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Scuola, Snals: indispensabile far slittare rientro

Argomenti trattati: intervista, apertura scuole, COVID 19,
Intervista a Elvira Serafini, Segretario Generale SNALS Confsal, su TRM dell'8.01.2022

 

 

Il governo tira dritto sul tema del rientro a scuola ma dai territori, dai rappresentanti di categoria, dal mondo della scuola, invece, c'è forte perplessità…

Abbiamo invitato il Segretario Generale dello SNALS-Confsal, Elvira Serafini per aiutarci a fare chiarezza su questo tema, sul quale il governo quasi non sente ragioni, però sarebbe necessario far slittare il rientro a scuola per garantire maggiore sicurezza in questa fase in cui i contagi salgono alle stelle

E. Serafini:   Sicuramente. Non sarebbe necessario, ma indispensabile. Abbiamo una situazione, che registriamo su tutto il territorio nazionale, veramente catastrofica. Siamo fortemente preoccupati e in tutti i modi abbiamo cercato di far ragionare su questo problema il governo; abbiamo avuto degli incontri ma al ministero sono convinti che “tutto andrà bene, che si riapre la scuola in presenza, in sicurezza”… ma io ho qualche dubbio. Probabilmente non sono molto “informati” - preferisco usare questo termine - perché non si può dire che tutto va bene quando l’Italia è in sofferenza, una nazione che si trova nel pieno della quarta ondata. 

Domani, in tante istituzioni scolastiche non ci sarà il personale perché sarà in quarantena, mancheranno sia docenti che personale ata, e anche i dirigenti stessi. Ma come si può pensare di partire immediatamente con la riapertura delle scuole in questa situazione? Noi chiedevamo lo slittamento di un paio di settimane per verificare l'andamento di questa quarta ondata. Sicuramente c'è un problema gravissimo. 

Le famiglie sono molto preoccupate perché i loro figli andranno a scuola e i dirigenti scolastici non avranno neanche il tempo di affrontare la miriade di problemi che si troveranno di fronte. Anche trovare i supplenti sarà difficilissimo perché molti di loro hanno il problema di non aver fatto la vaccinazione o di essere in quarantena; per non parlare delle scuole del nord, dove, da Roma in su, è difficilissimo trovare dei supplenti perché le graduatorie sono esaurite. 

Non so se è possibile essere convinti che tutto andrà bene. E’ impossibile che di fronte a tutte le nostre richieste, fatte in tutti i modi, si dica che la scuola è in sicurezza in questo momento, quando non sono state prese le dovute precauzioni che lo Snals più volte ha portato ai tavoli: chiedevamo lo sdoppiamento delle classi, l’aerazione delle istituzioni scolastiche, e anche un intervento serio sui trasporti. Tutto questo non è stato fatto. Adesso tutto dovrà essere governato dai dirigenti scolastici, che più volte hanno dimostrato di saper gestire le situazioni, Ma oggi, più che mai, la situazione è ingestibile nel vero senso della parola: devono controllare i vaccinati e i non vaccinati, i positivi, e se ci sono positivi fare la distinzione tra chi resta a casa e chi no, perché vaccinato.  Una confusione totale. 

Veramente, in questo modo, pensiamo che domani mattina tutto andrà bene? E che si parte tranquilli e sereni? Ma stiamo attenti, la scuola andrà in tilt, noi lo sappiamo, lo stiamo dicendo e poi qualcuno ci darà ragione.

 

Dal canto suo, con il ministro Bianchi, il Governo parla di scelte di buon senso, di scelte equilibrate, ma proprio sugli ultimi aspetti di cui parlava, come si può immaginare un'organizzazione, un controllo serrato tra vaccinati e non vaccinati, tra chi ha avuto contatti e chi non ha avuto contatti? Come si fa a controllare una platea così ampia? E poi vorrei chiederle anche quali sono le prospettive, ormai siamo al secondo anno, a marzo saranno due anni di pandemia, non si sarebbe dovuto trovare nel frattempo un sistema collaudato per gestire la scuola?

E. Serafini:   Ma certamente. E certamente la scuola non è stata al centro delle attenzioni di questo Governo. Tutti hanno parlato, i politici tutti hanno detto che la scuola era importante, che era al centro delle attenzioni…. ma solo a parole, e non nei fatti, perché in due anni è stato fatto poco o niente. Se lei va indietro a quelle che sono state le nostre dichiarazioni due anni fa, si accorgerà che non è cambiato nulla. Chiedevamo gli stessi interventi, ma non ci sono stati. Certamente il ministro Bianchi è una persona eccezionale dal punto di vista umano,  però deve fare i conti con il Governo, con chi decide a Palazzo Chigi. 

Di conseguenza il problema è che sicuramente non hanno una dimensione reale di come funziona un'istituzione scolastica. Io li inviterei a stare una sola giornata in una scuola e si renderebbero conto che è impossibile per una platea così vasta, così articolata, senza dei supporti adeguati, poter controllare il vaccinato e non vaccinato… Anche le stesse strutture delle Asl sono andate in tilt: ci sono dei ritardi notevoli per i tracciamenti dei tamponi. Ecco anche perché chiedevamo lo slittamento, non è un capriccio, è un dato di fatto, perché teniamo veramente conto, quando proponiamo qualcosa, della situazione reale. Noi abbiamo il contatto diretto con la base, noi sappiamo quanto si lavora, come ben si lavora, ma questo è improponibile. Ci troviamo di fronte all'assurdo, direi quasi al paranormale…

 

Ancora un minuto, vorrei una sua considerazione finale. Quasi due anni di pandemia: questi due anni per la scuola saranno in qualche modo recuperabili? Resterà un buco? Cosa accadrà? Qual è la sua visione futura per il mondo della scuola?

E. Serafini:   Sicuramente sono due anni in cui si è fatto tanto attraverso la DAD in emergenza, però i segni di questi due anni purtroppo resteranno.  Si è fatto tanto, si è fatto bene, si è cercato di dare il massimo ai nostri alunni, ma non è stata scuola in presenza, i vuoti ci sono e purtroppo lasceranno dei segni indelebili negli alunni, nei nostri studenti, ma anche nel ricordo dei dirigenti, dei docenti e del personale ata che si è trovato coinvolto in questo problema e lascerà un segno nelle famiglie che hanno contribuito tantissimo, hanno dato il massimo anche loro. 

Siamo rimasti tutti travolti, i ragazzi ne sentiranno le conseguenze.

 

Speriamo si possa andare verso il miglioramento, a una soluzione. La ringrazio per essere intervenuta, le auguro buona giornata.

E. Serafini:   Grazie a lei, auguri a tutti e speriamo che tutto vada bene.

Scadenze di: gennaio 2022