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Crescita e Equità: il "vero" servizio al Paese in recessione e malato di iniquità sociale

Editoriale di M.P.Nigi, Segretario Generale Confsal
In conclusione, la Confsal chiede al governo Letta un'azione incisiva, sia a livello nazionale che europeo, che coniughi le ragioni della crescita ...

Crescita e Equità: il “vero” servizio al Paese in recessione e malato di iniquità sociale - Editoriale del Segretario Generale della Confsal

Si riporta, di seguito, il testo dell’editoriale del Segretario Generale della Confsal, prof. Marco Paolo Nigi, che verrà pubblicato sul prossimo numero dell’organo di stampa della nostra Confederazione: “Confsal, Società, Cultura, Lavoro”.

 

 

Il Governo è ancora in laboratorio

 

CRESCITA E EQUITA’

Il “vero” servizio al Paese in recessione e malato di iniquità sociale

 

(di Marco Paolo Nigi)

 

La Corte dei Conti, in audizione in Parlamento, ha confermato una insostenibile pressione fiscale e una grande e diffusa evasione fiscale.

La pressione fiscale effettiva sul PIL emerso, vale a dire quella depurata dall'economia sommersa stimata, ha raggiunto il 53%.

L'economia illegale è stimata dal MEF intorno al valore record del 18% del PIL.

Le politiche tributarie ondivaghe e contraddittorie degli ultimi anni e la annosa scarsa condivisione sul contrasto all'evasione fiscale hanno portato a una situazione in cui il contribuente onesto è fortemente penalizzato e il sistema economico reale stenta a recuperare la capacità di ripresa della crescita economica.

In questo contesto di inaudita gravità si registrano due importanti eventi che lasciano ben sperare e che hanno caratterizzato fortemente l'agenda politica internazionale e quella parlamentare degli ultimi giorni.

Il gruppo degli 8 Paesi più industrializzati del mondo (G8), riunitosi recentemente in Irlanda del Nord, ha approvato il Manifesto di Lough Erne sul contrasto globale all'evasione fiscale attraverso la trasmissione rapida, completa e integrata dei dati fiscali e la definizione di regole uniformi per impedire alle multinazionali di spostare i profitti nei paradisi fiscali, al fine di eludere il fisco del Paese in cui viene prodotta la ricchezza.

Sul fronte interno, l'altro evento rilevante è costituito dalla ripresa regolare dell'iter parlamentare del disegno di legge per la delega fiscale (Atto Camera 1122). Il provvedimento di legge prevede la delega per la revisione del catasto dei fabbricati, per l’introduzione di misure più rigorose anti-evasione/elusione/erosione fiscale, per la revisione del contenzioso e il riordino delle sanzioni penali e amministrative, per la semplificazione delle procedure fiscali, nonché per la costituzione di una governance fiscale. Al momento, è prevedibile che l'approvazione del disegno di legge avvenga alla Camera entro la fine di luglio e, in via definitiva, al Senato, prima della pausa estiva.

La Confsal valuta i due eventi positivamente, perché entrambi si muovono nella direzione di una svolta in materia di affermazione della legalità fiscale.

Come ènoto, la Confsal ha sempre sostenuto che il concorso dell'eccessiva austerità imposto dalla governance dell'Eurozona, con la conseguente affermazione del primato assoluto del risanamento dei conti pubblici in un contesto di grave e duratura recessione, l'irrazionalità dei tagli lineari alla spesa pubblica, la grave mancanza di mirate riforme strutturali, soprattutto in materia di fisco, riordino delle Istituzioni e razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché l'alta pressione fiscale, unita alla diffusa evasione totale e parziale, abbia determinato una vera e propria “camicia di forza” per l'economia reale legale.

Il sistema socio-economico italiano, a nostro parere, per uscire dal tunnel della recessione e della disoccupazione, ha bisogno di concreti ed efficaci interventi comunitari raccordati con mirate riforme strutturali che finora non hanno trovato la sensibilità, la volontà e la capacità politica per essere realizzate.

Il governo Letta, nato in un contesto sociale, economico e politico straordinario, non può sfuggire all'impegno riformista funzionale alla crescita economica e occupazionale e all'equità sociale.

L'Esecutivo è partito con il decreto “del fare” che la Confsal ha apprezzato soprattutto per quanto riguarda il primo sostegno alle famiglie e alle imprese.

Maè evidente che i provvedimenti di breve-medio periodo per l'attesa svolta sono ancora nel laboratorio governativo e, a nostro avviso, dovranno riguardare:

-       l'occupazione e in particolare il pacchetto-giovani, con la previsione di interventi normativi sul fronte delle assunzioni, dei contratti a termine, dell'apprendistato e dei servizi per l'impiego;

-       ilcosto del lavoro, con la riduzione, seppure graduale, del cuneo fiscale;

-       ilrecupero del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori privati e pubblici, utilizzando la leva fiscale e lo sblocco dei rinnovi contrattuali;

-       ilripristino della indicizzazione delle pensioni, riservando particolare attenzione a quelle medio-basse;

-       unasoluzione equilibrata per la revisione e la rimodulazione dell'IMU e della TARES/TIA, nonché per il mantenimento dell'aliquota IVA del 21%.

 

Sul fronte Eurozona, il premier Letta, con il suo governo, dovrà far valere con i fatti concreti le ragioni forti del lavoro, dell'occupazione, della crescita e della coesione sociale.

 

Il governo dovrà esprimere un forte impegno in Unione Europea per:

-              laprevisione e la costituzione di un fondo consistente di risorse da destinare nel prossimo biennio ad un serio sostegno all'occupazione, con particolare riferimento a giovani e donne;

-              l'introduzione della golden rule, al fine di tenere fuori dal calcolo del debito pubblico per i Paesi in regola con il rapporto Deficit/PIL, come l'Italia, gli investimenti produttivi.

 

La Confsal è consapevole delle difficoltà oggettive che il Governo dovrà affrontare nel breve e medio periodo per ridare una prospettiva certa al Paese e, pertanto, avverte tutta la responsabilità di una grande forza sociale rappresentativa.

Ma questo non significa che la Confsal debba rinunciare al suo ruolo sociale con il connesso dovere di tener presente e evidenziare che in questi anni di crisi tutti i provvedimenti per il risanamento dei conti pubblici, legati all'”austerità”, hanno determinato una situazione insostenibile per i lavoratori, la stragrande maggioranza dei pensionati e i contribuenti “onesti”.

In conclusione, la Confsal chiede al governo Letta un'azione incisiva, sia a livello nazionale che europeo, che coniughi le ragioni della crescita, in un contesto di “relativa” stabilità della finanza pubblica, con quelle dell'equità sociale.

Se l’Esecutivo Letta riuscirà a corrispondere a questa legittima richiesta potrebbe dare un decisivo segno distintivo di una governance di effettivo servizio.

Se tutto questo si realizzasse potrebbe costituire il “vero” servizio assicurato a un Paese in grave recessione e malato di iniquità sociale.

Scadenze di: giugno 2019