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Consiglio Nazionale del 05-09-2018, Relazione del segretario generale

Argomenti trattati: Consiglio Nazionale,
Ringrazio tutti i componenti del Consiglio nazionale e i segretari provinciali e regionali della loro partecipazione a questa riunione che cade in un momento delicato per i numerosi impegni sindacali cui dobbiamo tutti far fronte; l’inizio di un nuovo anno scolastico e di un nuovo anno accademico; la nuova fase operativa del Governo, impegnato nella legge di bilancio, con i suoi numerosi riflessi sulle politiche complessive del paese

La Segreteria generale ha inteso compiere un atto di responsabilità politica, verso la classe dirigente del nostro sindacato e verso tutti gli iscritti, con la convocazione di questo Consiglio Nazionale, chiamato a riunirsi in seduta straordinaria, per esaminare la situazione contrattuale a seguito del Decreto di rigetto del Tribunale di Roma n. 70407/2018 del 17 luglio scorso e la nota del MIUR n. 21252 del 26 dello stesso mese, a voi già note.

Il dibattito, che mi auguro approfondito e il più possibile partecipato, porterà a delle decisioni che devono essere maturate in seno all’organo deliberante e di rappresentanza democratica del nostro sindacato, come esplicitamente richiamato dal nostro Statuto.

È mio compito delineare i contorni dell’attuale situazione, determinatasi a seguito della nostra decisione di non apporre la firma al CCNL 2016-2018, alle nostre azioni esperite per via giudiziale e stragiudiziale, alla Sentenza e alla nota del MIUR.

Nelle mie e nelle vostre considerazioni non possono, però, mancare riflessioni sul quadro politico-sindacale complessivo e sulle prossime scadenze che riguardano soprattutto l’apertura delle trattative per il rinnovo del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca. Questione che lo Snals ha già iniziato a porre con l’elaborazione delle Linee programmatiche per la piattaforma 2019-2021.

Per tutti questi motivi è indispensabile procedere all’assunzione collettiva di decisioni che devono essere sostenute da valutazioni politiche e tecniche.

Le ragioni della mancata firma

Valutazioni e decisioni che, è bene ribadirlo, non investono né il nostro giudizio critico sulla forma e sui contenuti del CCNL 2016-2018, sottoscritto dalle altre OO.SS. il 19 aprile, né la nostra coerenza nell’azione sindacale.

Anche oggi è opportuno richiamare gli aspetti dell’attuale Contratto che abbiamo ritenuto fortemente negativi.

Innanzitutto gli irrisori aumenti retributivi.Le risorse disponibili per il Contratto non hanno consentito il recupero del potere d’acquisto che lo SNALS-Confsal ha rivendicato come punto di partenza della contrattazione; gli aumenti reali sono, infatti, compresi tra i 30 e 50 euro pro capite.

Il CCNL ha riconosciuto incrementi retributivi lordi pari, rispettivamente, allo 0,36% per il 2016, all’1,09% per il 2017 e al 3,44% a regime, inferiori al 3,48%. Una percentuale, dunque, di molto inferiore a quella della perdita del potere di acquisto intervenuta dal 2011, che è pari al 15%, calcolata nei nove anni di mancato rinnovo contrattuale dal 2009 al 2018.

Il CCNL 4 agosto 2011 aveva, inoltre, soppresso la fascia stipendiale da 3 a 8 anni di anzianità, per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA per gli anni 2011-2013.

Il CCNL 2016-2018 non ha ripristinato, per la scuola, la fascia retributiva 0-2 anni e la fascia 3-8 annie non ha riconosciuto, ai dipendenti in servizio e a quelli collocati in quiescenza nel 2013, lo scatto stipendiale maturato in quell’anno e congelato dal Governo allora in carica.

Lo SNALS-Confsal ha ritenuto del tutto mancati gli obiettivi attesi dal personale del Comparto Istruzione e Ricerca e principalmente riferiti:

  • alla progressiva armonizzazione degli stipendi a quelli percepiti in misura media dai lavoratori degli altri paesi dell’eurozona,
  • alla contrattualizzazione nazionale di tutte le voci retributive e alla destinazione di tutti gli aumenti e i compensi accessori nella retribuzione tabellare,
  • all’equiparazione del trattamento economico e giuridico del personale a tempo determinato anche con diritto alla ricostruzione di carriera.

Molti anche i diritti non riconosciuti.Sono state, infatti, recepite le disposizioni della Legge 107 del 2015, dei D. Lgs. 74 e 75 del 2017 (decreti Madia) e del D. Lgs 150. del 2009 (decreto Brunetta) non coerenti con le finalità e le specificità delle istituzioni scolastiche ed educative e delle istituzioni universitarie, degli enti di ricerca e dell’alta formazione.

Lo SNALS-Confsal ha ritenuto gravel’assenza di norme contrattuali su importanti materie relative ai diritti e alle garanzie dei lavoratori, alla gestione del personale e all’organizzazione degli uffici, con particolare riguardo al riconoscimento dei profili professionali, ai maggiori impegni e carichi di lavoro, alle relazioni sindacali, al sistema delle sanzioni disciplinari e alle tutele del personale precario, anche atipico.

Rilevanti gli aspetti critici sulle norme comuni, ma anche per le singole sezioni contrattuali della scuola, l’università e le aziende ospedaliero-universitarie, le istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione e l’afam.

Non è inutile ricordare anche il metodo imposto alla trattativa,non rispettoso delle attese del personale e del ruolo del sindacato.

Un metodo che ha portato a un peggioramento del quadro complessivo delle relazioni sindacali per la mancata attuazione dell’Accordo di Palazzo Vidoni del 2016, con il conseguente mancato riequilibrio del rapporto tra legge e contratto.

Le innovazioni introdotte nella Pubblica Amministrazione e, in particolare, nel sistema nazionale di istruzione e ricerca avrebbero richiesto un confronto tra le parti approfondito e con tempi distesi, soprattutto in considerazione del mancato rinnovo del CCNL da ben 9 anni.

Lo SNALS-Confsal ha ritenuto inaccettabile la mancata possibilità di un esame ponderato dell’articolato, consapevole delle significative ricadute che il nuovo CCNL avrebbe avuto sulle condizioni professionali e retributive del personale.

Le valutazioni politiche

Rimane, dunque, il nostro giudizio negativo sul Contratto, ma l’attuale momento ci impone di procedere innanzitutto in valutazioni politiche, cui accennerò sinteticamente.

Dobbiamo fare riferimento al contesto politico indubbiamente mutato dopo un voto che ha raccolto non solo l’insoddisfazione dei cittadini, ma anche quella di gran parte del mondo dell’istruzione verso le decisioni adottate dal precedente Governo.

L’auspicio è che il nuovo Governo possa rappresentare un interlocutore affidabile e serio, con una ben diversa considerazione del ruolo del sindacato e con il quale si possa stabilire un vero e fattivo dialogo a tutela di tutto il personale del Comparto.

Lo Snals valuta, infatti, con attenzione non solo i contenuti del Contratto di governo per il Cambiamento, in cui emerge la volontà di dare soluzione alle maggiori criticità del sistema istruzione e ricerca, che da tempo il nostro sindacato ha evidenziato e che, in particolare per la sezione scuola, sono riferite alla legge 107/2015.

Dobbiamo, inoltre, considerare attentamente le Linee programmatiche del Dicastero che il ministroMarco Bussetti ha presentato nelle audizioni in Parlamento dove ha individuato alcune priorità di intervento su tutti i settori del Comparto, con un‘analisi articolata e ispirata a principi di fondo che senz’altro trovano una rispondenza con i nostri principi e le nostre rivendicazioni.

Ma molto deve ancora essere esplicitato e su numerosi temi va avviato tempestivamente un nostro approfondimento poiché potrebbero avere rilevanti ricadute sulle politiche educative e su quelle della ricerca, sull’organizzazione delle istituzioni nonché sulla gestione del personale.

Temi e prospettive che saranno al centro del prossimo Consiglio Nazionale, sui quali ritengo utile acquisire, attraverso il contributo di tutti, non solo l’elencazione delle questioni, ma considerazioni scritte per sostenere il confronto interno e la formulazione di posizioni e documenti da condividere democraticamente.

Siamo in attesa di conoscere gli impegni da parte del Governo per quanto riguarda gli investimenti che vanno quantificati con un’ottica di programmazione pluriennale, soprattutto per quanto riguarda il rinnovo del contratto.

È indubbio che noi vogliamo esserci nel confronto in tutte le sedi politiche, con il Governo, con il ministro Bussetti e anche con il ministro Bongiorno, come è già avvenuto nell’incontro promosso alla fine di luglio al ministero per la pubblica amministrazione e dalla fine di agosto presso il MIUR.

C’è da interrogarsi, però, se la nostra mancata agibilità nelle sedi contrattuali, dove si determinano orientamenti e decisioni che hanno ricadute sul concreto operare dei lavoratori, non sia fortemente penalizzante per il nostro sindacato che non ha la possibilità di affermare le sue idee e di sostenere le istanze dei lavoratori, che invece ha tutta la volontà di rappresentare con sempre maggiore forza.

Ricordo, ad esempio, come la sospensione della vigenza delle norme sulla chiamata diretta contenute nella legge 107, in attesa di modifiche per via legislativa e da noi fin da subito richieste, sia stata apportata in sede di contrattazione decentrata.

Il CCNL prevede, inoltre, importanti sequenze contrattuali, come quella per la sezione scuola in materia di responsabilità disciplinare per il personale docente, l’attività di un Organismo paritetico per l’innovazione che si dovrà occupare di misure per disincentivare le assenze, di materie a favore di forme di lavoro agile, della conciliazione dei tempi di vita e lavoro e su ciò che può avere una dimensione progettuale e sperimentale di carattere organizzativo.

E’ anche prevista l’istituzione diCommissioni paritetiche, per la sezione scuola in materia di ordinamento professionale per il personale ATA, per l’università sui sistemi di classificazione professionale e per gli enti di ricerca per l’ordinamento professionale.

Nonostante i termini indicati dal CCNL, tutto ciò non è stato ancora attivato e realisticamente, a fronte di esperienze negative del passato che non hanno portato a decisioni e risultati, non nutriamo grandi attese.

Ma è indubbio che rappresentano sedi di confronto e di partecipazione in cui lo Snals può rappresentare la sua autonoma posizione su materie, anche innovative.

Altra considerazione politica è inerente alla durata del vigente contratto.

Come noto il CCNL 2016-2018 scade il 31 dicembre 2018 e lo Snals, pur nell’impossibilità di disdettarlo in quanto non firmatario, come invece hanno già fatto le altre organizzazioni sindacali che lo hanno sottoscritto, ha già presentato, peraltro nei termini previsti, all’ARAN e al MIUR le Linee di Piattaforma per il CCNL 2019-2021 in cui ha esplicitato gli obiettivi politico-sindacali per il suo rinnovo.

 

Le decisioni e le soluzioni tecniche

Ho accennato anche alle riflessioni necessarie su decisioni e soluzioni tecniche che discendono dalle valutazioni politiche.

Esse fanno riferimento alla possibilità di creare le condizioni per garantire, da ora in poi, la presenza a pieno titolo del nostro sindacato a tutti i livelli di contrattazione, superando l’attuale situazione, dovuta fin da subito a comportamenti dell’amministrazione, anche sotto la pressione delle altre sigle sindacali firmatarie, che ha visto l’esclusione o la partecipazione in tavoli separati, almeno fino alla Sentenza, all’informativa e al confronto.

Ora dobbiamo valutare la portata del Decreto di rigetto del Tribunale di Roma e dell’immediato adeguamento ad esso da parte dell’amministrazione.

Come accennavo, al Decreto è seguita la nota del Capo di Gabinetto nonché quella del competente Capo Dipartimento, in cui è stato reso noto a tutti gli uffici dell’amministrazione e alle istituzioni scolastiche ed educative il parere espresso dall’ARAN. Nelle note si ribadisce l’esclusione delle organizzazioni sindacali non firmatarie del CCNL ai tavoli della contrattazione integrativa e alle altre forme di relazioni sindacali previste dal nuovo Contratto, fatte salve le prerogative delle RSU nei luoghi di lavoro.

Ciò vale per la sezione scuola, a norma dell’articolo 22, ma ovviamente vale anche per le altre sezioni del Contratto con riferimento all’articolo 42 per l’università, all’articolo 68 per la ricerca e all’articolo 97 per l’afam in quanto lo Snals non è firmatario del CCNL per l’intero Comparto Istruzione e Ricerca.

Vi è, inoltre, da valutare le sollecitazioni alla Segreteria generale che provengono dalle strutture sindacali provinciali e regionali, dai nostri iscritti e in particolar modo dalle RSU che hanno più volte rappresentato il disagio nel non poter essere adeguatamente sostenute dalla presenza dei rappresentanti sindacali territoriali nelle trattative a livello di istituzioni scolastiche.

Con accenni ancora più pressanti, la medesima situazione è rappresentata dai nostri delegati dell’università, della ricerca e dell’afam che vivono una situazione di indubbia difficoltà per la loro esclusione dalla contrattazione integrativa a livello nazionale e a livello di uffici/aziende/sedi, dove sono oggetto di relazioni sindacali fondamentali materie relative al rapporto di lavoro e all’attribuzione dei trattamenti economici accessori.

La conseguenza è che gli iscritti non vedono rappresentati i loro diritti e i loro interessi e, dunque, attribuendo un giudizio di irrilevanza al sindacato stesso, stanno adombrando anche l’abbandono allo Snals.

Un punto questo che merita parole di chiarezza e grande attenzione, soprattutto in un momento storico in cui si registra disaffezione nelle organizzazioni sindacali.  

La classe dirigente del sindacato deve ora essere impegnata ad assumere una decisione ponderata, scegliendo tra due strade tra loro alternative.

La prima mantenere la decisione assunta sulla non sottoscrizione, con ciò che comporta sia sul piano dell’azione politico-sindacale sia sul piano della nostra “natura” di organizzazione che crede nel “potere” della negoziazione.

Uno spazio ottenuto, peraltro, con grandi battaglie, che non bisogna dare per acquisito in modo definitivo e che occorre presidiare in modo permanente, anche per evitare la strumentalizzazione di altre sigle sindacali.

E noi sindacalisti sappiamo bene che ciò è richiesto per la difesa di molti diritti sociali, messi in dubbio, o peggio ancora minati, da interventi legislativi che si sono abbattuti sui cittadini e sui lavoratori. Interventi il più delle volte giustificati dalle ragioni di compatibilità finanziarie e pertanto ritenuti ineluttabili.

Non possiamo negare che per lo Snals ci possono essere pesanti ripercussioni dal punto di vista anche organizzativo. Non solo rispetto a quanto da me accennato in precedenza relativo alle iscrizioni al sindacato, ma anche alle tattiche da utilizzare per acquisire informazioni e documenti in modo tempestivo da fornire agli iscritti e metterli così in condizioni almeno di parità, rispetto agli altri lavoratori.

Occorre, insomma, prendere atto che la condizione di frustrazione in cui si sono trovati i nostri colleghi, regionali e provinciali, in sede di determinazione di organici e nomine in ruolo deve essere adeguatamente presa in carico.

Altrettanto frustrante la situazione, rappresentata dai coordinatori dell’università, della ricerca e dell’afam per i motivi cui ho fatto già cenno.   

La seconda strada è quella di procedere alla firma specificando che trattasi di una adesione critica al contratto, allo scopo di avere la possibilità di avanzare le nostre proposte sui tavoli di tutti i livelli della contrattazione, di partecipare serenamente alle sequenze contrattuali, all’organismo paritetico e alle commissioni paritetiche con la nostra autonomia fatta di visione strategica, di rassicurare le nostre RSU per la difesa autentica degli interessi dei lavoratori e delle istituzioni di tutto il Comparto.

Acquisizione orientamenti e delibera

Alla luce di quanto esposto, la Segreteria generale ha ritenuto, dunque, di investire il Consiglio Nazionale relativamente alla decisione di permanere nell’attuale condizione o di procedere ad una firma per adesione critica al CCNL 2016-2018.

Sicuramente, nella sua decisione, il Consiglio valuterà, oltre al parere dei membri gli orientamenti dei coordinatori delle Consulte di settore e dei segretari provinciali e regionali, formulati anche sulla base dei contatti finora avuti con gli iscritti e le RSU, come esplicitamente sollecitato nella nota organizzativa inviata in vista della riunione odierna.

Rimane preciso impegno della Segreteria generale diffondere le motivazioni dell’eventuale firma, ribadendo le ragioni della mancata sottoscrizione del CCNL 2016-2018.

Al termine dell’eventuale sottoscrizione e del suo perfezionamento formale, seguirebbe la tempestiva disdetta del CCNL 2016-2018 con la richiesta di un’apertura immediata delle trattative per il suo rinnovo.

Altro impegno da assumere, anche sulla base delle indicazioni della Direzione Nazionale, è la programmazione di iniziative su tutto il territorio per la presentazione della Piattaforma per il CCNL 2019-2021.

Concludo con un sentito ringraziamento per la vostra presenza e la vostra attenzione.

Questi sono segni della nostra collettiva consapevolezza sul fatto che le decisioni di oggi influenzeranno in futuro la capacità di interlocuzione politica, la strategia sindacale e il ruolo dello Snals nel panorama sindacale italiano.

Auspico per tutti noi e per lo Snals-Confsal un sereno e proficuo dibattito e una costruttiva collaborazione al nostro interno.

Scadenze di: settembre 2018