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Informativa relativa alle deleghe di cui all'art. 1 comma 181 legge 107/2015

Incontro al Miur del 9 novembre

Nella mattinata di oggi, 9 novembre 2016, si è tenuto al Miur un incontro con il seguente o.d.g.: “Informativa relativa alle deleghe di cui all’art. 1 comma 181 legge 107/2015”.

La delegazione di parte pubblica era presieduta dalla dott.ssa Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento dell’istruzione ed ha previsto relazioni del dott. Pierro della Direzione Generale dello studente, del dott. Acerra del Dipartimento dell’istruzione e della dott.ssa Leoni della Segreteria del Sottosegretario Faraone.

Il dott. Giuseppe Pierro ha illustrato i contenuti della bozza di delega relativa al diritto allo studio, prevista al punto f) del comma 181 della legge 107, che prevede f) garanzia dell'effettività del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle competenze delle regioni in tale materia, attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, sia in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio, sia in relazione ai servizi strumentali; potenziamento della Carta dello studente, tenuto conto del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale,…”.

Il dott. Pierro ha chiarito che lo schema di bozza , nella sua attuale stesura, tiene conto del fatto che, essendo stato già preventivamente sottoposto al parere del MEF ha già recepito alcune osservazioni di tale dicastero.

Tale decreto avrà una formulazione snella, finalizzata a tutelare il diritto allo studio dello studente fino al II grado e a garantire un livello minimo delle prestazioni relative al diritto allo studio chiarendo che tutti gli studenti devono avere pari opportunità, indipendentemente dal fatto che siano iscritti ad es. a Palermo o a Milano. Ha riferito che l’attuazione di tale delega tiene conto di un attento studio delle leggi regionali e dell’attuale suddivisione delle competenze Stato-Regioni, partendo dai servizi che attualmente erogano le regioni, individuati come livelli minimi di prestazioni che vanno garantite.

Tra le questioni dettagliate vi è la verifica delle categorie di allievi esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche, in considerazione del reddito ISEE e con l’obiettivo di estendere la gratuità non soltanto alla frequenza relativa all’obbligo scolastico.

Nell’attuazione della delega, inoltre, si indicheranno i servizi da garantire:

-      in caso di lungo ricovero ospedaliero degli studenti, per l’istruzione domiciliare;

-      per i servizi di trasporto, spingendo verso forme di mobilità sostenibili da garantire agli studenti;

-      per la fornitura dei libri di testo, chiedendo il trasferimento di tali fondi al Miur al fine di erogare tali contributi anche per l’editoria digitale.

Lo strumento della Carta dello Studente va utilizzato per un potenziamento del diritto allo studio, collegandola, altresì, alla identità digitale e prevedendone una estensione anche alla Università.

È stata inoltre prevista l’istituzione di una conferenza nazionale di diritto allo studio, comprensiva di una rappresentanza degli studenti, per monitorare l’attuazione della delega. È prevista, inoltre, l’istituzione di borse di studio, particolarmente mirate agli studenti degli ultimi anni e finalizzate ad una riduzione del fenomeno della dispersione.

Il dott. Acerra del Dipartimento dell’Istruzione ha illustrato la delega relativa alla istruzione professionale prevista dalla lett. d) del comma 181 che prevede: “ d) revisione dei percorsi dell'istruzione professionale, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell'istruzione e formazione professionale, attraverso:

1)  la ridefinizione degli indirizzi, delle articolazioni e delle opzioni dell'istruzione professionale;

2)  il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali anche attraverso una rimodulazione, a parità di tempo scolastico, dei quadri orari degli indirizzi, con particolare riferimento al primo biennio;…”

 

Tale delega nasce dall’esigenza di mettere mano ad una revisione degli attuali ordinamenti della istruzione professionale, resasi necessaria anche alla luce delle difficoltà riscontrate in tale segmento di istruzione, evidenziate, anche dalla diminuzione delle iscrizioni.

Nel mettere mano ai percorsi di istruzione professionale non si può non tener conto che tale tipologia di istruzione è stata spesso soverchiata e confusa con l’istruzione tecnica e non si può dimenticare che l’istruzione professionale ha un’utenza molto particolare, abbastanza composita, in cui trovano allocazione anche molti studenti stranieri. Va ridotto il tasso di abbandono, che è lo specchio del disinteresse dei frequentanti. L’esperienza evidenzia la necessità di semplificare, superando l’attuale assetto con le opzioni e articolazioni, prevedendo l’istituzione di 11 indirizzi. Vanno individuate nuove metodologie, necessita una personalizzazione dell’intervento, correlandolo  con il patto formativo di ciascuno studente, per personalizzare i percorsi, superando l’attuale valutazione relativa a 14/15 discipline e creando aggregazioni; il tutto, senza creare esuberi o incrementi di costi.

E’ stata sottolineata la necessità di potenziamento delle attività laboratoriali, intervenendo fortemente su questo, anche incrementando le compresenze, prevedendo una media di 8 ore settimanali nel curricolo.

E’ stato effettuato uno stanziamento di 40 milioni nella legge di stabilità 2017 e 90 milioni nella legge di stabilità 2018.

Diviene fondamentale assorbire l’esubero e valorizzare le figure degli insegnanti tecnico-pratici, riqualificando i quadri-orario di tali discipline e potenziando, le discipline di indirizzo rispetto a quelle generali.

Per quanto attiene la dott.ssa Leone ha illustrato la delega relativa alla valutazione di cui al punto i) del comma 181 della legge 107, che prevede; “  i) adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti, nonché degli esami di Stato, anche in raccordo con la normativa vigente in materia di certificazione delle competenze, attraverso:

1) la revisione delle modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo di istruzione, mettendo in rilievo la funzione formativa e di orientamento della valutazione, e delle modalità di svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo;

2) la revisione delle modalità di svolgimento degli esami di Stato relativi ai percorsi di studio della scuola secondaria di secondo grado in coerenza con quanto previsto dai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, nn. 87, 88 e 89.”

Ha chiarito che la delega non interverrà sulla valutazione del II ciclo ma su una nuova valutazione nell’ambito del I ciclo, sostituendo, tra l’altro, i voti con le lettere. Ciò in coerenza con le indicazioni nazionali e le sperimentazioni attuate in circa 2.000 scuole. La finalità è di superare la bocciatura nella scuola primaria. Sul II grado si interverrà, invece, soltanto sull’esame finale di Stato, mettendo mano, con modifiche ai punteggi dei crediti, cui andrebbero attribuiti 40 punti, mentre 60 sarebbero destinati alle prove d’esame.

La prova INVALSI sarebbe effettuata nella parte iniziale del 5° anno e si prevederebbe, nelle ultime ipotesi, una commissione mista, senza mettere mano all’attuale assetto della commissione. È stato precisato che le modifiche non riguarderanno gli esami finali del secondo ciclo del corrente a.s. e,  successivamente, sarà prevista una fase transitoria.

 

La dott.ssa Leone ha, altresì, illustrato i contenuti della delega prevista dalla lett. e) del comma 181, che prevede:“istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l'infanzia e dalle scuole dell'infanzia, al fine di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali, nonché ai fini della conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori, della promozione della qualità dell'offerta educativa e della continuità tra i vari servizi educativi e scolastici e la partecipazione delle famiglie,…” sottolineando che, su questa delega, vi è una grande ipoteca, legata alla necessità di individuare risorse certe per iniziare ad operare. Per tali risorse vi è un impegno di concretizzazione espresso chiaramente dal Presidente del Consiglio. Va realizzato, prioritariamente, l’obiettivo di garantire una erogazione di servizi di pari livello su tutto il territorio nazionale. Le esigenze relative al segmento 0-6 nascono, anche, dalle differenze di strutture e di servizi esistenti sul territorio nazionale e sono, altresì, strettamente connesse al calo dell’occupazione femminile. Vanno, dunque, ricercati degli strumenti che diano degli input a livello nazionale, in modo da poter avere un luogo all’interno del quale vincolare le risorse stanziate dalle regioni, per garantire un servizio 0-3 anni, coerente sul territorio nazionale, offrendo una copertura di almeno un 33% dello 0-3 a livello nazionale, con la necessità di coordinamento del Miur dell’attività formativa.

Particolare attenzione va data all’edilizia scolastica, se si vogliono realizzare scuole e servizi coerenti con l’offerta formativa. Occorre un rilancio delle sezioni primavera, nel tempo non sviluppatesi nella scuola statale, e che hanno determinato il ricorso alle scuole paritarie. Sarà definito un tetto massimo di stanziamenti dopo le verifiche del MEF, in quanto il quadro degli interventi possibili sarà più chiaro, quando vi saranno coperture certe. Vanno, inoltre, definiti i tetti massimi di pagamento per contributo di spesa da parte delle famiglie.

La delegazione dello SNALS-CONFSAL ha, tra l’altro:

- sottolineato la negatività degli eccessi di deleghe previsti dalla legge 107;

- si è riservata di esprimere un parere sulle deleghe, non appena l’Amministrazione fornirà almeno degli schemi base di discussione;

- ha espresso forte dissenso sulla delega relativa alla valutazione, stigmatizzando, negativamente il passaggio da voti a lettere e sottolineando che non è attraverso la promozione generalizzata che si garantisce la serietà della scuola, obiettivo prioritario dello SNALS-CONFSAL, come ha sottolineato di recente il Segretario generale nell’incontro con il Ministro.

 

L’Amministrazione ha dichiarato che fornirà degli schemi di attuazione delle deleghe ed è stato concordato un successivo incontro per il giorno 16 p.v., per una sintesi, da parte dell’Amministrazione sullo “stato dell’arte” delle altre deleghe previste dal comma 181 della L. 107.

Scadenze di: gennaio 2021