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28-06-1999 n° 70 - Leggi

Direttiva 1999/70/CE del Consigliodel 28 giugno 1999
relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.
DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO del 28 giugno 1999 relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determi

DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO del 28 giugno 1999 relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

 

ACCORDO – QUADRO EUROPEO SUL LAVORO A TEMPO DETERMINATO

 

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

 

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 139, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

1. con l’entrata in vigore del trattato di Amsterdam, le disposizioni dell’accordo sulla politica sociale annesso al protocollo sulla politica sociale allegato al trattato che istituisce la Comunità europea,sono state inserite negli articoli 136 a 139 del trattato che istituisce la Comunità europea;

<le parti sociali possono, a norma dell’articolo 139 paragrafo 2 del trattato, richiedere congiuntamente che gli accordi a livello comunitario siano attuati da una decisione del Consiglio su proposta della Commissione;

<il punto 7 della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori stabilisce tra l’altro che la realizzazione del mercato interno deve portare ad un miglioramento delle condizioni di vitae di lavoro dei lavoratori nella Comunità europea. Tale processo avverrà mediante il ravvicinamento di tali condizioni, che costituisca un progresso, soprattutto per quanto riguarda le forme di lavoro diverse dal lavoro a tempo indeterminato, come il lavoro a tempo determinato, il lavoro a tempo parziale, il lavoro interinale e il lavoro stagionale;

<il Consiglio non h stato in grado di deliberare sulla proposta di direttiva relativa a determinati rapporti di lavoro per quanto riguarda le distorsioni di concorrenza, né sulla proposta di direttiva relativa a determinati rapporti di lavoro per quanto riguarda le condizioni di lavoro;

<le conclusioni del Consiglio europeo di Essen hanno sottolineato la necessità di provvedimenti per "incrementare l’intensità occupazionale della crescita, in particolare mediante un’organizzazione più flessibile del lavoro, che risponda sia ai desideri dei lavoratori che alle esigenze della competitività;

<la risoluzione del Consiglio del 9 febbraio 1999 relativa agli orientamenti in materia di occupazione per il 1999 invita le parti sociali a tutti i livelli appropriati a negoziare accordi per modernizzare l’organizzazione del lavoro, comprese forme flessibile di lavoro, al fine di rendere le imprese produttive e competitive e di realizzare il necessario equilibrio tra la flessibilità e la sicurezza;

<la Commissione, in base all’articolo 3, paragrafo 2 dell’accordo sulla politica sociale, ha consultato le parti sociali sul possibile orientamento di un’azione comunitaria relativa alla flessibilità dell’orario di lavoro e alla sicurezza dei lavoratori;

<la Commissione, reputando a seguito di tale consultazione, che un’azione comunitaria era opportuna,ha nuovamente consultato le parti sociali sul contenuto della proposta in questione, a norma dell’articolo, paragrafo 3 di detto accordo;

<le organizzazioni intercategoriali a carattere generale Unione delle confederazioni delle industrie della Comunità europea (UNICE), Centro europeo dell’impresa a partecipazione pubblica (CEEP), Confederazione europea dei sindacati (CES) hanno informato la Commissione, con lettera congiunta del 23 marzo 1998, che intendevano avviare il procedimento previsto dall’articolo 4 di detto accordo; che esse hanno chiesto alla Commissione con lettera congiunta un periodo supplementare di tre mesi; la Commissione h venuta incontro a questa richiesta prorogando il periodo previsto per le trattative fino al 30 marzo 1999;

<il 18 marzo 1999 dette organizzazioni intercategoriali hanno concluso un accordo quadro sul lavoro a tempo determinato e che esse hanno trasmesso alla Commissione la loro domanda congiunta affinché sia data attuazione a tale accordo quadro con decisione del Consiglio su proposta della Commissione, a norma dell’articolo 4, paragrafo 2 dell’accordo sulla politica sociale;

<il Consiglio, nella sua risoluzione del 6 dicembre 1994 "relativa ad alcune prospettive di una politica sociale dell’Unione europea: contributo alla convergenza economica sociale dell’Unione", ha invitato le parti sociali a sfruttare le possibilità di concludere accordi, in quanto sono di norma più vicine alle realtà sociale e ai problemi sociali;

<le parti contraenti, nel preambolo all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso il 6 giungo 1997, hanno annunciato di voler considerare la necessità si simili accordi relativi ad altre forme di lavoro flessibile;

<le parti sociali hanno voluto attribuire particolare attenzione al lavoro a tempo determinato, pur dichiarando le proprie intenzioni di esaminare l’esigenza di accordi analoghi per il lavoro temporaneo;

<le parti contraenti hanno voluto concludere un accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che stabilisce i principi generali e i requisiti minimi per i contratti e i rapporti di lavoro a tempo determinato;hanno espresso l’intenzione di migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo l’applicazione del principio di non discriminazione, nonché di creare un quadro per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o di rapporti di lavoro a tempo determinato;

<l’atto appropriato per l’attuazione dell’accordo quadro h costituito da una direttiva,ai sensi dell’articolo 249 del trattato: tale atto vincola quindi gli Stati membri per quanto riguarda il risultato da raggiungere, ma lascia ad essi la scelta della forma e dei mezzi;

<in base ai principio di sussidiarietà e proporzionalità definiti dall’articolo 5 del trattato, gli obiettivi della presente direttiva non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi essere meglio perseguiti a livello comunitario; la presente direttiva non eccede quanto è necessario per realizzare tali obiettivi;

<per quanto riguarda i termini utilizzati nell’accordo quadro la presente direttiva, senza definirli precisamente, lascia agli Stati membri il compito di provvedere alla loro definizione secondo la legislazione e/ola prassi nazionale, come per altre direttive adottate nel settore sociale che utilizzano termini simili, purché dette definizioni rispettino il contenuto dell’accordo quadro;

<la Commissione ha elaborato la sua proposta di direttiva, in linea con la propria comunicazione del 14 dicembre 1993 concernente l’attuazione del protocollo sulla politica sociale, e alla propria comunicazione del 20 maggio 1998 che adegua e promuove il dialogo sociale a livello comunitario, tenendo conto della rappresentatività delle parti contraenti, del loro mandato e della legittimità di ciascuna clausola dell’accordo quadro: i firmatari hanno una rappresentatività cumulativa sufficiente;

<la Commissione ha informato il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale sottoponendo loro il testo dell’accordo corredato della sua proposta di direttiva e della rispettiva relazione in linea con la sua comunicazione riguardante l’attuazione dell’accordo sulla politica sociale;

<il Parlamento europeo ha adottato il 6 maggio 1999 una risoluzione sull’accordo quadro delle parti sociali;

<l’attuazione dell’accordo quadro contribuisce alla realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo136 del trattato,

 

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

 

Articolo 1

Scopo della presente direttiva h attuare l’accordo quadro sui contratti a tempo determinato,che figura nell’allegato, concluso il 18 marzo 1999 fra le organizzazioni intercategoriali a carattere generale (CES, CEEP e UNICE).

 

Articolo 2

Gli Stati membri mettono in atto le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi entro il 10 luglio 2001 o si assicurino che, entro tale data, le parti sociali introducano le disposizioni necessarie mediante accordi. Gli Stati membri devono prendere tutte le disposizioni necessarie per essere sempre in grado di garantire i risultati prescritti dalla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Gli Stati membri possono fruire di un periodo supplementare non superiore ad una anno, ove sia necessario e previa consultazione con le parti sociali, in considerazione di difficoltà particolari o dell’attuazione mediante contratto collettivo. Essi devono informare immediatamente la Commissione di tali circostanze.

Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al primo paragrafo, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da tale riferimento all’atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

 

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.

 

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

 

Scadenze di: febbraio 2023
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