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L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE: LE REGIONI ED IL MIUR DEVONO DARE RISPOSTE

Lo SNALS chiede alla DGPER di farsi interprete, nell'ambito delle procedure per il consolidamento dell'organico di fatto ed in quelle interministeriali per la determinazione degli organici per l'a.s. 2019/2020, dell'esigenza...

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 61 (revisione dei percorsi dell’istruzione professionale), gli indirizzi / articolazioni /opzioni dell’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 87/2010, a decorrere dall’anno scolastico 2018/19 a partire dalle classi prime, confluiscono nei nuovi indirizzi di studio ai sensi dell’allegato C art. 3 comma 1 D.L.vo 61/2017.

Le linee guida regionali devono prevedere la confluenza delle attuali articolazioni e opzioni nei nuovi indirizzi di studio. In mancanza di tale previsione ci saranno tra l’altro notevoli ripercussioni nel sistema dei passaggi tra i percorsi di studio realizzati in regime complementare e quelli in regime integrativo.  Le linee guida dovrebbero pertanto prevedere l’istituzione di commissioni d’ambito attraverso le quali determinare la tabella di confluenza degli attuali percorsi in quelli dei nuovi indirizzi di studio del citato decreto.

Con il citato decreto poi, a partire dalle classi prime, le ore dedicate alle attività di laboratorio vengono raddoppiate (da 3 a 6 ore settimanali su 32). Il decreto, inoltre, prevede che gli insegnamenti di materie teoriche utilizzino metodologie didattiche rivolte alle applicazioni pratiche. Per tale scopo, sono state assegnate ad ogni classe sei ore settimanali di docenza tecnico pratica abbinate ad alcune materie teoriche.

Tale inversione di tendenza rispetto al passato sollecita finalmente i percorsi professionali ad adottare una didattica  laboratoriale ma fa emergere tutte le criticità riconducibili ai mancati investimenti nell’innovazione dei laboratori, oggi insufficienti, obsoleti e con strumenti ed attrezzature non più a norma. È evidente che tali condizioni, unite a classi con elevato numero di alunni, aumenta enormemente il livello di rischio per la sicurezza e l’incolumità di alunni e personale.

Occorre con urgenza una deroga all’attuale rapporto alunni classe (almeno per le classi prime dove si ha a che fare con ragazzini inesperti) prevista dalle norme attuali, in attesa che siano rinnovati i laboratori degli istituti Tecnici e in particolare quelli degli istituti Professionali.

La richiesta alla dott.ssa Novelli, Direttore Generale Personale della scuola