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RICERCA - ISTAT si studia un piano di rientro

Nel corso dell'incontro in remoto tra Amministrazione e OO.SS. sono state affrontate anche altre questioni, come l'attribuzione delle indennità di turno o la corresponsione dei buoni pasto.

Si è svolto ieri, 15 aprile 2020, un incontro in remoto tra Amministrazione e OO.SS. in cui è stata avviata la discussione per organizzare e redigere un piano di rientro da applicare al termine delle disposizioni governative sul lockdown. Nel corso dell'incontro sono state affrontate anche altre questioni, come l'attribuzione delle indennità di turno o la corresponsione dei buoni pasto.
Di seguito il dettagliato resoconto del tavolo con numerose proposte dello Snals Confsal.
 
 

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15 aprile 2020 – Comunicato n.12

 

 

Piano di rientro – Fase 2 emergenza Corona Virus

 

Oggi 15 aprile si è svolto un tavolo di confronto con l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali. Il Direttore Generale ha subito chiarito che sta per emanare un altro comunicato in cui sposta al 4 maggio la data di rientro dei lavoratori in istituto. L’argomento centrale del tavolo ha riguardato il problema complesso relativo al “piano di rientro” e pertanto merita la massima attenzione. 

Il DG ha chiesto che tale argomento dovrà essere condiviso e affrontato insieme alle RSU e ai sindacati e sarà oggetto di discussione in altre sedute prima del 4 maggio.


I sindacati tutti hanno elencato una serie di aspetti da non sottovalutare per un rientro che limiti al massimo l’esposizione al contagio, come ad esempio un piano per ogni sede che verifichi l’idoneità degli ambienti, nel quale si devono dichiarare “non agibili” quelle stanze che non hanno adeguate finestre per il ricambio d’aria, un piano presenze che preveda al massimo una persona per stanza, turnazione di personale per ridurre l’affollamento e tanti altri aspetti, tutti condivisibili e che vi elencheremo nei prossimi giorni.

Lo Snals ha ribadito che anche a fronte di un piano di rientro eccellente da parte dell’Istat, il “punto di fallimento" resta il raggiungimento della sede di lavoro: anche se si applicassero criteri di rotazione ed eliminazione di occasioni di affollamento, tali accorgimenti non è possibile applicarli all’utilizzo dei mezzi pubblici!

Per tale motivo lo Snals ha chiesto che venga accettato un semplice principio che tende ad abbassare drasticamente la complessità di questo rompicapo:

“se l’attività del lavoratore è compatibile con lo smartworking, il lavoratore deve rimanere in tale modalità lavorativa fino alla conclusione dell’emergenza”.

E’ inutile esporre a rischi il lavoratore se esso può agire da casa. E questo criterio se applicato a tutte le organizzazioni lavorative ridurrebbe di molto l’affollamento dei mezzi pubblici e di conseguenza il rischio di contagio.

Il Direttore del Personale Dr. Weber su questo punto ha ribadito che l’analisi delle attività svolte in istituto idonee al lavoro agile è già stata effettuata a suo tempo e il risultato è che “tutte le attività sono compatibili con il LA”.

Inoltre Snals ha chiesto di escludere la presenza dei consulenti esterni se non strettamente necessaria e comunque, solo dopo aver verificato che l’attività per la quale sono stati interpellati non può essere svolta da remoto. 

 

INDENNITA’ DI TURN0

Snals ha chiesto spiegazioni sul fatto che siamo al 15 del mese e ancora non si vedono valorizzate le indennità di turno sul sistema di presenze BOL. A detta dell’amministrazione si tratta di un mero problema tecnico: le timbrature non essendo da cartellino bensì da codice 602 non rilevano il turno e quindi devono essere inserite e mano; tale attività si sta facendo. Snals fa rilevare che tale lavoro improbo se non riorganizzato e ripensato si tradurrà in un superlavoro inutile ogni mese. A tal proposito abbiamo suggerito l’istituzione di due codici ad hoc; 603 turno in LA per la mattina e 604 turno in LA per il pomeriggio.

 

BUONI PASTO

Come sapete da subito Snals è stato nettamente contrario ad una “beneficienza calata dall’alto”.

Per Snals la solidarietà deve essere una virtù e non un obbligo. Inoltre i buoni pasto sono una elaborazione con un ritardo di accreditamento di due mesi: i buoni pasto di marzo e aprile saranno contabilizzati rispettivamente a maggio e a giugno.

E invece la solidarietà serve subito!

Chi ha in animo di fare solidarietà lo sta già facendo e continuerà a farlo! Pertanto Snals ha chiesto che i buoni pasto siano regolarmente accreditati ai lavoratori. Prendiamo atto con soddisfazione che anche alcuni sindacati prima propensi ad una “beneficienza calata dall’alto” si sono ricreduti e adesso optano per l’accreditamento dei buoni pasto ai lavoratori; di questo siamo felici!

Il Direttore Generale Dr. Camisasca al riguardo propone un tavolo dedicato per la discussione di un accordo Amministrazione – Sindacati come suggerito dalla circolare n.2 di Funzione Pubblica.

 

FERIE PREGRESSE ANNI PRECEDENTI

Snals ha fatto rilevare che alcuni dirigenti zelanti stanno facendo pressioni sui lavoratori suggerendo loro di prendere giorni di ferie pregresse del 2018 che per legge andrebbero fruite entro e non oltre il 30 giugno 2020. 

A nostro avviso prendere ferie adesso che si è costretti a stare in casa è come se si andasse in ferie in ufficio, concetto di fantozziana memoria visto che l’appartamento è diventato per decreto e a tutti gli effetti un luogo di lavoro.

Snals ha quindi fatto rilevare che in sintonia con tutta una serie di rinvii di scadenze fiscali (e non) da parte del Legislatore è auspicabile un accordo con l’Amministrazione affinché le ferie non godute di due anni precedenti possano essere fruite entro luglio o agosto 2020. 

 

COMMISSIONE ART.53 E 54

Come già dichiarato al tavolo precedente l'amministrazione ha dichiarato che la commissione già nominata non può operare finché non avrà accesso in Istituto. Questo perché è necessario consultare i fascicoli personali dei lavoratori interessati dalle procedure concorsuali. Per accelerare i tempi abbiamo suggerito l’ipotesi di far scannerizzare i fascicoli in modo da poter rendere possibile l’attività da remoto da parte della commissione.

 

I LAVORATORI DELLA MENSA

Snals ha chiesto informazioni sullo stato attuale dei lavoratori impiegati nella mensa e nel bar, nello specifico se si hanno notizie di un loro collocamento in cassa integrazione o altro. Crediamo che in un momento come questo i lavoratori della mensa debbano essere particolarmente tutelati.

 

In conclusione e non perché ultimo dei pensieri, lo Snals pur nel rispetto della privacy ha chiesto di sapere le condizioni di salute dei colleghi risultati positivi ai quali va il nostro più sincero augurio di pronta guarigione. La salute dei lavoratori deve essere al primo posto e la salute dei colleghi che in questo momento soffrono e combattono contro il coronavirus destano preoccupazione fra tutti i lavoratori.

 

      SNALS-CONFSAL

Sezione RICERCA

e-mail: snals-ricerca@istat.it

Scadenze di: settembre 2022