Nel corso dell’incontro del 30 marzo, convocato come prosecuzione del confronto del 3 marzo sulle procedure di immissione in ruolo dei dirigenti scolastici, l’Amministrazione – rappresentata dalla dott.ssa Palermo e dalla dott.ssa Stancarone – ha confermato il quadro numerico definito dal Decreto Interministeriale 124/2025, che fissa in 7389 le unità di organico dei dirigenti scolastici. Sono stati richiamati anche gli esiti delle assunzioni degli ultimi due anni, tutte da procedura riservata nell’a.s. 2024/2025 e tutte da procedura ordinaria regionale nell’a.s. 2025/2026, evidenziando la complessità stratificata del sistema delle graduatorie.
L’Amministrazione ha richiamato le recenti modifiche legislative che hanno inciso sull’art. 5 del DL 198/2022, eliminando la restituzione dei posti aggiuntivi alla procedura ordinaria regionale e prevedendo l’assunzione di tutti gli idonei presenti nelle graduatorie permanenti, nei limiti delle disponibilità effettive. L’Amministrazione ha illustrato quindi in modo dettagliato la sequenza delle fasi previste per l’a.s. 2026/2027.
Le graduatorie del concorso ordinario presentano ancora 253 vincitori e 127 idonei, per un totale di 380 candidati che attendono la nomina. Sul versante del concorso riservato, il numero dei vincitori non ancora assunti è decisamente più elevato e raggiunge quota 1.564. È stato inoltre precisato che il numero effettivo delle assunzioni sarà leggermente inferiore, poiché alcuni candidati risultano presenti in entrambe le procedure. Di tale condizione, a parere dello SNALS-Confsal, dovrà essere tenuto conto nella determinazione dei contingenti assunzionali.
L’Amministrazione ha confermato che le operazioni di mobilità interregionale e le successive assunzioni saranno gestite secondo criteri uniformi e nel pieno rispetto delle norme vigenti. Il meccanismo previsto distingue le regioni in base allo stato delle graduatorie. Dove la graduatoria del concorso regionale ordinario risulta già esaurita, l’intera disponibilità dei posti sarà destinata alla mobilità. Dove invece la graduatoria è ancora attiva, i posti saranno accantonati in misura corrispondente al numero dei candidati da assumere.
Sui posti non accantonati si procederà alla mobilità interregionale al 100%, mentre le eventuali disponibilità residue saranno successivamente ripartite tra le due graduatorie secondo la proporzione stabilita dalla normativa, vale a dire 60% al concorso ordinario e 40% al concorso riservato.
Questo impianto, pur complesso, consente comunque di garantire un numero significativo di assunzioni anche dalla procedura riservata, che potrà beneficiare fino al 40% dei posti ulteriori rispetto al contingente già vincolato. Si tratta di un passaggio importante, che permette di valorizzare entrambe le platee concorsuali e di dare continuità alle immissioni in ruolo, nel rispetto dei diritti di tutti i candidati coinvolti.
L’Amministrazione ha riconosciuto l’importanza di disporre di dati certi e aggiornati e si è impegnata a fornire tempestivamente informazioni su pensionamenti, rinunce, variazioni di organico e posti vacanti non appena gli Uffici Scolastici Regionali avranno trasmesso i dati definitivi. Lo SNALS-Confsal ha evidenziato come le recenti modifiche legislative – introdotte dalla legge di bilancio 2026 e dall’emendamento governativo al DL 200/2025 – abbiano ulteriormente complicato un quadro già articolato, incidendo in modo significativo sulle dinamiche tra procedura ordinaria e procedura riservata.
Lo SNALS-Confsal ha ribadito la necessità di criteri chiari, uniformi e trasparenti per l’applicazione delle nuove disposizioni, anche con l’automazione di tutte le fasi della procedura di mobilità, al fine di evitare disparità territoriali e garantire la piena tutela dei candidati di entrambe le procedure concorsuali.
Lo SNALS-Confsal continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del quadro normativo e a rappresentare con fermezza le istanze della categoria, chiedendo trasparenza, tempestività e un confronto costante con l’Amministrazione, nella consapevolezza che solo una gestione chiara e ordinata di tutte le fasi – quota minima del 60% per l’ordinario, mobilità, riservato fino al 40%, ordinario residuo e reggenze – potrà garantire stabilità al sistema e certezza ai candidati.