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Previdenza complementare. Confsal: Incontro Governo/Sindacati al Ministero del Lavoro

Resoconto Confsal sull'Incontro al Ministero del Lavoro del 15/10/2020

Incontro Governo/Sindacati al Ministero del Lavoro 15/10/2020

Previdenza complementare

 

Nella giornata del 15 ottobre scorso, al Ministero del Lavoro, si è tenuto tra Governo e Organizzazioni sindacali l’incontro tematico sulla Previdenza complementare.

Per la Confsal era presente Vincenzo Di Biasi.

 

La Confsal esprime un giudizio parzialmente positivo relativamente ai correttivi proposti da inserire nella prossima legge di bilancio; nel merito:

  • ritiene doverosa ma non esaustiva la proroga dell’opzione donna per l’anno 2021, sarebbe difatti opportuno predisporre una revisione della misura che punti a renderla strutturale;
  • considera positiva altresì la scelta di prorogare l’APE sociale per il 2021 e consentire la fruibilità a tutti i disoccupati indipendentemente dalla ricezione o meno della disoccupazione, affinché si elimini l’assurdo paletto che presuppone l’accesso alla misura solo dopo tre mesi di assenza di ammortizzatori sociali;
  • considera positivo l’intervento sul part-time ciclico verticale, con questo evitando i contenziosi per farsi riconoscere uguali garanzie del part-time orizzontale;
  • considera positivo l’abbassamento della soglia da 1.000 a 500 dipendenti per i Contratti di espansione;
  • ribadisce contrarietà in merito alla previdenza complementare e la riapertura di una finestra di sei mesi del meccanismo del silenzio/assenso qualora tale misura dovesse interessare i settori pubblici con un sostanziale obbligo di adesione;
  • condivide la necessità di intavolare una seria riflessione sulla possibilità di estendere l’APE sociale alle persone fragili, con necessaria e certa interpretazione dello status di fragilità, affinché interpretazioni promiscue non intasino ulteriormente i già provati centri medici legali dell’Istituto.

 

La Confsal ha inoltre avanzato alcune proposte da inserire nella prossima legge di bilancio, tra queste:

a)    la neutralizzazione degli effetti sulla rivalutazione del montante contributivo e delle retribuzioni contributive quando il PIL e l’inflazione risultano negativi;

b)    la possibilità di unificare in modo semplificato e non oneroso tutti gli spezzoni contributivi presenti nelle varie casse dell’Istituto, affinché si possa procedere verso il cumulo gratuito dei contributi versati in più casse.

 

Nello specifico richiediamo:

  • l’unificazione dei periodi contributivi in più Fondi senza alcun onere per gli assicurati (ex: abrogazione norme su onerosità ricongiunzione);
  • periodi unificati utili ai fini del diritto e della misura della pensione, ai fini di quest’ultima con il sistema di calcolo maturato in ragione dell’anzianità contributiva complessiva e vigente nel Fondo presso cui sono stati unificati i periodi contributivi.
  • Inoltre, fermo restando la richiesta della gratuità della ricongiunzione, con l’unificazione dei periodi contributivi, se i periodi da ricongiungere sono con iscrizione a Fondi gestiti dall’INPS, per la determinazione degli oneri per qualsiasi tipologia di periodo da riscattare:
  • Determinazione oneri: estensione generalizzata delle previsioni di cui all’art. 20, comma 6, del DL 28/1/2019 n. 4, “riscatto agevolato”, per qualsiasi tipologia di riscatto e indipendentemente dalla collocazione temporale del periodo chiesto, senza alcun obbligo di passaggio al sistema contributivo qualora i periodi da riscattare si collochino prima del 1/1/1996 superando quindi il concetto di calcolo con la “riserva matematica” e/o con “l’aliquota di computo” (33%);
  • Rateizzazione oneri: possibilità, a richiesta dell’assicurato, di rateizzare in dieci (10) anni l’onere del riscatto senza interessi:
  • per qualsiasi tipologia di periodi da riscattare;
  • rateizzazione possibile anche dopo l’accesso alla pensione con trattenuta dell’onere sulla rata della pensione (operando l’INPS su tali oneri deducibili come sostituto di imposta).

 

Risulta inoltre necessario, ragionare su una pensione minima di garanzia non solo riferita ai giovani, che iniziando tardi a lavorare ed avendo buchi contributivi rischieranno effettivamente pensioni basse, ma anche pensata per una platea molto più ampia di beneficiari.

 

Restano, comunque in sospeso molte questioni che saranno oggetto di proposte e di discussione nei prossimi tavoli di confronto.

Scadenze di: dicembre 2021