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Bilancio del 2022 e prospettive per il nuovo anno

Argomenti trattati: Per tutto il Personale,
Con il nuovo anno appare opportuno fare un sintetico bilancio dei principali eventi che hanno caratterizzato il 2022 per l’aspetto politico-sindacale e fare il punto sull’attuale situazione in cui versa il Comparto Istruzione e Ricerca, con uno sguardo alle prospettive per il 2023.

Il 2022, pur in un contesto difficile, è stato caratterizzato dal positivo risultato elettorale in occasione delle elezioni delle Rsu, grazie al quale il sindacato è riuscito a consolidare e incrementare la sua rappresentatività in tutto il comparto di riferimento. Lo Snals-Confsal ha confermato inoltre la sua presenza nell’Assemblea dei delegati del Fondo Espero, a seguito di elezioni. Entrambi i risultati testimoniano il radicamento del sindacato sul territorio, grazie all’impegno incessante delle strutture provinciali e regionali e al consenso del personale verso la nostra linea sindacale.

 Successivamente, di fronte ad un governo sordo alle richieste ultradecennali del personale del Comparto,il sindacato ha dato il via ad una grande stagione di mobilitazione, culminata con lo sciopero del 30 maggio, accompagnato da ulteriori azioni di protesta. Al centro del forte dissenso non solo le norme su formazione e reclutamento dei docenti contenute nel decreto 36/2022, dove la formazione è “incentivata” dal taglio degli organici e dalle risorse per l’autonomia scolastica, ma anche l’eliminazione delle continue incursioni legislative nelle materie contrattuali, il superamento del precariato, il rispetto di Patti e intese sottoscritti e mai onorati, la richiesta di incremento delle risorse non solo per le riforme, in attuazione del PNRR, ma anche per le retribuzioni del personale. Da ultima, ma non certo per importanza, la pressante richiesta di rinnovo del CCNL 2019-2021, peraltro già scaduto.

Nonostante il rallentamento della pandemia il periodo storico-sociale è stato complicato dalla guerra della Russia contro l’Ucraina, che ancora oggi continua a generare morte e crisi umanitaria e sta producendo effetti devastanti sulla nostra economia e sul nostro sistema sociale.Verso la fine del 2022 la vita politico-economica italiana è stata quasi travolta dalla complessa congiuntura economica a causa della crisi energetica derivante dal conflitto. Con le dimissioni del presidente Draghi, le elezioni politiche e la formazione di un nuovo governo lo scenario politico-istituzionale è cambiato profondamente.

In questa fase si sono avvertiti i primi segnali di cambiamento per il Comparto: un importante primo passo verso il rinnovo del Contratto Collettivo, sulla parte economica, è stato fatto prima con l’accordo politico il 10 novembre, con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Valditara, e il giorno successivo con la firma dell’Intesa all’Aran.

Il6 dicembre è stato sottoscritto il CCNLper il triennio 2019-2021 sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto Istruzione e Ricerca. Grazie a tali accordi i lavoratori hanno potuto ottenere già nel mese di dicembre l’aumento delle retribuzioni e gli arretrati spettanti. Com’è noto si è ottenuto, in sede di confronto, un incremento della massa salariale per la scuola di complessivi 400 milioni, di cui 100 milioni disposti con decreto legge e 300 milioni, in origine destinati al fondo MOF, da destinare alla retribuzione fissa per la valorizzazione professionale del personale docente e ATA.

 In questo scenario si apre il 2023, segnato subito dalla ripresa del negoziato all’ARAN, volto a completare il rinnovo del CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca con la sequenza relativa allaparte giuridica. Quest’ultima riguarda sia le parti rimaste da innovare nel precedente contratto, sia i nuovi istituti che devono essere introdotti per migliorare le condizioni di lavoro e l’esercizio delle prerogative sindacali, nonché la riforma di vari ordinamenti professionali (Ata, Università, Enti di ricerca, Afam) ancora problematica sotto vari aspetti.

L’obiettivo dello Snals-Confsal e degli altri sindacati è di chiudere al più presto e in modo soddisfacente la trattativa, pur nella consapevolezza che questo contratto non risponde, sotto l’aspetto economico,all’auspicato adeguamento delle retribuzioni del personale agli stipendi europei. Questo, tuttavia, non ci fa desistere dall’obiettivo del pieno recupero della dignità professionale dei lavoratori della Scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca. In particolare per questi ultimi tre settori sarà necessario un impegno economico maggiore da parte del Governo, rispetto a quanto fatto in Legge di Bilancio.

 Nuove e vecchie sfide attendono il sindacato nel corrente anno. Con il DL Calderoli torna alla ribalta il tema della regionalizzazione dell’istruzione, contro la quale lo Snals-Confsal ha sempre sostenuto la dimensione unitaria e nazionale del sistema di istruzione pubblica.L’autonomia differenziata, con il trasferimento di importanti competenze in materia di istruzione dallo Stato alle Regioni, metterebbe infatti a rischio l’unità del sistema nazionale di istruzione, garantita dalla nostra Costituzione con grave pregiudizio dell’uguaglianza di studenti e lavoratori della scuola.

 La regionalizzazione in materia di istruzione contrasta con la direzione indicata dal PNRR di riduzione dei divari territoriali e di contrasto alle povertà educative e rischia di aggravare il divario tra le regioni ricche e quelle povere.

 Sul piano sindacale, lo Snals-Confsal ribadisce la necessità di regole contrattuali del rapporto di lavoro stabilite a livello nazionale, uguali per tutti i lavoratori. Con l’autonomia differenziata si creerebbero i presupposti per una disuguaglianza di diritti e retribuzioni. Diciamo quindi NO ad un disegno politico che porta alla disgregazione della coesione sociale del Paese e del sistema d’istruzione nazionale in venti sistemi diversi.

Un altro ambito sul quale il sindacato è impegnato è quello dell’analisi delle riforme previste in attuazione del PNRR, la cui realizzazione, peraltro in tempi ristretti e a costo zero, è condizione perché siano erogate le prossime tranchedi finanziamento dall’UE. Riforme, quindi, soggette a vincoli, che mancano di confronto, come nel caso di quella del reclutamento, ancora priva dei decreti attuativi, che abbia come primo obiettivo l’eliminazione del precariato storico con assunzioni da GPS, con l’avvio di una stagione concorsuale regolare e con prove di accertamento della preparazione non basate sui quiz.

L’impegno per il nuovo anno è che il sindacato continuerà a vigilare su tali processi, affinché diritti e prerogative non vengano calpestati da innovazioni calate dall’alto senza la necessaria condivisione di chi le deve realizzare.

L’auspicio è che le condizioni di lavoro e di vita di tutti possano migliorare, in un futuro di pace e serenità.

Elvira Serafini

Segretario generale dello Snals-Confsal

Scadenze di: febbraio 2023