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Serafini (Snals): Decreto Scuola non va! Aumenti rimandati al 2021 e troppi errori su Dsga e precari

E' necessario che il Governo manifesti una reale volontà di reperire specifiche risorse per la valorizzazione professionale del personale dell'intero Comparto

Articolo pubblicato su il 12 dicembre 2019

Non appare per nulla soddisfatta Elvira Serafini di quanto sta accadendo in parlamento con il Decreto Scuola. Il segretario generale dello Snals è molto critica soprattutto con gli emendamenti passati alla Camera e sugli aumenti stipendiali.

In un’intervista alla rivista Orizzontescuola  ribadisce come lo Snals ritenga che “il Governo sia venuto meno agli impegni assunti con i sindacati rispetto ai quali chiediamo più coerenza e determinazione. Il testo licenziato dalla Camera dà parzialmente seguito, con alcune sue disposizioni, all’Intesa del 1° ottobre, ma purtroppo modifica unilateralmente altri punti e altri ancora li “dimentica”. Per di più, il decreto ha introdotto norme che, bloccando la mobilità dei futuri docenti di ruolo, hanno di fatto operato un’invasione in ambiti negoziali e violato importanti prerogative sindacali”.

In poche parole, per il segretario dello Snals sono più le ombre che le luci. Critiche vanno anche per la gestione del concorso Dsga o della vicenda dei docenti precari con tre anni di servizio . La Serafini promette battaglia anche sulla mobilità.” Il decreto, infatti, considera non derogabili dai contratti collettivi nazionali di lavoro la richiesta del trasferimento, dell’utilizzazione e dell’assegnazione provvisoria dei neo immessi in ruolo prima di cinque anni. Lo Snals ritiene urgente che il Governo riequilibri, a favore della contrattazione, il riparto delle competenze tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro, senza sovrapposizioni e contrasti tra norme legislative e norme contrattuali”.

Ma il punto di frizione più alto con il Governo ma anche con altri sindacati, l’Anief in prima fila, riguarda gli aumenti stipendiali. Poche per la Serafini le risorse che si dovrebbero stanziare. Per lo più destinate a garantire la continuità del cosiddetto elemento perequativo al personale con gli stipendi più bassi, quindi gli aumenti potranno realizzarsi facendo ricorso solo allo stanziamento previsto per il 2021.

 “Ma anche così, incrementi stipendiali intorno ai 70 euro mensili sono assolutamente insufficienti. Su questa strada crediamo che non potremo nemmeno avviare le trattative per il rinnovo del contratto. E’ necessario che il Governo manifesti una reale volontà di reperire specifiche risorse per la valorizzazione professionale del personale dell’intero Comparto”.

Scadenze di: luglio 2020