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Riforma scuola. SNALS: "NO eliminazione scatti di anzianità, riforma Renzi sistema dittatoriale che rapina insegnanti"

da OrizzonteScuola.it e The.Blasting.News le dichiarazioni del Segretario generale dello SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi - Miur, Buona Scuola Renzi, scatti stipendi docenti e precari: Snals denuncia 'la dittatura'

    23-09-2014

 

Miur, Buona Scuola Renzi, scatti stipendi docenti e precari: Snals denuncia 'la dittatura'

Gigi Rovelli

Il Segretario Generale Snals-Confsal ha parlato, senza mezzi termini, di dittatura del governo.

Mentre sono in corso le consultazioni online volute dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi per discutere della Buona Scuola, arrivano le pesanti dichiarazioni del Segretario Generale Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, rilasciate in un'intervista pubblicate su 'Orizzonte Scuola'.
In particolar modo, si punta il dito contro l'abolizione degli scatti d'anzianità a favore dei degli scatti meritocratici: non si tratta di non voler premiare chi fa bene il proprio dovere, ma non si può tollerare, afferma Nigi, che in Germania un maestro guadagni circa 42.000 euro, mentre i suoi colleghi italiani prendano la metà.
La Buona Scuola sta confondendo la carriera con il merito e si sta facendo passare l'anzianità per un demerito: il Segretario Generale Snals ricorda inoltre che in tutti i Paesi europei, tranne la Svezia, il sistema scolastico pone l'anzianità ancora tra gli elementi fondamentali per il calcolo dello stipendio. 'Ormai siamo alla dittatura' ha tuonato Nigi, perchè si impedisce un confronto tra le parti interessate.
Miur, scuola, stipendio docenti e assunzioni precari: i fondi dove sono?
Capitolo precari. Il Segretario Generale Snals-Confsal ha evidenziato tutto il proprio scetticismo per ciò che concerne il mega piano di assunzioni promesso da Matteo Renzi, anche perchè alla base ci vogliono i fondi: il governo andrà a fare dei tagli importanti (sottraendo una parte di stipendio agli insegnanti) ma bisogna anche ricordare che i nuovi assunti rinunceranno da subito agli scatti di ricostruzione di carriera.
Per quanto riguarda il ruolo dei dirigenti scolastici, Nigi si è detto d'accordo sul fatto che i presidi debbano essere meno burocrati e più vicini al lavoro degli insegnanti, perchè molto spesso i dirigenti dei grandi plessi non sono nemmeno a conoscenza della materia insegnata da un suo docente. Presidi, dunque, che devono riavvicinarsi alla realtà della scuola, meno chiusi nelle quattro mura del proprio ufficio e maggiormente interessati a come i professori svolgono le proprie attività nelle aule.

 

 

    Mar, 23/09/2014 - 07:42

 

Riforma scuola. SNALS: "NO eliminazione scatti di anzianità, riforma Renzi sistema dittatoriale che rapina insegnanti"

di Anna Maria Possidente

“Gli scatti di anzianità rappresentano una parte importante nella carriera dei docenti e non possono essere eliminati. La Riforma Renzi si basa su un sistema dittatoriale, secondo cui ogni cosa viene decisa senza che ci sia confronto tra le parti interessate e noi a queste condizioni non sottostiamo”. Sono queste le dichiarazioni del Segretario Generale Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, al quale abbiamo posto alcuni quesiti riguardanti la Riforma.

Cosa ne pensa lo Snals del fatto che solo il 66% dei docenti verrà premiato?
Bisogna innanzitutto fare un’importante precisazione preliminare: in questo momento si sta confondendo la carriera con il merito. Chiariamo, poi, che il 66% non equivale assolutamente ai due terzi dei docenti e resta sempre da capire in base a cosa verrà stabilito questo merito. Non è di certo l’anzianità, anzi: ci stanno dicendo che l’anzianità è un demerito, ma la cosa ancor più grave è che si vuole abolire l’anzianità per favorire solamente il merito.
Non si può essere favorevoli a una proposta del genere, non perché non siamo d’accordo sul premiare chi lavora bene, ma questo concetto non può prescindere dall’anzianità. Anche con il Ministro Gelmini si parlava di sistema di valorizzazione; adesso il capo di Istituto è diventato un dirigente impegnato per la maggior parte del tempo a sbrigare questioni amministrative e non si occupa degli insegnanti. Anche osservando gli altri Paesi europei, si capisce come il modello in cui prevale il merito rispetto all’anzianità sia fallimentare.
In Francia, ad esempio, ci sono circa tremila ispettori che girano per le scuole e controllano il buon andamento didattico; in Italia gli ispettori sono solo cinquattaquattro e sicuramente la scuola francese non è tra le migliori d’Europa. In Germania, invece, un maestro guadagna circa quarantaduemila euro l’anno, mentre i suoi colleghi italiani percepiscono esattamente la metà sul lordo; con la tassazione maggiore che abbiamo qui è chiaro che il compenso diventi ancora più esiguo. Al di là di questi esempi, comunque, il dato lampante è che tutti gli altri Paesi europei (eccezion fatta per la Svezia) hanno un sistema scolastico che ha tra i punti fondamentali l’anzianità. Ormai siamo alla dittatura, visto che si impedisce un confronto tra le parti interessate.

Il ruolo del Dirigente Scolastico sta cambiando: cosa succederebbe se gli venisse data la possibilità di rivolgersi direttamente ai docenti per progetti extra curriculari, basandosi solo su Curriculum Vitae ed esperienza?
Non siamo contrari a questo, purché anche la figura del Dirigente non sia quella attuale del burocrate, che non è addentro alle vere questioni della scuola. Noi pensiamo a una figura simile a quella del Direttore Didattico, che conosce bene il lavoro degli insegnanti e lo supporta. Ai miei tempi gli insegnanti come me ricevevano le famose note di qualifica da parte del Preside o del Direttore. Si trattava di uno strumento utile a valutare gli insegnanti e prevedeva la visita del Preside nelle classi per controllare noi docenti. Oggi alcuni dirigenti di grandi plessi non sanno neppure quale materia insegni un determinato docente, dunque siamo ben lontani dal pensare a un rapporto tra dirigenti e insegnanti come lo si concepiva una volta.

In che modo sarà possibile assumere i precari?
Alla base di tutto ci vogliono i fondi ed è sbagliato pensare di togliere una parte di stipendio agli insegnanti per darli al 66%, percentuale che tra l’altro non si sa come verrà selezionata. Dunque, al momento si pensa solo a rapinare i docenti per una forma di investimento sulle assunzioni che è in realtà frutto di un risparmio. Il governo dice che assumerà tra un anno 149mila precari a tempo indeterminato, togliendo loro gli scatti di ricostruzione di carriera. Praticamente si andranno a fare tagli importanti per recuperare i fondi, ma non viene chiarito che questi tagli ci saranno.

Siete d’accordo sulla gestione del 10% del fondo di Istituto da parte del Dirigente Scolastico?
Purtroppo allo stato attuale delle cose il fondo di Istituto è ridotto quasi a nulla. Personalmente ritengo che nel momento in cui si pensa ai progetti, bisogna che tutta la scuola contribuisca a realizzarli e non che vadano ad appannaggio di poche persone. Adesso, comunque, questo è un problema che non si pone.

 

 

     20-09-2014

Riforma scuola 2014, SNALS: il risparmio dello stato con le 150 mila immissioni in ruolo

- Fitzwilliam Darcy

Questa volta a commentare le linee guida per la riforma scuola 2014 è stato il sindacato SNALS-Confsal che, nella persona del segretario Marco Paolo Nigi, ha spiegato sulle pagine del Sole24Ore come Renzi non abbia fatto altro che far passare un diritto (la stabilizzazione) come un favore concesso e calato dall'alto, e un risparmio di 3 miliardi di euro per un investimento. Insomma, lo SNALS ritiene di poter dimostrare come, dietro alle proposte di riforma della scuola, si nasconda un altro modo per il Governo di fare cassa. In questo articolo analizzeremo l'intervento di Nigi e cercheremo di capire quali scenari futuri si possono aprire a partire dalla discussione sulla riforma scuola 2014.

Riforma scuola 2014, SNALS: il risparmio dello stato con le 150mila immissioni in ruolo
Cosa si nasconde dietro l'annuncio più importante formulato da Renzi riguardo la riforma scuola 2014, e cioè l'immissione in ruolo di 150mila precari della scuola? In primo luogo, sottolinea Nigi, si tratta di una stabilizzazione: i 150mila docenti di fatto già insegnano nella scuola, ma lo fanno attraverso contratti precari. Si tratta di far passare i docenti dall'organico di fatto all'organico di diritto e del resto una legge per la stabilizzazione dei precari già c'era e risaliva al ministro Profumo. Secondo Nigi si tratta soltanto di farla rispettare.
In secondo luogo, bisogna analizzare, a detta di Nigi, l'affermazione di Renzi che sostiene che l'intera riforma scuola 2014 costerà 3 miliardi, le sue dichiarazioni parlavano di un governo che finalmente investe e non taglia i fondi alla scuola. in realtà, secondo Nigi, i 3 miliardi di euro non sono realmente investiti quanto piuttosto risparmiati. In che modo? Attraverso il taglio degli scatti stipendiali in base all'anzianità. Il precario della scuola che verrà assunto a tempo indeterminato, infatti, non potrà usufruire degli scatti di anzianità per la ricostruzione della carriera, ecco i 3 miliardi risparmiati attraverso veri e propri tagli. Si aggiunge, poi, il fatto che il Governo, con ogni probabilità, bloccherà gli scatti stipendiali di tutti i docenti, non soltanto dei precari assunti, e il guadagno sarebbe in un certo senso assicurato. Nigi parla chiaramente di "taglio lineare su tutto il personale della scuola". Insomma, un'altra riforma scuola a costo zero.
Ci sono, poi, altri calcoli da fare per capire come le immissioni in ruolo promesse nelle linee guida per la riforma scuola 2014 nascondano comunque dei guadagni per il governo. Secondo Nigi, altra forma di risparmio sarebbe quella connessa alla stabilizzazione, grazie alla quale lo Stato non dovrà versare l'1,61% dello stipendio mensile del precario in vista degli ammortizzatori Aspi e mini-Aspi. In questa fase, secondo Nigi, un lavoratore precario costa di più di un lavoratore a tempo indeterminato. Ecco perché: "se si calcola uno stipendio medio lordo di 31.305,25 euro (che è uguale per precari e non), ogni anno un precario costa in più allo stato 2.641,70 euro. Questa cifra moltiplicata per 149mila dà 393,61 milioni risparmiati ogni anno. Quindi, per le casse dello stato: 3 miliardi non investiti, anzi praticamente risparmiati, più altri 600/650 milioni di risparmi annui di cui 400 milioni solo per diminuzione dei versamenti Inps". Insomma, per lo SNALS la riforma scuola 2014 ha come obiettivo principale un taglio lineare su tutti gli stipendi, né più né meno. Un altro tassello che si aggiunge alla discussione.

 

 

     Ven, 19/09/2014 - 14:54

Riforma scuola. Snals: con l'assunzione dei precari ecco quanto risparmia lo Stato

di redazione

I conti li fa il Segretario generale dello Snals-Confsal Marco Paolo Nigi dalle pagine del Sole24Ore.

L'immissione in ruolo dei precari della scuola è non solo fatto positivo, ma anche atto dovuto. Il problema è che non si può far passare un diritto (la stabilizzazione) come un favore accordato e il finanziamento di 3 miliardi un investimento quando invece è un risparmio.

La spiegazione dello Snals: assunzioni senza scatti di anzianità, ma questi non vengono tolti solo ai neo stabilizzati, ma a tutti.
"Inoltre - precisa il sindacalista - il risparmio statale di 3 miliardi non sarebbe una tantum ma strutturale. Anzi, il risparmio sarebbe ancora maggiore"
E spiega che con la stabilizzazione lo Stato risparmia ogni circa 600/650 milioni di costi burocratici, oneri riflessi e di Tfr non versato annualmente ma a fine carriera versamento all'Inps, pari all'1,61% in più sullo stipendio mensile di ogni precario (dovuti per Aspi e mini-Aspi)
Su uno stipendio medio lordo di 31.305,25 euro ogni anno un precario costa in più allo stato 2.641,70 euro.
Questa cifra moltiplicata per 149mila dà 393,61 milioni risparmiati ogni anno.
Ma - qui - cominciano le note dolenti - tutto questo dovrebbe essere raggiunto tramite il taglio degli scatti di anzianità, sostituiti da un sistema basato sul merito. Ed è su questo che lo Snals non transigerà: + le risorse da investire il governo non deve trovarle a spese del personale della scuola, compresi gli stessi precari. Le trovi altrove.