CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
DELL'AREA DELLA DIRIGENZA MEDICO - VETERINARIA DEL SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE PARTE NORMATIVA QUADRIENNIO 2002/2005 E PARTE ECONOMICA BIENNIO
2002-2003
In data 3 novembre 2005 alle ore 11,30 ha avuto luogo l'incontro
tra l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni
(A.Ra.N.) e le Confederazioni e le Organizzazioni sindacali dell'area
dirigenziale IV nelle persone di:
Per l'ARAN:
Avv. Guido Fantoni - Presidente ...... firmato .......
Per le Organizzazioni e
Confederazioni sindacali:
Organizzazioni sindacali
|
Confederazioni sindacali
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CGIL MEDICI
|
firmato
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CGIL
|
firmato
|
FED. CISL MEDICI COSIME
|
firmato
|
CISL
|
firmato
|
FED MEDICI aderente alla UIL
|
firmato
|
UIL
|
firmato
|
CIVEMP (SIVEMP – SIMET)
|
firmato
|
|
|
FESMED (Acoi, Anmco, Aogoi, Sumi, Sedi, Femepa,
Anmdo) |
firmato |
|
|
UMSPED (Aaroi, Aipac, Snr) |
firmato |
CONFEDIR |
firmato |
CIMO ASMD |
firmato |
|
|
ANAAO ASSOMED |
firmato |
COSMED |
firmato |
ANPO (ammessa con riserva) |
firmato |
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Al termine della riunione le parti sottoscrivono
l'allegato contratto.
INDICE
PARTE I – NORMATIVA |

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TITOLO I – Disposizioni
generali |
CAPO I |
Art. 1 Campo di applicazione |
Art. 2 Durata, decorrenza, tempi e procedure di
applicazione del contratto |
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TITOLO II - Relazioni e Diritti
Sindacali |
CAPO I : Obiettivi e strumenti |
Art. 3 Relazioni sindacali |
Art. 4 Contrattazione collettiva
integrativa |
Art. 5 Tempi e procedure per la stipulazione e
il rinnovo del contratto collettivo integrativo |
Art. 6 Informazione, concertazione,
consultazione e Commissioni paritetiche |

|
CAPO II : Forme di
partecipazione |
Art. 7 Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing |
|
CAPO III : Prerogative e diritti
sindacali |
Art. 8 Norma di rinvio ed integrazioni
|
Art. 9 Coordinamento regionale |

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TITOLO III– Rapporto di
lavoro |
CAPO I – Struttura del rapporto |
Art. 10 Caratteristiche del rapporto di lavoro
|
Art. 11 Modifiche ed integrazioni |
Art. 12 Effetti del passaggio dal rapporto
esclusivo al rapporto non esclusivo e viceversa |
Art. 13 Rapporti di lavoro ad esaurimento
|
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CAPO II – Orario di lavoro |
Art. 14 Orario di lavoro dei dirigenti
|
Art. 15 Orario di lavoro dei dirigenti con
incarico di direzione di struttura complessa |
Art. 16 Servizio di guardia |
Art. 17 Pronta disponibilità |
Art. 18 Integrazione dell'art. 55 del CCNL 8
giugno 2000 |

|
CAPO III - Istituti di peculiare
interesse |
Art. 19 Effetti del procedimento penale sul
rapporto di lavoro |
Art. 20 Comitato dei garanti |
Art. 21 Copertura assicurativa |
Art. 22 Disciplina transitoria della mobilità
|
Art. 23 Formazione ed ECM |
Art. 24 Disposizioni particolari |

|
CAPO IV – Verifica e valutazione dei
dirigenti |
Art. 25 La verifica e valutazione dei dirigenti
|
Art. 26 Organismi per la verifica e valutazione
dei risultati e delle attività dei dirigenti |
Art. 27 Effetti della valutazione positiva dei
risultati raggiunti |
Art. 28 Effetti della valutazione positiva
delle attività professionali svolte e dei risultati raggiunti
|
Art. 29 La valutazione negativa |
Art. 30 Effetti della valutazione negativa dei
risultati |
Art. 31 Effetti della valutazione negativa
delle attività professionali svolte e dei risultati raggiunti sugli
incarichi ed altri istituti |
Art. 32 Norma finale del sistema di valutazione
|

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PARTE II – Trattamento
economico |
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BIENNIO ECONOMICO 2002 – 2003 |

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TITOLO I – Trattamento
economico |
CAPO I – Struttura della
retribuzione |
Art. 33 Struttura della retribuzione dei
dirigenti |
Art. 34 Indennità integrativa speciale
|
CAPO II : Trattamento economico dei dirigenti
con rapporto di lavoro esclusivo e non esclusivo |
Art. 35 Incrementi contrattuali e stipendio
tabellare nel biennio 2002 - 2003 |
Art. 36 Indennità |

|
CAPO III : Biennio 2002 – 2003 Retribuzione di
posizione minima contrattuale dei dirigenti con rapporto di lavoro
esclusivo |
Art. 37 La retribuzione di posizione minima dei
dirigenti medici con rapporto di lavoro esclusivo |
Art. 38 La retribuzione di posizione minima per
i dirigenti veterinari con rapporto di lavoro esclusivo |

|
CAPO IV: Biennio 2002 – 2003 Retribuzione di
posizione minima contrattuale dei dirigenti con rapporto di lavoro
non esclusivo |
Art. 39 La retribuzione di posizione minima per
i dirigenti medici con rapporto di lavoro non esclusivo |
Art. 40 La retribuzione di posizione minima per
i dirigenti veterinari con rapporto di lavoro non esclusivo
|

|
CAPO V: Nuovi stipendi tabellari e retribuzione
di posizione minima contrattuale dei dirigenti medici e veterinari
con rapporto di lavoro esclusivo e non esclusivo dal 31 dicembre
2003 |
Art. 41 Nuovo stipendio tabellare dei dirigenti
medici e veterinari. Conglobamenti |
Art. 42 La retribuzione di posizione minima
contrattuale per i dirigenti medici e veterinari con rapporto di
lavoro esclusivo. Rideterminazione dal 31 dicembre 2003 |
Art. 43 La retribuzione di posizione minima
contrattuale per i dirigenti medici e veterinari con rapporto di
lavoro non esclusivo. Rideterminazione dal 31 dicembre 2003
|

|
CAPO VI: Biennio 2002 – 2003 Trattamento
economico dei dirigenti con rapporto di lavoro non esclusivo ad
esaurimento |
Art. 44 Incrementi contrattuali e stipendi
tabellari dei medici a tempo definito e dei veterinari ad
esaurimento |
Art. 45 Indennità di specificità medico –
veterinaria |
Art. 46 La retribuzione di posizione minima
contrattuale per i dirigenti medici con rapporto di lavoro ad
esaurimento |
Art. 47 La retribuzione di posizione minima
contrattuale per i dirigenti veterinari con rapporto di lavoro ad
esaurimento Art. 48 Ex medici condotti ed
equiparati |
Art. 49 Conglobamento della retribuzione di
posizione minima. Rideterminazione per i medici già a tempo definito
|
Art. 50 Conglobamento della retribuzione di
posizione minima. Rideterminazione per i veterinari già con rapporto
di lavoro ad esaurimento |

|
CAPO VII – INDENNITA' |
Art. 51 Indennità per turni notturni e festivi
|
Art. 52 Indennità Ufficiale di polizia
giudiziaria |
|
CAPO VIII |
Art. 53 Effetti dei benefici economici
|

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CAPO IX – FONDI AZIENDALI |
Art. 54 Fondo per l'indennità di specificità
medica, retribuzione di posizione, equiparazione, specifico
trattamento e indennità di direzione di struttura complessa
|
Art. 55 Fondi per il trattamento accessorio
legato alle condizioni di lavoro |
Art. 56 Fondo per la retribuzione di risultato
e per la qualità della prestazione individuale |
Art. 57 Risorse economiche
regionali |
Art. 58 Norma finale |
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PARTE III - NORME FINALI E
TRANSITORIE |
Art. 59 Previdenza complementare |
Art. 60 Conferme |
Art. 61 Disapplicazioni |

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Allegato 1 : Codice di comportamento dei dipendenti delle
pubbliche amministrazioni (Decreto 28
novembre 2000) |
Allegato 2 |
Allegato 3 |
Allegato 4 |
Allegato 5 |
Allegato 6 |
Allegato 7 |
Dichiarazioni a verbale e
congiunte |
N.d.r.: gli allegati non vengono riportati. Possono
però essere consultati sul sito dell’ARAN
www.aran.it.
|
PARTE I
TITOLO I
Disposizioni generali
Capo I
Art. 1 Campo di applicazione
1. Il presente contratto
collettivo nazionale si applica a tutti i dirigenti medici, odontoiatri e
veterinari, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato,
dipendenti dalle aziende ed enti del Servizio Sanitario Nazionale,
individuati dall'art. 11 del CCNQ del 18 dicembre 2002 relativo alla
definizione dei comparti ed ai sensi di quanto previsto dall'art. 2,
quarto alinea del CCNQ per la definizione delle autonome aree di
contrattazione, stipulato il 23 settembre 2004.
2. Ai dirigenti dipendenti
da aziende o enti soggetti a provvedimenti di soppressione, fusione,
scorporo, sperimentazioni gestionali, trasformazione e riordino - ivi
compresi la costituzione in fondazioni ed i processi di privatizzazione -
si applica il presente contratto sino all'individuazione o definizione,
previo confronto con le organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del
presente contratto, della nuova specifica disciplina contrattuale
applicabile al rapporto di lavoro dei dirigenti ovvero sino alla
stipulazione del relativo contratto collettivo quadro per la conferma o
definizione del comparto pubblico di destinazione.
3. Per i dirigenti con
rapporto di lavoro a tempo determinato le particolari modalità di
applicazione degli istituti normativi sono definiti dai commi 2, 4, 5, 6,
lett. a), 11, 12, 13, 14 dell'art. 16 del CCNL 5 dicembre 1996 (riproposto
dall'art. 1 del CCNL del 5 agosto 1997) e dall'art. 62, comma 5 del CCNL 8
giugno 2000.
4. Al fine
di semplificare la stesura del presente contratto, con il termine
"Dirigente" si intende far riferimento, ove non diversamente indicato, a
tutti i Dirigenti del ruolo sanitario medici, odontoiatri e veterinari .
Nella citazione "di-ri-gen-ti medici" sono compresi gli odontoiatri.
5. Nel testo del presente
contratto, i riferimenti al d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni ed integrazioni, ivi comprese quelle da ultimo apportate dal
d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229 nonché quelle relative al d.lgs. 3 febbraio
1993, n. 29, così come modificato, integrato o sostituito dai d.lgs. 4
novembre 1997, n. 396 e d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80 sono riportati
rispettivamente come "d.lgs. n. 502 del 1992" e "d.lgs. n. 165 del 2001".
Quest'ultimo ha unificato tutta la disciplina di riforma del pubblico
impiego ed è stato ulteriormente integrato con la legge n. 145 del 2002.
L'atto aziendale di cui all'art. 3 bis del d.lgs. n. 229 del 1999 è
riportato come "atto aziendale".
6. Il riferimento alle aziende sanitarie ed
ospedaliere, alle A.R.P.A ed alle agenzie, istituti ed enti del Servizio
Sanitario Nazionale di cui all'art. 11 del CCNQ per la definizione dei
comparti di contrattazione del 18 dicembre 2002 è riportato nel testo del
presente contratto come "aziende ed enti".
7. Nel testo del presente contratto con il termine di
"articolazioni aziendali" si fa riferimento a quelle direttamente
individuate nel d.lgs. n. 502 del 1992 (Dipartimento, Distretto, Presidio
Ospedaliero) ovvero in altri provvedimenti normativi o regolamentari di
livello nazionale, mentre con i termini "unità operativa", "struttura
organizzativa" o "servizi" si indicano genericamente articolazioni interne
delle aziende e degli enti - così come individuate dalle leggi regionali
di organizzazione, dall'atto aziendale o dai rispettivi ordinamenti - cui
sono preposti dirigenti. Per le tipologie di incarico si fa rinvio
all'art. 27 del CCNL 8 giugno 2000.
8. Il riferimento alle norme del CCNL 5 dicembre 1996
è comprensivo di tutte le modifiche ed integrazioni apportate con il CCNL
in pari data relativo al II biennio economico 1996-1997 nonché dei
Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro del 4 marzo, del 2 luglio e del 5
agosto 1997. Per le norme dei predetti contratti non disapplicate né
modificate dal presente, il riferimento ai dirigenti di II livello va
inteso come "Dirigente con incarico di direzione di struttura complessa" e
quello di dirigente di I livello va inteso con riferimento agli incarichi
di dirigente di cui all'art. 27 lett. b), c) e d). Il CCNL 8 giugno 2000,
relativo al quadriennio normativo 1998 – 2001, I biennio economico 1998 -
1999, nel testo è indicato come CCNL 8 giugno 2000. Il CCNL dell'8 giugno
2000, relativo al II biennio economico 2000 – 2001, è indicato come CCNL 8
giugno 2000, II biennio. Per la semplificazione del testo la dizione
"dirigente con incarico di direzione di struttura complessa" nel presente
contratto è indicata anche con le parole "dirigente di struttura
complessa" o di "direttore", dizione quest'ultima indicata dal d.lgs. 254
del 2000.
Art. 2 Durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione
del contratto
1. Il presente contratto
concerne il periodo 1 gennaio 2002 - 31 dicembre 2005 per la parte
normativa ed è valido dal 1 gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la
parte economica.
2. Gli
effetti giuridici decorrono dal giorno successivo alla data di
stipulazione, salvo diversa previsione del presente contratto. L'avvenuta
stipulazione viene portata a conoscenza delle aziende ed enti destinatari
da parte dell'ARAN con idonea pubblicità di carattere generale.
3. Gli istituti a contenuto
economico e normativo con carattere vincolato ed automatico sono applicati
dalle aziende ed enti destinatari entro 30 giorni dalla data di
stipulazione di cui al comma 2.
4. Alla scadenza, il presente contratto si rinnova
tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle
parti con lettera raccomandata almeno tre mesi prima di ogni singola
scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in
vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto
collettivo.
5. Per
evitare periodi di vacanza contrattuale le piattaforme sono presentate tre
mesi prima della scadenza del contratto. Durante tale periodo e per il
mese successivo alla scadenza del contratto, le parti negoziali non
assumono iniziative unilaterali né procedono ad azioni dirette.
6. Dopo un periodo di
vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte
economica del presente contratto o dalla data di presentazione delle
piattaforme, se successiva, ai dirigenti del comparto sarà corrisposta la
relativa indennità, secondo le scadenze previste dall'accordo sul costo
del lavoro del 23 luglio 1993. Per l'erogazione di detta indennità si
applica la procedura degli artt. 47 e 48, comma 1 del D.lgs 165 del
2001.
7. In sede di
rinnovo biennale, per la determinazione della parte economica da
corrispondere, ulteriore punto di riferimento del negoziato sarà
costituito dalla comparazione tra l'inflazione programmata e quella
effettiva intervenuta nel precedente biennio, secondo quanto previsto
dall'accordo del 23 luglio 1993.
8. L'art. 2 del CCNL dell'8 giugno 2000 è
disapplicato.
Titolo II RELAZIONI E DIRITTI
SINDACALI
CAPO I OBIETTIVI E STRUMENTI
Art. 3 Relazioni sindacali
1. Si riconferma il sistema
delle relazioni sindacali previsto dall'art. 3 e dagli artt. da 8 a 12 del
CCNL dell'8 giugno 2000 e dagli artt. 2, 3 e 4 del CCNL integrativo del 10
febbraio 2004, fatto salvo per quanto riguarda i seguenti articoli che
sostituiscono, modificano od integrano la predetta disciplina.
Art. 4 Contrattazione collettiva integrativa
1. In sede aziendale le
parti stipulano il contratto collettivo integrativo utilizzando le risorse
dei fondi di cui agli artt. 54, 55 e 56.
2. In sede di contrattazione collettiva integrativa
sono regolate le seguenti materie:
A) individuazione delle posizioni dirigenziali i cui
titolari devono essere esonerati dallo sciopero, ai sensi della legge
n.146 del 1990, secondo quanto previsto dall'accordo sulle norme di
garanzia dei servizi pubblici essenziali relativi all'area dirigenziale;
B) criteri generali per:
1) la definizione della percentuale di risorse di cui
al fondo dell'art. 56 da destinare alla realizzazione degli obiettivi
aziendali generali affidati alle articolazioni interne individuate dal D.
lgs. 502 del 1992, dalle leggi regionali di organizzazione e dagli atti
aziendali, ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato ai
dirigenti. Detta retribuzione è strettamente correlata alla realizzazione
degli obiettivi assegnati e viene, quindi, corrisposta a consuntivo dei
risultati totali o parziali raggiunti ovvero per stati di avanzamento, in
ogni caso dopo la necessaria verifica almeno trimestrale, secondo le
modalità previste dall'art. 65 del CCNL 5 dicembre 1996. Nella
determinazione della retribuzione di risultato si tiene conto degli
effetti di ricaduta dei sistemi di valutazione dell'attività dei
dirigenti; 2) l'attuazione dell'art. 43 legge n.
449 del 1997; 3) la distribuzione delle risorse
contrattuali tra i fondi degli artt. 54, 55 e 56 e delle risorse regionali
eventualmente assegnate ove previsto dal contratto nazionale; 4) le modalità di attribuzione ai dirigenti cui è
conferito uno degli incarichi previsti dall'art. 27, comma 1, lettere b),
c) e d) del CCNL 8 giugno 2000 della retribuzione collegata ai risultati
ed agli obiettivi e programmi assegnati secondo gli incarichi
conferiti; 5) lo spostamento di risorse tra i
fondi di cui agli artt. 54, 55 e 56 ed al loro interno, in apposita
sessione di bilancio, la finalizzazione tra i vari istituti nonché la
rideterminazione degli stessi in conseguenza della riduzione di organico
derivante da stabili processi di riorganizzazione previsti dalla
programmazione sanitaria regionale ai sensi dell'art. 9 comma 4.
C) linee generali di indirizzo dei programmi annuali
e pluriennali dell'attività di formazione manageriale e formazione
continua comprendente l' aggiornamento e la formazione dei dirigenti,
anche in relazione all'applicazione dell'art. 16 bis e segg. del D. lgs.
502 del 1992;
D) pari opportunità, con le procedure indicate
dall'art. 8 del CCNL 8 giugno 2000 anche per le finalità della legge 10
aprile 1991, n. 125;
E) criteri generali sui tempi e modalità di
applicazione delle norme relative alla tutela in materia di igiene,
ambiente, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, con riferimento al
D. lgs. n. 626 del 1994 e successive modificazioni e nei limiti stabiliti
dall'accordo quadro relativo all'attuazione dello stesso decreto; F) implicazioni derivanti dagli effetti delle
innovazioni organizzative, tecnologiche e dei processi di
esternalizzazione, disattivazione o riqualificazione e riconversione dei
servizi, sulla qualità del lavoro, sulla professionalità e mobilità dei
dirigenti; G) criteri generali per la definizione
dell'atto di cui all'art. 54, comma 1 del CCNL 8 giugno 2000 per la
disciplina e l'organizzazione dell'attività libero professionale
intramuraria nonché per l'attribuzione dei relativi proventi ai dirigenti
interessati.
3. Per le
materie di cui alle lettere C) e G) si richiama quanto previsto dall'art.
9, comma 1 lettere b) ed i).
4. Fermi restando i principi di comportamento delle
parti indicati nell'art. 11 del CCNL 8 giugno 2000, sulle materie dalla
lettera C alla lettera G, non direttamente implicanti l'erogazione di
risorse destinate al trattamento economico, decorsi trenta giorni
dall'inizio delle trattative senza che sia raggiunto l'accordo tra le
parti, queste riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa
e di decisione. D'intesa tra le parti, il termine citato è prorogabile di
altri trenta giorni.
5. I
contratti collettivi integrativi non possono essere in contrasto con
vincoli e limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali e si
svolgono sulle materie stabilite nel presente articolo. Le clausole
difformi sono nulle e non possono essere applicate.
6. Il presente articolo
sostituisce l'art. 4 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 5 Tempi e procedure per la stipulazione ed il rinnovo
del contratto collettivo integrativo
1. I contratti collettivi
integrativi hanno durata quadriennale per la parte normativa e biennale
per la parte economica e si riferiscono a tutti gli istituti contrattuali
rimessi a tale livello da trattarsi in un'unica sessione negoziale, tranne
per le materie che, per loro natura, richiedano tempi di negoziazione
diversi, essendo legate a fattori organizzativi contingenti.
L'individuazione e l'utilizzo delle risorse sono determinati in sede di
contrattazione integrativa con cadenza annuale.
2. Le materie indicate
dall'art. 9, ove le Regioni esplicitamente dichiarino di non avvalersi
della facoltà di emanare linee di indirizzo, riprendono ad essere oggetto
delle relazioni sindacali aziendali nell'ambito dei livelli per ciascuna
di esse previsti dal presente contratto anche prima della scadenza dei 120
giorni previsti dal comma 1 dell'art. 9 medesimo.
3. L'azienda o ente provvede
a costituire la delegazione di parte pubblica abilitata alle trattative di
cui al comma 1 entro trenta giorni da quello successivo alla data di
stipulazione del presente contratto ed a convocare la delegazione
sindacale di cui all'art. 10, comma 2 del CCNL dell'8 giugno 2000, per
l'avvio del negoziato, entro quindici giorni dalla presentazione delle
piattaforme.
4. Il
controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva
integrativa con i vincoli di bilancio è effettuato dal Collegio Sindacale.
A tal fine, l'ipotesi di contratto collettivo integrativo definita dalla
delegazione trattante è inviata a tale organismo entro cinque giorni
corredata dall'apposita relazione illustrativa tecnico finanziaria.
Trascorsi quindici giorni senza rilievi, il contratto viene sottoscritto.
Per la parte pubblica la sottoscrizione è effettuata dal titolare del
potere di rappresentanza dell'azienda o ente ovvero da un suo delegato. In
caso di rilievi la trattativa deve essere ripresa entro cinque giorni
dalla loro comunicazione.
5. I contratti collettivi integrativi devono
contenere apposite clausole circa tempi, modalità e procedure di verifica
della loro attuazione. Essi conservano la loro efficacia fino alla
stipulazione dei successivi contratti.
6. Le aziende o gli enti sono tenuti a trasmettere
all'ARAN il contratto integrativo, entro cinque giorni dalla
sottoscrizione, ai sensi dell'art. 46, comma 5 del d.lgs. n. 165 del
2001.
7. L'art. 5 del
CCNL dell'8 giugno 2000 è disapplicato.
Art. 6 Informazione, concertazione, consultazione e
Commissioni paritetiche
1. Gli istituti
dell'informazione, concertazione e consultazione sono così
disciplinati:
A) Informazione:
· L'azienda - allo scopo di rendere trasparente e
costruttivo il confronto tra le parti a tutti i livelli delle relazioni
sindacali - informa periodicamente e tempestivamente i soggetti sindacali
di cui all'art. 10, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000, sugli atti
organizzativi di valenza generale, anche di carattere finanziario,
concernenti il rapporto di lavoro, l'organizzazione degli uffici, la
gestione complessiva delle risorse umane e la costituzione dei fondi
previsti dal presente contratto.
· Nelle materie per le quali il presente CCNL prevede
la contrattazione collettiva integrativa o la concertazione e la
consultazione, l'informazione è preventiva. Il contratto integrativo
individuerà le altre materie in cui l' informazione dovrà essere
preventiva o successiva.
· Ai fini di una più compiuta informazione le parti,
a richiesta, si incontrano comunque con cadenza almeno annuale ed, in ogni
caso, in presenza di iniziative concernenti le linee di organizzazione
degli uffici e dei servizi ovvero per l'innovazione tecnologica nonché per
gli eventuali processi di dismissione, esternalizzazione e trasformazione
degli stessi.
B) Concertazione
· I soggetti di cui alla lett. A), ricevuta
l'informazione, possono attivare, mediante richiesta scritta, la
concertazione sui criteri generali inerenti alle seguenti materie:
- affidamento, mutamento e revoca degli incarichi
dirigenziali; - articolazione delle posizioni
organizzative, delle funzioni e delle connesse responsabilità ai fini
della retribuzione di posizione; - criteri
generali di valutazione dell'attività dei dirigenti di cui all'art. 25,
comma 5; - articolazione dell'orario e dei piani
per assicurare le emergenze; - condizioni,
requisiti e limiti per il ricorso alla risoluzione consensuale.
· La concertazione si svolge in appositi incontri,
che iniziano entro le quarantotto ore dalla data di ricezione della richiesta e si conclude nel
termine tassativo di trenta giorni dalla data della relativa richiesta ;
dell'esito della concertazione è redatto verbale dal quale risultino le
posizioni delle parti nelle materie oggetto della stessa, al termine le
parti riassumono i propri distinti ruoli e responsabilità.
C)
Consultazione
· La consultazione dei soggetti di cui alla lettera
A), prima dell'adozione degli atti interni di organizzazione aventi
riflessi sul rapporto di lavoro è facoltativa e si estende anche ai casi
ove tali atti discendano da articolazioni strutturali legate a nuovi
modelli organizzativi operanti in ambiti territoriali sovra aziendali. La
consultazione si svolge obbligatoriamente su: a)
organizzazione e disciplina di strutture, servizi ed uffici, ivi compresa
quella dipartimentale e distrettuale, nonché la consistenza e la
variazione delle dotazioni organiche; b) casi di
cui all'art. 19 del D. lgs. 19 settembre 1994, n. 626 e successive
modificazioni".
2. Allo scopo di assicurare una migliore
partecipazione del dirigente alle attività dell'azienda è prevista la
possibilità di costituire a richiesta, in relazione alle dimensioni delle
aziende e senza oneri aggiuntivi per le stesse, Commissioni bilaterali
ovvero Osservatori per l'approfondimento di specifiche problematiche, in
particolare concernenti l'organizzazione del lavoro in relazione ai
processi di riorganizzazione delle aziende ovvero alla riconversione o
disattivazione delle strutture sanitarie nonché l'ambiente, l'igiene e
sicurezza del lavoro e le attività di formazione. Tali organismi, ivi
compreso il Comitato per le pari opportunità di cui all'art. 8 del CCNL 8
giugno 2000, hanno il compito di raccogliere dati relativi alle predette
materie - che l'azienda è tenuta a fornire - e di formulare proposte in
ordine ai medesimi temi. La composizione dei citati organismi che non
hanno funzioni negoziali, è di norma paritetica e deve comprendere una
adeguata rappresentanza femminile.
3. Presso ciascuna Regione è costituita una
Conferenza permanente con rappresentanti delle Regioni, dei direttori
generali delle aziende o dell'organo di governo degli enti secondo i
rispettivi ordinamenti e delle organizzazioni sindacali firmatarie del
presente contratto, nell'ambito della quale, almeno due volte l'anno in
relazione alle specifiche competenze regionali in materia di
programmazione dei servizi sanitari e dei relativi flussi finanziari sono
verificate la qualità e quantità dei servizi resi nonché gli effetti
derivanti dall'applicazione del presente contratto, con particolare
riguardo agli istituti concernenti la produttività, le politiche della
formazione, dell'occupazione e l'andamento della mobilità. La Conferenza
procede anche al monitoraggio del fenomeno del mobbing sulla base delle risultanze che i
Comitati paritetici predispongono appositamente in occasione di almeno una
delle due verifiche annuali ad essa demandate.
4. É costituita una Conferenza nazionale con
rappresentanti dell'ARAN, della Conferenza permanente per i rapporti
Stato-Regioni e delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto,
nell'ambito della quale almeno una volta l'anno, sono verificati gli
effetti derivanti dall'applicazione di esso con particolare riguardo agli
istituti concernenti la produttività, le politiche della formazione e
dell'occupazione e l'andamento della mobilità.
5. Il presente articolo sostituisce l'art. 6 del CCNL
8 giugno 2000.
CAPO II Forme di partecipazione
Art. 7 Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing
1. Le parti prendono atto
che il fenomeno del mobbing, inteso come forma
di violenza morale o psichica in occasione di lavoro - attuato dal datore
di lavoro o da altri dipendenti - nei confronti di un lavoratore, va
prevenuto, rilevato e contrastato efficacemente. Esso è caratterizzato da
una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel
tempo in modo sistematico ed abituale, aventi connotazioni aggressive,
denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle condizioni
di lavoro e idonei a compromettere la salute fisica e psichica o la
professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell'ambito della unità
operativa di appartenenza o, addirittura, tali da escluderlo dal contesto
lavorativo di riferimento.
2. In relazione al comma 1, le parti, anche con
riguardo alla risoluzione del Parlamento Europeo del 20 settembre 2001,
riconoscono la necessità di avviare adeguate ed opportune iniziative al
fine di contrastare la diffusione di tali situazioni, che assumono
rilevanza sociale, nonché di prevenire il verificarsi di possibili
conseguenze pericolose per la salute fisica e psichica del lavoratore
interessato e, più in generale, migliorare la qualità e la sicurezza
dell'ambiente di lavoro.
3. Nell'ambito delle forme di partecipazione previste
dall'art. 6 sono, pertanto, istituiti, entro sessanta giorni dall'entrata
in vigore del presente contratto, specifici Comitati Paritetici presso
ciascuna azienda o ente con i seguenti compiti:
a) raccolta dei dati relativi all'aspetto
quantitativo e qualitativo del fenomeno del mobbing nei confronti dei dirigenti in relazione alle materie di propria competenza
nel rispetto delle disposizioni del d.lgs n. 196 del 2003 in materia di
protezione dei dati personali;
b) individuazione delle possibili cause del fenomeno,
con particolare riferimento alla verifica dell'esistenza di condizioni di
lavoro o fattori organizzativi e gestionali che possano determinare
l'insorgere di situazioni persecutorie o di violenza morale;
c) formulazione di proposte di azioni positive in
ordine alla prevenzione e alla repressione delle situazioni di criticità,
anche al fine di realizzare misure di tutela del dirigente interessato;
d) formulazione di proposte per la definizione dei
codici di condotta.
4. Le
proposte formulate dai Comitati vengono presentate alle aziende o enti per
i conseguenti adempimenti tra i quali rientrano, in particolare, la
costituzione ed il funzionamento di sportelli di ascolto, nell'ambito
delle strutture esistenti, l'istituzione della figura del
consigliere/consigliera di fiducia nonché la definizione dei codici di
condotta, sentite le organizzazioni sindacali firmatarie del presente
contratto.
5. In
relazione all'attività di prevenzione del fenomeno del mobbing, i Comitati valuteranno l'opportunità di
attuare, nell'ambito dei piani generali per la formazione, previsti dagli artt. 33 e 18, rispettivamente,
dei CCNL 5 dicembre 1996 e 10 febbraio 2004
nonché dall'articolo 23 del presente contratto, idonei interventi
formativi e di aggiornamento dei dirigenti, che possono essere
finalizzati, tra l'altro, ai seguenti obiettivi:
a) affermare una cultura organizzativa che comporti
una maggiore consapevolezza della gravità del fenomeno e delle sue
conseguenze individuali e sociali; b) favorire la
coesione e la solidarietà dei dirigenti e dipendenti, attraverso una più
specifica conoscenza dei ruoli e delle dinamiche interpersonali
all'interno degli uffici/servizi, anche al fine di incentivare il recupero
della motivazione e dell'affezione all'ambiente lavorativo da parte del
personale.
6. I Comitati
sono costituiti da un componente designato da ciascuna delle
Organizzazioni Sindacali della presente area, firmatarie del CCNL, e da un
pari numero di rappresentanti delle aziende o enti. Il Presidente del
Comitato viene designato tra i rappresentanti delle aziende o enti, il
vicepresidente dai componenti di parte sindacale. Per ogni componente
effettivo è previsto un componente supplente. Ferma rimanendo la
composizione paritetica dei Comitati, di essi fa parte anche un
rappresentante del Comitato per le pari opportunità, appositamente
designato da quest'ultimo, allo scopo di garantire il raccordo tra le
attività dei due organismi.
7. Le aziende o enti favoriscono l'operatività dei
Comitati e garantiscono tutti gli strumenti idonei al loro funzionamento.
In particolare valorizzano e pubblicizzano con ogni mezzo, nell'ambito
lavorativo, i risultati del lavoro svolto dagli stessi. I Comitati
adottano, altresì, un regolamento per la disciplina dei propri lavori e
sono tenuti ad effettuare una relazione annuale sull'attività svolta.
8. I Comitati di cui al
presente articolo rimangono in carica per la durata di un quadriennio e comunque fino alla costituzione dei nuovi. I
componenti dei Comitati possono essere rinnovati nell'incarico. Per la
partecipazione alle riunioni non è previsto alcun compenso.
CAPO III
PREROGATIVE E DIRITTI SINDACALI
Art. 8 Norma di rinvio ed
integrazioni
1. Per le prerogative e i
diritti sindacali, si rinvia a quanto previsto dal CCNQ del 7 agosto 1998,
in particolare all'art.10, comma 2 relativo alle modalità di accredito dei
dirigenti sindacali presso le aziende ed enti nonché ai CCNQ stipulati il
27 gennaio 1999, il 9 agosto 2000, il 27 febbraio 2001. Per il monte
complessivo dei permessi orari aziendali spettanti ai dirigenti si fa,
comunque, riferimento al CCNQ vigente nel tempo. In tal senso è modificato
il primo periodo dell'art. 9, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000.
2. Il secondo alinea
dell'art. 9, comma 2, del CCNL 8 giugno 2000 è sostituito dal seguente:
"- dalle componenti delle organizzazioni sindacali
rappresentative ammesse alla contrattazione nazionale".
Art. 9 Coordinamento Regionale
1. Ferma rimanendo
l'autonomia contrattuale delle aziende ed enti nel rispetto dell'art. 40
del d.lgs 165 del 2001, le Regioni, entro 120 giorni dall'entrata in
vigore del presente contratto, previo confronto con le organizzazioni
sindacali firmatarie dello stesso, possono emanare linee generali di
indirizzo nelle seguenti materie relative :
a) all'utilizzo delle risorse regionali di cui
all'art. 57; b) alla realizzazione della
formazione manageriale e formazione continua, comprendente l'aggiornamento
professionale e la formazione permanente; c) alle
metodologie di utilizzo da parte delle aziende ed enti di una quota dei
minori oneri derivanti dalla riduzione stabile della dotazione organica
del personale (art. 50, comma 2, lett. a) del CCNL 8 giugno 2000 ora art.
54, comma 2, primo alinea del presente contratto); d) alla modalità di incremento dei fondi in caso di
aumento della dotazione organica del personale o dei servizi anche ad
invarianza del numero complessivo di essa ai sensi dell'art. 53 del CCNL 8
giugno 2000; e) ai criteri generali dei sistemi e
meccanismi di valutazione dei dirigenti che devono essere adottati
preventivamente dalle aziende, ai sensi dell'art. 25 comma 5; f) ai criteri generali per sviluppare a livello
aziendale un sistema di standard finalizzati all'individuazione dei volumi
prestazionali riferiti all'impegno, anche temporale, richiesto nonché di
monitoraggio delle prestazioni concordate e correlate al raggiungimento
degli obiettivi, nel rispetto delle disposizioni del d.lgs 196 del 2003 in
materia di protezione dei dati personali; g) ai
criteri generali per la razionalizzazione ed ottimizzazione delle attività
connesse alla continuità assistenziale ed urgenza/emergenza al fine di
favorire la loro valorizzazione economica secondo la disciplina del
presente contratto, tenuto anche conto dell'art. 55, comma 2 del CCNL 8
giugno 2000 relativo alle tipologie di attività professionali ed ai suoi
presupposti e condizioni; h) all'applicazione
dell'art. 17 del CCNL 10 febbraio 2004, diretto a regolare la mobilità in
caso di eccedenza dei dirigenti nei processi di ristrutturazione aziendale
attuati ai sensi del comma 4; i) ai criteri
generali per l'inserimento, nei regolamenti aziendali sulla libera
professione di cui all'art. 4, comma 2 lett. G), di norme idonee a
garantire che l'esercizio della libera professione sia modulato in modo
coerente all'andamento delle liste di attesa.
2. Le parti concordano che sulle materie non oggetto
delle linee di indirizzo regionali la contrattazione collettiva
integrativa e gli altri livelli di relazioni sindacali previsti dal
contratto sono avviati secondo i tempi e le modalità dell'art. 5. Per le
materie del comma 1, decorso inutilmente il termine di 120 giorni, si
applica l' art. 5, comma 2.
3. Tenuto conto delle lettere c) e d) del comma 1,
rimangono, comunque, ferme tutte le regole contrattuali stabilite per la
formazione e l'incremento dei fondi dai CCNL 8 giugno 2000 (artt. 50, 51,
52 del I biennio e 9, 10 del II biennio) nonché dall'art. 37 del CCNL
integrativo del 10 febbraio 2004, confermate dagli artt. 54, 55 e 56 del
presente contratto.
4.
Ferma rimanendo l'autonomia aziendale, il sistema delle relazioni
sindacali regionali, secondo i protocolli definiti in ciascuna Regione con
le OO.SS. di categoria firmatarie del presente CCNL, prevederà gli
argomenti e le modalità di confronto con le medesime su materie non
contrattuali aventi riflessi sugli istituti disciplinati dal presente
contratto ovvero sulla verifica dello stato di attuazione dello stesso,
specie con riguardo alle risultanze dell'applicazione dell'art. 7 e degli
artt. 54 e 56 solo nei casi di eventuale incapienza dei fondi da
utilizzare. Il confronto riguarderà, comunque, la verifica dell' entità
dei finanziamenti dei fondi di posizione, di risultato e delle condizioni
di lavoro di pertinenza delle aziende sanitarie ed ospedaliere,
limitatamente a quelle soggette a riorganizzazione in conseguenza di atti
di programmazione regionale, assunti in
applicazione del d.lgs. 229 del 1999, per ricondurli a congruità, fermo
restando il valore della spesa regionale.
5. I protocolli stipulati per l'applicazione del
comma 4 saranno inviati all'ARAN per l'attività di monitoraggio prevista
dall'art. 46 del d.lgs. n. 165 del 2001.
6. L'art. 7 del CCNL 8 giugno 2000 è
disapplicato.
TITOLO III RAPPORTO DI LAVORO
CAPO I STRUTTURA DEL RAPPORTO
Art. 10 Caratteristiche del rapporto di lavoro
1. A decorrere dal 30 maggio
2004, data di entrata in vigore della legge 26 maggio 2004, n. 138, il
rapporto di lavoro della dirigenza medica e veterinaria può essere
esclusivo o non esclusivo. Dalla stessa data, è disapplicata la clausola
contenuta nel primo periodo dell'art. 13, comma 7 del CCNL 8 giugno
2000.
2. I dirigenti del
comma 1, già a rapporto esclusivo, possono optare per il passaggio al
rapporto non esclusivo entro il 30 novembre di ciascun anno. Gli effetti
del passaggio decorrono dal primo gennaio dell'anno successivo all'opzione
e sono regolati dall'art. 12.
3. Per i dirigenti già a rapporto non esclusivo
all'entrata in vigore della legge, in caso di opzione per il rapporto
esclusivo, continua ad applicarsi l'art. 48 del CCNL 8 giugno 2000, salvo
che per il termine dell'opzione anch'essa da effettuarsi entro il 30
novembre di ciascun anno.
4. L'indennità di esclusività è confermata nelle
misure attualmente vigenti, non concorre a formare il monte salari e
compete a tutti coloro che, essendo a rapporto esclusivo, già la
percepivano all'entrata in vigore della legge n. 138 del 2004 - salvo che,
successivamente ad essa e, comunque, con decorrenza dal 1 gennaio
dell'anno successivo, non abbiano espresso diversa opzione. L'indennità
compete, inoltre, nella misura stabilita dall'art. 5, comma 9 del CCNL 8
giugno 2000, II biennio economico 2000 – 2001, a tutti quelli che
opteranno per il rapporto di lavoro esclusivo ai sensi del comma 3, tenuto
conto dell'esperienza professionale maturata alla data del 31 dicembre
dell'anno in cui è effettuata l'opzione, calcolata secondo le modalità
previste dall'art. 12, comma 3, lettera b) del citato CCNL del II biennio,
come integrato dall'art. 24, comma 12, del presente CCNL.
5. Per l'acquisizione delle
fasce successive all'indennità di esclusività attribuita ai sensi del
comma precedente, si conferma l'art. 5, commi 5 e 6 del CCNL 8 giugno
2000, II biennio.
6. Il
rapporto di lavoro esclusivo comporta la totale disponibilità del
dirigente nello svolgimento delle proprie funzioni nell'ambito
dell'incarico attribuito e della competenza professionale nell'area e
disciplina di appartenenza.
7. Il rapporto di lavoro dei dirigenti che abbiano
mantenuto l'opzione per il rapporto di lavoro non esclusivo comporta la
totale disponibilità nell'ambito dell'impegno di servizio, per la
realizzazione degli obiettivi istituzionali programmati e lo svolgimento
delle attività professionali di competenza. Le aziende - secondo criteri
omogenei con quelli adottati per i dirigenti con rapporto di lavoro
esclusivo e sulla base delle indicazioni dei responsabili delle strutture
-, negoziano con le equipes interessate i
volumi e le tipologie delle attività e delle prestazioni che i singoli
dirigenti sono tenuti ad assicurare nonché le sedi operative in cui le
stesse devono essere effettuate.
8. L'art. 15 del CCNL 8 giugno 2000 è
disapplicato.
Art. 11 Modifiche ed integrazioni
1. In attuazione dell'art.
10 i seguenti articoli del CCNL dell'8 giugno 2000, sono così
modificati:
A) Il comma 2
dell'art. 18 è cosi sostituito:
"2. Nei casi di assenza previsti dal comma 1 da parte
del dirigente con incarico di direzione di struttura complessa, la
sostituzione è affidata dall'azienda, con apposito atto, ad altro
dirigente della struttura medesima indicato entro il 31 gennaio di ciascun
anno dal responsabile della struttura complessa che - a tal fine – si
avvale dei seguenti criteri:
a) il dirigente deve essere titolare di un incarico
di struttura semplice ovvero di alta specializzazione o, comunque, della
tipologia c) di cui all'art. 27 con riferimento, ove previsto, alla
disciplina di appartenenza; b) valutazione
comparata del curriculum prodotto dei
dirigenti interessati".
B) Le indennità mensili previste dal comma 7
dell'art. 18 sono rispettivamente aggiornate in € 535,05 ed in € 267,52 e
sono finanziate con le risorse dei fondi di cui agli artt. 54 e 56 del
presente contratto.
C) A decorrere dal 30 maggio 2004, il comma 11
dell'art. 27 non è più applicabile nel conferimento di nuovi incarichi di
direzione di struttura complessa o di struttura semplice.
Art. 12 Effetti del passaggio dal rapporto esclusivo al
rapporto non esclusivo e viceversa
1. Le parti prendono atto
che, in prima applicazione, gli effetti della legge 138 del 2004 si
producono - in concreto - dal 1 gennaio 2005 dopo l'opzione da parte dei
dirigenti già a rapporto esclusivo per il passaggio al rapporto di lavoro
non esclusivo. Di conseguenza da tale data:
- il passaggio dei dirigenti al rapporto di lavoro
non esclusivo non preclude il mantenimento o il conferimento di incarico
di direzione di struttura complessa o semplice; -
l'art. 45 del CCNL 8 giugno 2000 è disapplicato; - il trattamento economico fondamentale ed accessorio
spettante ai dirigenti già a rapporto non esclusivo ai sensi dell'art. 46,
comma 1, del CCNL 8 giugno 2000 ed a tutti i dirigenti che optino dal 1
gennaio 2005 per tale rapporto di lavoro è indicato nell'allegato 6 tavola
2.
2. Il passaggio dal rapporto
di lavoro esclusivo a quello non esclusivo dal 1 gennaio successivo a
quello dell'opzione, comporta i seguenti effetti per i dirigenti
interessati:
- i dirigenti di struttura complessa, divenuti tali
dopo il 31 luglio 1999 (ai quali compete la relativa indennità in luogo
degli assegni personali di cui all'art. 38, commi 1 e 2 del CCNL 8 giugno
2000), dopo l'opzione continuano a percepire tale indennità senza
soluzione di continuità solo in caso di mantenimento dell'incarico;
- non compete la retribuzione di risultato mentre per
la retribuzione di posizione si applicano le regole stabilite dall'art
43; - è inibita l'attività libero – professionale
intramuraria; - cessa di essere corrisposta
l'indennità di esclusività che – dalla stessa data - costituisce risparmio
aziendale.
3. Il ritorno dei dirigenti
all' opzione per il rapporto di lavoro esclusivo, per quanto attiene la
retribuzione di posizione e di risultato, è regolato dall'art. 48 del CCNL
8 giugno 2000 (modificato dall'art. 10, comma 3 nonché dall'art. 58).
L'indennità di esclusività è corrisposta dal 1 gennaio dell'anno
successivo nella medesima misura già percepita all'atto dell'opzione per
il passaggio a rapporto di lavoro non esclusivo con oneri a carico del
bilancio. Per l'acquisizione delle eventuali fasce successive si applica
l'art. 5, commi 5 e 6 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio economico.
Art. 13 Rapporti di lavoro ad esaurimento
1. I rapporti di lavoro a
tempo definito ed altri similari, già indicati nell'art. 44, comma 1 del
CCNL 8 giugno 2000 ed ancora in essere all'entrata in vigore del presente
contratto, sono mantenuti ad esaurimento, fatto salvo il caso di opzione
per il passaggio al rapporto di lavoro con orario unico, esclusivo o non
esclusivo, dei dirigenti interessati entro il termine del 30 novembre di
ciascun anno e con decorrenza dal 1 gennaio dell'anno successivo. Sino al passaggio, ai dirigenti citati è
attribuito il trattamento economico complessivo (fondamentale ed
accessorio) indicato nell'allegato n. 6 tavola 3 del presente
contratto.
2. Il comma 1
trova applicazione anche nei confronti degli ex medici condotti ed
equiparati, confermati ad esaurimento in via definitiva dal d.l. n. 415
del 1990, convertito in legge n. 58 del 1991. Sino al passaggio, il
trattamento economico spettante agli interessati è stabilito dall'art. 48.
3. A seguito del passaggio al rapporto di lavoro con
orario unico, ai dirigenti dei commi 1 e 2 viene attribuito il trattamento
economico complessivo fondamentale ed accessorio corrispondente al
rapporto di lavoro prescelto, esclusivo o non esclusivo.
4. Il comma 1 si applica
anche ai veterinari di cui all'art. 43, comma 1, lettera A, punto b) del
CCNL 8 giugno 2000, i quali, essendo gia con rapporto di lavoro non
esclusivo ed orario unico, possono solo optare per il rapporto di lavoro
esclusivo. Sino all'opzione, a detti dirigenti è attribuito il trattamento
economico complessivo fondamentale ed accessorio, indicato nell'allegato 6
tavola 3.
5. Le aziende
ed enti fanno fronte ai maggiori oneri derivanti dai comma 1, 2 e 4 del
presente articolo congelando, in misura corrispondente alla spesa,
assunzioni per posti vacanti di dirigente indipendentemente dalla
disciplina di appartenenza, tenuto conto - per i dirigenti medici – del
maggiore numero di ore da effettuarsi per l'adeguamento dell'orario di
lavoro.
CAPO II ORARIO DI LAVORO
Art.
14 Orario di lavoro
dei dirigenti
1. Nell'ambito dell'assetto
organizzativo dell'azienda, i dirigenti assicurano la propria presenza in
servizio ed il proprio tempo di lavoro, articolando, con le procedure
individuate dall'art. 6, comma 1 lett. B), in modo flessibile l'impegno di
servizio per correlarlo alle esigenze della struttura cui sono preposti ed
all'espletamento dell'incarico affidato, in relazione agli obiettivi e
programmi da realizzare. I volumi prestazionali richiesti all'equipe ed i
relativi tempi di attesa massimi per la fruizione delle prestazioni stesse
vengono definiti con le procedure dell'art. 65, comma 6 del CCNL 5
dicembre 1996 nell'assegnazione degli obiettivi annuali ai dirigenti di
ciascuna unità operativa, stabilendo la previsione oraria per la
realizzazione di detti programmi. L'impegno di servizio necessario per il
raggiungimento degli obiettivi prestazionali eccedenti l'orario dovuto di
cui al comma 2 è negoziato con le procedure e per gli effetti dell'art.
65, comma 6 citato. In tale ambito vengono
individuati anche gli strumenti orientati a
ridurre le liste di attesa.
2. L'orario di lavoro dei dirigenti di cui al comma 1
è confermato in 38 ore settimanali, al fine di assicurare il mantenimento
del livello di efficienza raggiunto dai servizi sanitari e per favorire lo
svolgimento delle attività gestionali e/o professionali, correlate
all'incarico affidato e conseguente agli obiettivi di budget negoziati a
livello aziendale, nonché quelle di didattica, ricerca ed
aggiornamento.
3. Il
conseguimento degli obiettivi correlati all'impegno di servizio di cui ai
commi 1 e 2 è verificato trimestralmente con le procedure ed ai fini di
cui al comma 7 dell'art. 65 del CCNL 5 dicembre 1996.
4. Nello svolgimento
dell'orario di lavoro previsto per i dirigenti medici e veterinari,
quattro ore dell'orario settimanale sono destinate ad attività non
assistenziali, quali l'aggiornamento professionale, l'ECM, la
partecipazione ad attività didattiche, la ricerca finalizzata ecc. Tale
riserva di ore non rientra nella normale attività assistenziale, non può
essere oggetto di separata ed aggiuntiva retribuzione. Essa va utilizzata
di norma con cadenza settimanale ma, anche per particolari necessità di
servizio, può essere cumulata in ragione di anno per impieghi come sopra
specificati ovvero, infine, utilizzata anche per l'aggiornamento
facoltativo in aggiunta alle assenze previste dall'art. 23, comma 1, primo
alinea del CCNL 5 dicembre 1996 al medesimo titolo. Tale riserva va resa
in ogni caso compatibile con le esigenze funzionali della struttura di
appartenenza e non può in alcun modo comportare una mera riduzione
dell'orario di lavoro. Per i dirigenti rimasti con rapporto di lavoro ad
esaurimento le ore destinate all'aggiornamento sono dimezzate.
5. L'azienda, con le
procedure di budget del comma 1, può utilizzare, in forma cumulata, n. 30
minuti settimanali delle quattro ore del comma 4, per un totale massimo di
n. 26 ore annue, prioritariamente, per contribuire alla riduzione delle
liste di attesa ovvero per il perseguimento di obiettivi assistenziali e
di prevenzione definiti con le medesime procedure.
6. Ove per il raggiungimento
degli obiettivi prestazionali eccedenti quelli negoziati ai sensi dei
commi 1 e 5, sia necessario un impegno aggiuntivo, l'azienda, sulla base
delle linee di indirizzo regionali di cui all'art. 9, comma 1, lettera g)
ed ove ne ricorrano i requisiti e le condizioni, può concordare con
l'equipe interessata l'applicazione dell'istituto previsto dall'art. 55,
comma 2 del CCNL 8 giugno 2000 in base al regolamento adottato con le
procedure dell'art. 4, comma 2, lett. G). La misura della tariffa oraria
da erogare per tali prestazioni è di € 60,00 lordi. Nell'individuazione
dei criteri generali per l'adozione di tale atto dovrà essere indicato che
l'esercizio dell'attività libero professionale di cui all'art. 55 comma 2
è possibile solo dopo aver garantito gli obiettivi prestazionali
negoziati.
7. La presenza
del dirigente medico nei servizi ospedalieri delle aziende nonché in
particolari servizi del territorio individuati in sede aziendale con le
procedure di cui al comma 1, deve essere assicurata nell'arco delle 24 ore
e per tutti i giorni della settimana mediante una opportuna programmazione
ed una funzionale e preventiva articolazione degli orari e dei turni di
guardia, ai sensi dell'art. 16. Con l'articolazione del normale orario di
lavoro nell'arco delle dodici ore di servizio diurne, la presenza medica è
destinata a far fronte alle esigenze ordinarie e di emergenza che
avvengano nel medesimo periodo orario. L'azienda individua i servizi ove
la presenza medica deve essere garantita attraverso una turnazione per la
copertura dell'intero arco delle 24 ore.
8. La presenza del dirigente veterinario nei relativi
servizi deve essere assicurata nell'arco delle dodici ore diurne feriali
per sei giorni alla settimana mediante una opportuna programmazione ed una
funzionale e preventiva articolazione degli orari, individuata in sede
aziendale con le procedure di cui al comma 1. Con l'articolazione del
normale orario di lavoro nell'arco delle dodici ore di servizio diurne la
presenza medico veterinaria è destinata a far fronte alle esigenze
ordinarie e di emergenza che avvengano nel medesimo periodo orario. Nelle
ore notturne e nei giorni festivi le emergenze vengono assicurate mediante
l'istituto della pronta disponibilità di cui all'art. 17 fatte salve altre
eventuali necessità da individuare in sede aziendale con le procedure
indicate nell' art. 6.
9.
I dirigenti con rapporto di lavoro non esclusivo già di I o II livello
dirigenziale sono tenuti al rispetto dei commi 1 e 2 del presente
articolo.
10. Tutti i
dirigenti medici di cui al comma 1, indipendentemente dall'esclusività del
rapporto sono tenuti ad assicurare i servizi di guardia e di pronta
disponibilità previsti dagli artt. 16 e 17. Per i dirigenti veterinari la
presente clausola riguarda i servizi di pronta disponibilità.
11. Con l'entrata in vigore
del presente contratto, è disapplicato l'art. 16 del CCNL 8 giugno
2000.
Art. 15 Orario di lavoro dei dirigenti con incarico di
direzione di struttura complessa
1. Nell'ambito dell'assetto
organizzativo dell'azienda, i direttori di struttura complessa assicurano
la propria presenza in servizio per garantire il normale funzionamento
della struttura cui sono preposti ed organizzano il proprio tempo di
lavoro, articolandolo in modo flessibile per
correlarlo a quello degli altri dirigenti di cui all'art. 14, per
l'espletamento dell'incarico affidato in relazione agli obiettivi e
programmi annuali da realizzare in attuazione di quanto previsto dall'art.
65, comma 4 del CCNL 5 dicembre 1996 nonché per lo svolgimento delle
attività di aggiornamento, didattica e ricerca finalizzata.
2. I direttori di struttura
complessa comunicano preventivamente e documentano – con modalità
condivise con le aziende ed enti – la pianificazione delle proprie
attività istituzionali, le assenze variamente motivate (ferie, malattie,
attività di aggiornamento, etc.) ed i giorni ed orari dedicati alla
attività libero professionale intramuraria.
3. Con l'entrata in vigore del presente contratto, è
disapplicato l'art. 17 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 16 Servizio di guardia
1. Nelle ore notturne e nei
giorni festivi, la continuità assistenziale e le urgenze/emergenze dei
servizi ospedalieri e, laddove previsto, di quelli territoriali, sono
assicurate, secondo le procedure di cui all'art. 6, comma 1 lett. B),
mediante:
a) il dipartimento di emergenza, se istituito,
eventualmente integrato, ove necessario da altri servizi di guardia o di
pronta disponibilità; b) la guardia medica di
unità operativa o tra unità operative appartenenti ad aree funzionali
omogenee e dei servizi speciali di diagnosi e cura; c) la guardia medica nei servizi territoriali ove
previsto.
2. Il servizio di guardia medica è svolto all'interno
del normale orario di lavoro. Sino all'entrata in vigore del contratto
nazionale relativo al II biennio economico
2004 – 2005, le guardie espletate fuori dell'orario di lavoro possono
essere assicurate con il ricorso al lavoro straordinario alla cui
corresponsione si provvede con il fondo previsto dall'art. 55 ovvero con
recupero orario. E' fatto salvo quanto previsto dall'art.18.
3. Il servizio di guardia è
assicurato da tutti i dirigenti esclusi quelli di struttura complessa.
4. In attesa delle linee di
indirizzo di cui all'art. 9, comma 1, lettera g), le parti, a titolo
esemplificativo, rinviano all'allegato n. 2 per quanto attiene le
tipologie assistenziali minime nelle quali dovrebbe essere prevista la
guardia medica di unità operativa.
5. In coerenza con quanto previsto dall'art. 9, comma
1, lettere f e g) e con la finalità di valorizzare le aree di disagio, le
parti si impegnano, altresì, a riesaminare le modalità di retribuzione
delle guardie notturne, in orario o fuori dell'orario di lavoro, con il
contratto del secondo biennio economico 2004 - 2005, previo monitoraggio
del numero delle guardie effettivamente svolte presso le aziende ed enti
da effettuarsi a cura dell'ARAN, entro un mese dalla sigla dell'ipotesi di
CCNL, mediante una rilevazione riguardante il 2004 ai fini di una stima
obiettiva e puntuale dei relativi costi.
6. Con l'entrata in vigore del presente contratto è
disapplicato l'art. 19 del CCNL 5 dicembre 1996.
Art. 17 Pronta disponibilità
1. Il servizio di pronta
disponibilità è caratterizzato dalla immediata reperibilità del dirigente
e dall'obbligo per lo stesso di raggiungere il presidio nel tempo
stabilito con le procedure cui all'art. 6, comma 1, lett. B), nell'ambito
del piano annuale adottato dall'azienda o ente per affrontare le
situazioni di emergenza in relazione alla dotazione organica ed agli
aspetti organizzativi delle strutture. 2. Sulla
base del piano di cui al comma 1, sono tenuti al servizio di pronta
disponibilità i dirigenti - esclusi quelli di struttura complessa - in
servizio presso unità operative con attività continua nel numero
strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali. Con le
procedure del comma 1, in sede aziendale, possono essere individuate altre
unità operative per le quali, sulla base dei piani per le emergenze, sia
opportuno prevedere il servizio di pronta disponibilità.
3. Il servizio di pronta
disponibilità è limitato ai soli periodi notturni e festivi, può essere
sostitutivo ed integrativo dei servizi di guardia dell'art. 16 ed è
organizzato utilizzando dirigenti appartenenti alla medesima disciplina.
Nei servizi di anestesia, rianimazione e terapia intensiva può prevedersi
esclusivamente la pronta disponibilità integrativa. Il servizio di pronta
disponibilità integrativo dei servizi di guardia è di norma di competenza
di tutti i dirigenti, compresi quelli di struttura complessa. Il servizio
sostitutivo coinvolge a turno individuale, solo i dirigenti dell'art.
14.
4. Il servizio di
pronta disponibilità ha durata di dodici ore. Due turni di pronta
disponibilità sono prevedibili solo per le giornate festive. Di regola non
potranno essere previste per ciascun dirigente più di dieci turni di
pronta disponibilità nel mese.
5. La pronta disponibilità dà diritto ad una
indennità per ogni dodici ore. Qualora il turno sia articolato in orari di
minore durata - che comunque non possono essere inferiori a quattro ore -
l'indennità è corrisposta proporzionalmente alla durata stessa, maggiorata
del 10%. In caso di chiamata, l'attività prestata viene computata come
lavoro straordinario o compensata come recupero orario.
6. Nel caso in cui la pronta
disponibilità cada in un giorno festivo spetta un giorno di riposo
compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.
7. Ai compensi di cui al
presente articolo si provvede con il fondo dell'art. 55.
8. Le parti concordano che
nell'ambito dei criteri generali di cui all'art. 9, comma 1, lettera g)
sono individuate le modalità per il graduale superamento della pronta
disponibilità sostitutiva, allo scopo di garantire
mediante turni di guardia una più ampia
tutela assistenziale nei reparti di degenza.
9. Con l'entrata in vigore del presente contratto è
disapplicato l'art. 20 del CCNL 5 dicembre 1996.
Art. 18 Integrazione dell'art. 55 del CCNL 8 giugno
2000
1. Con l'entrata in vigore
del presente contratto, dopo il comma 2 dell'art. 55 del CCNL 8 giugno
2000, è aggiunto il seguente:
"2 bis. Qualora tra i servizi istituzionali da
assicurare - eccedenti gli obiettivi prestazionali di cui all'art. 14
comma 6 - rientrino i servizi di guardia notturna, l'applicazione del
comma 2, ferme rimanendo le condizioni di operatività ivi previste, deve
avvenire nel rispetto delle linee di indirizzo regionali di cui all'art.
9, comma 1, lett. g), che definiranno la disciplina delle guardie e la
loro durata. E' inoltre necessario che:
- sia razionalizzata la rete dei servizi ospedalieri
interni dell'azienda per l'ottimizzazione delle attività connesse alla
continuità assistenziale;
- siano le aziende a richiedere al dirigente le prestazioni in tale regime,
esaurita la utilizzazione di altri strumenti retributivi contrattuali;
- sia definito un tetto massimo delle guardie
retribuibili con il ricorso al comma 2 non superiore al 12% delle guardie
notturne complessivamente svolte in azienda, il quale rappresenta il
budget di spesa massimo disponibile;
- la tariffa per ogni turno di guardia notturna è
fissata in € 480,00 lordi."
2. La presente disciplina, che decorre dall'entrata
in vigore del presente contratto, ha carattere sperimentale ed è soggetta
a verifiche e monitoraggio secondo quanto stabilito nelle linee di
indirizzo di cui all'art. 9, comma 1, lett. g).
CAPO III ISTITUTI DI PECULIARE INTERESSE
Art.
19 Effetti del
procedimento penale sul rapporto di lavoro
1. Il dirigente che sia
colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso
obbligatoriamente dal servizio con privazione della retribuzione per la
durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della
libertà.
2. Il dirigente
può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche
nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la
restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio
per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per
fatti anche estranei alla prestazione lavorativa, di tale gravità da
comportare, se accertati, il recesso ai sensi dell'art. 36 del CCNL 5
dicembre 1996.
3.
L'azienda o ente, cessato lo stato di restrizione della libertà personale
di cui al comma 1, può prolungare il periodo di sospensione del dirigente
alle medesime condizioni del comma 2.
4. Resta fermo l'obbligo di sospensione, ai sensi del
comma 4 septies dell'art. 15 della legge n. 55 del 1990 e successive
modificazioni ed integrazioni, per i casi previsti dalla medesima
disposizione nel comma 1 lettera a) e b) limitatamente all'art. 316 e 316
bis del codice penale nonché lettere c) ed f).
5. Nel caso di rinvio a giudizio per i delitti
previsti all'art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001, in alternativa
alla sospensione, possono essere applicate le misure previste dallo stesso
art. 3 (trasferimento provvisorio di sede). Per i medesimi reati, qualora
intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la
sospensione condizionale della pena, si applica l'art. 4, comma 1, della
citata legge n. 97 del 2001 (sospensione obbligatoria).
6. Al dirigente sospeso ai
sensi dei commi da 1 a 5 è corrisposta sino al 30 dicembre 2003
un'indennità pari al 50% della retribuzione indicata nell'allegato n. 4
del CCNL del 5 dicembre 1996. Dal 31 dicembre 2003, l'indennità rimane
pari al 50% della retribuzione indicata nell'allegato n. 3 del presente
contratto. Al dirigente competono inoltre gli assegni del nucleo familiare
e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.
7. In caso di sentenza
irrevocabile di assoluzione si applica quanto previsto dall'art. 653
c.p.p. ed, ove ne ricorrano i presupposti, al dirigente che ne faccia
richiesta si applica anche quanto previsto per le sentenze definitive di
proscioglimento indicate dall'art. 3, comma 57 della legge 350 del 2003,
come modificato dalla legge 126 del 2004.
8. Ove il proscioglimento sia dovuto ad altri motivi
diversi da quelli indicati nelle norme richiamate al comma 7, fatto salvo
il caso di morte del dipendente, l'azienda valuta tutti i fatti
originariamente contestati per i quali non sia intervenuto il
proscioglimento al fine di verificare se sussistano comunque le condizioni
o meno per il recesso.
9.
In caso di sentenza irrevocabile di condanna si applica l'art.
653 c.p.p.. Il recesso come conseguenza di tali condanne deve
essere attivato nel rispetto delle procedure dell'art. 36, commi 1 e 2 del
CCNL 5 dicembre 1996. E' fatto salvo quanto previsto dall'art. 5, comma 2
della legge n. 97 del 2001.
10. Il dirigente licenziato a seguito di condanna
passata in giudicato per delitto commesso in servizio o fuori servizio
(che, pur non attenendo direttamente al rapporto di lavoro, non ne aveva
consentito la prosecuzione neanche provvisoriamente per la specifica
gravità) se successivamente assolto a seguito di revisione del processo ha
diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla riammissione in
servizio nella medesima sede o in altra su sua richiesta, anche in
soprannumero, nella medesima disciplina, anzianità, posizione di incarico
e retributiva possedute all'atto del licenziamento. In caso di
premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno diritto
a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al dipendente nel
periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le indennità comunque
legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di lavoro straordinario.
11. Nel caso previsto dal
comma 6, quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo
di indennità verrà conguagliato con quanto dovuto al dirigente se fosse
rimasto in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi speciali
o per prestazioni di carattere straordinario.
12. Quando vi sia stata sospensione cautelare dal
servizio a causa di procedimento penale, ai
sensi dei commi da 2 a 5, la stessa conserva efficacia, se non revocata,
per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni. Decorso tale
termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dirigente
riammesso in servizio.
13. La presente disciplina disapplica l'art. 30 del
CCNL 5 dicembre 1996.
Art. 20 Comitato dei Garanti
1. Le parti confermano
l'art. 23 del CCNL 8 giugno 2000 che ha istituito il Comitato dei garanti
nel testo integrato a titolo di interpretazione autentica dai CCNL del 24
ottobre 2001 e 29 settembre 2004. A tal fine precisano che: - nel comma 5 dell'art. 23 del CCNL 8 giugno 2000 le
parole "improrogabilmente entro 30 giorni" sono sostituite dalle parole
"improrogabilmente ed obbligatoriamente entro sessanta giorni"; - il parere è vincolante per l'azienda ed ente ed è
richiesto una sola volta al termine delle procedure previste dall'art. 36,
comma 3 del CCNL 5 dicembre 1996.
2. Il dirigente può richiedere una audizione presso
il Comitato dei Garanti da attuarsi entro il termine di emanazione del
parere, del cui esito in ogni caso il dirigente deve essere
obbligatoriamente informato.
3. Il Comitato dei Garanti si dota di un proprio
regolamento di funzionamento.
Art. 21 Copertura assicurativa
1. Le aziende garantiscono
una adeguata copertura assicurativa della responsabilità civile di tutti i
dirigenti della presente area, ivi comprese le spese di giudizio ai sensi
dell'art. 25 del CCNL dell' 8 giugno 2000 per le eventuali conseguenze
derivanti da azioni giudiziarie dei terzi, relativamente alla loro
attività, ivi compresa la libera professione intramuraria, senza diritto
di rivalsa, salvo le ipotesi di dolo o colpa grave.
2. Le aziende ed enti
provvedono alla copertura degli oneri di cui al comma 1 con le risorse
destinate a tal fine nei bilanci, incrementate con la trattenuta di misura
pro-capite da un minimo di € 26,00 mensili (già previsti dall'art. 24,
comma 3 del CCNL dell'8 giugno 2000) ad un massimo di € 50,00, posta a
carico di ciascun dirigente per la copertura
di ulteriori rischi non coperti dalla polizza generale. La trattenuta
decorre dall'entrata in vigore della polizza con la quale viene estesa al
dirigente la copertura assicurativa citata.
3. Le aziende ed enti informano i soggetti di cui
all'art. 10 del CCNL 8 giugno 2000 di quanto stabilito ai sensi del comma
2.
4. Sono fatte salve
eventuali iniziative regionali per la copertura assicurativa attuate anche
sulla base delle risultanze della Commissione istituita ai sensi dell'ex
art. 24 del CCNL 8 giugno 2000.
5. Le aziende attivano sistemi e strutture per la
gestione dei rischi, anche tramite sistemi di valutazione e certificazione
della qualità, volti a fornire strumenti organizzativi e tecnici adeguati
per una corretta valutazione delle modalità di lavoro da parte dei
professionisti nell'ottica di diminuire le potenzialità di errore e,
quindi, di responsabilità professionale nonché di ridurre la complessiva
sinistrosità delle strutture sanitarie, consentendo anche un più agevole
confronto con il mercato assicurativo. Al fine di favorire tali processi
le aziende ed enti informano le organizzazioni sindacali di cui all'art. 9
del CCNL dell'8 giugno 2000.
6. Sono disapplicati i commi da 1 a 4 dell'art. 24
del CCNL 8 giugno 2000.
NOTA
ESPLICATIVA DELL'ART. 21
Le parti, a titolo di
interpretazione autentica, chiariscono che l'espressione "ulteriori
rischi" del comma 2 può significare tanto la copertura da parte del
dirigente - mediante gli oneri a suo carico - di ulteriori rischi
professionali derivanti dalla specifica attività svolta quanto la
copertura dal rischio dell'azione di rivalsa da parte dell'azienda o ente
in caso di accertamento di responsabilità per colpa grave.
Art. 22 Disciplina transitoria della mobilità
1. Il dirigente ammesso a
particolari corsi di formazione o di aggiornamento previamente individuati
(quali ad esempio corsi post – universitari, di specializzazione, di
management e master) a seguito dei relativi piani di investimento
dell'azienda o ente anche nell'ambito dell' ECM deve impegnarsi a non
accedere alla mobilità volontaria di cui all'art. 20 del CCNL 8 giugno
2000 se non siano trascorsi due anni dal termine della formazione.
2. In caso di perdurante
situazione di carenza di organico, il dirigente neo assunto non può
accedere alla mobilità se non siano trascorsi due anni dall'assunzione
comprensivi del preavviso previsto dall'art. 20, comma 2 del CCNL 8 giugno
2000.
3. Il comma 2 entra
in vigore il 30 settembre 2005. Sono fatte salve le procedure dell'art. 20
citato per le domande di mobilità che abbiano ottenuto il nulla osta
dell'azienda o ente di destinazione del dirigente alla data del 29
settembre 2005.
4. In
considerazione dell'eccezionalità e temporaneità della situazione
evidenziata al comma 2 nonché del carattere sperimentale della presente
norma, la clausola è soggetta a verifica delle parti al temine del
quadriennio. In caso di vacanza contrattuale, la clausola scadrà comunque
il 31 dicembre 2006.
Art. 23 Formazione ed ECM
1. Ad ulteriore integrazione
di quanto previsto dall'art. 33 del CCNL 5 dicembre 1996 e dall'art. 18
del CCNL integrativo del 10 febbraio 2004, che disciplinano la formazione
e l'aggiornamento professionale obbligatorio e facoltativo, le parti
confermano il carattere fondamentale della formazione continua di cui
all'art. 16 bis e segg. del D. lgs. n 502 del 1992 per favorire la quale
sono da individuare iniziative ed azioni a livello regionale e aziendale
che incentivino la partecipazione di tutti gli interessati.
2. La formazione continua si
svolge sulla base delle linee generali di indirizzo dei programmi annuali
e pluriennali individuati a livello nazionale e regionale, concordati in
appositi progetti formativi presso l'azienda o ente ai sensi dell'art. 4,
comma 2, lettera C). Le predette linee e progetti formativi dovranno
sottolineare in particolare il ruolo della formazione sul campo e le
ricadute della formazione sull'organizzazione del lavoro.
3. L'azienda e l'ente
garantiscono l'acquisizione dei crediti formativi da parte dei dirigenti
interessati con le cadenze previste dalle vigenti disposizioni nell'ambito
della formazione obbligatoria sulla base delle risorse finalizzate allo
scopo ai sensi dell'art. 18, comma 4 del CCNL 10 febbraio 2004, ivi
comprese quelle eventualmente stanziate dall'Unione Europea. I dirigenti
che vi partecipano sono considerati in servizio a tutti gli effetti ed i
relativi oneri sono a carico dell'azienda o ente. La relativa disciplina
è, in particolare riportata nei commi 3 e 4 dell'art. 33 del CCNL del 5
dicembre 1996 come integrata dalle norme derivanti dalla disciplina di
sistema adottate a livello regionale.
4. Dato il carattere tuttora - almeno in parte -
sperimentale della formazione continua, le parti concordano che nel caso
di impossibilità anche parziale di rispettare la garanzia prevista dal
comma 2 circa l' acquisizione nel triennio del minimo di crediti formativi
da parte dei dirigenti interessati non trova applicazione la specifica
disciplina prevista dall'art. 16 quater del D.
lgs. 502 del 1992. Ne consegue che, in tali casi, le aziende ed enti non
possono intraprendere iniziative unilaterali di penalizzazione per la
durata del presente contratto.
5. Ove, viceversa la garanzia del comma 2 venga
rispettata, il dirigente che senza giustificato motivo non partecipi alla
formazione continua e non acquisisca i crediti previsti nel triennio,
subirà una penalizzazione nelle procedure di conferimento degli incarichi
da stabilirsi nei criteri integrativi aziendali, ai sensi degli artt. 28 e
29 del CCNL 8 giugno 2000. Il principio non si applica nei confronti di
dirigenti trasferiti dalle aziende di cui al comma 4.
6. Sono considerate cause di
sospensione dell'obbligo di acquisizione dei crediti formativi il periodo
di gravidanza e puerperio, i periodi di malattia superiori a cinque mesi,
le aspettative a qualsiasi titolo usufruite, ivi compresi i distacchi per
motivi sindacali. Il triennio riprende a decorrere dal rientro in servizio
del dirigente. Sono fatti salvi eventuali ulteriori periodi di sospensione
previsti da disposizioni regionali in materia.
7. La formazione deve, inoltre, essere coerente con
l'obiettivo di migliorare le prestazioni professionali dei dirigenti e,
quindi, strettamente correlata ai piani di cui al comma 2. Ove il dirigente prescelga percorsi non
rientranti nei piani suddetti o che non corrispondano alle citate
caratteristiche, le iniziative di formazione - anche quella continua -
rientrano nell'ambito della formazione facoltativa con oneri a carico del
dirigente.
Art. 24 Disposizioni particolari
1. L'art. 23 del CCNL 5
dicembre 1996 è così integrato:
- al termine del comma 1, ultimo alinea, dopo il
punto, è aggiunta la seguente frase:
" Tali permessi possono anche essere concessi per
l'effettuazione di testimonianze per fatti non d'ufficio, nonché per
l'assenza motivata da gravi calamità naturali che rendono oggettivamente
impossibile il raggiungimento della sede di servizio, fatti salvi, in
questi eventi, i provvedimenti di emergenza diversi e più favorevoli
disposti dalle competenti autorità".
- al termine del comma 6, dopo il punto, è aggiunta
la seguente frase:
"Tra queste ultime assumono particolare rilievo
l'art. 1 della legge 13 luglio 1967, n. 584 come sostituito dall'art. 13
della legge 4 maggio 1990, n. 107 e l'art. 5, comma 1, della legge 6 marzo
2001, n. 52 che prevedono, rispettivamente, i permessi per i donatori di
sangue ed i donatori di midollo osseo".
- al termine del comma 7, dopo il punto è aggiunto il
seguente periodo:
"Le aziende ed enti favoriscono, altresì, la
partecipazione alle riunioni degli ordini professionali dei dirigenti che
rivestono le cariche nei relativi organi senza riduzione del debito orario
al fine di consentire loro l'espletamento del proprio mandato."
2. Con decorrenza
dall'entrata in vigore del presente CCNL, le parti, con riferimento
all'art. 21, comma 1 del CCNL 5 dicembre 1996, confermano che nella
normale retribuzione spettante al dirigente durante il periodo di ferie
sono comprese le voci indicate nella tabella n. 3 allegata, che, dalla
medesima data sostituisce la tabella n. 4 del CCNL 5 dicembre 1996.
3. Al termine del comma 4
dell'art. 27 del CCNL 5 dicembre 1996, dopo il numero "958" e prima del
punto, sono aggiunte le parole "e successive modificazioni ed
integrazioni". Al medesimo articolo è aggiunto il seguente comma :"5. Ai
dirigenti pubblici chiamati in servizio per le forze di completamento, ai
fini del trattamento economico, si applica quanto previsto dagli artt. 25
e 28 del d.lgs. 8 maggio 2001, n. 215."
4. Il comma 7 dell'art. 70 del CCNL 5 dicembre 1996,
come indicato nell'allegato n. 3, è integrato con le seguenti voci
retributive:
- indennità di esclusività ove spettante ai sensi
dell'art. 15 del CCNL 8 giugno 2000; - indennità
di struttura complessa ove in godimento all'atto del distacco; - quote di retribuzione di risultato da definire in
contrattazione integrativa.
5. Nel comma 12 dell'art. 13
del CCNL 8 giugno 2000, dopo la parola "assenso" e prima del punto, sono
inserite le seguenti parole:" che è espresso entro il termine massimo di
trenta giorni".
6. Nel
comma 5 dell'art. 28 del CCNL 8 giugno 2000, dopo il primo periodo è
inserita la seguente frase:" Il contratto è sottoscritto entro il termine
massimo di trenta giorni salvo diversa proroga stabilita dalle parti. In
mancanza di consenso da parte del dirigente alla scadenza del termine non
si può procedere al conferimento dell'incarico e le parti riassumono la
propria autonomia negoziale."
7. Ad integrazione dell'art. 24, comma 5, del CCNL 8
giugno 2000, qualora l'azienda o ente non possa mettere a disposizione del
dirigente il proprio automezzo in occasione di trasferte o per adempimenti
fuori dell'ufficio, il rimborso delle spese potrà avvenire secondo le
tariffe ACI. La differenza rispetto agli attuali costi di bilancio, previa
contrattazione con i soggetti dell'art. 10 del CCNL dell'8 giugno 2000,
sarà finanziata dal fondo per le condizioni di lavoro di cui all'art. 55
del presente contratto a condizione che ne abbia la necessaria
capienza.
8. Con riguardo
agli art. 28 e 29 del CCNL 8 giugno 2000, ed a titolo di interpretazione
autentica le parti confermano che la durata degli incarichi non può essere
inferiore a quella contrattualmente stabilita rispettivamente dai commi 9
e 3 delle medesime norme. La durata dell'incarico può essere più breve
solo nei casi in cui venga disposta la revoca anticipata per effetto della
valutazione negativa ai sensi e con la procedura dell'art. 30. Pertanto in
tal modo va intesa la dizione "o per periodo più breve" contenuta
nell'art. 29, comma 3. L'incarico – anche se non ne sia scaduta la durata
- cessa altresì automaticamente al compimento del limite massimo di età,
compresa l'applicazione dell'art. 16 del d.lgs. 503 del 1992 e successive
modificazioni.
9. Ad
integrazione e chiarimento del CCNL di interpretazione autentica del 4
luglio 2002 e sempre a titolo di interpretazione autentica dell'art. 55
del CCNL 5 dicembre 1996 nonchè dell'art. 39 del CCNL 8 giugno 2000, con
riguardo alle modalità di composizione della retribuzione di posizione
complessiva di ciascun dirigente, le parti precisano che essa è definita
in azienda sulla base della graduazione delle funzioni. La retribuzione di
posizione minima contrattuale prevista dalle citate disposizioni (e
stabilita dalle disposizioni dei CCNL succedutisi nel tempo) è
corrisposta, quindi, quale anticipazione di detta retribuzione e,
pertanto, è assorbita nel valore economico complessivo successivamente
attribuito all'incarico in base alla graduazione delle funzioni, nel
rispetto della disponibilità dell'apposito fondo. Ne deriva che alla
retribuzione minima contrattuale si aggiunge la somma mancante al valore
complessivo dell'incarico stabilito in azienda con l'unica garanzia che il
valore dell'incarico, in ogni caso, non può essere inferiore al minimo
contrattuale già percepito. Si rinvia, per chiarezza, all'esempio
dell'allegato n. 4.
10.
Ai fini di una corretta applicazione dell'art. 39, comma 8 del CCNL 8
giugno 2000, relativo all'attribuzione ai dirigenti di un incarico diverso
a seguito dei processi di ristrutturazione delle aziende ed enti, le parti
ritengono opportuno richiamare le procedure da attivare in base ai vigenti
contratti collettivi prima di modificare l'incarico:
- obbligo della
consultazione delle componenti delle organizzazioni sindacali di categoria
firmatarie del contratto collettivo vigente ai sensi dell'art. 6, comma 1,
lettera C) prima della ridefinizione delle dotazioni organiche mediante
l'atto aziendale;
- verifica in contrattazione integrativa, ai sensi
dell'art. 4, commi 2, lettera F e 3, delle implicazioni del processo di
riorganizzazione sulle posizioni di lavoro dei dirigenti ed, in
particolare, sugli incarichi loro conferiti, al fine di rinvenire,
nell'ambito degli strumenti contrattuali, soluzioni di giusto equilibrio
che tengano conto della valutazione riportata;
- applicazione dell'art. 31, comma 1, del CCNL 5
dicembre 1996, ove ne ricorrano le condizioni ed i requisiti, per evitare
situazioni di esubero in generale o di perdita dell'incarico da parte dei
dirigenti anche di struttura complessa. A tal fine la parola "ultima" del
periodo finale del comma 1 della citata disposizione è abrogata;
- applicazione del citato art. 31 o dell'art. 17 del
CCNL integrativo del 10 febbraio 2004 per i dirigenti in eccedenza tenuto
conto dell'art. 9, comma 1, lettera h) del presente contratto.
11. Ad integrazione dell'art. 39, comma 10, del CCNL
8 giugno 2000 e con decorrenza dall'entrata in vigore del presente
contratto si precisa che il valore minimo delle fasce di incarico coincide
con la retribuzione di posizione minima contrattuale prevista dalle tavole
di cui agli artt. 42 e 43, in relazione alle tipologie degli incarichi e
rapporto di lavoro ivi indicati.
12. Le parti concordano che l'anzianità complessiva
con rapporto di lavoro a tempo determinato ed indeterminato prevista
dall'art. 12, comma 3, lettera b) del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, deve
essere stata maturata senza soluzione di continuità quali dirigenti presso
le aziende ed enti del comparto.
13. Il comma 8, lettera b) dell'art. 10 del CCNL
integrativo del 10 febbraio 2004, è così sostituito: "tutta la durata del
contratto di lavoro a termine se assunto con rapporto di lavoro ed
incarico a tempo determinato presso la stessa o altra azienda o ente del
comparto, ovvero in altre pubbliche amministrazioni di diverso comparto.
L'aspettativa prevista dall'art. 23 bis del d.lgs 165 del 2001 per attuare
la mobilità pubblico – privato si applica esclusivamente nei casi in cui
l'incarico sia conferito da Organismi pubblici o privati della Unione
Europea o da ospedali pubblici dei paesi dell'Unione stessa o da Organismi
internazionali. L'incarico già conferito al dirigente dall'azienda o ente
che concede l'aspettativa è sospeso per la durata dell'aspettativa e
prosegue al suo rientro a completamento del periodo mancante sino alla
valutazione. Durante l'assenza, in rapporto alla durata dell'aspettativa,
si applica l'art. 18 comma 1 o 5 del CCNL 8 giugno 2000".
14. La disciplina dell'art.
9 del CCNL integrativo del 10 febbraio 2004 è estesa anche ai casi di
donazione di organo tra vivi.
15. All'art. 20 del CCNL 10 febbraio 2004, sono
apportate le seguenti integrazioni e modifiche:
- al comma 3 prima del punto e dopo la parola in
godimento sono aggiunte le seguenti parole: " e, nei casi previsti, il
trattamento di missione per un periodo non superiore a sei mesi"; - al comma 5, prima del punto e dopo la data
"1996"sono aggiunte le seguenti parole: "e l'art. 21, commi da 6 a 8 del
CCNL 8 giugno 2000".
16. Al termine del comma 2,
dell'art. 28 del CCNL 10 febbraio 2004 dopo le parole "di regola entro il
mese successivo" sono aggiunte le parole "tenuto conto delle ferie
maturate e non fruite".
17. All'art. 38, comma 2 del CCNL integrativo del 10
febbraio 2004 dopo le parole di cui all'art. 3" vanno aggiunte le parole
"ed all'art. 4" omesse per errore materiale.
CAPO IV VERIFICA E VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI
Art. 25 La verifica e valutazione dei dirigenti
1. La valutazione dei
dirigenti - che è diretta alla verifica del livello di raggiungimento
degli obiettivi assegnati e della professionalità espressa - è
caratteristica essenziale ed ordinaria del loro rapporto di lavoro.
2. Le aziende ed enti, con
gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti autonomamente assunti in
relazione a quanto previsto dall'art. 1, comma 2 del d.lgs. 286 del 1999,
definiscono meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei
costi, dei rendimenti e dei risultati e, per l'applicazione dell'art. 26,
comma 2, anche dell'attività professionale svolta dai dirigenti, in
relazione ai programmi e obiettivi da perseguire correlati alle risorse
umane, finanziarie e strumentali effettivamente disponibili, stabilendo le
modalità con le quali i processi di valutazione di cui al presente capo –
affidati al Collegio tecnico ed al Nucleo di valutazione - si articolano e
garantendo, in ogni caso, una seconda istanza di valutazione. A tal fine
si rinvia, a titolo esemplificativo, all'allegato n. 5 del presente
contratto.
3. La
valutazione avviene annualmente ed al termine dell'incarico o, comunque,
per le altre finalità indicate nell'art. 26.
4. I risultati finali della valutazione annuale ed al
termine dell'incarico effettuata dai competenti organismi di verifica sono
riportati nel fascicolo personale. Tutti i giudizi definitivi conseguiti
dai dirigenti annualmente per le finalità previste dall'art. 26, comma 3,
lettere a) e b) sono parte integrante degli elementi di valutazione delle
aziende ed enti per la conferma o il conferimento di qualsiasi tipo di
incarico o per l'acquisizione degli altri benefici previsti dall'art. 26,
comma 2.
5. Le aziende
adottano preventivamente i criteri generali che informano i sistemi di
valutazione delle attività professionali, delle prestazioni e delle
competenze organizzative dei dirigenti nonché dei relativi risultati di
gestione nell'ambito dei meccanismi e sistemi di cui al comma 2, tenuto
conto dell'art. 9 comma 1, lettera e). Tali criteri prima della definitiva
adozione sono oggetto di concertazione con i soggetti di cui all'art. 10,
comma 2, del CCNL 8 giugno 2000.
6. Le procedure di valutazione del comma 4 devono
essere improntate ai seguenti principi: a)
trasparenza dei criteri usati, oggettività delle metodologie adottate ed
obbligo di motivazione della valutazione espressa;
b) informazione adeguata e partecipazione del
valutato, anche attraverso la comunicazione ed il contraddittorio nella
valutazione di I e II istanza; c) diretta
conoscenza dell'attività del valutato da parte del soggetto che, in prima
istanza, effettua la proposta di valutazione sulla quale l'organismo di
verifica è chiamato a pronunciarsi;
7. L'oggetto della valutazione per tutti i dirigenti,
oltre che agli obiettivi specifici riferiti alla singola professionalità
ed ai relativi criteri di verifica dei risultati, va rapportato alle
specifiche procedure e distinte finalità delle valutazioni di cui agli
articoli successivi ed è costituito, in linea di principio, dagli elementi
indicati negli artt. 27 e 28, ulteriormente integrabili a livello
aziendale con le modalità del comma 5.
8. Il presente articolo sostituisce l'art. 32 del
CCNL 8 giugno 2000.
Art. 26 Organismi per la verifica e valutazione dei risultati
e delle attività dei dirigenti
1. Gli organismi preposti
alla verifica e valutazione dei dirigenti sono: a)
il Collegio tecnico; b) il Nucleo di valutazione;
2. Il Collegio
tecnico procede alla verifica e valutazione: a) di tutti i dirigenti alla scadenza dell'incarico
loro conferito in relazione alle attività professionali svolte ed ai
risultati raggiunti; b) dei dirigenti di nuova
assunzione al termine del primo quinquennio di servizio; c) dei dirigenti che raggiungono l'esperienza
professionale ultraquinquennale in relazione all' indennità di
esclusività.
3. Il Nucleo di
valutazione procede alla verifica e valutazione annuale: a) dei risultati di gestione del dirigente di
struttura complessa e di struttura semplice; b)
dei risultati raggiunti da tutti i dirigenti in relazione agli obiettivi
affidati, anche ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato.
4. L'organismo di cui al comma 3 opera sino alla
eventuale applicazione da parte dell'azienda, dell'art. 10, comma 4 del d.
lgs. 286 del 1999.
5. Il presente articolo
sostituisce l'art. 31 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 27 Modalità ed effetti della valutazione positiva dei
risultati raggiunti
1. La valutazione annuale da
parte del nucleo di valutazione riguarda:
1) Per i dirigenti di
struttura complessa e di struttura semplice:
a) la gestione del budget finanziario formalmente
affidato e delle risorse umane e strumentali effettivamente assegnate in
relazione agli obiettivi concordati e risultati conseguiti; b) ogni altra funzione gestionale espressamente
delegata in base all'atto aziendale; c)
l'efficacia dei modelli gestionali adottati per il raggiungimento degli
obiettivi annuali;
2) Per tutti gli altri
dirigenti:
a) l'osservanza delle direttive nel raggiungimento
dei risultati in relazione all'incarico attribuito; b) il raggiungimento degli obiettivi prestazionali
quali – quantitativi espressamente affidati; c)
l'impegno e la disponibilità correlati all'articolazione dell'orario di
lavoro rispetto al conseguimento degli obiettivi.
2. L'esito positivo della
valutazione di cui al comma 1 comporta l'attribuzione ai dirigenti della
retribuzione di risultato, concordata secondo le procedure di cui all'art.
65, commi 4 e 6 del CCNL 5 dicembre 1996.
3. L'esito positivo delle verifiche annuali concorre,
inoltre, assieme agli altri elementi, anche alla formazione della
valutazione da attuarsi alla scadenza degli incarichi dirigenziali e per
le altre finalità previste dall'art. 26, comma 2.
4. Il presente articolo
sostituisce l'art. 33 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 28 Modalità ed effetti della valutazione positiva delle
attività professionali svolte e dei risultati raggiunti
1. La valutazione del
Collegio tecnico riguarda tutti i dirigenti e tiene conto: a) della collaborazione interna e livello di
partecipazione multi - professionale nell'organizzazione dipartimentale;
b) del livello di espletamento delle funzioni
affidate nella gestione delle attività e qualità dell'apporto
specifico; c) dei risultati delle procedure di
controllo con particolare riguardo all'appropriatezza e qualità clinica
delle prestazioni, all' orientamento all'utenza, alle certificazioni di
qualità dei servizi; d) dell'efficacia dei
modelli organizzativi adottati per il raggiungimento degli obiettivi ; e) della capacità dimostrata nel motivare, guidare e
valutare i collaboratori e di generare un clima organizzativo favorevole
all'uso ottimale delle risorse, attraverso una equilibrata individuazione
dei carichi di lavoro del personale, dei volumi prestazionali nonché della
gestione degli istituti contrattuali; f) della
capacità dimostrata nel gestire e promuovere le innovazioni tecnologiche e
procedimentali, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei tempi e
modalità nelle procedure di negoziazione del budget in relazione agli
obiettivi affidati nonché i processi formativi e la selezione del
personale; g) della capacità di promuovere,
diffondere, gestire ed implementare linee guida, protocolli e
raccomandazioni diagnostico terapeutiche aziendali; h) delle attività di ricerca clinica applicata, delle
sperimentazioni, delle attività di tutoraggio formativo, della docenza
universitaria e nell'ambito dei programmi di formazione permanente
aziendale; i) del raggiungimento del minimo di
credito formativo di cui all'art. 16 ter,
comma 2 del d.lgs. 502 del 1992 tenuto conto dell'art. 23, commi 4 e 5; j) del rispetto del codice di comportamento allegato
n. 1 del presente contratto, tenuto conto anche delle modalità di gestione
delle responsabilità dirigenziali e dei vincoli derivanti dal rispetto dei
codici deontologici.
2.
L'esito positivo della valutazione affidata al Collegio tecnico produce i
seguenti effetti:
a) per
i dirigenti di struttura complessa o semplice, alla scadenza dell'incarico
realizza la condizione per la conferma nell'incarico già assegnato o per
il conferimento di altro della medesima tipologia di pari o maggior
rilievo gestionale ed economico. Per gli altri dirigenti realizza la
condizione per la conferma o il conferimento di nuovi incarichi di pari o
maggior rilievo professionale ed economico o di struttura semplice;
b) per i dirigenti neo assunti, al termine del quinto
anno, ai sensi degli artt. 3, comma 1, e 4, comma 2 e art. 5, comma 5 del
CCNL 8 giugno 2000, II biennio:
- la attribuzione di incarichi di natura
professionale anche di alta specializzazione, di consulenza, studio e
ricerca, ispettivi, di verifica e di controllo, nonché di direzione di
strutture semplici;
- l'attribuzione dell'indennità di esclusività della
fascia superiore;
- la rideterminazione della retribuzione di posizione
minima contrattuale, il cui valore è indicato, nel tempo, dalle tavole
degli articoli da 37 a 40. In ogni caso la retribuzione di posizione
minima dopo il 31 dicembre 2003 è rideterminata nella misura prevista
dagli artt 42 e 43 ferma rimanendo la modalità di finanziamento stabilita
dall'art. 9, comma 3 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio;
c) per i dirigenti che hanno già superato il
quinquennio, il passaggio alla fascia superiore dell'indennità di
esclusività al maturare dell'esperienza professionale richiesta (art. 5,
comma 5 CCNL 8 giugno 2000, II biennio).
3. Il rinnovo, la conferma o il conferimento degli
incarichi di cui al comma 2, lettere a) e b), primo alinea, avviene nel
rispetto della durata prevista dagli art. 28, comma 9, e 29, comma 3, del
CCNL 8 giugno 2000.
4. Il
presente articolo sostituisce l'art. 33 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 29 La valutazione negativa
1. L'accertamento della
responsabilità dirigenziale a seguito dei distinti e specifici processi di
valutazione dell'art. 26 comma 3, prima della
formulazione del giudizio negativo, deve essere preceduto da un
contraddittorio nel quale devono essere acquisite le controdeduzioni del
dirigente anche assistito da una persona di fiducia.
2. L'accertamento che rilevi
scostamenti rispetto agli obiettivi e compiti professionali propri dei
dirigenti, come definiti a livello aziendale ed imputabili a
responsabilità dirigenziale, comporta l'assunzione di provvedimenti che
devono essere commisurati: a) alla posizione
rivestita dal dirigente nell'ambito aziendale; b)
all'entità degli scostamenti rilevati.
Art. 30 Effetti della valutazione negativa dei
risultati
1. Per i dirigenti con
incarico di direzione di struttura complessa o semplice, previo
esperimento della procedura di cui all'art. 29, l'accertamento delle
responsabilità dirigenziali rilevato dal nucleo di valutazione a seguito
delle procedure di verifica annuali in base ai risultati negativi della
gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa determinati dalla
inosservanza delle direttive ed all'operato non conforme ai canoni di cui
all'art. 27 comma 1, punto 1, può determinare: a)
perdita della retribuzione di risultato in tutto o in parte con riguardo
all'anno della verifica;
b) la revoca dell'incarico prima della sua scadenza e
l'affidamento di altro tra quelli compresi nell'art. 27 comma 1, lett. a),
b) o c) del CCNL 8 giugno 2000, di valore economico inferiore a quello in
atto con le procedure del comma 4. Ai dirigenti con incarico di direzione
di struttura complessa la revoca di tale incarico comporta l'attribuzione
dell'indennità di esclusività della fascia immediatamente inferiore nonché
la perdita dell'indennità di struttura complessa;
c) in caso di accertamento di responsabilità
reiterata, la revoca dell'incarico assegnato ai sensi del precedente punto
b) ed il conferimento di uno degli incarichi ricompresi nell'art. 27,
comma 1, lett. c) di valore economico inferiore a quello revocato, fatta
salva l'applicazione del comma 5;
2. Per i dirigenti cui siano conferiti gli incarichi
previsti dall'art. 27, comma 1 lett. c) del CCNL 8 giugno 2000, previo
esperimento delle procedure dell'art. 29, l'accertamento delle
responsabilità dirigenziali dovuto all'inosservanza delle direttive ed
all'operato non conforme ai canoni dell'art. 27, comma 1 punto 2, può
determinare: a) perdita, in tutto o in parte,
della retribuzione di risultato con riguardo all'anno della verifica;
b) la revoca anticipata dell'incarico e l'affidamento
di altro tra quelli previsti dall'art. 27, lett. c) del CCNL 8 giugno
2000, di valore economico inferiore a quello in atto con le procedure del
comma 4;
c) in caso di responsabilità reiterata, ulteriore
applicazione del punto b), fatta salva l'applicazione del comma 5.
3. Per i dirigenti cui siano
conferiti gli incarichi previsti dall'art. 27, comma 1 lett. d) del CCNL 8
giugno 2000, previo esperimento delle procedure dell'art. 29,
l'accertamento delle responsabilità dirigenziali, dovuto all'inosservanza
delle direttive ed all'operato non conforme ai canoni dell'art. 27, comma
1 punto 2, può determinare la perdita, in tutto o in parte, della
retribuzione di risultato con riguardo all'anno della verifica.
4. L'azienda o ente può
disporre la revoca dell'incarico prevista dai commi 1 e 2, lettere b) e c)
prima della sua scadenza, mediante anticipazione della verifica e
valutazione da parte del Collegio tecnico ai sensi dell'art. 31, solo a
partire dalla seconda valutazione negativa consecutiva. Nell'attribuzione
di un incarico di minor valore economico è fatta salva la componente fissa
della retribuzione di posizione minima contrattuale. A decorrere
dall'entrata in vigore del presente contratto, la nuova retribuzione
minima contrattuale unificata, in caso di valutazione negativa, è
decurtabile sino alla misura massima del 40% ai sensi degli artt. 42 e 43.
Sono fatti salvi eventuali conguagli rispetto a quanto percepito.
5. La responsabilità
dirigenziale per reiterati risultati negativi accertata con le procedure
di cui ai commi precedenti e fondata su elementi di particolare gravità,
può costituire giusta causa di recesso da parte dell'azienda nei confronti
di tutti i dirigenti destinatari del presente articolo, previa attuazione
delle procedure previste dagli art. 36 del CCNL 5 dicembre 1996 e
dall'art. 23 del CCNL dell'8 giugno 2000, come integrato dall'art. 20 del
presente contratto.
6. Il
presente articolo sostituisce l'art. 34 del CCNL 8 giugno 2000.
Art. 31 Effetti della valutazione negativa delle attività
professionali svolte e dei risultati raggiunti sugli incarichi ed altri
istituti
1. L'esito negativo del
processo di verifica e valutazione delle attività professionali svolte dai
dirigenti e dei risultati raggiunti affidato al Collegio tecnico è attuato
con le procedure di cui all'art. 29.
2. Il dirigente di struttura complessa che non superi
positivamente la verifica alla scadenza dell'incarico non è confermato. Lo
stesso è mantenuto in servizio con altro incarico tra quelli professionali
ricompresi nell'art. 27, lett. b) o c) del CCNL 8 giugno 2000, congelando
contestualmente un posto vacante di dirigente. Il mantenimento in servizio
comporta la perdita dell'indennità di struttura complessa ove attribuita e
l'attribuzione dell'indennità di esclusività della fascia immediatamente
inferiore.
3. Nei
confronti dei restanti dirigenti, compresi quelli con incarico di
direzione di struttura semplice, il risultato negativo della verifica del
comma 1 non consente la conferma nell'incarico già affidato e comporta
l'affidamento di un incarico tra quelli della tipologia c) dell'art. 27
del CCNL 8 giugno 2000 di minor valore economico nonché il ritardo di un
anno nella attribuzione della fascia superiore dell'indennità di
esclusività di cui all'art. 5, comma 5 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio
economico, ove da attribuire nel medesimo anno.
4. Per i dirigenti con meno
di cinque anni, il risultato negativo della verifica del comma 1 al
termine del quinquennio comporta il ritardo di un anno nell'eventuale
conferimento di un nuovo incarico tra quelli compresi nelle tipologie b) e
c) dell'art. 27 del CCNL 8 giugno nonché nell'applicazione degli artt. 4,
comma 2 e 5, comma 5 del CCNL in pari data, relativo al II biennio.
5. In tutti i casi di
attribuzione di un incarico di minor valore economico, sino al 30 dicembre
2003, è fatta salva la componente fissa della retribuzione di posizione
minima contrattuale. A decorrere dall'entrata in vigore del presente
contratto, la nuova retribuzione di posizione minima contrattuale
unificata, in caso di valutazione negativa, è decurtabile sino alla misura
massima del 40% ai sensi degli artt. 42 e 43. Sono fatti salvi eventuali
conguagli rispetto a quanto percepito.
6. Nei casi previsti dai commi 2, 3 e 4 è comunque
fatta salva la facoltà di recesso dell'azienda o ente ai sensi dell'art.
36 del CCNL 5 dicembre 1996.
7. I dirigenti di cui ai commi 3 e 4 sono soggetti ad
una nuova verifica l'anno successivo per la eventuale rimozione degli
effetti negativi della valutazione con riguardo alle indennità. In
presenza delle condizioni organizzative che lo consentono, è fatta salva
la facoltà delle aziende ed enti, dopo tale periodo ed in base alla
predetta verifica, di conferire ai dirigenti del comma 4 uno degli
incarichi di cui al l'art. 27, lettera c).
8. Il presente articolo sostituisce l'art. 34 del
CCNL 8 giugno 2000.
Art. 32 Norma finale del sistema di valutazione
1. Il sistema di valutazione
previsto dal presente contratto, a modifica ed integrazione di quanto
stabilito dagli articoli da 31 a 34 del CCNL 8 giugno 2000, deve essere
attuato a regime entro il 30 novembre 2005.
BIENNIO ECONOMICO 2002 – 2003
PARTE II
Trattamento Economico
TITOLO I Trattamento Economico
CAPO I Struttura della
retribuzione
Art. 33 Struttura della retribuzione
dei dirigenti
1. La struttura della
retribuzione dei dirigenti si compone delle seguenti voci:
A) TRATTAMENTO FONDAMENTALE:
1) stipendio tabellare; 2)
indennità integrativa speciale, confermata nella misura attualmente
percepita, salvo quanto disposto dall'art. 34; 3)
retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita; 4) indennità di specificità medico-veterinaria; 5) retribuzione di posizione minima contrattuale - di
parte fissa e variabile - prevista dagli articoli da 37 a 40 e artt. 46 e
47 in relazione al rapporto di lavoro in atto, sino al 30 dicembre 2003.
Dal 31 dicembre 2003, retribuzione di posizione minima contrattuale
unificata ai sensi degli artt. 42 e 43; 6) Assegni
personali, ove spettanti, ai sensi delle vigenti norme contrattuali;
B) TRATTAMENTO ACCESSORIO:
1) retribuzione di posizione - parte variabile
aziendale - sulla base della graduazione delle funzioni, ove spettante; 2) indennità di incarico di direzione di struttura
complessa, ai sensi dell'art. 40 del CCNL 8 giugno 2000; 3) retribuzione di risultato, ai sensi dell'art. 65,
comma 6, del CCNL 5 dicembre 1996; 4) retribuzione
legata alle particolari condizioni di lavoro, ove spettante; 5) specifico trattamento economico ove in godimento
quale assegno personale (art. 38, comma 3 del CCNL 8 giugno 2000).
2. L'indennità di
esclusività costituisce un elemento distinto della retribuzione ai sensi e
per gli effetti dell'art. 5, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000, II
biennio.
3. Ai dirigenti,
ove spettante, è corrisposto anche l'assegno per il nucleo familiare, ai
sensi della legge 13 maggio 1988, n. 153 e successive modificazioni.
4. Per le voci del
trattamento economico - fondamentale ed accessorio – di competenza dei
dirigenti medici e veterinari, compresi i rapporti ad esaurimento si
rinvia all'allegato n. 6.
Art. 34 Indennità Integrativa Speciale
1. A decorrere dall'1
gennaio 2003 cessa di essere corrisposta l'indennità integrativa speciale
in godimento in quanto conglobata nello stipendio tabellare.
CAPO II TRATTAMENTO ECONOMICO DEI DIRIGENTI CON RAPPORTO DI
LAVORO ESCLUSIVO E NON ESCLUSIVO
Art. 35 Incrementi contrattuali e stipendio tabellare nel
biennio 2002 - 2003
1. Dall'1 gennaio 2002 al 31
dicembre 2002, lo stipendio tabellare previsto per i dirigenti medici e
veterinari a rapporto esclusivo e non esclusivo ed orario unico dall'art.
35, del CCNL stipulato il 10 febbraio 2004, integrativo del CCNL 8 giugno
2000 è incrementato di € 70,40 lordi mensili. Dalla stessa data, lo
stipendio tabellare annuo lordo, per dodici mensilità, è rideterminato in
€ 21.141,56.
2. Dal 1
gennaio 2003 lo stipendio tabellare di cui al
comma 1 è incrementato: - di ulteriori € 82,50
lordi mensili; - dell'importo lordo mensile
dell'indennità integrativa speciale in godimento, pari ad € 551,54, che
dalla medesima data cessa di essere corrisposta.
Dalla stessa data lo stipendio tabellare annuo lordo,
per dodici mensilità, è rideterminato in € 28.750,00.
3. Gli stipendi tabellari
annui lordi di cui ai commi 1 e 2 sono corrisposti mensilmente nella
misura di 1/12. Nel corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima
mensilità.
Art. 36 Indennità
1. A decorrere dall'1
gennaio 2002, l'indennità di specificità medico - veterinaria, prevista
dall'art. 37, comma 2 del CCNL del 8 giugno 2000 resta fissata nella
misura di € 7.746,85 annui lordi.
2. A decorrere dal 1 gennaio 2002 l'indennità di
specificità medico - veterinaria prevista
dall'art. 38, comma 2 per i dirigenti di ex II livello al 30.7.1999 rimane
fissata nella misura di € 10.329,14 annui lordi, a titolo personale.
3. L'indennità per
l'incarico di direzione di struttura complessa, prevista dall'art. 40 del
CCNL 8 giugno 2000, per i dirigenti assunti a decorrere dal 31 luglio 1999
rimane fissata nella misura di € 9.432,05.
4. L'indennità di esclusività rimane fissata nelle
seguenti misure:
- Dirigente con incarico di struttura complessa €
16.523,52 - Dirigente con incarichi art. 27 lett.
b) o c) del CCNL 8 giugno 2000, I biennio
economico, ed esperienza professionale nel SSN
superiore a 15 anni € 12.394,97 - Dirigente con
incarichi art. 27 lett. b) o c) del CCNL 8 giugno
2000, I biennio economico, ed esperienza professionale nel SSN tra 5 e 15 anni € 9.094,81 - Dirigente con esperienza professionale nel SSN sino a 5 € 2.253,30
5. Le indennità di cui ai commi precedenti sono
annue, fisse e ricorrenti e sono corrisposte mensilmente nella misura di
1/12. Nel corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
CAPO III
BIENNIO 2002 - 2003 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE MINIMA CONTRATTUALE DEI
DIRIGENTI CON RAPPORTO DI LAVORO ESCLUSIVO
Art. 37 La
retribuzione di posizione minima dei dirigenti medici con rapporto di
lavoro esclusivo
1. Alla data del 31 dicembre
2001, per i dirigenti medici con rapporto di lavoro esclusivo e con orario
unico, la retribuzione di posizione minima contrattuale nelle due
componenti fissa e variabile, indicata nella tabella all. 1 del CCNL 5
dicembre 1996 relativo al II biennio economico 1996 - 1997, tenuto conto
degli artt. 3 e 4 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, risulta così
fissata:

2. A decorrere dall'1
gennaio 2002, alla retribuzione di posizione del comma 1 sono attribuiti i
seguenti incrementi annui lordi:

3. A decorrere dall'1
gennaio 2003, alla retribuzione di posizione del comma 2 sono attribuiti i
seguenti ulteriori incrementi annui lordi:

4.
Gli incrementi di cui alle tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti
dalla retribuzione di posizione variabile aziendale eventualmente
assegnata sulla base della graduazione delle funzioni e si aggiungono,
pertanto, alla retribuzione di posizione complessivamente attribuita al
dirigente indipendentemente dalla sua composizione storica. Per gli esempi
si rinvia all'allegato n. 7.
5. Il fondo dell'art. 54, alle date indicate dai
commi 2 e 3 è automaticamente rideterminato aggiungendovi la somma
corrispondente ai singoli incrementi spettanti a ciascun dirigente in
relazione alle specifiche posizioni moltiplicati per il numero degli
stessi.
6. La
retribuzione di posizione minima contrattuale nelle due componenti, il cui
totale è indicato nell'ultima colonna della tavola del comma 3, è
corrisposta in tale misura sino al 30 dicembre 2003 e, sino alla predetta
data, resta disciplinata dall'art. 39 del CCNL 8 giugno 2000.
7. La retribuzione di
posizione è lorda, fissa e ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella
misura di 1/12. Nel corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima
mensilità.
Art. 38 La
retribuzione di posizione minima per i dirigenti veterinari con rapporto
di lavoro esclusivo
1. Alla data del 31 dicembre
2001, per i dirigenti veterinari a rapporto di lavoro esclusivo e con
orario unico, la retribuzione di posizione minima contrattuale nelle due
componenti fissa e variabile, indicata nella tabella all. 1 del CCNL 5
dicembre 1996 relativo al II biennio economico 1996 - 1997, tenuto conto
degli artt. 3 e 4 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, risulta così
fissata:

2. A decorrere dall'1
gennaio 2002, alla retribuzione di posizione del comma 1 sono attribuiti i
seguenti incrementi annui lordi:

3. A decorrere dall'1
gennaio 2003, alla retribuzione di posizione del comma 2 sono attribuiti i
seguenti ulteriori incrementi annui lordi:

4. Gli incrementi di cui
alle tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti dalla retribuzione di
posizione variabile aziendale eventualmente assegnata sulla base della
graduazione delle funzioni e si aggiungono, pertanto, alla retribuzione di
posizione complessivamente attribuita al dirigente indipendentemente dalla
sua composizione storica. Per gli esempi si rinvia all'allegato n. 7.
5. Il fondo dell'art. 54,
alle date indicate dai commi 2 e 3 è automaticamente rideterminato
aggiungendovi la somma corrispondente ai singoli incrementi spettanti a
ciascun dirigente in relazione alle specifiche posizioni moltiplicati per
il numero degli stessi.
6. La retribuzione di posizione minima contrattuale
nelle due componenti il cui totale è indicato nell'ultima colonna della
tabella del comma 3, è corrisposta in tale misura sino al 30 dicembre 2003
e, sino alla predetta data, resta disciplinata dall'art. 39 del CCNL 8
giugno 2000.
7. La
retribuzione di posizione è lorda, fissa e ricorrente ed è corrisposta
mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso del mese di dicembre si
aggiunge la tredicesima mensilità.
CAPO IV BIENNIO 2002 – 2003 RETRIBUZIONE DI POSIZIONE MINIMA CONTRATTUALE DEI
DIRIGENTI CON RAPPORTO DI LAVORO NON ESCLUSIVO
Art. 39 La
retribuzione di posizione minima per i dirigenti medici con rapporto di
lavoro non esclusivo
1. Al 31 dicembre 2001, per
i dirigenti medici a rapporto di lavoro non esclusivo e con orario unico,
la retribuzione di posizione minima contrattuale nelle due componenti
fissa e variabile, tenuto conto dei tagli previsti dall'art. 47 del CCNL 8
giugno 2000 nonché degli artt. 3 e 4 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio
come integrati dall'art. 38, comma 2, del CCNL 10 febbraio 2004 (emendato
dall'art. 24, comma 17 del presente contratto), risulta così fissata:

2. A decorrere dall'1
gennaio 2002, alla retribuzione di posizione del comma 1 sono attribuiti i
seguenti incrementi annui lordi:

3. A decorrere dall'1
gennaio 2003 alla retribuzione di posizione del comma 2 sono attribuiti i
seguenti ulteriori incrementi annui lordi:

4.
Gli incrementi di cui alle tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti
dalla retribuzione di posizione variabile aziendale eventualmente residua
dopo i tagli effettuati ai sensi dell'art. 47, comma 1 lett. b) del CCNL 8
giugno 2000. In tal caso si aggiungono alla retribuzione di posizione
rimasta complessivamente attribuita al dirigente indipendentemente dalla
sua composizione storica. Per gli esempi si rinvia all'allegato n. 7.
5. Il fondo dell'art. 54,
alle date indicate dai commi 2 e 3 è automaticamente rideterminato
aggiungendovi la somma corrispondente ai singoli incrementi spettanti a
ciascun dirigente in relazione alle specifiche posizioni moltiplicati per
il numero degli stessi.
6. La retribuzione di posizione minima contrattuale
nelle due componenti, il cui totale è indicato nell'ultima colonna della
tavola del comma 3, è corrisposta in tale misura sino al 30 dicembre 2003.
A tale data anche i dirigenti con meno di cinque anni a rapporto non
esclusivo ed assunti entro il 31 dicembre 1998 (data ultima per poter
mantenere tale rapporto) raggiungono, per effetto dell'art. 4, comma 2,
del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, la retribuzione di posizione minima
contrattuale nella misura utile ai fini del conglobamento di cui all'art.
41. Sino alla predetta data la retribuzione di posizione è disciplinata
dall'art. 39 del CCNL 8 giugno 2000.
7. La retribuzione di posizione è lorda, fissa e
ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso
del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
Art. 40 La
retribuzione di posizione minima per i dirigenti veterinari con rapporto
di lavoro non esclusivo
1. Al 31 dicembre 2001, per i dirigenti veterinari a
rapporto di lavoro non esclusivo e con orario unico, la retribuzione di
posizione minima contrattuale nelle due componenti fissa e variabile,
tenuto conto dei tagli previsti dall'art. 47 del CCNL 8 giugno 2000 nonché
degli artt. 3 e 4 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio come integrati
dall'art. 38 del CCNL 10 febbraio 2004 (emendato dall'art. 24, comma 17
del presente contratto), risulta così fissata:

2. A decorrere dall'1
gennaio 2002, alla retribuzione di posizione del comma 1 sono attribuiti i
seguenti incrementi annui lordi:

3. A decorrere dall'1
gennaio 2003, alla retribuzione di posizione del comma 2 sono attribuiti i
seguenti ulteriori incrementi annui lordi:

4. Gli incrementi di cui
alle tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti dall' attribuzione della
retribuzione di posizione variabile aziendale eventualmente residua dopo i
tagli effettuati ai sensi dell'art. 47, comma 1, lett. b) del CCNL 8
giugno 2000. In tal caso si aggiungono alla retribuzione di posizione
rimasta complessivamente attribuita al dirigente indipendentemente dalla
sua composizione storica. Per gli esempi si rinvia all'allegato n. 7.
5. Il fondo dell'art. 54,
alle date indicate dai commi 2 e 3 deve essere automaticamente
rideterminato aggiungendovi la somma corrispondente ai singoli incrementi
spettanti a ciascun dirigente in relazione alle specifiche posizioni
moltiplicati per il numero degli stessi.
6. La retribuzione di posizione minima contrattuale
nelle due componenti il cui totale è indicato nell'ultima colonna della
tabella del comma 3, è corrisposta in tale misura sino al 30 dicembre
2003. A tale data anche i dirigenti con meno di cinque anni a rapporto non
esclusivo assunti entro il 31 dicembre 1998 (data ultima per poter
mantenere tale rapporto) raggiungono, per effetto dell'art. 4, comma 2,
del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, la retribuzione di posizione minima
contrattuale nella misura utile ai fini del conglobamento di cui all'art.
41. Sino alla predetta data la retribuzione di posizione è disciplinata
dall'art. 39 del CCNL 8 giugno 2000.
7. La retribuzione di posizione è lorda, fissa e
ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso
del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
CAPO V
NUOVI STIPENDI TABELLARI E RETRIBUZIONE DI POSIZIONE
MINIMA CONTRATTUALE DIRIGENTI MEDICI E VETERINARI CON RAPPORTO DI LAVORO
ESCLUSIVO E NON ESCLUSIVO DAL 31 DICEMBRE 2003
Art. 41 Nuovo stipendio tabellare dei dirigenti medici e
veterinari. Conglobamenti
1. A decorrere dal 31 dicembre 2003 lo stipendio
tabellare annuo lordo, comprensivo della 13^ mensilità, per i dirigenti
medici e veterinari con rapporto di lavoro esclusivo e non esclusivo ed
orario unico è fissato in € 38.198,00 annui lordi.
2. A decorrere dal 31
dicembre 2003 per i dirigenti con anzianità di servizio pari o superiore
ai cinque anni, nel trattamento economico del comma 1 sono conglobate e
riassorbite le seguenti voci: - per € 28.750,00 (€
31.145,83 compresa la 13^ mensilità), lo stipendio tabellare annuo di cui
all'art.35, comma 2, comprensivo, per € 7.169,97, dell'intera misura
dell'indennità integrativa speciale annua dell'art. 34;
- per € 5.360,24 (€ 5.806,93 compresivi della 13^
mensilità) la retribuzione di posizione minima contrattuale annua degli
articoli da n. 37 a n. 40 con la corrispondente riduzione in misura
pro-capite del fondo previsto dall'art. 54;
- per € 1.245,24 la retribuzione di risultato, con la
corrispondente riduzione in misura annua pro-capite del fondo dell'art.
56.
3. A decorrere dal 31
dicembre 2003, per i dirigenti medici e veterinari con rapporto di lavoro
esclusivo con anzianità di servizio inferiore a cinque anni, nel
trattamento economico del comma 1, sono conglobate e riassorbite le
seguenti voci: - per € 28.750,00, lo stipendio
tabellare annuo dell'art. 35, comma 2 comprensivo, per € 7.169,97,
dell'intera misura dell'indennità integrativa speciale annua, dell'art.
34;
- per € 4.381,21 (€ 4.746,31 compresivi della 13^
mensilità) la retribuzione di posizione minima contrattuale annua degli
artt. 37 e 38 con la corrispondente riduzione in misura pro-capite del
fondo previsto dall'art. 54;
- per € 1.245,24 la retribuzione di risultato, con la
corrispondente riduzione in misura annua pro-capite del fondo dall'art.
56;
- per € 979,02 (€ 1.060,61 compresivi della 13^
mensilità) le risorse della RIA (retribuzione individuale di anzianità)
dei dirigenti cessati dal servizio che già dal 31 dicembre 2001
confluiscono nel fondo di cui all'art. 9 del CCNL 8 giugno 2000, II
biennio, quale anticipazione dell'incremento della retribuzione di
posizione di equiparazione attribuibile al raggiungimento del quinquennio
ai sensi degli artt. 3 e 4 comma 2 del citato CCNL del II biennio.
4. Ai fini dei conguagli
derivanti dall'applicazione dei commi 2 e 3 per la quota della
retribuzione di posizione e di risultato conglobata nulla è dovuto al
dirigente al quale rimane, per entrambe le voci solo la quota eccedente il
conglobamento. Ove la retribuzione di risultato sia stata corrisposta in
data successiva al 31 dicembre 2003, essa è anticipata a tale data e
successivamente conguagliata ai sensi del presente comma.
5. Ai dirigenti medici e
veterinari assunti dal 31 dicembre 2003 è attribuito lo stipendio
tabellare annuo lordo del comma 1.
Art. 42 La
retribuzione di posizione minima contrattuale per i dirigenti medici e
veterinari con rapporto di lavoro esclusivo. Rideterminazione dal 31
dicembre 2003
1. A decorrere dal 31
dicembre 2003, la retribuzione di posizione minima contrattuale del comma
3 degli artt. 37 e 38, dei dirigenti medici e veterinari con rapporto di
lavoro esclusivo ed orario unico, residua dopo l'applicazione dell'art.
41, è unificata nel valore indicato nell'ultima colonna delle seguenti
tavole:
A) Dirigenti Medici

B) Dirigenti veterinari

2. Alla retribuzione minima
contrattuale di cui al presente articolo si aggiunge la retribuzione di
posizione variabile aziendale eventualmente già attribuita o da
attribuire, ai sensi del comma 4 degli artt. 37 e 38.
3. La retribuzione di
posizione minima del comma 1 è garantita al dirigente in caso di mobilità
o trasferimento per vincita di concorso o di incarico ai sensi dell'art.
15 del d.lgs. 502 del 1992. Qualora alla valutazione negativa ai sensi
dell'art. 30, consegua l'attribuzione di un incarico di minore valore
economico complessivo, la retribuzione di posizione minima di cui al comma
1 può essere decurtata sino alla misura massima del 40%.
4. Ai dirigenti medici e
veterinari con meno di cinque anni (ai quali, dopo l'applicazione
dell'art. 41 non è più corrisposta la retribuzione di posizione minima
contrattuale conglobata nello stipendio), al compimento del quinquennio ai
sensi dell'art. 4, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio, nel caso di
valutazione positiva, si attribuisce la retribuzione di posizione minima
contrattuale prevista per il dirigente equiparato, fatti salvi i più
favorevoli effetti dell'art. 28 del presente CCNL.
5. La retribuzione minima
unificata di cui presente articolo è lorda, fissa e ricorrente ed è
corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso del mese di
dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
6. A decorrere dal 31 dicembre 2003, sono
disapplicati i commi 2, 3 e 4 dell'art. 39 del CCNL 8 giugno 2000, con
l'avvertenza che, dopo tale data, qualora altre norme contrattuali in
vigore citino la retribuzione di posizione minima nelle due componenti,
fissa e variabile, questa si deve intendere riferita alla retribuzione
minima unificata del presente articolo.
Art. 43
La retribuzione di posizione
minima contrattuale per i dirigenti medici e veterinari con rapporto di
lavoro non esclusivo. Rideterminazione dal 31 dicembre 2003
1. A decorrere dal 31
dicembre 2003, la retribuzione di posizione minima contrattuale del comma
3 degli artt. 39 e 40 dei dirigenti medici e veterinari già con rapporto
di lavoro non esclusivo ed orario unico, residua dopo l'applicazione
dell'art. 41, è unificata e direttamente attribuibile dall'azienda o ente
nel valore indicato nell'ultima colonna delle seguenti tavole nelle quali
non viene più riportato il dirigente con meno di cinque anni ai sensi del
comma 6 degli artt. 39 e 40:
A)
Dirigenti Medici

Dirigenti veterinari

2. Alla retribuzione minima contrattuale di cui al
presente articolo si aggiunge la retribuzione di posizione variabile
aziendale eventualmente già attribuita e residua di cui al comma 4 degli artt. 39 e 40.
3. Al dirigente cui, dopo il
primo inquadramento, la retribuzione di posizione minima risulti
totalmente conglobata e non sia stata attribuita la retribuzione di
posizione variabile aziendale, la retribuzione di posizione risulterà pari
a zero, salvi – successivamente – i più favorevoli effetti dell'art. 28
che comportino con il conferimento di un altro incarico. In tal caso la
nuova retribuzione di posizione sarà costituita interamente dalla
variabile aziendale seguendo la metodologia dell'esempio dell'allegato n.
7, punto 3, primo caso.
4. La retribuzione di posizione minima di cui al
comma 1 è garantita al dirigente in caso di mobilità o trasferimento per
vincita di concorso o di incarico ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. 502 del
1992. Qualora alla valutazione negativa ai sensi dell'art. 30 consegua
l'attribuzione di un incarico di minore valore economico complessivo, la
retribuzione di posizione minima di cui al comma 1 può essere decurtata
sino alla misura massima del 40%.
5. Ai dirigenti a rapporto esclusivo che, a decorrere
dal 1 gennaio 2005, (data di concreta applicazione della legge 138 del
2004) optino per il rapporto di lavoro non
esclusivo compete la retribuzione di posizione minima contrattuale di cui
al comma 1 già decurtata con il presente articolo senza ulteriori
interventi contabili da parte delle aziende o
enti. Questi dovranno, invece, procedere nei confronti degli stessi
dirigenti alla decurtazione del 50% della retribuzione variabile aziendale
ove attribuita, ai sensi dell'art. 47, comma 1 lett. b) del CCNL 8 giugno
2000.
6. Esclusivamente
nel caso di mantenimento dell'incarico di struttura semplice o complessa
al dirigente che eserciti l'opzione del comma 5, gli equilibri ottenuti
nell'attribuzione del valore degli incarichi, a parità di funzioni e
rapporto di lavoro per compensare la diversa retribuzione di posizione
minima contrattuale di provenienza, sono raggiunti sulla base dell'esempio
di cui all'allegato n. 7, punto 3, II caso, attuando una decurtazione
della retribuzione di posizione variabile aziendale che garantisca il
predetto equilibrio.
7.
Al dirigente neo assunto che dal 1 gennaio 2005 opti per il rapporto di
lavoro non esclusivo non compete alcuna retribuzione di posizione e di
risultato. Al compimento del quinquennio e nel caso di valutazione
positiva ai sensi dell'art. 28 allo stesso è applicabile il comma 3.
8.
La retribuzione minima unificata di cui presente articolo è lorda,
fissa e ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel
corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
9. A decorrere dal 31
dicembre 2003, sono disapplicati i commi 2, 3 e 4 dell'art. 39 del CCNL 8
giugno 2000, con l'avvertenza che, dopo il 31 dicembre 2003, qualora altre
norme contrattuali in vigore citino la retribuzione di posizione minima
nelle due componenti, fissa e variabile, questa si deve intendere riferita
alla retribuzione minima unificata del presente articolo.
CAPO VI
BIENNIO 2002 - 2003 TRATTAMENTO ECONOMICO DEI DIRIGENTI CON RAPPORTO DI
LAVORO NON ESCLUSIVO AD ESAURIMENTO
Art. 44 Incrementi contrattuali e stipendi tabellari dei
medici a tempo definito e dei veterinari ad esaurimento
1. Dal 1 gennaio 2002 al 31 dicembre 2002, lo
stipendio tabellare previsto per i dirigenti medici e veterinari di cui
all'art. 36 del CCNL 10 febbraio 2004, con rapporto di lavoro ad
esaurimento non esclusivo ai sensi dell'art. 13, è incrementato dell'importo mensile a fianco di
ciascuno indicato: a) Dirigenti medici: € 44,35
b) Dirigenti veterinari: € 61,81 Dall'1 gennaio 2002 lo stipendio tabellare annuo
lordo, per dodici mensilità, è quindi rideterminato rispettivamente in:
€ 13.366,67 per i medici € 18.576,53 per i veterinari
2. Dal 1 gennaio 2003 gli
stipendi tabellari di cui al comma 1 sono ulteriormente incrementati
dell'importo mensile lordo a fianco di ciascuno indicato, cui si aggiunge
il valore lordo mensile dell'indennità integrativa speciale prevista dalle
tavole nn. 3 e 7 del CCNL 8 giugno 2000: Incrementi IIS a) Medici: €
51,98 ed € 535,25 b) Veterinari: € 72,44 ed €
551,54 Dal 1 gennaio 2003, lo stipendio tabellare
annuo lordo, per dodici mensilità, è quindi rideterminato rispettivamente
in:
€ 20.413,43 per i medici
€ 26.064,29 per i veterinari
3. Gli stipendi tabellari di cui ai commi 1, e 2 sono
corrisposti mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso del mese di
dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
Art. 45 Indennità di specificità medico - veterinaria
1. A decorrere dall'1
gennaio 2002, l'indennità di specificità medico - veterinaria spettante ai
dirigenti dell'art. 44, comma 1 resta fissata
nella misura annua lorda in atto goduta di € 2.065,83 per i dirigenti già
di II livello e di € 1.032,92 per gli altri dirigenti, ai sensi dell'art.
5, comma 1 del CCNL 5 dicembre 1996, II biennio.
2. L'indennità di cui al
comma 1 è annua, fissa e ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella
misura di 1/12. Nel corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima
mensilità.
Art. 46 La retribuzione di posizione minima contrattuale per
i dirigenti medici con rapporto di lavoro ad esaurimento
1. Al 31 dicembre 2001, per i dirigenti medici a
tempo definito dell'art. 44, la retribuzione di posizione minima
contrattuale nelle due componenti fissa e variabile, tenuto conto
dell'art. 47, comma 1, lettera b) secondo periodo, e dell'art. 3 -
rispettivamente - dei CCNL 8 giugno 2000, I e II biennio, risulta così
fissata:

1. A decorrere dall'1 gennaio 2002, alla retribuzione
di posizione del comma 1 sono attribuiti i seguenti incrementi annui
lordi:

3. A decorrere dall'1 gennaio 2003 alla retribuzione
di posizione del comma 2 sono attribuiti i seguenti incrementi annui
lordi:

4. Gli incrementi delle
tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti dalla retribuzione di
posizione variabile aziendale eventualmente già attribuita e residua dopo
i tagli effettuati ai sensi dell'art. 47, comma 1 lett. b) del CCNL 8
giugno 2000. In tal caso si aggiungono alla retribuzione di posizione
complessiva rimasta al dirigente indipendentemente dalla sua composizione
storica. Per gli esempi si rinvia all'allegato n. 7.
5. Il fondo dell'art. 54,
alle date indicate dai commi 2 e 3 deve essere automaticamente
rideterminato aggiungendovi la somma corrispondente ai singoli incrementi
spettanti a ciascun dirigente in relazione alle specifiche posizioni
moltiplicati per il numero degli stessi.
6. La retribuzione di posizione è lorda, fissa e
ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso
del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
7. La retribuzione di
posizione minima contrattuale nelle due componenti, il cui totale è
indicato nell'ultima colonna della tavola del comma 3, è corrisposta in
tale misura sino all'applicazione dell'art. 13.
Art. 47 La
retribuzione di posizione minima contrattuale per i dirigenti veterinari
con rapporto di lavoro ad esaurimento
1. Al 31 dicembre 2001, per i dirigenti veterinari
con rapporto di lavoro non esclusivo ad esaurimento dell'art. 44, la
retribuzione di posizione minima contrattuale nelle due componenti fissa e
variabile, tenuto conto dell'art. 47, comma 1, lettera b) secondo periodo
e dell'art. 3, rispettivamente, dei CCNL 8 giugno 2000, I e II biennio,
risulta così fissata:

2. A decorrere dall'1
gennaio 2002, alla retribuzione di posizione del comma 1 sono attribuiti i
seguenti incrementi annui lordi:

3. A decorrere dall'1
gennaio 2003, alla retribuzione di posizione del comma 2 sono attribuiti i
seguenti ulteriori incrementi annui lordi:

4. Gli incrementi delle
tavole dei commi 2 e 3 non sono riassorbiti dalla retribuzione di
posizione variabile aziendale eventualmente già attribuita e residua dopo
i tagli effettuati ai sensi dell'art. 47 del CCNL 8 giugno 2000. In tal
caso si aggiungono alla retribuzione di posizione complessiva rimasta al
dirigente indipendentemente dalla sua composizione storica.
5.
Il fondo dell'art. 54, alle date indicate dai commi 2 e 3 deve essere
automaticamente rideterminato aggiungendovi la somma corrispondente ai
singoli incrementi spettanti a ciascun dirigente in relazione alle
specifiche posizioni moltiplicati per il numero degli stessi. Per gli
esempi si rinvia all'allegato n. 7.
6. La retribuzione di posizione è lorda, fissa e
ricorrente ed è corrisposta mensilmente nella misura di 1/12. Nel corso
del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
7. La retribuzione di
posizione minima contrattuale nelle due componenti, il cui totale è
indicato nell'ultima colonna della tavola del comma 3, è corrisposta in
tale misura sino all'applicazione dell'art. 13.
Art. 48 Ex
medici condotti ed equiparati
1. Fatta salva
l'applicazione dell'art. 13, il trattamento economico omnicomprensivo di €
5.993,61 previsto dall'art. 36, comma 3 del CCNL integrativo del 10
febbraio 2004 per gli ex medici condotti ed equiparati tuttora a rapporto
non esclusivo, è rideterminato, a decorrere dal 1 gennaio 2002, in €
6.141,85 e, a decorrere dall'1 gennaio 2003, in € 6.352,03.
2. Il trattamento economico
di cui al comma 1 è corrisposto mensilmente nella misura di 1/12. Nel
corso del mese di dicembre si aggiunge la tredicesima mensilità.
Art. 49 Conglobamento della retribuzione di posizione minima.
Rideterminazione per i medici a tempo definito
1. La retribuzione di posizione minima contrattuale
dei dirigenti medici a tempo definito è conglobata nello stipendio
tabellare solo in applicazione dell'art. 13 con il passaggio al rapporto
di lavoro esclusivo o non esclusivo ed orario unico, nel primo caso, nella
misura di € 1.334, 96 (€ 1.446, 19, comprensiva della tredicesima
mensilità) e, nel secondo, di € 3.709, 26 (€ 4.018, 37 comprensiva della
tredicesima mensilità).
2. In conseguenza del comma 1, a decorrere dalla data
del passaggio, la retribuzione di posizione minima contrattuale dei
dirigenti medici interessati che prescelgono il rapporto esclusivo è
unificata nella misura indicata nella seguente tavola:

3. In conseguenza del comma 1, a decorrere dalla data
del passaggio, la retribuzione di posizione minima contrattuale dei
dirigenti medici interessati che prescelgono il rapporto non esclusivo è
unificata nella misura indicata nella seguente tavola:

4. Alla retribuzione di
posizione minima contrattuale unificata si applicano le medesime clausole
previste dagli artt. 42 e 43, a seconda del rapporto di lavoro
prescelto.
Art. 50 Conglobamento della retribuzione di posizione minima.
Rideterminazione per i veterinari con rapporto di lavoro ad
esaurimento
1. La retribuzione di posizione minima contrattuale
dei dirigenti veterinari con rapporto di lavoro ad esaurimento è
conglobata solo in applicazione dell'art. 13 con il passaggio al rapporto
di lavoro esclusivo, nella misura di € 717, 94 (€ 777,77 comprensiva della
tredicesima mensilità).
2. In conseguenza del comma 1, a decorrere dalla data
del passaggio, la retribuzione di posizione minima contrattuale dei
dirigenti veterinari interessati è unificata nella misura indicata nella
seguente tavola:

3. Alla retribuzione di
posizione minima contrattuale unificata si applicano le medesime clausole
previste dall'art. 42.
CAPO VII INDENNITA'
Art. 51 Indennità per turni notturni e
festivi
1. A decorrere dal 1 gennaio
2003, l' indennità per lavoro notturno di cui all'art. 8, comma 1 del CCNL
10 febbraio 2004 è rideterminata in € 2,74 (pari a L. 5.300) lordi. 2. A decorrere dal 1 gennaio 2003, l'indennità per
lavoro festivo di cui all'art. 8, comma 2 del CCNL 10 febbraio 2004 è
rideterminata in € 17,82 (pari a L. 34.500) lordi, nella misura intera, e
in € 8,91 (pari a L.17.250) lordi, nella misura ridotta.
Art. 52 Indennità Ufficiale di polizia giudiziaria
1. A decorrere dall'entrata
in vigore del presente contratto, ai dirigenti medici e veterinari cui, ai
sensi delle vigenti disposizioni di legge, è stata attribuita
dall'autorità competente la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria,
è corrisposta, per dodici mesi, una indennità mensile lorda, del valore
annuo di € 723,04 a condizione dell'effettivo svolgimento delle funzioni
ispettive e di controllo previste dall'art. 27 del D.P.R. 24 luglio 1977,
n. 616 e dall'art. 3 della Legge 30 aprile 1962, n. 283.
2. L'indennità cessa di essere corrisposta dal primo
giorno del mese successivo al venir meno delle condizioni del comma
1.
CAPO VIII
Art. 53 Effetti dei benefici economici
1. Le misure degli stipendi
tabellari risultanti dall'applicazione dei Capi da I a VI del presente contratto - hanno effetto sulla
tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e
privilegiato, sull'indennità premio di servizio, sull'indennità alimentare
dell'art. 19, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e
previdenziali e relativi contributi e sui contributi di riscatto.
2. Gli effetti del comma 1 si applicano alla
retribuzione di posizione complessiva nelle componenti fissa e variabile
in godimento nonché alle voci retributive di seguito
riportate:
- del CCNL 8 giugno 2000: indennità di cui all'art.
37; assegni personali previsti dall'art. 38, commi 1 e 2 e dall'art. 43,
commi 2 e 3 data la loro natura stipendiale; indennità dell'art.
40;
- dagli artt. 3, 4 e 5 del CCNL 8 giugno 2000, II
biennio economico;
3. I benefici economici risultanti dall'applicazione
dei commi 1 e 2 hanno effetto integralmente sulla determinazione del
trattamento di quiescenza dei dirigenti comunque cessati dal servizio, con
diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente biennio
contrattuale di parte economica alle scadenze e negli importi previsti
dalle disposizioni richiamate nel presente articolo. Agli effetti
dell'indennità premio di servizio, dell'indennità sostitutiva di preavviso
e di quella prevista dall'art. 2122 del C.C. si considerano solo gli
scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio nonché la
retribuzione di posizione minima contrattuale.
CAPO IX
I FONDI AZIENDALI
Art. 54 Fondo per l'indennità di specificità medica,
retribuzione di posizione, equiparazione, specifico trattamento e
indennità di direzione di struttura complessa
1. Il fondo previsto,
rispettivamente, dagli artt. 50 e 9 dei CCNL 8 giugno 2000, I e II biennio
per il finanziamento dell'indennità di specificità medica, della
retribuzione di posizione, dello specifico trattamento economico ove
mantenuto a titolo personale nonché dell'indennità di incarico di
direzione di struttura complessa, è confermato. Il suo ammontare è quello
consolidato al 31.12.2001, comprensivo, in ragione d'anno degli incrementi
previsti a tale scadenza ivi compresi quelli disposti dall'art. 37 del
CCNL integrativo del 10 febbraio 2004.
2. Sono di seguito indicati i commi tuttora vigenti
dell'art. 50 del CCNL 8 giugno 2000:
- comma 2 lettera a) tenuto conto dell'art. 9 comma
1, lettera c) del presente contratto; lettere c) e d). La lettera b) non è
più applicabile in quanto compresa nel consolidamento del fondo;
- commi 3, 4, 6 e 7; - il
comma 5 è disapplicato in quanto ha esaurito i propri effetti.
3. Sono di seguito indicati
i commi tuttora vigenti dell'art. 9 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio:
- comma 2 lettera c). Le lettere a) e b) non sono più
applicabili in quanto comprese nel consolidamento del fondo;
- commi 3 e 4.
4. A decorrere dall'1
gennaio 2002 e dal 1 gennaio 2003 il fondo è integrato con le modalità
previste dalle seguenti norme:
- dal comma 5 degli artt. 37 e 38, per i dirigenti
medici e veterinari con rapporto di lavoro esclusivo; - dal comma 5 degli artt. 39 e 40 per i dirigenti
medici e veterinari con rapporto di lavoro non esclusivo;
- dal comma 5 degli artt. 46 e 47 per i dirigenti con
rapporto di lavoro ad esaurimento.
5. A decorrere dal 31 dicembre 2003, per effetto dei
conglobamenti disposti dall'art. 41 il fondo del comma 1 è decurtato - per
ciascun dirigente medico e veterinario con rapporto esclusivo e non
esclusivo - degli importi annui pro-capite della retribuzione di
posizione, indicati nel secondo alinea dei commi 2 e 3. Dalla medesima
data il fondo è altresì decurtato degli importi della RIA utilizzati per i
dirigenti con meno di cinque anni a rapporto esclusivo dell'art. 41 comma
3. Ove a tale data la RIA disponibile in ciascuna azienda non sia
sufficiente, la decurtazione avverrà sulla medesima voce che si renderà
disponibile nei successivi esercizi.
6. Dal 1 gennaio 2005, in caso di passaggio dei
dirigenti medici e veterinari dal rapporto di lavoro esclusivo a quello
non esclusivo, le risorse che si rendono disponibili per effetto
dell'applicazione dell'art. 12, comma 2, e dell'art. 43 rimangono
accreditate al fondo del presente articolo, per essere utilizzate
prioritariamente per i fini del comma 4 in aggiunta alla RIA ove carente,
ovvero, in caso di ulteriore avanzo, a consuntivo, nel fondo della
retribuzione di risultato. In caso di ritorno del dirigente al rapporto
esclusivo esse potranno essere nuovamente utilizzate per la retribuzione
di posizione alle condizioni dell'art. 58 comma 2.
Art. 55 Fondi per il trattamento accessorio legato alle
condizioni di lavoro
1. Nulla è innovato per
quanto attiene il fondo previsto dagli artt. 51 e 10 dei CCNL dell' 8
giugno 2000, I e II biennio, per il
trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro e per le modalità
del suo utilizzo, con particolare riguardo alle relative flessibilità. Il
suo ammontare è quello consolidato al 31 dicembre 2001.
2. Sono, pertanto,
confermati, in particolare, i commi 2, 3 e 4 dell'art. 51 di cui al comma
1.
3. A decorrere dal 1
gennaio 2003, il fondo del comma 1, è incrementato per ogni dirigente in
servizio al 31 dicembre 2001, complessivamente di € 16,44 mensili per
dodici mesi al netto degli oneri riflessi. Il predetto importo è
utilizzato come segue:
a) € 4,54 mensili (art. 51 del presente
CCNL);
b) € 4,42 mensili ( art. 52 del presente
CCNL);
c) € 7,48 mensili da destinare al fondo per il lavoro
straordinario.
4. Ove nelle aziende ed enti non vi siano dirigenti
medici e veterinari con la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria,
l'incremento del punto b) è destinato alla quota parte del fondo per il
compenso del lavoro straordinario. Sino alla corresponsione dell'indennità
di Ufficiale di Polizia Giudiziaria si procede in modo analogo nelle
aziende ed enti dove tali dirigenti sono presenti. L'incremento del punto
c) è destinato anch'esso temporaneamente al compenso del lavoro
straordinario sino alla stipulazione del CCNL relativo al II biennio
economico 2004 – 2005 che ne stabilirà l'utilizzazione definitiva al fine
di una diversa remunerazione dei servizi di guardia in attuazione
dell'art. 16, comma 5.
5. Gli incrementi di cui al comma 3 sono finanziati
con le risorse economiche regionali indicate nell'art. 57, tenuto conto
della flessibilità di utilizzo del fondo richiamata nel comma
1.
6. A decorrere dall'1 gennaio 2003 la retribuzione
oraria per il lavoro straordinario dei dirigenti, maggiorata del 15%, è
fissata in € 19,13. In caso di lavoro notturno o festivo, la tariffa,
maggiorata del 30%, è pari ad € 21,60 ed in caso di lavoro notturno
festivo, maggiorata del 50%, è pari ad € 24,96. Le predette tariffe
rimangono invariate sino all'entrata in vigore del CCNL relativo al II
biennio economico 2004-2005.
Art. 56 Fondo per la retribuzione di risultato e per la
qualità della prestazione individuale
1. L' art. 52, commi 1 e 2 e
l'art. 10, comma 2 del CCNL dell'8 giugno 2000, I e II biennio economico,
che prevedono i fondi per la retribuzione di risultato e per il premio
della qualità della prestazione individuale per i dirigenti medici e
veterinari sono confermati. L' ammontare dei fondi ivi indicati è quello
consolidato al 31.12.2001. Nel consolidamento non sono da considerare le
risorse di cui al comma 4 lettere b) e c) ed al comma 5 lettere a) e b)
del citato art. 52 che, comunque, costituiscono ulteriore modalità di
incremento dei fondi dal 1 gennaio 2002.
2. A decorrere dal 1 gennaio 2002, dell'art. 52
citato al comma 1 sono, pertanto, confermati: - i
commi 4, lettere b) e c), 5, 6 e 8;
- il comma 7 avendo prodotto i propri effetti nel II
biennio economico è disapplicato. Analogamente avviene per la lettera a)
del comma 4.
3. A decorrere dal 31 dicembre 2003, per effetto del
conglobamento disposto dall'art. 41, il fondo è decurtato, per ciascun
dirigente medico e veterinario a rapporto esclusivo e non esclusivo, degli
importi annui pro-capite della retribuzione di risultato indicati nel
medesimo articolo, commi 2 e 3 terzo alinea.
4. In caso di passaggio dei
dirigenti medici e veterinari dal rapporto di lavoro esclusivo a quello
non esclusivo, le risorse che si rendono disponibili per effetto della
totale decurtazione della retribuzione di risultato ai sensi dell'art. 12,
comma 2, rimangono accreditate al fondo stesso.
Art. 57 Risorse economiche regionali
1. A decorrere dal 1 gennaio 2003, al fine di dare
attuazione all'art. 55, le Regioni mettono a disposizione, a livello
nazionale, complessivamente risorse economiche pari allo 0,32% calcolato
sul monte salari 2001 da destinare al trattamento economico accessorio dei
dirigenti medici e veterinari. La ripartizione di tali risorse all'interno
del fondo per le condizioni di lavoro è indicata nel comma 3 del medesimo
articolo.
2. Entro trenta
giorni dall'entrata in vigore del presente CCNL, ciascuna azienda o ente
invia alla propria Regione la relazione sulle risorse economiche
occorrenti per l'applicazione del comma 1. L'ammontare del finanziamento
aggiuntivo dei fondi aziendali si ottiene applicando il sistema di calcolo
per dirigente previsto dall'art. 55 comma 3 ed, al suo interno, le Regioni
possono disporre apposite compensazioni tra i vari incrementi sempre nel
rispetto del limite massimo di finanziamento del comma 1
Art. 58 Norma finale
1. Le parti ritengono
necessario precisare che, ove nelle tavole relative alla retribuzione di
posizione minima contrattuale dei dirigenti medici e veterinari e dei
dirigenti ad esaurimento a rapporto di lavoro non esclusivo si fa
riferimento all'incarico di struttura complessa o semplice, esso ha valore
meramente contabile e storico, essendo detta voce retributiva la
risultante della prima ristrutturazione dello stipendio attuata con il
CCNL 5 dicembre 1996. Dopo il d.lgs. 229 del 1999, che ha reso
obbligatorio il rapporto di lavoro esclusivo, la retribuzione di posizione
minima contrattuale è stata decurtata ma sempre in relazione alle
posizioni di provenienza dei titolari ancorché non più legata agli
incarichi di struttura di cui sopra che, permanendo la scelta del rapporto
di lavoro non esclusivo, sono stati – a suo tempo - revocati. Di qui la
dizione "già incarico" di struttura complessa o semplice.
2. L'eventuale nuova opzione
per il rapporto di lavoro esclusivo non ripristina la situazione di
incarico preesistente con la correlata retribuzione di posizione,
circostanza che, ai sensi dell'art. 48 del CCNL 8 giugno 2000, si può
verificare successivamente secondo le vigenti procedure contrattuali
ovvero concorsuali in caso di incarichi di struttura complessa.
3. A decorrere dal 1 gennaio
2005, data di concreta applicazione della legge 138 del 2004, la
possibilità di passare dal rapporto esclusivo a quello non esclusivo e
viceversa entra a regime, secondo le regole dell'art. 12 e del presente.
PARTE III NORME FINALI E TRANSITORIE
Art. 59
Previdenza complementare
1. Le parti convengono sulla
necessità che anche la dirigenza della presente area negoziale possa
usufruire della tutela previdenziale complementare a contribuzione
definita ed a capitalizzazione individuale ai sensi del d.lgs. n. 124 del
1993, della legge n. 335 del 1995 e successive modificazioni e
integrazioni, dell'accodo quadro nazionale in materia di trattamento di
fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici del
29 luglio 1999, del DPCM del 20 dicembre 1999 e successive modificazioni e
integrazioni.
2. A questi
fini le parti, prendendo atto che in data 7 dicembre 2004 è stata
stipulata la ipotesi di accordo concernente l'istituzione del fondo
nazionale di pensione complementare per i lavoratori dei Comparti, delle
Regioni delle Autonomie Locali e del Servizio Sanitario Nazionale
(tutt'ora in corso di perfezionamento), si riservano entro il 30 settembre
2005 di dichiarare se intendono aderire a detto fondo ovvero se intendono definirne uno autonomo per i
dirigenti della presente area.
Art. 60
Conferme
1. Nelle parti non
modificate o integrate o disapplicate dal presente contratto, restano
confermate tutte le norme dei sotto elencati contratti ivi comprese in
particolare le disposizioni riguardanti l'orario di lavoro e l'orario
notturno nonché l'art. 62, comma 1 del CCNL 8 giugno 2000 ; - CCNL del 5 dicembre 1996, quadriennio 1994 – 1997
per la parte normativa e primo biennio 1994 1995 per la parte
economica; - CCNL del 5 dicembre 1996, relativo al
II biennio economico 1996 – 1997; - CCNL
integrativo del 4 marzo 1997; - CCNL integrativo
del 2 luglio 1997; - CCNL integrativo del 5 agosto
1997; - CCNL 8 giugno 2000, quadriennio 1998 –
2001 per la parte normativa e I biennio 1998 – 1999 per la parte
economica; - CCNL 8 giugno 2000, II biennio 2000 -
2001 per la parte economica; - CCNL integrativo
del 22 febbraio 2001, confermato per quanto riguarda i destinatari anche
dopo l'entrata in vigore della legge 138 del 2004; - CCNL integrativo del 10 febbraio 2004; - CCNL sull'interpretazione autentica dell'art. 1 del
CCNL 1994-1997 integrativo relativo all'area dirigenziale medica e
veterinaria del SSN del 5 agosto 1997; - CCNL
sull'interpretazione autentica dell'art. 75, comma 1 lett. z) del CCNL
1994-1997 dell'area dirigenziale medica e veterinaria del SSN del 5
dicembre 1996; - CCNL di interpretazione
autentica dell'art.23 del CCNL 8 giugno 2000 dell'area medico
veterinaria; - CCNL di interpretazione autentica
dell'art. 5, comma 3 del CCNL II biennio economico dell'area della
dirigenza medica e veterinaria stipulato il 5/12/1996 e della
dichiarazione congiunta n. 15 del CCNL, stipulato nella stessa data, e
valevole per il quadriennio 1994 – 1997; - CCNL
sull'interpretazione autentica dell'articolo 55 - comma 3 - del CCNL 5
dicembre 1996 dell'area della dirigenza medica e veterinaria; - CCNL di interpretazione autentica degli artt. 5 e
12 del CCNL - II biennio economico 2000 - 2001 - dell'area della dirigenza
medica e veterinaria del SSN stipulato l'8 giugno 2000; - CCNL di interpretazione autentica dell' art. 23 del
CCNL 8 giugno 2000 - area dirigenza medica e veterinaria.
Art. 61
Disapplicazioni
1. Le disapplicazioni sono
effettuate direttamente negli articoli dei singoli istituti ai quali si fa
rinvio.
2. Le parti si danno atto che la correzione di
eventuali errori materiali avverrà a cura dell'Aran previo protocollo
d'intesa con le organizzazioni sindacali firmatarie del presente
contratto.
N.B. : sostituisce il D.M. 31 marzo 1994 allegato al
CCNL 5 dicembre 1996 (pubblicato in G.U. n. 84 del
10 aprile 2001)
N.d.r.: gli allegati non sono riportati
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