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25-07-2014 N. 4969 - NOTA MIUR

Argomenti trattati: nota ministeriale, CLIL,
Avvio in ordinamento dell'insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL nel terzo, quarto, quinto anno dei Licei Linguistici e nel quinto anno dei Licei e degli Istituti tecnici - Norme transitorie a.s. 2014/15.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica

 

 

MIURAOODGOS prot. n. 4969

Roma, 25 luglio 2014

 

Ai Direttori Generali degli UU.SS.RR

Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti di

Istruzione Secondaria di Il grado

LORO SEDI

 

p.c. Ai Dirigenti della Formazione del personale

docente presso gli Uffici Scolastici Regionali

Ai Referenti regionali CLIL

LORO SEDI

 

 

Oggetto: Avvio in ordinamento dell'insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL nel terzo, quarto, quinto anno dei Licei Linguistici e nel quinto anno dei Licei e degli Istituti tecnici - Norme transitorie a.s. 2014/15.

 

La presente Nota intende offrire alle Istituzioni scolastiche un quadro riassuntivo della normativa che regola l'insegnamento di una Disciplina Non Linguistica in lingua straniera secondo la metodologia CLIL e che definisce i requisiti richiesti ai docenti. Essa è finalizzata a fornire suggerimenti su modalità di attuazione e indicazioni operative a Licei e Istituti tecnici in questa prima fase di applicazione degli Ordinamenti.

 

1. L'insegnamento di una Disciplina Non Linguistica negli Ordinamenti

Nell'ambito della revisione degli ordinamenti della Scuola Secondaria di secondo grado, l'articolo 6, comma 2, del Regolamento emanato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 89/2010, introduce nei Licei Linguistici l'insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL già a partire dal terzo e quarto anno del corso di studi. In particolare la norma prevede:

"Dal primo anno del secondo biennio è impartito l'insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nel! 'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l'insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica, compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nel! 'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente organico ad esse assegnato, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Gli insegnamenti previsti dal presente comma sono attivati nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente ".

In merito al quinto anno degli altri Licei, l'art. 10 comma 5 del succitato Regolamento afferma:

"Fatto salvo quanto stabilito specificamente per il percorso del liceo linguistico, nel quinto anno è impartito l'insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica compresa nel! 'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato. Tale insegnamento è attivato in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente. "

Per quanto riguarda gli Istituti tecnici il DPR 15 marzo 2010, n. 88, all' art. 8, comma 2 lettera b), prevede che:

"Con successivi decreti del Ministro dell'istruzione. dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti:

(…)

b) i criteri generali per l 'insegnamento, in lingua inglese, di una disciplina non linguistica compresa nel! 'area di indirizzo del quinto anno, da attivare in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente. "

Nelle more del previsto Decreto, si forniscono di seguito indicazioni sulle modalità per l'introduzione di una DNL secondo la metodologia CLIL nei curricoli degli Istituti tecnici.

 

2. Requisiti per l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera

Il Decreto Direttoriale n. 6 del 16 aprile 2012 della Direzione Generale per il Personale scolastico (vedi Allegato 1) ha definito gli aspetti caratterizzanti dei corsi di perfezionamento del valore di 20 Crediti Formativi Universitari (CFU) per l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera secondo la metodologia CLIL, rivolti ai docenti in servizio nei Licei e negli Istituti tecnici. L'Allegato A del D.D. elenca le competenze richieste al docente CLIL, che caratterizzano il profilo di questa figura professionale e che si riportano di seguito:

 

Ambito linguistico:

·         ha una competenza di Livello C1 nella lingua straniera;

·         ha competenze linguistiche adeguate alla gestione di materiali disciplinari in lingua straniera;

·         ha una padronanza della microlingua disciplinare (lessico specifico, tipologie di discorso, generi e forme testuali …) e sa trattare nozioni e concetti disciplinari in lingua straniera.

Ambito disciplinare:

·         è in grado di utilizzare i saperi disciplinari in coerenza con la dimensione formativa proposta dai curricula delle materie relative al proprio ordine di scuola

·         è in grado di trasporre in chiave didattica i saperi disciplinari integrando lingua e contenuti

Ambito metodologico-didattico:

·         è in grado di progettare percorsi CLIL in sinergia con i docenti di lingua straniera e/o di altre discipline

·         è in grado di reperire, scegliere, adattare, creare materiali e risorse didattiche per ottimizzare la lezione CLIL, utilizzando anche le risorse tecnologiche e informatiche

·         è in grado di realizzare autonomamente un percorso CLIL. Impiegando metodologie e strategie finalizzate a favorire l’apprendimento attraverso la lingua straniera

·         è in grado di elaborare e utilizzare sistemi e strumenti di valutazione condivisi e integrati, coerenti con la metodologia CLIL.

 

Ai corsi di perfezionamento del valore di 20 Crediti Formativi Universitari possono accedere i docenti in possesso di:

a) certificazioni nella lingua straniera oggetto del corso, rilasciate da Enti Certificatori riconosciuti dai governi dei paesi madrelingua, almeno di livello C1 di cui al "QCER - Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue", che attestano le abilità ivi previste (Ascolto, Parlato/Interazione, Scrittura, Lettura);

b) competenze linguistiche certificate in relazione alle abilità di cui alla lettera a), di livello 82 del QCER, iscritti e frequentanti un corso di formazione per conseguire il livello C1 del QCER.

A riguardo si richiama la normativa di riferimento per il riconoscimento delle certificazioni delle competenze linguistiche:

•       il Decreto Ministeriale del 7 marzo 2012, che individua i requisiti per il riconoscimento della validità delle certificazioni delle competenze linguistico-comunicative in lingua straniera del personale scolastico;

•       i Decreti Direttoriali della Direzione Generale Affari Internazionali che dettagliano l'elenco degli Enti Certificatori riconosciuti, reperibili al link

http: //hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-affariinternazionali/enti_ certificatori_lingue_straniere

In sintesi, il titolo rilasciato dalla Università al termine del corso di 20 CFU al docente in possesso di certificazione linguistica di livello C1 è il requisito richiesto per l'insegnamento di una DNL in lingua straniera.

Alla luce del Decreto Direttoriale della Direzione Generale per il Personale scolastico n. 89 del 20/11/2013, si ritiene opportuno precisare che in questa fase di prima applicazione della metodologia CLIL, negli Ordinamenti scolastici, essendo in pieno svolgimento le attività di formazione dei docenti sia sul fronte linguistico che sul fronte metodo logico, può trovare impiego nella didattica della disciplina veicolata in lingua straniera anche il docente in possesso di una competenza linguistica di Livello B2 del Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue e impegnato nella frequenza dei percorsi formativi.

L'avvio graduale, attraverso moduli parziali, può essere sperimentato anche dai docenti comunque impegnati nei percorsi di formazione per acquisire il livello B2.

 

3. Modalità di attuazione dell'insegnamento di una DNL in LS

Si indicano alcune modalità di attuazione per l'introduzione di una DNL in lingua straniera secondo la metodologia CLIL, a partire dal prossimo a.s. 2014-15 nel terzo, quarto, quinto anno dei Licei Linguistici e nel quinto anno degli altri Licei e degli Istituti tecnici, finalizzate a pern1ettere una introduzione graduale dell’insegnamento della DNL in lingua straniera, considerato che le attività di formazione richiederanno più anni per far acquisire ad un ampio numero di docenti i risultati formativi richiesti.

In primo luogo questa Direzione Generale suggerisce per l'avvio della metodologia CLIL una programmazione da parte del docente DNL concordata anche con l'insegnante di lingua straniera e/o ove presente, con il conversatore di lingua straniera e con l'assistente linguistico, anche tenendo conto degli orientamenti fomiti nelle INDICAZIONI NAZIONALI per i Licei e nelle LINEE GUIDA per gli Istituti Tecnici.

Potranno essere valorizzate anche le competenze degli insegnanti che rientrano sul territorio Metropolitano dopo aver prestato servizio in scuole italiane all'estero.

 

3. I Licei

In proposito si riporta quanto già indicato per Lingua e Cultura Straniera nel DECRETO 7 Ottobre 2010, n. 211 recante "INDICAZIONI NAZIONALI riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all'articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89":

" ... Si realizzeranno inoltre con l 'opportuna gradualità anche esperienze d'uso della lingua straniera per la comprensione e rielaborazione orale e scritta di contenuti di discipline non linguistiche .

... In particolare. il quinto anno del percorso ficeale serve a consolidare il metodo di studio della lingua straniera per l'apprendimento di contenuti non linguistici. coerentemente con l'asse culturale caratterizzante ciascun liceo e in funzione dello sviluppo di interessi personali o professionali.

... Lo studente ... utilizza le nuove tecnologie per fare ricerche, approfondire argomenti di natura non linguistica, esprimersi creativamente e comunicare con interlocutori stranieri. "

 

3.1.1. Licei Linguistici

Il Liceo Linguistico è caratterizzato dallo studio di più sistemi linguistici e culturali e prevede l'acquisizione di una padronanza comunicativa di tre lingue straniere finalizzata a comprendere criticamente l'identità storica e culturale di tradizioni e civiltà diverse.

Nel richiamare le indicazioni fornite da questa DG con nota prot. 240 del 16/01/2013, si suggerisce in classe terza e quarta l'attivazione di norma del 50% del monte ore della disciplina veicolata in lingua straniera, in considerazione anche della necessità di dotare gli studenti della padronanza del linguaggio tecnico-specialistico della disciplina nella lingua italiana.

Per quanto riguarda l'insegnamento di un'altra DNL in una diversa lingua straniera prevista a partire dal quarto anno, anche in questo caso si suggerisce l'attivazione di norma del 50% del monte ore della disciplina veicolata in lingua straniera.

Con riferimento al quinto anno, per entrambe le DNL insegnate in due diverse LS, viene confermata l'attivazione di norma del 50% del monte ore della discipline veicolate in lingua straniera.

 

3.1.2. Il quinto anno degli altri Licei

Si suggerisce l'attivazione in classe quinta preferibilmente del 50% del monte ore della DNL veicolata in lingua straniera.

 

3.2. Istituti Tecnici

Nel ribadire che specifiche indicazioni saranno contenute nell'emanando decreto del Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca di concerto con il MEF, si riporta quanto contenuto nelle LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO DEGLI ISTITUTI TECNICI - per il secondo biennio e il quinto anno:

"Nel quinto anno è previsto l 'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese .L 'insegnamento è .finalizzato, in particolare, a potenziare le conoscenze e abilità proprie della disciplina da veicolare in lingua inglese attraverso la contemporanea acquisizione di diversi codici linguistici. L'integrazione tra la lingua inglese e altra disciplina non linguistica, secondo il modello Content and Language lntegrated Learning (CLIL), a cui è riservata di seguito un 'apposita sezione, viene realizzata dal docente, con una didattica di tipo fortemente laboratoriale, attraverso lo sviluppo di attività inerenti le conoscenze e le abilità delle discipline interessate, in rapporto ali 'indirizzo di studio. "

Al riguardo si raccomanda una attenta lettura del punto 2.5 "Il CLIL e la promozione del plurilinguismo", nel quale vengono fornite indicazioni metodo logiche e consigli su come attivare l'insegnamento. Il Collegio dei docenti, nella sua autonomia, sceglierà, pertanto, la disciplina dell'area d'indirizzo del quinto anno in base ai criteri definiti e alle risorse disponibili, coinvolgendo anche gli insegnanti tecnico-pratici che stanno frequentando i corsi di formazione CLIL.

Resta infine utile ricordare quanto indicato nell' AREA GENERALE per la disciplina Lingua Inglese relativamente al secondo biennio e quinto anno:

"L'acquisizione progressiva dei linguaggi settoriali è guidata dal docente con opportuni raccordi con le altre discipline, linguistiche e d'indirizzo, con approfondimenti sul lessico specifico e sulle particolarità del discorso tecnico, scientifico, economico, e con le attività svolte con la metodologia CLIL".

Pertanto la sinergia tra il docente di inglese e i docenti di altre discipline sarà particolarmente significativa ove la DNL costituisce una delle materie caratterizzanti veicolate in lingua straniera.

 

3.2.1. Il quinto anno degli Istituti Tecnici

Si suggerisce l' attivazione in classe quinta preferibilmente del 50% del monte ore della DNL veicolata in lingua straniera.

 

4. Indicazioni operative

Come precisato nel punto precedente, un obiettivo verso cui tendere è quello di insegnare con modalità CLIL orientativamente il 50% del monte ore della DNL veicolata in lingua straniera. Forme modulari, programmazioni pluriennali, laboratori, momenti intensivi, organizzazioni flessibili sono elementi che possono orientare le scelte didattiche.

4.1. Nei casi di totale assenza di docenti di DNL in possesso delle necessarie competenze linguistiche e metodologiche all'interno dell'organico dell'Istituzione scolastica, si raccomanda lo sviluppo di progetti interdisciplinari in lingua straniera nell'ambito del Piano dell'Offerta Formativa, che si avvalgano di strategie di collaborazione e cooperazione all'interno del Consiglio di classe, organizzati con la sinergia tra docenti di disciplina non linguistica, il docente di lingua straniera e, ove presenti, il conversatore di lingua straniera e eventuali assistenti linguistici. Resta inteso che gli aspetti formali correlati alla valutazione rimangono di competenza del docente di disciplina non linguistica.

4.2. L'attivazione di percorsi CLIL potrà essere facilitata dalla conoscenza e condivisione tra i docenti di bestpractices nazionali o internazionali, dall'utilizzo di tecnologie multimediali e di tecniche comunicative multimodali. Le modalità di realizzazione definite nell'ambito dell'autonomia organizzativa delle Istituzioni scolastiche possono prevedere una organizzazione didattica flessibile finalizzata ad una migliore utilizzazione delle competenze professionali disponibili nell'istituto. Possono anche essere promossi incontri tra scuole o reti di scuole, sia in presenza, sia a distanza (videoconferenze o webinar con esperti nazionali o internazionali), che permettano di condividere competenze ed esperienze. Ad esempio, la didattica a classi aperte (il coinvolgimento di più classi o gruppi classe) e l'utilizzo di insegnamento a distanza (lezioni condotte da docenti esperti anche di altre scuole italiane o straniere) possono rappresentare utili strategie organizzative, funzionali all'ampliamento di percorsi formativi CLIL all'interno dell'Istituzione scolastica.

Inoltre, tenendo conto che i corsi di formazione metodologico-didattica, affidati a strutture universitarie, comprendono un monte ore di tirocinio (2 Crediti Formativi, per un totale di circa 50 ore), si ritiene che detto tirocinio, se svolto in classi di Licei o Istituti Tecnici, possa essere dalla scuola considerato equivalente ad una offerta di insegnamento di una DNL in lingua straniera.

 

5. Esame di Stato

Le nuove modalità di svolgimento dell'Esame di Stato riguarderanno le classi quinte dei licei ed istituti tecnici nell'a.s. 2014-15.

In generale l'accertamento del profitto nelle discipline non linguistiche veicolate in lingua straniera dovrà, in sede di esame, mettere gli studenti in condizione di valorizzare il lavoro svolto durante l'anno scolastico.

Tuttavia, qualora la DNL veicolata in lingua straniera costituisca materia oggetto di seconda prova scritta, stante il carattere nazionale di tale prova, essa non potrà essere svolta in lingua straniera.

Invece, la DNL veicolata in lingua straniera costituirà oggetto d'esame nella terza prova scritta e nella prova orale come di seguito precisato:

TERZA PROVA SCRITTA: La scelta della tipologia e dei contenuti da parte della Commissione terrà conto della modalità con le quali l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera tramite metodologia CLIL è stato attivato, secondo le risultanze del documento del Consiglio di classe di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n. 323.

PROVA ORALE: Per la disciplina non linguistica, il cui insegnamento sia stato effettuato con la metodologia CLIL, il colloquio potrà accertare anche in lingua straniera le competenze disciplinari acquisite, qualora il relativo docente venga a far parte della Commissione di esame in qualità di membro interno.

 

6. Organi e figure di riferimento

Ovviamente l' introduzione della metodologia CLIL comporta il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema scolastico, quali il Dirigente Scolastico, il Collegio dei Docenti, i Dipartimenti, i Consigli di Classe, il docente di disciplina non linguistica, il docente di lingua straniera, il conversatore in lingua straniera e, ove presente, l'assistente linguistico.

 

6.1. Il ruolo del Dirigente Scolastico

Il Dirigente Scolastico ha il compito di individuare i docenti con le più elevate competenze sia linguistiche sia metodologiche CLIL da destinare alle prime esperienze di attivazione della DNL in lingua straniera. Tra le sue iniziative può prevedere anche la costituzione o l'adesione a reti di scuole che abbiano come finalità lo sviluppo di pratiche di insegnamento CLIL.

Il Dirigente Scolastico potrebbe favorire attività e iniziative di mobilità e scambi di docenti e studenti, anche attraverso progetti finanziati con fondi europei, al fine di promuovere l'internazionalizzazione del piano dell'offerta formativa. E' auspicabile l'attivazione di iniziative di job shadowing con docenti della stessa scuola, di altre scuole italiane o straniere, oppure di iniziative di formazione in servizio "sul campo" inerenti la metodologia CLIL.

 

6.2. Il ruolo delle Reti di scuole

In questi ultimi anni le scuole in rete hanno operato su vari fronti, mettendo in atto numerose iniziative di formazione linguistica e metodo logica, creando situazioni diffuse di sviluppo della metodologia CLIL.

In considerazione del DM 821 dell'11/10/2013 e del D.D. 89 del 20/11/2013 che vedono le istituzioni scolastiche o loro reti, assegnatarie di fondi su specifici progetti di formazione CLIL per docenti, è opportuno incentivare le attività delle reti di scuole finalizzate a condividere risorse umane e materiali ed esperienze e, nella migliore delle ipotesi, lezioni CLIL tra classi o gruppi di studenti di scuole diverse (cfr. art. 7 DPR 275/99).

 

6. 3. Il ruolo del Collegio dei Docenti

Il Collegio dei Docenti ha il compito di definirei criteri per l'individuazione delle discipline da destinare all'insegnamento secondo la metodologia CLIL e attivare i Dipartimenti con indicazioni funzionali alla progettazione di percorsi CLIL, anche in riferimento alle strategie e alle modalità attuative precedentemente menzionate.

 

6.4. Il ruolo dei Dipartimenti e dei Consigli di Classe

l Dipartimenti, ove attivati, sono chiamati a individuare modalità operative e contenuti da sviluppare con la metodologia CUL, soprattutto nella fase di definizione dei nuclei disciplinari da veicolare in lingua straniera e relative modalità di realizzazione. I Consigli di Classe sono chiamati a lavorare in sinergia e nell'ottica del confronto e del supporto reciproco, in tutte le fasi di progettazione ed implementazione dell'insegnamento della DNL in lingua straniera.

 

6.5. Il ruolo del docente di lingua straniera, dell'eventuale conversatore di lingua straniera e dell'eventuale assistente linguistico

A livello ordinamentale, per il docente di lingua straniera e, ove presenti, il conversatore di lingua straniera o l'assistente linguistico, non è previsto un diretto coinvolgimento attraverso forme di compresenza o codocenza, anche se è auspicabile una interazione al livello progettuale. Va osservato infatti, che queste figure professionali rivestono un ruolo fondamentale all'interno del Consiglio di Classe, soprattutto per le sinergie che potrebbero essere create con il docente DNL, come precisato nel punto 3. Esse potranno infatti fornire preziosi cd imprescindibili strumenti per l' analisi del profilo della classe in relazione alle competenze linguistico-comunicative e per una progettazione condivisa e pienamente rispondente ai bisogni formativi degli studenti, oltre a suggerire tecniche e modalità di insegnamento CLIL.

Si auspica quindi. la costituzione di veri e propri team CLIL (docente di DNL, docente di lingua straniera, eventuale conversatore di lingua straniera o assistente linguistico), finalizzati allo scambio e al rafforzamento delle reciproche competenze.

 

6.6. Il ruolo degli Uffici Scolastici Regionali

Agli Uffici Scolastici Regionali è affidato il compito di coordinare le attività delle reti di scuole per lo sviluppo di pratiche di insegnamento secondo la metodologia CLIL, da sostenere anche con interventi formativi a cura degli Uffici stessi in collaborazione con strutture universitarie, enti culturali, associazioni professionali o altri soggetti.

 

7. Le Reti di scuole

Con il D.M. 821 dell'11/10/2013 e il D.D. 89 del 20/11/2013 sono state organizzate sul territorio varie Reti di Licei e Istituti Tecnici che hanno attivato "percorsi di formazione finalizzati a far raggiungere ai docenti di discipline non linguistiche una adeguata competenza professionale utile all'assolvimento del compito".

Questa Direzione Generale è impegnata dall'a.s. 2012-13 nell'attivazione della Rete nazionale dei Licei Linguistici, finalizzata alla diffusione e al supporto della metodologia CLIL.

La Rete è costituita da una Istituzione scolastica capofila per ogni Regione, a cui è stato affidato il compito di promuovere e coordinare in particolare attività di formazione correlate alla diffusione della metodologia CLIL.

Tra le attività previste, è stato attivato un progetto di monitoraggio (cfr. nota di questa D.G. del 5829 del 30/10/13) rivolto ai docenti di disciplina non linguistica che hanno insegnato nelle classi terze dei licei linguistici nell'a.s. 2012-13.

L'elaborazione dei dati di questo questionario, a cura di un Gruppo di lavoro costituito presso questa D.G., ha permesso di mettere a fuoco le modalità con le quali sono stati progettati percorsi CLIL, le scelte motivazionali, didattiche e organizzati ve, le aspettative e gli atteggiamenti dei docenti nei confronti di questa metodologia.

La disseminazione c diffusione dei risultati è avvenuta nel corso di un Seminario che si è tenuto il giorno 5 marzo u.s. presso la Sala della Comunicazione del MIUR, durante il quale è stato diffuso il Rapporto di monitoraggio nelle classi terze dei Licei Linguistici dell'u.s. 2012/ 13, reperibile al link

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-ordinamenti/clil

Si ringraziano le Istituzioni scolastiche per l'impegno nella realizzazione di questa importante innovazione metodologica, che risulta particolarmente apprezzata da famiglie e studenti.

 

 

IL DIRETTORE GENERALE

Carmela PALUMBO

 

 

 

Allegati 1: Decreto Direttoriale n. 6 del 16 aprile 2012 della Direzione Generale per il Personale scolastico.

Scadenze di: dicembre 2022