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Pensioni e Scuola. Intervento del Segretario Generale SNALS-Confsal, Marco Paolo Nigi a TG2 Insieme

Nigi si è soffermato sulla grave difficoltà della doppia penalizzazione nel Comparto Scuola e cioè il blocco dei contratti e il blocco degli scatti di anzianità. Il blocco dei contratti comporta il non aumento dello stipendio mentre il costo della vita sale...

Si è tenuto questa mattina, l’intervento del prof. Marco Paolo Nigi a TG2 Insieme incentrato sui riflessi dell’economia sulla previdenza e, in particolar modo, sulla scuola. Lo “spazio economico” è stato condotto da Frediana Biasutti.

La rubrica è iniziata alle h. 10,00, dopo una rassegna stampa quotidiana, c’è stato un servizio sulle pensioni nel comparto pubblico e, in particolar modo, nella scuola; è seguito, poi, l’intervento di Nunziatina De Nigris, dirigente dell’INPS, e intorno al 17mo minuto è iniziato l’intervento di Nigi.

 

Nigi si è soffermato sulla grave difficoltà della doppia penalizzazione nel Comparto Scuola e cioè il blocco dei contratti e il blocco degli scatti di anzianità. Il blocco dei contratti comporta il non aumento dello stipendio mentre il costo della vita sale; i contratti servivano e servono a recuperare questo dato inflattivo. Lo Stato, che in questo caso è il datore di lavoro, non rinnovando i contratti risparmia dei soldi che, invece con il rinnovo, dovrebbe dare immediatamente e che, tra l’altro, non sono più recuperabili da parte del lavoratore poiché il blocco dei contratti, previsto prima fino al 2013, poi spostato dalla legge finanziaria di altri due anni, cioè fino al 2015, è un’altra preoccupazione e si spera non vada oltre…

Ha poi toccato il punto degli stipendi degli insegnanti italiani, tra i più bassi in Italia - e non solo - nonostante siano una categoria molto qualificata, in costante aggiornamento, ma che, purtroppo, proprio qui in Italia, sono soggetti ad una cattiva considerazione, una vera e propria denigrazione nei confronti del Pubblico Impiego, in particolare per la Scuola, che scaturisce dal pensare di “avere il posto fisso”, di lavorare poco, di avere due mesi di vacanze,… Ma questo non è vero, poiché hanno le stesse ferie, gli stessi permessi, le stesse festività soppresse di tutti gli altri lavoratori e, sottraendo tali giorni, quelli lavorativi variano dai 200 ai 210; un insegnante in Italia sta in classe 18 ore, come quasi in tutta Europa - in Germania sono 16 -, e poi bisogna considerare che il lavoro dell’insegnante non termina con la parte visibile di quanto sta in classe, che è sì impegnativa, anche usurante a volte, anche se non viene riconosciuto… Ma ci sono tutti una serie di impegni che non sono svolti in classe, e che forse sono anche più impegnativi e coinvolgenti delle ore prestate in classe. La scuola è andata avanti non per legge, ma proprio alla passione e alla dedizione degli insegnanti per la loro professione. Non pensiamo alla scuola semplicemente come “scuola-parcheggio”: gli alunni arrivano, stanno lì, fanno quello che vogliono, e se ne vanno… Non è questa la scuola. La scuola è un momento di grosso impegno e di grande serietà ed è quello che lo SNALS-Confsal da tempo mette in essere, ed è quello che sta ottenendo: la serietà degli studi, restituire l’autorevolezza alla scuola e restituire pienamente dignità professionale al personale che in essa opera, poiché non è formata solo da insegnanti, ma da tante figure, altrettanto importanti. C’è da considerare che gli impegni non sono solo quelli strettamente della professione, ma ci sono anche aspetti legati ad una burocrazia in crescente aumento e sempre più complessa; tra queste, per esempio,  ci siamo battuti per l’abolizione del giudizio nella valutazione dell’alunno contro il ritorno al voto, più chiaro e comprensibile, ma soprattutto meno “impegnativo” per chi dà il “giudizio” di un allievo.

Altro punto importante toccato da Nigi, ma che non ha potuto essere svolto in maniera più approfondita per ristrettezza dei tempi televisivi, è stato quello dei precari della scuola. Lo SNALS-Confsal auspica che per le scuole, come per tutte le aziende, non si faccia una programmazione annuale ma pluriennale. I precari sono tanti e sono tutti nel cosiddetto organico di fatto occupando dei posti annualmente o fino al termine delle lezioni; vengono pagati con una retribuzione iniziale cioè senza scatti di progressione di carriera, che verranno poi recuperati dopo l’assunzione in ruolo, ma non possiamo entrare nel merito di questo meccanismo ora...

 

La trasmissione intera è visibile sul sito Rai TV del TG2 Insieme, data 16-12-2013, all’indirizzo: 

http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/rubriche/PublishingBlock-1692a423-550a-42be-b8ad-8487ba192c3f.html

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