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Documento della Consulta Nazionale del Settore Secondario - 15 ottobre 2008

Argomenti trattati: Attività dello SNALS-Confsal,
Riportiamo il documento prodotto dalla Consulta Nazionale del Settore Secondario, a conclusione dei lavori del 15 u.s..

Riportiamo qui di seguito il documento prodotto dalla Consulta Nazionale del Settore Secondario, a conclusione dei lavori del

Riportiamo qui di seguito il documento prodotto dalla Consulta Nazionale del Settore Secondario, a conclusione dei lavori del 15 u.s..

 

 

CONSULTA NAZIONALE SETTORE SECONDARIO

Roma 15 ottobre 2008

 

La Consulta Nazionale del Settore Secondario, riunita a Roma il giorno 15 ottobre 2008 per discutere sullo schema di decreto ministeriale contenente il Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico, previsto dall’art. 64 del D.L. 112/08, convertito nella legge 133/08 e sul D.L. 137/08 (Riforma Gelmini), dopo un’attenta analisi dei documenti relativi ai suddetti punti all’o.d.g., formula le seguenti osservazioni.

 

-       Già nella premessa al Piano programmatico la Consulta rileva un’aperta contraddizione tra l’esigenza dichiarata di realizzare “un disegno organico ed un intervento riformatore unitario e condiviso” e l’atteggiamento finora tenuto dal Ministro e dal Governo nel perseguire gli obiettivi fissati, senza coinvolgere in un ampio dibattito i diretti interessati.

         Voler cambiare la scuola, infatti, con un decreto legge, peraltro convertito in legge nei tempi regolamentari di due mesi, oltretutto estivi, non può che significare l’esclusione di qualsiasi dibattito voluta dal Decreto in spregio sia dell’ “unitarietà” che della “condivisione” della volontà riformatrice di un’importantissima istituzione qual è la scuola.

         L’affermazione del principio di far fronte all’esigenza di ammodernamento e di sviluppo del sistema scolastico, prevedendo per il momento con assoluta precisione ragionieristica solo tagli indiscriminati degli organici, non può non indurre a pensare che l’operazione di riforma è solo un’operazione di cassa in un momento, peraltro, molto difficile per le finanze del Paese.

         Già nella prima bozza di uno dei Regolamenti previsti dall’art. 64 del D.L. 112/08 suddetto, s’incomincia a intravedere la portata dei tagli che dovranno dare alle casse dello Stato economie per 8,3 miliardi di euro in un triennio. Oltre a quelle che scaturiranno dal ridimensionamento della rete scolastica, dall’innalzamento del rapporto alunni-docenti e del rapporto alunni-classi che segue il precedente incremento voluto dalla finanziaria 2007, per quanto riguarda più specificatamente la scuola secondaria i tagli più pesanti si avvertiranno a causa della riduzione, a volte drastica, dei piani-orario settimanali d’insegnamento e dell’attuale numero degli indirizzi di studio degli istituti tecnici e professionali, nonché dei forti tagli delle copresenze che comporteranno inevitabilmente una grave perdita di posti di personale docente tecnico-pratico.

         A tal proposito si rileva l’evidente contraddizione tra l’affermazione di voler valorizzare l’attività laboratoriale negli istituti tecnici prevista dal decreto e la decisione di ridurre del 30% la compresenza degli insegnanti tecnico-pratici.

         La presenza degli ITP, d’altronde, potrebbe essere valorizzata negli istituti superiori, ormai multindirizzo, affidando loro anche compiti di approfondimento e integrazione dei percorsi curricolari liceali.

         La riconduzione a 18 ore settimanali di tutte le cattedre di scuola secondaria di I e di II grado e l’eliminazione della norma che consente di salvaguardare la titolarità del docente nel caso di riconduzione a 18 ore della sua cattedra rappresenta, poi, l’ultimo atto a completamento di una continua azione iniziata nei primi anni settanta che ha visto nella scuola secondaria l’unico segmento scolastico che ha fatto registrare continui incrementi di orario di insegnamento frontale e obbligatorio di servizio a invarianza di retribuzione.

         Negli istituti tecnici, poi, si osserva che, in considerazione dell’alta professionalità richiesta dal mondo del lavoro ai futuri periti (quadri dell’industria) potrebbe essere utile anticipare all’ultimo biennio le possibilità formative specifiche. In tal caso il percorso avrebbe la scansione 3+2 e non già 2+2+1 come si prevede che sia.

         Preoccupa, inoltre, la Consulta la previsione di accorpamento di classi di concorso sulla base di “una comune matrice culturale e professionale”, avendo avuto una precedente esperienza di operazione di istituzione di aree disciplinari che, soprattutto, per alcuni insegnamenti dell’istruzione professionale, ha fatto confluire nella stessa area insegnamenti per i quali erano previsti titoli di studio non congrui per tutti gli insegnamenti compresi in quell’area.

         La Consulta si riserva di intervenire in proposito al momento della predisposizione delle bozze di decreti riguardanti la revisione delle classi di concorso e delle aree disciplinari.

         In quell’occasione si dovrà vigilare affinché l’accesso alle varie classi d’insegnamento sia basato sul curricolo degli studi seguiti per il conseguimento del titolo di accesso, ferma restando la possibilità d’integrazione degli esami richiesti.

         Allo stesso tempo, ai fini di una eventuale riconversione professionale, qualsiasi norma di variazione della validità dei titoli deve tener conto non solo di quelli già in possesso dal personale docente di ruolo ma anche di quello incluso nelle graduatorie ad esaurimento.

         A tale riguardo la Consulta è dell’avviso che debbano essere esaurite tutte le graduatorie, prima di bandire eventuali concorsi ordinari.

         Per quanto riguarda, infine, il tempo prolungato nella scuola secondaria di I grado, la Consulta non riesce a vedere le motivazioni per le quali le condizioni per l’attivazione debbano essere più pesanti di quelle previste per il tempo pieno nella scuola primaria.

 

-       Sul D.L. 137/08 (Riforma Gelmini) al secondo punto all’o.d.g., la Consulta nazionale di Settore conferma il giudizio positivo già espresso dagli organi politici del nostro Sindacato per quanto riguarda l’introduzione dell’espressione in voti, anche nella scuola secondaria di I grado, della valutazione degli apprendimenti degli alunni, nonché della valutazione del comportamento degli stessi, da effettuarsi attraverso l’attribuzione di un voto espresso in decimi; azioni tutte volte a riportare una maggiore serietà negli studi, peraltro fortemente richiamata nel dibattito congressuale per il rinnovo dei nostri organi statutari tenutosi nel maggio 2007.

         Analogo giudizio positivo viene espresso sulla sanatoria riguardante gli aspiranti all’insegnamento iscritti alle SSIS e ai COBASLID, a condizione, però, che non si determinino disparità di trattamento tra le varie categorie di interessati che sfocerebbero in estenuanti contenziosi.

         Per quanto concerne, infine, l’introduzione delle conoscenze e delle competenze relative a “cittadinanza e costituzione” nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale, se pure non può non dare un giudizio positivo all’iniziativa, la Consulta ritiene, tuttavia, che la possibilità di prevedere tale insegnamento come disciplina autonoma appare contraddittoria, nel momento in cui proprio per le aree disciplinari cui verrebbe affidato tale insegnamento sono previsti tagli sensibili ai piani orario settimanali.

 

 

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