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Scuola: Serafini (Snals): Urgenti organici, spazi e risorse aggiuntive. Governo e Ministero non sono pronti alla riapertura

Senza risorse certe, senza organici e spazi aggiuntivi, l'apertura delle scuole l'1 settembre è un'utopia. 200.000 cattedre scoperte; 21.000 posti vacanti per il personale Ata; 3500 posti vacanti di DSGA che saranno coperti da assistenti amministrativi f.f.

  

2020-07-17 11:30

Scuola: Serafini (Snals), l'1 settembre enormi difficoltà

(ANSA) ROMA; 17 LUG - "A volte vengono proposte novità senza avere consapevolezza di come si conduce una scuola: è facile dire che i ragazzi si portano fuori, si fa cultura nei musei e nei cinema: è una idea bellissima ma bisogna guardare ai fatti. Ma chi è responsabile per la sicurezza e l'igiene di questi posti? Chi conduce gli studenti fuori dalle scuole? Se non sappiamo come organizzare le attività all'interno delle istituzioni scolastiche come si fa a organizzarle fuori? Noi chiediamo semmai di rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici". Lo ha detto in conferenza stampa "La scuola si fa a scuola" Elvira Serafini, segretaria dello Snals. "Non c'è una visione reale dei problemi. Il dirigente risolverebbe tutto con la misurazione del metro tra alunni. Ma stiamo scherzando? Non accettiamo che si dica che noi sindacati siamo poco collaborativi: abbiamo dato la massima collaborazione, conosciamo i problemi e abbiamo ipotizzato le soluzioni. Bastava il confronto e avremmo trovato mille soluzioni". Per Serafini ci sono oggi "enormi difficoltà degli Enti locali e dei dirigenti. Gli uffici tecnici dei comuni hanno pochi dipendenti e non sanno come rispondere alle richieste. Il 1 settembre ci saranno enormi difficoltà". (ANSA)

 

Rientro a scuola, i sindacati: “Non ci sono le condizioni per ripartire a settembre”. Azzolina: “Si riaprirà regolarmente, spiegherò in tv”

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda lanciano l'allarme sui posti previsti, interventi di edilizia leggera, spazi alternativi alle aule e risorse per la connettività. La ministra dell'Istruzione: "Spiegherò in televisione ed escludo nuovi lockdown. Dai sindacati mi aspetto responsabilità"

di Alex Corlazzoli | 17 LUGLIO 2020

 “Mentre la casa brucia la ministra dell’Istruzione si preoccupa dell’arredatore”. Così Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda hanno lanciato l’allarme: “A settembre non ci sono le condizioni per ripartire”. Secondo le sigle sindacali non bastano le risorse stanziate, ovvero i 2mila miliardi annunciati dalla ministra Lucia Azzolina. Che attraverso l’Huffington Post replica: “La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Mi attaccano ma ora vado in tv e spiego io, adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Dai sindacati mi aspetto collaborazione”. Da parte loro, però, non sono sufficienti i 50mila posti previsti né ci sono le condizioni per completare in tempo gli interventi di edilizia leggera. Ancora: non ci sono in molte realtà gli spazi alternativi alle aule e non bastano i 400 milioni stanziati per la connettività. La linea della ministra dell’Istruzione, insomma, è bocciata su tutti i fronti.

A proposito di spazi, Elvira Serafini dello Snals ha voluto mettere l’accento sulla questione dell’uso di cinema, teatri, spazi parrocchiali: “Abbiamo la sensazione che chi propone queste cose non abbia la consapevolezza di come funziona una scuola. È facile dire che si devono portare fuori gli alunni. Ma chi si assumerà questa responsabilità? Chi si occuperà dell’igiene di questi spazi? Quali sono i mezzi di trasporto? Bisogna rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti. Siamo su Marte o sulla terra?”. Lo Snals ha chiarito anche la questione delle classi pollaio: “Quando abbiamo lo sdoppiamento delle aule chi mettiamo in aula? Dei manichini come docenti? Bisogna partire dagli organici”. 

 

Affondo dei sindacati sulla scuola: così non può ripartire. Azzolina: "Mi attaccano perché sono donna"

 

In una conferenza stampa via web la preoccupazione delle sigle sindacali: "La ministra fa propaganda"

 

AGI -  A dare fuoco alle polveri è il segretario generale di Snals-Confsal, Elvira Serafini: "Noi vogliamo che la scuola riapra, ma serve subito un tavolo sugli organici" dice, "Purtroppo quanto sta accadendo, quanto stiamo verificando, è responsabilità del governo, di tutto il governo, e non solo del ministro".

Organici e spazi sono sulla linea cello scontro.  "Il governo - spiega Serafini - doveva capire l'importanza degli interventi da fare sugli organici. Né noi né i dirigenti abbiamo responsabilità, questo deve essere ben chiaro".

Un pensiero condiviso dagli altri sindacati che prendono di mira la ministra dell'Istruzione perché convinti che non ci siano le condizioni per una ripresa della scuola fra un paio di mesi.

La reazione del ministro Azzolina.

“La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Ora sappiamo cosa fare, ma serve la responsabilità di tutti". Risponde Azzolina, "Mi attaccano perché sono donna, giovane e Cinque stelle, c’è l’idea che noi M5s siamo incompetenti, anche se io ho due lauree, l’abilitazione all’insegnamento, specializzazioni. Ma ora vado in tv e spiego io. Adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini sulla scuola".

Lo dice la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina in una intervista all'Huffington Post.

Dai sindacati - aggiunge Azzolina -  mi aspetto collaborazione. Noi per settembre saremo pronti, ma ognuno deve fare la propria parte. Non si può sempre dire no a tutto, ad ogni tentativo di innovazione. Serve coraggio”.

 

Rientro a scuola a settembre 2020 Sindacati: «Non ci sono condizioni» Azzolina: «Si riapre regolarmente»

Riaprire le scuole a settembre? Senza un intervento straordinario del governo per garantire le risorse necessarie, soprattutto quelle umane, non sarà possibile. Se non a prezzo di pesanti tagli d’orario e con il ricorso sistematico alla didattica a distanza. E’ questo l’allarme lanciato venerdì mattina - all’unisono - dai sindacati della scuola, sempre più in rotta di collisione con Lucia Azzolina. La replica della ministra non si è fatta attendere: «La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre, escludo nuovi lockdown. Dai sindacati mi aspetto collaborazione. Noi per settembre saremo pronti, ma ognuno deve fare la propria parte. Non si può dire di no a tutto», ha dichiarato all’Huffington Post . «Mi attaccano perché sono donna e grillina ma ora vado in tv e spiego io, adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima. Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini sulla scuola», ha aggiunto sfidando a singolar tenzone l’ex ministro dell’Interno leghista che anche oggi è tornato a sparare ad alzo zero sulla ministra: «Mancano i banchi? Gli spazi? Io credo che alla scuola italiana manchi il ministro. Azzolina è la peggiore degli ultimi decenni».

Corsa contro il tempo

Le scuole riapriranno, sì. Ma come? A meno di due mesi dalla prima campanella, presidi, assistenti amministrativi e bidelli trascorrono le loro giornate con il metro in mano, misurando e spostando banchi e arredi, mappando aule, palestre, laboratori e corridoi: insomma tutti gli spazi recuperabili per far posto agli studenti rispettando le regole del distanziamento imposte dall’emergenza sanitaria. Ma per quanti sforzi facciano, allo stato, come riconosciuto dalla stessa ministra, non c’è posto per un 15 per cento di alunni italiani, 1,2 milioni di bambini e ragazzi.  

Scuola, le linee guida: manca spazio per 1,2 milioni di studenti

Mancano soldi, docenti e bidelli per riaprire le scuole in sicurezza

Secondo il calcolo dei sindacati, con i soldi stanziati finora (1,4 nel dl rilancio cui Azzolina ha promesso di aggiungere un ulteriore miliardo) si potrebbero assumere a tempo determinato, cioè da settembre a giugno, poco più di 56 mila docenti e 16 mila Ata, che suddivisi fra gli 8 mila istituti scolastici italiani corrispondono a 7 insegnanti e 2 fra assistenti amministrativi e bidelli in più per scuola. I primi basterebbero a garantire al massimo 30 ore settimanali in più per 5 gruppi scolastici aggiuntivi alle elementari e 4 alle medie e alle superiori. I secondi non riuscirebbero ad assicurare nemmeno le operazioni di pulizia e igienizzazione previste dal Protocollo Sanitario. E comunque le indicazioni del ministero in questo senso non sono univoche. Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio Rocco Pinneri, ad esempio, pochi giorni fa ha inviato una lettera ai presidi invitandoli a rifare i conti di banchi e spazi e a non ricorrere alla divisione delle classi con conseguente richiesta di prof in più.

Non solo banchi

 

Né è bastato a tranquillizzare i sindacati l’annuncio del super appalto per 3 milioni di nuovi banchi monoposto affidato al commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri.

 

Scuola, i sindacati: "No condizioni per riaprire in presenza a settembre"

Oggi le condizioni per riaprire le scuole in presenza non ci sono: è inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti. A lanciare l'allarme i sindacati della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals nel corso di una conferenza stampa via web dal titolo 'La Scuola si fa a Scuola'. A meno di due mesi dalla riapertura secondo i sindacati è necessario l’impegno del governo e del Mi affinché a settembre vi siano le condizioni per una ripresa della "pienezza della relazione educativa che può essere assicurata solo dalla didattica in presenza".

Per garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico, secondo i sindacati di categoria, va previsto un forte coordinamento tra i diversi livelli Istituzionali per svolgere in modo efficace e tempestivo tutte le operazioni propedeutiche alla ripresa delle attività: predisposizione di spazi e programmazione orari, immissioni in ruolo, call veloce, graduatorie d’istituto, conferimento incarichi di supplenza, ecc.

Per quanto riguarda l’adattamento degli spazi, gli interventi di edilizia leggera sono un lavoro che spetta ai comuni e alle province. "Le scuole non hanno gli strumenti per farsene carico con il loro Dirigente Scolastico, possono segnalare l’eventuale fabbisogno di ulteriori spazi per ridurre il numero degli alunni per classe, ma oltre non possono andare. Interventi di ampliamento-adattamento devono essere in capo agli enti locali, cui spetta anche reperire e destinare le risorse necessarie".

Scuola, i sindacati: «Non ci sono le condizioni per riaprire le scuole in presenza»

Roma – «Le condizioni perché le scuole si riaprano in presenza non ci sono. Con gli interventi previsti la situazione ad oggi è drammatica». I sindacati della scuola lanciano l'allarme sulla riapertura del prossimo anno scolastico. Malgrado gli incontri con Giuseppe Conte e, ieri, con la ministra Lucia Azzolina, che ha garantito che l'obiettivo del ministero è quello di garantire alle istituzioni scolastiche ed educative maggiori risorse per ulteriori investimenti, per i sindacati della scuola è «inutile raccontare che le cose vanno bene». 

I sindacati: «Insufficienti 2,4 miliardi di risorse»

Per Cgil, Cisl Uil, Snals e Gilda della scuola «sono insufficienti le risorse per circa 1,4 miliardi di euro stanziate per la scuola che potrebbero arrivare a 2,4 solo se verrà stanziato l'ulteriore miliardo promesso dalla Ministra Azzolina». Le risorse comporterebbero in media per ogni singolo istituto una dotazione finanziaria aggiuntiva di poco più di 300.000 euro da impegnare e suddividere tra interventi di sicurezza e di riorganizzazione delle attività didattiche, calcolano i sindacati.

 

Per i sindacati occorre mettere a disposizione delle scuole un organico aggiuntivo sia per il personale docente che ATA da utilizzare per: eventuale sdoppiamento o articolazione delle classi, laddove necessario; incrementare la didattica in termini di potenziamento orario; sostenere il lavoro laboratoriale (Assistenti tecnici in ogni scuola di base), la didattica, la sorveglianza e assistenza degli alunni, intensificare le pulizie con più collaboratori scolastici. Fondamentale sarebbe avere a settembre, in ogni scuola, anche in quelle sottodimensionate, tutti i ruoli coperti in modo stabile e definitivo: gli insegnanti nelle classi, il Dirigente scolastico in ogni scuola, il DSGA in ogni scuola e ogni segreteria completa dei suoi addetti, l'assistente tecnico in ogni laboratorio, i collaboratori scolastici in tutti i posti disponibili, concludono Cgil, Cisl Uil, Snals e Gilda.

 

Ritorno a scuola, Serafini (Snals): “La didattica a distanza non è insegnamento, la scuola brucia, intervenire subito”

di Andrea Carlino 

Le parole della segretaria dello Snals nel corso della conferenza stampa indetta dai sindacati unitari in vista del nuovo anno scolastico.

“A volte vengono proposte novità senza avere consapevolezza di come si conduce una scuola: è facile dire che i ragazzi si portano fuori, si fa cultura nei musei e nei cinema: è una idea bellissima ma bisogna guardare ai fatti. Ma chi è responsabile per la sicurezza e l’igiene di questi posti? Chi conduce gli studenti fuori dalle scuole? Se non sappiamo come organizzare le attività all’interno delle istituzioni scolastiche come si fa a organizzarle fuori? Noi chiediamo semmai di rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici”. Così in conferenza stampa “La scuola si fa a scuola” Elvira Serafini, segretaria dello Snals.

“Non c’è una visione reale dei problemi. Il dirigente risolverebbe tutto con la misurazione del metro tra alunni. Ma stiamo scherzando? Non accettiamo che si dica che noi sindacati siamo poco collaborativi: abbiamo dato la massima collaborazione, conosciamo i problemi e abbiamo ipotizzato le soluzioni. Bastava il confronto e avremmo trovato mille soluzioni”. 

Per Serafini ci sono oggi “enormi difficoltà degli Enti locali e dei dirigenti. Gli uffici tecnici dei comuni hanno pochi dipendenti e non sanno come rispondere alle richieste. Il 1 settembre ci saranno enormi difficoltà”.

 

A settembre si rischia il disastro, i sindacati incolpano Azzolina: basta inganni e passerelle, serve un decreto legge

Di Alessandro Giuliani

La riapertura delle scuole a settembre rimane contrassegnata da enormi dubbi: mancano gli spazi aggiuntivi e dove ci sono non sono state verificate le condizioni di igiene e sicurezza, il personale da assegnare non è stato previsto; inoltre, le linee guida sono generiche, il tempo per provvedere è pochissimo.

Lo hanno detto il 17 luglio i responsabili dei sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, durante la videoconferenza stampa “La scuola si fa a scuola“.

I nodi da sciogliere per garantire la ripresa in sicurezza delle attività didattiche in presenza sono diversi: risorse economiche, distribuzione degli alunni per classe, organizzazione di orari e didattica, assunzioni dei precari.

Riportiamo una sintesi dei cinque segretari generali su queste problematiche, con le proposte al riguardo. 

Elvira Serafini, segretaria generale Snals-Confsal

Quando la ministra dell’Istruzione ha detto che la scuola si può fare anche nei musei, nelle parrocchie e nei cinema, ci siamo subito allarmati. È facile dire che portando fuori dalle aule gli studenti si fa cultura. Sono belle parole, ma andiamo ai fatti. Sorge il dubbio che non sia abbia la dimensione reale, dei problemi seri.

Chi è responsabile dell’igiene, della sanificazione e della sicurezza in questi luoghi. Chi accompagna gli alunni in questi locali? Sappiamo quanto è complesso fare un’uscita didattica, figuriamoci una didattica permanente fuori scuola. E poi, con quali trasporti si porteranno gli alunni?

Bisogna anche rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici. La ministra dell’Istruzione ha detto che è sufficiente che il dirigente misuri con il metro ed è tutto risolto: ma viviamo su Marte? Allora va tutto bene sulla terra.

Quando abbiamo lo sdoppiamento delle aule, chi mettiamo nelle classi ad insegnare? Dei manichini? Perché la ministra non accetta le nostre proposte. Da quando si è insediata la ministra, quando ancora non c’era il Covid, avevamo chiesto di risolvere il problema degli organici. Invece, non è stata voluto. Ed ora siamo noi poco collaborativi? Non lo accettiamo.

Bastava sposare un’idea di dialogo. Anche per il personale Ata la situazione è drammatica.

Noi siamo sempre disponibili al confronto, perché ci teniamo al mondo dell’istruzione e a riaprire in presenza.

Non è la scuola del ‘Mulino bianco’, la scuola brucia.

 

Ritorno a scuola nei cinema e nei musei, ma chi garantisce la sicurezza? Snals: “Manca visione reale dei problemi”

Di Fabrizio De Angelis

La luna di miele fra i sindacati del comparto scuola e la Ministra Azzolina non è mai iniziata e, probabilmente, non inizierà mai.
Lo confermano gli interventi dei segretari generali delle cinque sigle Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, durante la videoconferenza stampa “La scuola si fa a scuola“, che si è tenuta nella mattinata del 17 luglio.

A parere dei sindacati, la riapertura delle scuole a settembre è avvolta da nubi di incertezza, dovute da indicazioni generiche e poco chiare da parte della Ministra e di tutta l’amministrazione.

Belle le lezioni nei cinema e nei musei. Ma di chi è la responsabilità?

Nel suo intervento, la segretaria nazionale dello Snals, Elvira Serafini, si è concentrata molto sulle lezioni fuori dalle scuole, ovvero la proposta del Ministero di utilizzare i musei o i cinema a settembre in caso non si riescano a trovare spazi sufficienti presso gli edifici scolastici.

 “A volte vengono proposte novità senza avere consapevolezza di come si conduce una scuola: è facile dire che i ragazzi si portano fuori, si fa cultura nei musei e nei cinema: è una idea bellissima ma bisogna guardare ai fatti. Ma chi è responsabile per la sicurezza e l’igiene di questi posti? Chi conduce gli studenti fuori 
dalle scuole? Se non sappiamo come organizzare le attività all’interno delle istituzioni scolastiche come si fa a organizzarle fuori? Noi chiediamo semmai di rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici“, ha detto la segretaria dello Snals.

Infatti, se l’impianto elettrico, ad esempio, della nuova struttura in cui fare lezioni non è a norma, di chi è la responsabilità?

Secondo Serafini, il problema a viale Trastevere è che non ci sarebbe “una visione reale dei problemi. Il dirigente risolverebbe tutto con la misurazione del metro tra alunni. Ma stiamo scherzando?”

I sindacati non sono stati poco collaborativi

Il numero uno dello Snals difende l’operato del suo sindacato e anche quello delle altre sigle: “non accettiamo che si dica che noi sindacati siamo poco collaborativi: abbiamo dato la massima collaborazione, conosciamo i problemi e abbiamo ipotizzato le soluzioni. Bastava il confronto e avremmo trovato mille soluzioni“.

Insomma, Serafini si aggiunge al coro dei suoi colleghi che ritengono per settembre un ritorno a scuola al momento improponibile, per diverse motivazioni: ci sono oggi “enormi difficoltà degli Enti locali e dei dirigenti. Gli uffici tecnici dei comuni hanno pochi dipendenti e non sanno come rispondere alle richieste. Il 1 settembre ci saranno enormi difficoltà“.

 

 

A settembre meno ore di scuola al giorno? Serafini (Snals): Le famiglie chiedano il conto a Governo e Azzolina

Di Alessandro Giuliani

Se a settembre si partirà con un tempo scuola ridotto, la colpa sarà tutta di chi non ha voluto affrontare il problema: il Governo e la ministra dell’Istruzione. A dirlo è stata Elvira Serafini, segretario generale Snals-Confsal, nel corso della conferenza stampa in remoto “La scuola si fa a scuola” indetta oggi unitariamente ad Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda.

“Le famiglie con chi dovranno prendersela?”

Dopo gli interventi dei segretari generali dei sindacati maggiori, è stata fornita la possibilità ai giornalisti presenti di formulare delle domande.

Abbiamo chiesto, quindi, chiarimenti su chi bisognerà indicare come responsabile qualora a settembre si dovesse riprendere, come probabile, con un consistente numero di ore di lezione in meno rispetto a quello canonico previsto per legge.

Questo è il quesito che abbiamo posto: “Siccome a settembre è una certezza che avremo tempo scuola ridotto, è altrettanto certo che le famiglie con figli di scuola dell’infanzia e primaria avranno grossi problemi per la gestione quotidiana. Con chi dovranno prendersela? Con il Governo, con il Mef, con la ministra dell’Istruzione?”.

Serafini: il Governo doveva capirlo

“È chiaro – ha replicato Elvira Serafini – che la responsabilità non è del mondo della scuola, né dei sindacati. È di chi non ha voluto sin dall’inizio confrontarsi e trovare soluzioni. Noi vogliamo che la scuola riapra i battenti. Non siamo noi che non vogliamo farlo, ma chi non si è posto il problema.

Purtroppo la responsabilità è di chi ci governa: il Governo doveva capirlo”.

“Corresponsabilità evidente”

La sindacalista ha ricordato che il per “affrontare il problema degli organici è stato coinvolto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte”. Però, ad oggi, “le persone da collocare in cattedra ci sono, ma la ministra non è entrata nel problema per risolvere il problema delle classi pollaio. Anche il presidente del Parlamento Roberto Fico ha puntato il dito contro la ministra. C’è una corresponsabilità evidente”.

“Noi non c’entriamo nulla”

Serafini ha tenuto a precisare, quindi, che “noi sindacati di questa situazione non c’entriamo nulla, né i dirigenti scolastici, né il sistema scuola. Tutti vogliamo la scuola in presenza”.

“Abbiamo sempre detto – ha concluso la rappresentante Snals – di non essere disponibili né a ridurre il tempo scuola, né a ricorrere di nuovo massicciamente alla Dad, che deve restare modalità di complemento e supporto all’attività ordinaria. Per tutto questo ci vogliono provvedimenti legislativi ad hoc e tavoli di confronto serrato al ministero dell’Istruzione. Lo stiamo ancora aspettando”.

 

 

Ritorno a scuola: ‘A settembre in classe? Non ci sono le condizioni. La Ministra non ci ascolta’. La rabbia dei sindacati

 

Tutti in classe dal 14 settembre, in pratica tra circa un mese e mezzo. E ancora tante le domande che aspettano una risposta. Lo scorso 16 luglio i sindacati della scuola hanno incontrato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per affrontare le questioni più urgenti sulla ripartenza. Ma gli esiti dell’incontro non sembrano essere stati positivi: si è parlato di linee guida troppo generiche, troppe responsabilità addossate alle scuola, mancanza di chiarezza sugli organici e troppo poco tempo davanti per fare tutto. Insomma, per i sindacati mancherebbero le condizioni per un rientro a scuola in sicurezza a settembre prossimo. E’ quanto emerso dalla videoconferenza stampa organizzata questa mattina da FLC CGIL, Cisl Scuola, Gilda Unams, Snals Confsal e Uil Scuola, dal titolo “La scuola si fa a scuola”.

Elvira Serafini (Snals Confsal): “Viviamo su Marte? Bisogna rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti”

“Quando la ministra dell’Istruzione ha detto che la scuola si può fare anche nei musei, nelle parrocchie e nei cinema, ci siamo subito allarmati – ha detto invece Elvira Serafini, Snals Confsal – . È facile dire che portando fuori dalle aule gli studenti si fa cultura. Sono belle parole, ma andiamo ai fatti. Sorge il dubbio che non sia abbia la dimensione reale dei problemi seri. Chi è responsabile dell’igiene, della sanificazione e della sicurezza in questi luoghi. Chi accompagna gli alunni in questi locali? Sappiamo quanto è complesso fare un’uscita. Con quali trasporti si porteranno gli alunni? Bisogna rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti. La ministra dell’Istruzione ha detto che è sufficiente che il dirigente misuri con il metro ed è tutto risolto: ma viviamo su Marte? Allora va tutto bene sulla Terra. Quando abbiamo lo sdoppiamento delle aule, chi mettiamo nelle classi ad insegnare? Dei manichini?”, ha concluso.

 

Conferenza Stampa Sindacati, La Riflessione di Serafini (Snals)

 

Elvira Serafini, segretaria dello Snals, interviene durante la conferenza stampa dei sindacati, indetta in vista della riapertura delle scuole a settembre.

Nel corso della conferenza stampa dei sindacati, Serafini parla delle lezioni presso musei e cinema: “É una idea bellissima ma bisogna guardare ai fatti. Ma chi è responsabile per la sicurezza e l’igiene di questi posti? Chi conduce gli studenti fuori dalle scuole? Se non sappiamo come organizzare le attività all’interno delle istituzioni scolastiche come si fa a organizzarle fuori?“.

La segretaria dello Snals continua: “Non c’è una visione reale dei problemi. Il dirigente risolverebbe tutto con la misurazione del metro tra alunni. Ma stiamo scherzando? Non accettiamo che si dica che noi sindacati siamo poco collaborativi“.

Infine dichiara: “Abbiamo dato la massima collaborazione, conosciamo i problemi e abbiamo ipotizzato le soluzioni. Bastava il confronto e avremmo trovato mille soluzioni”.

 

L'attacco dei sindacati" No condizioni per riapertura"

"1 settembre è utopia". “Senza risorse certe, senza organici e spazi aggiuntivi, l’apertura delle scuole l’1 settembre è un’utopia. Noi sindacati siamo fermamente convinti della necessità di riaprire le scuole, ma siamo preoccupati dei ritardi con cui si stanno affrontando problemi sui quali abbiamo acceso i riflettori ben prima dello scoppio dell’emergenza Covid e che ora, purtroppo, emergono in tutta la loro drammaticità”, ha detto oggi Elvira Serafini, segretario generale Snals-Confsal

 

Rientro scuola a settembre un miraggio? “Non ci sono condizioni”, l’allarme dei sindacati.

Scuola di Bergamo (LaPresse)

Duro attacco dei sindacati al ministro dell’Istruzione: secondo Cgil non ci sono le condizioni per la riapertura a settembre, mentre la Cisl accusa Lucia Azzolina di «mentire sapendo di mentire». Organici e spazi sono i temi dello scontro. «Purtroppo quanto sta accadendo, quanto stiamo verificando, è responsabilità del governo, di tutto il governo, e non solo del ministro», ha dichiarato Elvira Serafini, segretario generale di Snals-Confsal. Un pensiero condiviso da altri sindacati, a cui ha poi risposto Azzolina. «La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Ora sappiamo cosa fare, ma serve la responsabilità di tutti». Riguardo le critiche, attraverso i microfoni dell’Huffington Post, replica: «Mi attaccano perché sono donna, giovane e Cinque stelle, c’è l’idea che noi M5s siamo incompetenti, anche se io ho due lauree, l’abilitazione all’insegnamento, specializzazioni. Ma ora vado in tv e spiego io. Adesso basta, ho sbagliato a non farlo prima».

E sfida il leader della Lega: «Sono pronta ad un confronto televisivo con Salvini sulla scuola». Dai sindacati invece si aspetta collaborazione: «Noi per settembre saremo pronti, ma ognuno deve fare la propria parte. Non si può sempre dire no a tutto, ad ogni tentativo di innovazione. Serve coraggio». (gg. di Silvana Palazzo)

 

La bella Azzolina replica ai sindacati e a Salvini. La scuola riaprirà a settembre e non ci saranno nuove chiusure

 

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda lanciano l’allarme: “a settembre non ci sono le condizioni per ripartire”. Secondo le sigle sindacali non bastano le risorse stanziate, ovvero i 2mila miliardi annunciati dalla ministra Lucia Azzolina.

Quanto a incrementare la dotazione organica delle scuole assumendo poco più di 56mila docenti e 16mila Ata per dieci mesi, ovvero 7 docenti e 2 bidelli per ogni scuola, si tratta di numeri insufficienti, protestano i sindacati. Inoltre, Elvira Serafini dello Snals ritiene che la soluzione non possa essere l’uso di cinema, teatri, spazi parrocchiali: “Abbiamo la sensazione che chi propone queste cose non abbia la consapevolezza di come funziona una scuola. È facile dire che si devono portare fuori gli alunni. Ma chi si assumerà questa responsabilità? Chi si occuperà dell’igiene di questi spazi? Quali sono i mezzi di trasporto? Bisogna rivedere le responsabilità civili e penali dei dirigenti. Siamo su Marte o sulla terra?”. Lo Snals ha chiarito anche la questione delle classi pollaio: “Quando abbiamo lo sdoppiamento delle aule chi mettiamo in aula? Dei manichini come docenti? Bisogna partire dagli organici”. 

“La scuola riaprirà regolarmente il 14 settembre ed escludo nuovi lockdown. Ora sappiamo cosa fare, ma serve la responsabilità di tutti”, ha replicato la bella minisra Lucia Azzolina che ha deciso finalmente di reagire agli ingiusti attacchi mediatici: “Mi attaccano, vado in tv e spiego io, adesso basta. Ho sbagliato a non farlo prima, ma certo non c’era un attimo di tempo, vista l’emergenza che stavamo affrontando. In questo momento c’è troppa disinformazione sulla scuola.”. E ai sindacati che dicono, “non ci sono le condizioni per riaprire a settembre”, risponde: “Dai sindacati mi aspetto collaborazione. Noi per settembre saremo pronti, ma ognuno deve fare la propria parte. Non si può sempre dire no a tutto, ad ogni tentativo di innovazione, serve coraggio”.

Secondo la ministra, “la scuola in questo ultimo periodo è stata utilizzata per lucrare consenso. Tutti quelli che criticano oggi sono gli stessi che hanno continuamente tagliato fondi: la destra ha tolto 8 miliardi alla scuola e creato le classi pollaio. Oppure ne parla chi non se n’è mai occupato o l’ha denigrata. Quindi ho deciso, in questo momento, di usare tutti i mezzi per dare informazioni, direttamente. Ho il dovere di parlare alle famiglie, al personale scolastico, al Paese”. Quanto alle pesanti critiche di Salvini, l’affascinate ministra sottolinea che il leader della Lega “appartiene a quel centrodestra che diceva, ‘con la cultura non si mangia’, quindi probabilmente non ama né i musei, né i teatri, né i cinema. Per me rappresentano luoghi di cultura. Quindi, portare gli studenti anche lì, al di là dell’aula scolastica, è un modo per avvicinare tantissimi ragazzi, anche con poche possibilità economiche, nei luoghi dove si fa cultura”.

Salvini, ricorda la ministra, “da una parte dice prima gli italiani, poi dice che dobbiamo copiare dagli altri. Forse farebbe meglio a guardare meglio quel che stiamo facendo piuttosto che stare vicino ai fenicotteri rosa gonfiabili. Al ministero stiamo lavorando dalla mattina alla sera per riportare tutti a scuola a settembre. Salvini ha detto anche che non si sa quando ricomincia la scuola, si rende conto? Quante volte lo dobbiamo dire che il 14 settembre la scuola ricomincia per tutti e che dal primo settembre partono i recuperi”.

 

 

Scuola: Serafini (Snals- Confsal): “Urgenti organici, spazi e risorse aggiuntive. Governo e Ministero non sono pronti alla riapertura”

“Senza risorse certe, senza organici e spazi aggiuntivi, l’apertura delle scuole il 1° settembre è un’utopia. Noi sindacati siamo fermamente convinti della necessità di riaprire le scuole, ma siamo preoccupati dei ritardi con cui si stanno affrontando problemi sui quali abbiamo acceso i riflettori ben prima dello scoppio dell’emergenza Covid e che ora, purtroppo, emergono in tutta la loro drammaticità.”

Dichiara Elvira Serafini, Segretario Generale Snals-Confsal, nel corso della conferenza stampa in remoto “La scuola si fa a scuola” indetta unitariamente a Cgil , Cisl, Uil E Gilda.

“La scuola non è pronta a un mese e mezzo dalla ripresa – prosegue Serafini-. Avremo 200.000 cattedre scoperte perché non siamo stati ascoltati. Avremo 21.000 posti vacanti per il personale Ata e saremo costretti a ricorrere ancora agli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA per coprire i 3500 posti vacanti di Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) ancora
vacanti.”

“Un generale stato d’incertezza su una delle principali e fondamentali infrastrutture sociali del Paese, che riflette un’indecisione del Governo e del Ministero, perché a dichiarazioni di principio di disponibilità di risorse non seguono misure concrete”.
“Siamo convinti, come dice il titolo della nostra conferenza stampa, che si debba tornare a scuola, non siamo certo noi sindacati a essere contrari, come viene affermato, ma non siamo disponibili né a ridurre il tempo scuola, né a ricorrere di nuovo massicciamente alla Dad, che deve restare modalità di complemento e supporto all’attività ordinaria. Per tutto questo ci vogliono provvedimenti legislativi ad hoc e tavoli di confronto serrato al Ministero” ha concluso il Segretario generale.

 

 

 

 

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