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RICERCA - Conclusa positivamente la trattativa sulla stabilizzazione dei precari CNR

Argomenti trattati: Comparto Ricerca, precari ,
Informativa presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla questione della stabilizzazione dei precari

Il 29 maggio u.s. si è svolta un’informativa presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla questione della stabilizzazione dei precari della ricerca ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. 75/2017 (decreto Madia).

Per la prima volta anche lo Snals Confsal ha partecipato al tavolo.

La delegazione del CNR era guidata dal Presidente, prof. Massimo Inguscio, dal Direttore Generale, dr. Giambattista Brignone, dalla Direttrice DCGRU, dott.ssa Annalisa Gabrielli, dal Dirigente dell’Ufficio stato giuridico e trattamento economico del personale, dr. Alessandro Preti, e dal Dirigente dell’Ufficio programmazione finanziaria e controllo, dr. Roberto Tatarelli.

Il presidente Inguscio ha illustrato il piano di stabilizzazione, elaborato dall’Amministrazione e già frutto di numerose interlocuzioni con le OO.SS..

Rientrano nei parametri individuati dal co.1 dell’art.20 tre gruppi di lavoratori: 725 unità di personale con tre anni di contratti a tempo determinato alla data del 31 dicembre 2017; 331 unità di personale con tre anni di servizio “misto” (contratti a tempo determinato e altri contratti flessibili); 64 unità di personale inquadrati con contratti a tempo determinato a chiamata diretta. In totale si tratta di 1120 tra ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi che saranno stabilizzati entro il 31 dicembre 2018.

Il presidente ha sottolineato l’estrema eterogeneità del personale da stabilizzare, essendo stato deciso nelle precedenti fasi della trattativa che per la stabilizzazione valesse il solo criterio dell’anzianità di servizio. Inoltre, sono state seguite le indicazioni della Circolare n.3/2017 della Funzione pubblica che non limita il conteggio dei tre anni di servizio ai soli tempi determinati, ma lo estende anche alle altre tipologie di lavoro flessibile (es. co.co.co.). Da questi conteggi sono stati esclusi, per il momento, coloro che maturano i 3 anni di servizio con contratti non solo assegnati dal Cnr ma anche da altri Enti e/o Atenei.

Il presidente Inguscio ha proseguito illustrando un altro gruppo di lavoratori che posseggono invece i requisiti individuati dal co.2 dell’art. 20 del decreto Madia e che, pertanto, potranno sostenere un concorso riservato per la stabilizzazione. E’ intenzione dell’Amministrazione stabilizzare tutto il personale anche di questo secondo gruppo, ma poiché non sarà possibile raccogliere entro il 2018 tutte le risorse necessarie allo scopo, verrà costituita una graduatoria a scorrimento con l’impegno del CNR di esaurirla entro il triennio 2018-2020. A tal fine, il presidente ha sottolineato l’urgenza di bandire i previsti concorsi riservati, espletati con una procedura snella, da chiudere entro il 31 dicembre 2018.

A questo punto, il presidente ha affrontato il tema delle risorse a disposizione per l’intera operazione: ci sono 40 milioni di euro assicurati al CNR espressamente allo scopodal DPCM dell’11 aprile 2018, ai quali si aggiungono 20 milioni di euro di cofinanziamento previsto dalla Legge di Bilancio n.205/2017 art. 1 co.671 (pari al 50% della somma stanziata dallo Stato).

Il presidente ha assicurato che questi 20 milioni saranno trovati, illustrando anche le difficoltà di questa operazione. Infatti, la spesa per il personale del CNR assorbe il 90% circa dei 500 milioni di euro dei fondi ordinari d’ente (FOE), ma il rinnovo del CCNL ha fatto lievitare questa spesa del 4%, portando la spesa per il personale al 94% circa. A fronte di questi aumenti, il Cnr sta operando una serie di risparmi sui compensi dei direttori f.f. e sta riorganizzando la rete degli istituti. C’è, infine, un cauto ottimismo circa la possibilità di un aumento del FOE per il prossimo anno di 25 milioni circa, anche se i passaggi parlamentari necessari all’approvazione sono stati rallentati dall’attuale situazione politica.

Tutto questo permette al presidente di affermare che, oltre ai 1120 lavoratori che rientrano nel co.1, saranno stabilizzati subito tra gli 80 e i 200 lavoratori che rientrano nel co.2 a seconda delle risorse di cofinanziamento recuperate.

La nostra delegazione, prima di tutto, ha ringraziato l’Amministrazione per la convocazione ad un tavolo chiamato a risolvere una vera e propria piaga del sistema della ricerca italiana, quello del precariato. Ha espresso la speranza che si apra un periodo di proficua collaborazione con l’Amministrazione e con le altre OO.SS. per la ricerca di soluzioni condivise ai problemi del maggiore ente pubblico di ricerca italiano. Nel merito, ha espresso apprezzamento per l’impegno profuso dall’Amministrazione per la stesura di un piano di stabilizzazioni così articolato, che si condivide nell’impianto generale e di cui si apprezza la volontà di chiudere il doloroso capitolo del precariato.

Nel contempo, lo Snals Confsal ha espresso preoccupazione per la sorte dei lavoratori che posseggono i requisiti del co.2 e ha invitato con fermezza la Presidenza ad esercitare tutta la pressione necessaria sul prossimo Governo per innalzare di 100 milioni di euro i fondi del CNR. Su questo punto il Presidente ha rassicurato tutte le OO. SS. che eserciterà ogni pressione per recuperare tutte le risorse necessarie a stabilizzare i quasi 3000 precari individuati e che è sua intenzione completare il processo entro la fine del 2019.

Nel complesso, si tratta di un grande risultato raggiunto tramite una stretta collaborazione tra l’Amministrazione e le OO.SS., soprattutto perché immette in ruolo subito circa 1300 unità di personale, ma anche perché delinea un percorso-guida per i processi di stabilizzazione in itinere presso gli altri enti di ricerca.

 

 

 

Scadenze di: maggio 2019