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Serafini: Istruzione, cultura, formazione al centro delle politiche

Incrementare le risorse per il comparto e finanziare i rinnovi contrattuali e riconoscere il ruolo sociale dei docenti. Intervento del segretario generale al IX Congresso Confsal

Abbiamo più volte sottoposto, nelle varie sedi, all’attenzione del ministro Bussetti le numerose problematiche che affliggono il Comparto Istruzione e Ricerca e il personale che vi opera.

È per noi un grande onore in questa sede congressuale poter nuovamente confrontarci con il ministro.

Per noi tutti i settori del Comparto meritano attenzione, come tutte le categorie che lo compongono e che noi rappresentiamo, dal personale ATA, al personale docente, ai dirigenti scolastici.

 

Incrementare le risorse per il comparto e finanziare i rinnovi contrattuali e riconoscere il ruolo sociale

dei docenti

 

Per quanto riguarda il personale Ata della scuola, è per noi motivo di grande soddisfazione il fatto che si stia discutendo positivamente sulla nostra proposta di restituire il 25% dei posti in organico che ci fu sottratto nove anni fà con la finanziaria, con conseguenze deleterie per gli alunni, per il buon funzionamento delle scuole e per il personale interessato.

Lo Snals, in perfetta sinergia con la Confsal, che celebra in questi giorni il suo Congresso, ritiene che la Persona debba essere posta al centro delle politiche economiche, sociali, del lavoro. Richiamare la centralità della persona significa porre al centro delle politiche il valore dell’istruzione, della cultura, della formazione che rappresentano il substrato comune di tutte le federazioni della Confsal, non solo dello Snals.

Il progetto Snals interessa infatti in modo trasversale, tutto il mondo del lavoro. Per questo è sbagliato, oltre che dannoso e frutto di una politica miope, tagliare risorse a scuola, università, ricerca, afam: il declino

che ne deriva ricade sul mondo produttivo ed economico, sulla società intera. L’educazione deve essere posta al centro delle politiche formative, che necessitano di una vera e propria svolta culturale. La serietà

degli studi, la conoscenza e la cultura sono il migliore antidoto contro le discriminazioni sociali ed economiche, sono indispensabili presupposti per una società realmente democratica.

Il sindacato, a sua volta, deve mettere al centro della sua azione e delle sue rivendicazioni la persona del lavoratore e deve porsi l’obiettivo dell’accesso all’istruzione sia dei giovani che degli adulti per rispondere alle sfide dei nuovi processi di organizzazione, di produzione e di digitalizzazione, che richiedono   competenze sempre più elevate.

Per quanto riguarda la scuola, lo Snals sta conducendo la sua battaglia contro la carenza di insegnanti specializzati per il sostegno, l’insufficienza di fondi per una formazione in servizio mirata, le classi troppo numerose, il fenomeno del precariato.

Condizioni, queste, che influiscono negativamente sull’esercizio della funzione docente, creano demotivazione e perdita di prestigio sia per le scuole che per i docenti. Occorre riconoscere il ruolo sociale dei docenti che devono essere valorizzati soprattutto attraverso un contratto dignitoso e hanno il diritto di avere retribuzioni almeno pari alla media di quelle dei Paesi dell’eurozona, come abbiamo precisato nelle nostre Linee di piattaforma per il prossimo CCNL 2019/2021 e come abbiamo sempre sostenuto con forza in tutte le sedi. Occorre incrementare le risorse economiche destinate all’istruzione, all’università, alla ricerca, all’afam (siamo il fanalino di coda in Europa nel rapporto PIL/istruzione) con un piano quinquennale di investimenti per qualificare il nostro sistema di istruzione e formazione.

Sono, queste, ormai emergenze che non possono più aspettare. Rivolgiamo, pertanto, un appello al ministro Bussetti, con il quale abbiamo instaurato un proficuo confronto fin dall’inizio del suo mandato, affinché solleciti il governo sulla necessità di dare risposte concrete alle problematiche del nostro Comparto, a cominciare dal finanziamento per i rinnovi contrattuali di risorse congrue - che nella legge di bilancio risultano assenti - e sostenga le giuste rivendicazioni di tutti i settori che lo compongono.