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ACCORDO PER LA DISCIPLINA SPERIMENTALE DI CONCILIAZIONE E ARBITRATO
PER IL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA
A seguito del parere favorevole del Consiglio dei Ministri espresso in data 9
agosto 2001 sull'ipotesi di Accordo relativa alla disciplina sperimentale di
conciliazione e arbitrato per il personale del comparto Scuola, nonché della
certificazione positiva della Corte dei Conti espressa in data 15 ottobre
2001, sulla attendibilità dei costi per il medesimo Accordo e sulla loro
attendibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio, il giorno 18
ottobre 2001 alle ore 12,30 ha avuto luogo l'incontro tra:
l'ARAN nella persona del Presidente avv. Guido Fantoni firmato
e i rappresentanti delle Confederazioni sindacali:
CGIL firmato .
CISL firmato
UIL firmato
CONFSAL firmato.
e delle Organizzazioni Sindacali:
CGIL/SNS firmato
CISL/Scuola firmato
UIL/Scuola firmato
CONFSAL//SNALS firmato
GILDA/UNAMS firmato
Al termine le
parti sottoscrivono l'allegato Accordo
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Art.1
Tentativo obbligatorio di conciliazione
1. Il tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie individuali
di lavoro previsto dall'articolo 65,
comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 può svolgersi, oltre che secondo le forme previste dall'articolo
66 del medesimo decreto legislativo e dal Contratto
collettivo nazionale quadro in materia di conciliazione e arbitrato del 23
gennaio 2001, sulla base di quanto previsto dai
successivi commi del presente articolo.
2. Presso le articolazioni territoriali del Ministero dell'Istruzione viene
istituito un ufficio con compiti di segreteria per le parti che devono
svolgere il tentativo di conciliazione con annesso un apposito albo per la
pubblicazione degli atti della procedura.
3. La richiesta del tentativo di conciliazione, sottoscritta dalla parte,
deve essere depositata presso l'ufficio del contenzioso dell'amministrazione
competente e presso l'ufficio territoriale di cui al comma 2, ovvero spedita
a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Limitatamente alle
controversie riguardanti le materia della mobilità e delle assunzioni, sia a
tempo determinato che a tempo indeterminato, gli interessati possono
presentare la richiesta di tentativo di conciliazione ai sensi del presente
articolo entro il termine perentorio di quindici giorni dalla pubblicazione o
notifica dell'atto che si ritiene lesivo dei propri diritti, ferma restando
la facoltà di utilizzare, decorso tale termine, le altre forme previste dal
comma 1.
4. La richiesta deve indicare:
·
Le generalità del richiedente, la natura del
rapporto di lavoro, la sede ove il lavoratore è addetto;
·
il luogo dove devono essere inviate le
comunicazioni riguardati la procedura di conciliazione;
·
l'esposizione sommaria dei fatti e delle
ragioni poste a fondamento della richiesta;
·
qualora il lavoratore non intenda presentarsi
personalmente, l'eventuale delega ad altro soggetto, anche sindacale, al
quale la parte conferisce mandato di rappresentanza per lo svolgimento del
tentativo di conciliazione.
5. Entro dieci
giorni dal ricevimento della richiesta l'amministrazione compie un primo
esame sommario che può concludersi con l'accoglimento delle pretese del
lavoratore. In caso contrario deposita nel medesimo termine le proprie
osservazioni presso l'ufficio di segreteria e la controparte potrà prenderne
visione. Contestualmente al deposito l'Amministrazione individuerà il proprio
rappresentante con potere di conciliare. La comparizione della parti per
l'esperimento del tentativo di conciliazione è fissata, da parte dell'ufficio
di segreteria di cui al comma 2, in una data compresa nei dieci giorni
successivi al deposito delle osservazioni dell'amministrazione. L'ufficio di
segreteria provvederà, all'atto della comparizione, all'identificazione dei
soggetti che svolgono il tentativo di conciliazione, che sarà registrata nel
verbale di cui ai commi 6 e 7.
6. Qualora la soluzione della controversia prospettata riguardi le materie
della mobilità e delle assunzioni, l'amministrazione deve pubblicare all'albo
dell'ufficio di segreteria di cui al comma 2, contestualmente al ricevimento,
la richiesta di conciliazione, in modo da consentire agli eventuali terzi
interessati di venire a conoscenza del contenzioso in atto e di far pervenire
all'amministrazione loro eventuali osservazioni entro dieci giorni dalla
pubblicazione della notizia. In questo caso il termine per il deposito delle
osservazione da parte dell'amministrazione è fissato in dodici giorni dal
ricevimento della richiesta.
7. Il tentativo di conciliazione deve esaurirsi nel termine di cinque giorni
dalla data di convocazione delle parti. Se il tentativo riesce, le parti
sottoscrivono un processo verbale, predisposto dall'ufficio di segreteria,
che costituisce titolo esecutivo, previo decreto del giudice del lavoro
competente ai sensi dell'articolo
411 del codice di procedura civile. Il processo
verbale relativo al tentativo obbligatorio di conciliazione è depositato a
cura di una delle parti o di una associazione sindacale, presso la direzione
provinciale del lavoro competente, che provvede a sua volta a depositarlo
presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell'articolo 411 del codice di procedura civile per la dichiarazione di esecutività. Il verbale che dichiara
non riuscita la conciliazione è acquisito nel successivo giudizio ai sensi e
per quanto previsto dall'articolo
66, comma 7, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nelle more dell'acquisizione della dichiarazione di
esecutività, il verbale di conciliazione produrrà comunque immediata
efficacia tra le parti per la soluzione della controversia.
8. In caso di mancato accordo tra le parti l'ufficio di cui al comma 2
stilerà un verbale di mancata conciliazione che, sottoscritto dalla parti,
sarà depositato, a cura di una di esse o di un'associazione sindacale, presso
la competente Direzione provinciale del lavoro.
9. Qualora l'amministrazione non depositi nei termini le proprie
osservazioni, l'ufficio di cui al comma 2 convocherà comunque le parti per lo
svolgimento del tentativo di conciliazione. Qualora l'amministrazione non si
presenti all'udienza di trattazione sarà comunque stilato un processo verbale
che prenderà atto del tentativo non riuscito di conciliazione, che sarà
depositato presso la competente Direzione provinciale del lavoro con le
procedure di cui al precedente comma 8.
10. Nei confronti del rappresentante della pubblica amministrazione nello
svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione trova applicazione,
in materia di responsabilità amministrativa, quanto previsto dal comma 8 del citato
articolo 66 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165.
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Art.2
Arbitrato
1. Le parti, possono concordare di deferire la decisione di una controversia
di lavoro ad un arbitro unico, scelto di comune accordo, appartenente ad una
delle categorie di cui all'art. 5 c.
4 del CCNQ sottoscritto il 23 gennaio 2001.
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Art.3
Modalità di designazione dell'arbitro
1. La richiesta di
compromettere in arbitri la controversia deve essere comunicata all' altra
parte secondo le modalità previste dall'art. 3
del CCNQ del 23/1/2001. Entro il termine
di 10 giorni la controparte deve a sua volta comunicare, con le stesse
modalità previste dall'art. 3 del CCNQ, se intende o meno accettare la
proposta. Se la proposta è accettata entro i successivi 10 giorni le parti
procederanno alla scelta, in accordo tra loro, di un arbitro appartenente
alle categorie previste dall'art. 5
comma 4 del CCNQ.
In caso di mancato Accordo, entro lo stesso termine, si procederà alla
presenza delle parti e presso la camera arbitrale competente, all'estrazione
a sorte dell'arbitro, scelto nell'ambito della lista arbitrale regionale
prevista dall'art. 5
comma 2 del CCNQ 23-1-2001.
Ciascuna delle parti può decidere di revocare il consenso prima
dell'estrazione a sorte degli arbitri, fatto salvo quanto previsto, in tema
di sanzioni disciplinari, dall'art.6,
comma 2, del CCNQ 23-1-2001.
2. Ciascuna delle parti può rifiutare l'arbitro sorteggiato qualora il
medesimo abbia rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado con
l'altra parte o motivi non sindacabili di incompatibilità personale.
Un secondo rifiuto consecutivo comporta la rinuncia all'arbitrato, ferma
restando la possibilità di adire l'autorità giudiziaria.
3. L'atto di accettazione dell'incarico da parte dell'arbitro deve essere
depositato, a cura delle parti, presso la camera arbitrale stabile,
costituita ai sensi dell'art. 5
commi 1 e 2 del CCNQ del 23/1/2001,
entro cinque giorni dalla designazione comunque effettuata, sotto pena di
nullità del procedimento.
4. Le parti possono concordare che il procedimento si svolga presso la camera
arbitrale regionale oppure dandone immediata comunicazione alla medesima,
presso l'istituzione cui appartiene l'interessato.
5. Si applicano per l'arbitrato le procedure previste dagli articoli 4 e 6 del CCNQ del 23 /1/2001.
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Art.4
Norma transitoria
Essendo già in corso all'atto della sottoscrizione del presente contratto le
procedure per la mobilità del personale della scuola relativa all'anno
scolastico 2001-2002, alle controversie individuali di lavoro relative a tali
procedure, al fine di evitare diversità di trattazione in relazione alla data
di stipula del presente contratto, continuerà ad essere applicata la
disposizione transitoria di cui all'art.69,
comma 8, del decreto legislativo 165/2001. Gli interessati potranno, quindi, proporre ricorso al Ministro
dell'istruzione che deciderà su conforme parere degli appositi consigli per
il contenzioso del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, come
previsto dall'articolo
484 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
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Art.5
Norma finale
1. Per tutto quanto non previsto dal presente accordo si rinvia al CCNL quadro
sottoscritto in data 23/1/2001 ed alle disposizioni
del D.lgs.
165/2001.
2. La disciplina prevista dal presente accordo resta in vigore fino al
31-12-2003.
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