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Il Miur dice no alle richieste sindacali: 6 marzo sciopero di tutto il personale della scuola

Dopo il deludente confronto sui concorsi riparte la mobilitazione della scuola. Le motivazioni: concorsi, facenti funzioni DSGA, abilitazioni, mobilità ATA

Il confronto con il Miur, svoltosi nei giorni 29 e 30 gennaio e incentrato sulle procedure concorsuali per un nuovo sistema di reclutamento, si è concluso da parte ministeriale con un atteggiamento di totale chiusura nei confronti delle nostre richieste in ordine agli imminenti concorsi nella scuola.

Nel corso degli incontri il Ministero ha presentato le bozze dei tre concorsi: straordinario per la secondaria di I e II grado, ordinario I e II grado, concorso ordinario per l’infanzia e la primaria.

Per quanto riguarda il concorso straordinario sono previsti due bandi. Uno riservato ai docenti con servizio esclusivamente nella scuola secondaria statale, che partecipano per i 24mila posti in ruolo, l’altro per i docenti con servizi finalizzati alla procedura di abilitazione.

Abbiamo chiesto che la procedura straordinaria comprendesse anche il concorso ai soli fini abilitanti, aperto anche ai partecipanti al concorso straordinario, con requisiti differenziati per il personale di ruolo e per coloro che vantano i servizi su posto di sostegno e sono in possesso dei titoli di studio validi per l’accesso alle classi di concorso.

In considerazione della particolare tipologia di destinatari lo Snals-Confsal ha chiesto, altresì, di valorizzare in maniera significativa i titoli di servizio e di ridurre numero e difficoltà dei quesiti, da svolgere in tempi più ragionevoli e da estrarre da una banca dati pubblica.

Ulteriore richiesta è stata la revisione dei compensi dei commissari e, quantomeno, la previsione di forme di esonero dal servizio per i componenti delle commissioni di concorso.

Di fronte a tali richieste, che discendono tra l’altro da accordi e intese già sottoscritti, ci siamo trovati di fronte ad una chiusura totale. Siamo fortemente preoccupati per questa rottura delle relazioni sindacali perché rischia di vanificare il lungo e laborioso confronto che ha portato alla firma dell’intesa del 24 aprile, e di pregiudicare non solo il raggiungimento del nostro obiettivo di assicurare stabilità del lavoro mediante un nuovo sistema strutturale e a regime di reclutamento e abilitazione, ma anche la realizzazione di altri impegni di grande rilievo e urgenza, quali l’avvio del tavolo politico di confronto per il rinnovo del CCNL, la mobilità e la definizione di nuovi percorsi abilitanti. Impegni, peraltro, puntualmente sottoscritti nel verbale di conciliazione del 19 dicembre 2019, redatto a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte nostra e degli altri sindacati rappresentativi, accompagnati da una puntuale tempistica, purtroppo già superata.

Non possiamo non valutare in modo estremamente negativo il comportamento del Miur, a cui consegue l’inevitabile decisione assunta dallo Snals-Confsal, unitamente agli altri sindacati rappresentativi, di riprendere la mobilitazione della scuola e di proclamare il 6 marzo lo sciopero di tutto il personale precario. Nella stessa giornata del 6 marzo si concluderà la mobilitazione con una manifestazione nazionale davanti al Miur alle ore 11. La posizione unitaria dello Snals con gli altri sindacati è stata oggetto della conferenza stampa del 12 febbraio scorso, dove sono state focalizzate le ragioni della ripresa della mobilitazioni e della proclamazione dello sciopero di tutto il personale della scuola per risolvere i problemi dei precari e dei facenti funzione DSGA. Intanto la ministra Azzolina ha inviato al CSPI i testi dei bandi per la secondaria per il prescritto parere, che, com’è noto, non è vincolante.

Non volevamo di certo questo scontro con l’Amministrazione che, purtroppo, ha dimostrato mancanza di rispetto per la Scuola e per tutto il personale che in essa opera, in particolare quello precario. A nostro avviso, infatti, la mancanza di corrette relazioni sindacali non consente di affrontare e superare il tema della precarietà e del reclutamento, né di onorare gli impegni assunti.

Senza un confronto serio e costruttivo con le parti sociali non si fanno passi avanti sulla strada del miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di chi da anni ha garantito il funzionamento della scuola con impegno e professionalità, senza neppure avere la sicurezza del posto di lavoro. 

Elvira Serafini
Segretario generale Snals-Confsal

 

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