attiene alle Forze di
polizia ad ordinamento militare e al personale delle Forze armate.
2. Al fine di assicurare condizioni di sostanziale omogeneità,
il Ministro per la funzione pubblica, in qualità di Presidente delle
delegazioni di parte pubblica, nell'ambito delle procedure di cui ai commi 3,
5 e 7, può convocare, anche congiuntamente, le delegazioni di parte pubblica,
i rappresentanti dello Stato maggiore difesa, dei Comandi generali dell'Arma
dei carabinieri e della Guardia di finanza e dei COCER di cui all'art. 2,
nonché delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano
nazionale delle Forze di polizia ad ordinamento civile di cui al medesimo
art. 2.
3. Le trattative per la definizione dell'accordo sindacale
riguardante le Forze di polizia ad ordinamento civile di cui all'art. 2,
comma 1, lettera a), si svolgono in riunioni cui partecipano i rappresentanti
delle organizzazioni sindacali legittimate a parteciparvi ai sensi della
citata disposizione e si concludono con la sottoscrizione di una ipotesi
unica di accordo sindacale.
4. Le organizzazioni sindacali dissenzienti dall'ipotesi di
accordo di cui al comma 3 possono trasmettere al Presidente del Consiglio dei
Ministri ed ai Ministri che compongono la delegazione di parte pubblica le
loro osservazioni entro il termine di cinque giorni dalla sottoscrizione
dell'accordo.
5. Le delegazioni dei Comandi generali dell'Arma dei carabinieri
e della Guardia di finanza e rappresentanti delle rispettive sezioni COCER
partecipano ai lavori per la formazione dello schema di provvedimento
riguardante le Forze di polizia ad ordinamento militare di cui all'art. 2, comma
1, lettera b).
6. Le Sezioni Carabinieri e Guardia di finanza del Consiglio
centrale di rappresentanza, entro il termine di cinque giorni dalla ricezione
dello schema di provvedimento di cui al comma 5, possono trasmettere, ove
dissenzienti, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri
competenti, le loro osservazioni in ordine al predetto schema, per il tramite
dei rispettivi Comandi generali.
7. I rappresentanti dello Stato maggiore difesa e del COCER
(Sezioni Esercito, Marina e Aeronautica) partecipano ai lavori per la
formazione dello schema di provvedimento riguardante le Forze armate.
8. Le Sezioni Esercito, Marina ed Aeronautica del Consiglio
centrale di rappresentanza, entro il termine di cinque giorni dalla ricezione
dello schema di provvedimento di cui al comma 7, possono trasmettere, ove
dissenzienti, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri
competenti le loro osservazioni in ordine al predetto schema, per il tramite
dello Stato maggiore difesa.
9. Per la formulazione di pareri, richieste ed osservazioni sui
provvedimenti in concertazione, il Consiglio centrale di rappresentanza
(COCER) si articola e delibera nei comparti. I comparti interessati sono due
e sono formati rispettivamente dai delegati con rapporto d'impiego delle
Sezioni Esercito, Marina ed Aeronautica, e dai delegati con rapporto
d'impiego delle Sezioni Carabinieri e Guardia di finanza.
10. L'ipotesi di accordo sindacale di cui al comma 3 e gli
schemi di provvedimento di cui ai commi 5 e 7 sono corredati da appositi
prospetti contenenti l'individuazione del personale interessato, i costi
unitari e gli oneri riflessi del trattamento economico, nonché la
quantificazione complessiva della spesa, diretta ed indiretta, ivi compresa
quella eventualmente rimessa alla contrattazione decentrata, con
l'indicazione della copertura finanziaria complessiva per l'intero periodo di
validità dei predetti atti, prevedendo, altresì, la possibilità di prorogarne
l'efficacia temporale, ovvero di sospendere l'esecuzione parziale, o totale,
in caso di accertata esorbitanza dai limiti di spesa. Essi possono prevedere
la richiesta - da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri o delle
organizzazioni sindacali firmatarie ovvero delle sezioni COCER, per il
tramite dei rispettivi Comandi generali o dello Stato maggiore della difesa -
al Nucleo di valutazione della spesa relativa al pubblico impiego (istituito
presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro dall'art. 10 della
legge 30 dicembre 1991, n. 412) di controllo e certificazione
dei costi esorbitanti sulla base delle rilevazioni effettuate dalla
Ragioneria generale dello Stato, dal Dipartimento della funzione pubblica e
dall'Istituto nazionale di statistica. Il nucleo si pronuncia entro quindici
giorni dalla richiesta. L'ipotesi di accordo sindacale ed i predetti schemi
di provvedimento non possono in ogni caso comportare, direttamente o
indirettamente, anche a carico di esercizi successivi, impegni di spesa
eccedenti rispetto a quanto stabilito nel documento di programmazione
economico-finanziaria approvato dal Parlamento, nella legge finanziaria e nel
provvedimento collegato, nonché nel bilancio. In nessun caso possono essere
previsti oneri aggiuntivi, diretti o indiretti, oltre il periodo di validità
dei decreti del Presidente della Repubblica di cui al comma 11, in
particolare per effetto della decorrenza dei benefici a regime.
11. Il Consiglio dei Ministri, entro quindici giorni dalla
sottoscrizione dell'ipotesi di accordo sindacale riguardante le Forze di
polizia ad ordinamento civile e dalla formulazione degli schemi dei
provvedimenti riguardanti rispettivamente le Forze di polizia ad ordinamento
militare e le Forze armate, verificate le compatibilità finanziarie ed
esaminate le osservazioni di cui ai commi 4, 6 e 8, approva l'ipotesi di
accordo e gli schemi dei decreti del Presidente della Repubblica di cui
all'art. 1, comma 2. I decreti sono adottati in deroga all'art. 17, comma
1, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e si prescinde dal parere del Consiglio di Stato.
12. La disciplina emanata con i decreti del Presidente della
Repubblica di cui al comma 11, ha durata quadriennale per gli aspetti
normativi e biennali per quelli retributivi, a decorrere dai termini di
scadenza previsti dai precedenti decreti, e conserva efficacia fino
all'entrata in vigore dei decreti successivi.
13. Nel caso in cui l'accordo e le concertazioni di cui al
presente decreto non vengano definiti, per la parte relativa ai trattamenti
economici accessori, entro novanta giorni dall'inizio delle relative
procedure, il Governo riferisce alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica nelle forme e nei modi stabiliti dai rispettivi regolamenti.
Articolo 8.
Procedure di raffreddamento dei conflitti.
1. Al fine di assicurare la sostanziale omogeneità
nell'applicazione delle disposizioni recate dai decreti del Presidente della
Repubblica di cui all'art. 2, le amministrazioni ed i Comandi generali
interessati provvedono a reciproci scambi di informazione.
2. Qualora in sede di applicazione delle disposizioni contenute
nei decreti del Presidente della Repubblica di cui all'art. 2, comma 1,
lettera a), insorgano contrasti interpretativi di rilevanza generale per
tutto il personale interessato, da parte di una o più organizzazioni sindacali
di categoria firmatarie dell'accordo nazionale di cui al citato art. 2, comma
1, lettera a), può essere formulata alla rispettiva amministrazione pubblica
richiesta scritta di esame della questione generale controversa, con la
specifica e puntuale indicazione dei fatti e degli elementi di diritto sui
quali si basa. Di ciascun contrasto interpretativo generale sollevato
nell'ambito delle amministrazioni di cui all'art. 2 è data comunicazione alle
restanti amministrazioni nonché alle altre organizzazioni sindacali
firmatarie dell'accordo nazionale di cui all'art. 1, comma 2, lettera a).
L'amministrazione interessata, nei trenta giorni successivi dalla ricezione
della richiesta, convoca l'organizzazione o le organizzazioni sindacali
richiedenti per l'esame, che non determina l'interruzione delle attività e
dei procedimenti amministrativi e che deve espletarsi nel termine di trenta
giorni dal primo incontro, decorsi i quali l'amministrazione interessata
formula motivata risposta alla questione generale controversa, dandone
contestuale comunicazione anche alle restanti amministrazioni di cui all'art.
2 ed alle altre organizzazioni sindacali firmatarie del citato accordo
nazionale.
3. Qualora in sede di applicazione delle disposizioni contenute
nei decreti del Presidente della Repubblica di cui all'art. 2, comma 1,
lettera b), e comma 2, insorgano contrasti interpretativi di rilevanza
generale per tutto il rispettivo personale interessato, da parte delle
corrispondenti sezioni COCER, nelle forme previste dalla Legge 11
Luglio 1978, n. 382, e relative norme di attuazione, può
essere formulata ai rispettivi Comandi generali e Stato maggiore della difesa
richiesta scritta di esame della questione generale controversa, con la
specifica e puntuale indicazione dei fatti e degli elementi di diritto sui
quali si basa. Di ciascun contrasto interpretativo generale sollevato
nell'ambito delle amministrazioni di cui all'art. 2 è data comunicazione alle
restanti amministrazioni, nonché alle altre sezioni COCER. L'amministrazione
interessata, unitamente ai Comandi generali o Stato maggiore della difesa
interessati, nei trenta giorni successivi dalla ricezione della richiesta,
convoca la sezione COCER o le sezioni COCER richiedenti per l'esame, che non
determina l'interruzione delle attività e dei procedimenti amministrativi e
che deve espletarsi nel termine di trenta giorni dal primo incontro, decorsi
i quali l'amministrazione interessata formula motivata risposta alla
questione generale controversa, dandone contestuale comunicazione anche alle
restanti amministrazioni di cui all'art. 2 ed alle altre sezioni COCER.
4. Nel caso in cui continui a permanere il contrasto
interpretativo di rilevanza generale, le amministrazioni di cui all'art. 2,
le organizzazioni sindacali indicate nel comma 2, nonché le sezioni COCER di
cui al comma 3 per il tramite dei rispettivi Comandi generali e Stato
maggiore della difesa, possono fare ricorso alle delegazioni trattanti
l'accordo nazionale di cui all'art. 2, comma 1, lettera a), ovvero alle delegazioni
che partecipano alle concertazioni di cui all'art. 2, comma 1, lettera b), e
comma 2, formulando, con specifica e puntuale indicazione dei fatti e degli
elementi di diritto, apposita motivata richiesta al Ministro per la funzione
pubblica, che provvede, entro trenta giorni dalla formale richiesta, a
convocare le citate delegazioni trattanti l'accordo nazionale ovvero le
delegazioni che partecipano alle citate concertazioni per l'esame della
questione interpretativa controversa di interesse generale, che deve
espletarsi nel termine di trenta giorni dal primo incontro. Sulla base
dell'orientamento espresso dalle citate delegazioni, il Ministro per la
funzione pubblica provvede, ai sensi dell'art. 27, primo
comma, n. 2, della legge 29 marzo 1983, n. 93, e della legge 23
agosto 1988, n. 400, ad emanare conseguenti direttive
contenenti gli indirizzi applicativi per tutte le amministrazioni
interessate.
Articolo 9.
Norma finale.
1. Sono abrogate le norme riguardanti le Forze di polizia ad
ordinamento civile e militare e quelle riguardanti le Forze armate in
contrasto con le disposizioni del presente decreto.
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