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Ricerca: ISTAT - Insoddisfacente riorganizzazione degli uffici territoriali

Argomenti trattati: Enti Pubblici di Ricerca, Ricerca, ISTAT,
Lo Snals-Confsal segnala un'attribuzione del personale ai servizi poco attenta alle richieste dei lavoratori ed estremamente parcellizzata con il rischio di sovraccarichi eccessivi. Necessario un confronto con l'Amministrazione

Ancora problemi relativi alla riorganizzazione degli UU.TT. dell’Istat! Lo Snals-Confsal segnala un’attribuzione del personale ai servizi poco attenta alle richieste dei lavoratori ed estremamente parcellizzata con il rischio di sovraccarichi eccessivi.

Di seguito il comunicato Snals-Confsal Ricerca al personale:

 

Come nel gioco dell’oca!

Quando un utilizzo eccessivo della parcellizzazione dell’attività, unita ad una politica di assegnazione del personale frettolosa, ricrea il precedente assetto organizzativo facendo ripiombare i lavoratori degli UU.TT. alla casella di partenza!

 

A un mese dalla riorganizzazione degli UU.TT. l’Amministrazione ha fornito alcune (poche) risposte alle nostre richieste effettuate con comunicato del 23 agosto.

Al tavolo sindacale del 15 settembre sono state illustrate le discrepanze tra le preferenze espresse dai lavoratori e le assegnazioni ai nuovi servizi. Emerge un dato fra tutti: 17 colleghi su 292 (circa il 6%) sono stati collocati in servizi opzionati di cui 16 al terzo posto e addirittura 1 lavoratore al quarto posto, rispetto alla personale classifica di preferenza indicata nella survey.

L’Amministrazione ha definito questi casi come residuali (notizia intranet del 9/8/2021), impostazione non comprensibile che appare discriminatoria rispetto al resto dei colleghi.

Perché si è deciso di non ascoltare una quota così esigua di lavoratori assegnati ad un servizio non coincidente ai propri desiderata?

In totale sono 77 i colleghi assegnati a un servizio diverso rispetto alla prima scelta indicata e, tra questi, molti hanno espresso insoddisfazione in tal senso.

Volendo fare le cose per bene e non di fretta sarebbe stato opportuno sentirli tutti, perché si sa: se un dipendente viene messo in condizioni di operare nell’alveo delle sue passioni lavorative rende molto di più, poiché soddisfatto di ciò che fa.

La domanda però è d’obbligo: quanti colleghi hanno affrontato il colloquio previsto nel mese di luglio con la DCRU? A noi risulta che non a tutti è stata data tale opportunità.

Per tali motivi lo Snals-Confsal Ricerca ha chiesto al tavolo di trattativa di “sentire” i colleghi insoddisfatti della assegnazione ricevuta e di trovare una soluzione prima della fase di follow-up che si dovrebbe tenere a marzo 2022.

Rileviamo con piacere sporadici segnali che ci fanno ben sperare.

L’Amministrazione sta dando seguito alla nostra richiesta, ci ha ascoltato, di questo gliene diamo atto: alcuni lavoratori sono stati chiamati a colloquio.

Ma c’è un aspetto che si sta verificando: a dei colleghi viene proposto di prestare una percentuale di lavoro in altri servizi, diversi da quelli di appartenenza, oppure singoli dipendenti chiedono di potere collaborare per una quota lavorativa in altri servizi.

Da una parte c’è la necessità di colmare quel vuoto di personale che solo una politica di assunzioni rapida e cospicua potrebbe risolvere radicalmente. Dall’altra c’è la necessità del dipendente di reagire a quel senso di delusione dovuto ad un’assegnazione non in linea con le giuste aspettative.

Il sindacato Snals-Confsal Ricerca è fortemente contrario ad un abuso della pratica di parcellizzazione delle competenze specialmente se in linee di attività esterne al proprio servizio, a meno che tale richiesta non giunga dal lavoratore.

Dalla consultazione delle iniziative in corso emerge che alcuni lavoratori si vedono assegnati a numerose attività (anche una decina): tali colleghi a fine anno avranno abbondantemente superato la soglia del proprio 100% lavorativo e saranno sottoposti inevitabilmente, loro malgrado, ad un superlavoro.

Questo problema non è appannaggio dei soli lavoratori regionali. Giungono, infatti, alla nostra mailbox snals-ricerca@istat.it numerose segnalazioni di lavoratori che lamentano la necessità di dover lavorare parte del week end o oltre il proprio orario di lavoro giornaliero per garantire il raggiungimento degli obiettivi, in quanto le canoniche 7 ore e 12 minuti non bastano mai.

In linea di principio non siamo contrari ad un utilizzo parsimonioso della versatilità: è una caratteristica e un valore aggiunto dei lavoratori degli UU.TT. che va difeso, preservato e mantenuto, ma tale peculiarità non può costituire la “toppa riparatoria” della oramai endemica mancanza di personale. È sotto gli occhi di tutti la necessità di addivenire in tempi brevi ad un cospicuo potenziamento della forza lavoro.

Ribadiamo che un abuso della parcellizzazione delle attività, unito ad una politica di assegnazione non troppo oculata, rischia di ricondurre gli UU.TT. e i suoi lavoratori al punto di partenza, esattamente come nel gioco dell’oca. O peggio ancora il rischio è quello di sommare i difetti presenti nella gestione pre-riorganizzazione a quelli che inesorabilmente si stanno verificando nella riorganizzazione in atto. Un quadro che per taluni lavoratori è ulteriormente critico, perché dovranno rispondere a due o più dirigenti in termini di richiesta di ferie e permessi, scala di priorità delle attività, ecc. ecc.

E allora: che senso ha procedere ad una celere riorganizzazione degli UU.TT.
se il rischio è quello di ricreare la situazione di partenza o peggio ancora?

 

Ciò che chiediamo come Snals-Confsal Ricerca.

  • L’eventuale “cessione” di quote lavorative va prima di tutto regolamentata e condivisa con i lavoratori diretti interessati.
  • Poter discutere con l’Amministrazione la quota massima “cedibile” e il numero massimo di servizi nei quali ripartire il proprio 100%.
  • Condividere con i lavoratori la lista delle linee di attività affidate ad ogni nuovo servizio in modo da renderli più coscienti delle opzioni di assegnazione possibili.
  • Vigilare affinché la pratica degli spostamenti non sia di tipo “unidirezionale”, bensì riguardi movimenti da e verso tutti i servizi coinvolti.

Non dimentichiamo che in questo periodo transitorio, che segna il passaggio dal vecchio al nuovo assetto, insistono sui colleghi degli uffici regionali molteplici e concomitanti carichi lavorativi: il Censimento della Popolazione che ha la precedenza su tutto; la continuità delle precedenti attività censuarie e non solo, in forza dell’art. 4 della delibera DOP /623/2021 del 09/08/2021; l’avvio dei nuovi servizi attraverso riunioni e primi adempimenti.

La riorganizzazione ha dato vita a un cambiamento epocale dell’assetto degli uffici territoriali. Il personale, i neo-dirigenti e i direttori dovranno lavorare in un contesto nuovo, tutto da costruire. È importante che si vada nella direzione del perseguimento degli obiettivi per un miglioramento della Statistica Ufficiale, evitando personalismi da parte dei dirigenti “più ascoltati dall’Amministrazione”.

È auspicabile un incontro ad hoc tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali allo scopo di individuare le giuste risoluzioni ai problemi e alle criticità di cui sopra.

Per SNALS-CONFSAL Ricerca
Lorena Viviano e Michele Calabria

Scadenze di: dicembre 2021