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RICERCA: ARAN primo incontro specifico per il rinnovo del contratto degli Enti pubblici di ricerca (EPR)

9-1-2018 - La nostra delegazione, riservandosi di esprimere un parere più approfondito dopo una lettura attenta del testo, ha obiettato circa questo modo di procedere: ad una prima lettura del testo consegnato appare chiaro che l'articolato proposto è una semplice riproposizione di parti del contratto già firmato per le funzioni centrali e che non emerge in alcun modo la specificità del settore che noi rappresentiamo...

Il 9 gennaio scorso si è svolto il primo incontro specifico sugli Enti pubblici di ricerca (EPR), presso la sede dell’ARAN, per il rinnovo del Contratto.

L’Agenzia negoziale, presieduta dal presidente Gasparrini, ha presentato alle OO.SS. una bozza contenente alcune parti comuni e una sezione specifica per gli EPR. Nel corso dell’illustrazione del capitolato, l’ARAN ha precisato che la bozza recepisce nel nuovo contratto le modifiche normative introdotte nella PA da recenti interventi legislativi (soprattutto i D.lgs 74/17 e 75/17), rimandando per le parti più specifiche al precedente contratto degli EPR (CCNL 2006/2009).

La nostra delegazione, riservandosi di esprimere un parere più approfondito dopo una lettura attenta del testo, ha obiettato circa questo modo di procedere: ad una prima lettura del testo consegnato appare chiaro che l’articolato proposto è una semplice riproposizione di parti del contratto già firmato per le funzioni centrali e che non emerge in alcun modo la specificità del settore che noi rappresentiamo.

Anche nelle parti dell’articolato presentate dall’Agenzia come “specifiche” per gli EPR risulta sacrificata l’autonomia degli Enti stessi.

La nostra delegazione ha contestato, in particolare, l’ipotesi di rinviare a un Organismo paritetico sui sistemi di classificazione professionale l’esame delle modifiche ordinamentali, ritenendo, al contrario, che sia proprio la contrattazione attuale il momento giusto per affrontare tali questioni.

Abbiamo, inoltre, espresso contrarietà circa le limitazioni imposte nel testo alle relazioni sindacali.

Infine, per quanto riguarda il personale precario, abbiamo ribadito quanto contenuto nella nostra piattaforma contrattuale: la valorizzazione del personale necessita il riconoscimento del servizio prestato come personale a tempo determinato qualora sottoposto a processi di stabilizzazione; gli assegnisti di ricerca andrebbero tutelati nel contratto collettivo nazionale.

Il presidente Gasparrini ha ascoltato con attenzione le considerazioni delle OO.SS. e ha preannunciato la consegna, nel prossimo incontro, della parte di articolato relativa al trattamento economico.