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Accrescere la qualità dell'istruzione nell'unitarietà del sistema

Il Consiglio dei ministri, lo scorso 2 febbraio, ha approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata. La realizzazione di questa riforma, in base all’art. 116, comma III, della Costituzione, consente l’attribuzione alle Regioni di ulteriori forme di autonomia in 23 materie di legislazione concorrente, tra cui l’istruzione.

Essa implica una serie di problemi di natura politica, economica e fiscale di cui è difficile prevedere la portata e le conseguenze sul Paese.

Già nel 2018 il governo Gentiloni aveva firmato, con le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna dellepre-Intese su un’autonomia differenziata. Lo Snals-Confsal ne aveva per primo denunciato i rischi per il sistema di istruzione e si era fatto promotore di una petizione indirizzata alle forze politiche, e firmata dal personale del comparto, nella quale erano stati individuati i punti chiave da sottoporre anche all’opinione pubblica e con la quale si chiedeva di estrapolare dalle suddette Intese la materia dell’istruzione.

Per quanto riguarda l’impatto dell’autonomia differenziata sulla scuola e sul personale, lo Snals-Confsal ha rilevato alcune forti criticità. Le Regioni, infatti, potrebbero modificare l’offerta formativa e indirizzare risorse e programmi con una forte caratterizzazione dell’offerta formativa e con il rischio di un aumento ulteriore dei divari territoriali tra Nord e Sud. Si tratta, quindi, di una prospettiva che rischia di creare un sistema di istruzione a più velocità, minando l’unitarietà del sistema scolastico italiano e la coesione sociale del Paese.

Secondo l’ultimo rapporto di Save the children, a fronte di una dispersione scolastica nazionale media del 12,7%, la Sicilia raggiunge il 21,1% e la Puglia il 17,6%, mentre in Lombardia è all’11,3%, vicino all’obiettivo europeo del 9% entro il 2030.

Rispetto a tale realtà, in una fase di recessione economica come quella che stiamo attraversando, dopo aver affrontato con grandi difficoltà gli effetti di una pandemia che ha stremato il Paese e di cui si subiscono ancora oggi le conseguenze, non possono essere assunti provvedimenti di così grande rilevanza costituzionale e istituzionale senza un’adeguata ponderazione degli impatti sull’intera comunità nazionale e sul diritto all’istruzione che interessa le giovani generazioni di oggi e di domani.

Al di là di comprendere come sarà definito l’intero iterper giungere alla legge quadro e ai criteri di attuazione che implicano complesse procedure tra Parlamento, Governo e Regioni, per l’istruzione rimane comunque fondamentale la permanenza allo Stato del personale e al livello nazionale la definizione del sistema di formazione e di reclutamento.

Il Governo ha un anno di tempo per definire i livelli essenziali di prestazione (Lep), cioè l’individuazione della quantità e qualità dei servizi che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale a tuteladei “diritti civili e sociali” dei cittadini, che necessitano anche dell’individuazione dei fabbisogni standarde dei meccanismi perequativi. Un’impresa tutt’altro che semplice in materia di istruzione e diritto allo studio a fronte di dati eloquenti che attestano il perdurare di divari, non solo sulla dispersione scolastica e sulla povertà educativa, ma anche sulla quantità di tempo-scuola, sugli esiti formativi, sull’integrazione, sul numero di docenti precari che non sono messi nelle condizioni di dare continuità nella didattica e nei progetti proprio in quei contesti dove sarebbe indispensabile.

Per questi motivi, Lo Snals-Confsal vigilerà sull’iter del ddl e si batterà per preservare l’unitarietà del sistema di istruzione, tutelandone la dimensione statale e per difendere la contrattazione nazionale nei rapporti di lavoro, affinché vengano assicurate le pari opportunità formative sull’intero territorio nazionale, a cominciare da quelle misure di sistema su cui costantemente il nostro sindacato richiama l’attenzione e l’impegno della classe politica del nostro Paese.

 

Elvira Serafini

Segretario generale dello Snals-Confsal

Scadenze di: febbraio 2024