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RICERCA: Decreto ministeriale per la ripartizione dei fondi dei Decreti Cura Italia e Rilancio

Si tratta di attribuzioni insufficienti per le esigenze degli enti

Il MUR ha emanato il DM del 14 luglio 2020, n. 294, in attuazione di quanto previsto dall’art. 100, co. 1, del DL 17 marzo 2020, n.18, (Decreto Cura Italia) e dall’art. 236, co. 1, del DM 19 maggio 2020, n. 34, (Decreto Rilancio) che attribuiscono un totale di 112 milioni di euro per il 2020 sul “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell'università, delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti di ricerca”.

Nel DM sono definiti i criteri di riparto e di utilizzazione delle risorse: agli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR sono attribuiti complessivamente € 18.000.000 (€11.000.000 dal Cura Italia e € 7.000.000 dal Rilancio). Le cifre del Cura Italia possono essere utilizzate dalle Istituzioni per misure straordinarie di sicurezza delle proprie sedi, rispetto all’emergenza sanitaria in atto, quali la sanificazione dei locali, l’implementazione delle disposizioni di distanziamento, la dotazione di adeguati dispositivi di protezione individuale e i connessi costi di formazione per la sicurezza.

Le risorse provenienti dal Decreto Rilancio sono prevalentemente destinate al diritto allo studio e a misure di pianificazione delle attività delle Istituzioni, anche in relazione all’avvio dell’a.a. 2020/2021, attraverso l’acquisto di dispositivi digitali e di quanto necessario per l’accesso alle piattaforme digitali, finalizzati alla ricerca e alla didattica a distanza.

L’art. 8 del DM stabilisce che la ripartizione tra gli enti di ricerca vigilati dal MUR avverrà in proporzione all’assegnazione ordinaria attribuita per l’anno 2019 a ciascun Ente a valere sul Fondo ordinario per gli Enti e le Istituzioni di ricerca (FOE).

Come già rilevato nel commento ai due decreti legge, le cifre stanziate sono esigue poiché servono necessariamente a sostenere l’attività didattica delle università, inoltre solo gli enti di ricerca vigilati dal MUR potranno beneficiarne, mentre tutti gli altri restano all’asciutto. Nel complesso, si tratta di attribuzioni insufficienti per le esigenze degli enti.

Alleghiamo il testo del decreto ministeriale.

Scadenze di: dicembre 2020