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Elezioni politiche istruzione, priorità nazionale

Argomenti trattati: Incontri politici e sindacali, Governo,
Edizione Iscritti n°16 del gen 19 2013 12:00AM

Si passi dalle parole ai fatti

 

Dopo le dimissioni del governo tecnico e del Presidente del Consiglio uscente Mario Monti, il panorama politico è notevolmente cambiato.

Nuovi schieramenti si fanno strada, nuove (o vecchie) alleanze si sono strette in vista delle elezioni politiche di febbraio. Liste  e partiti hanno iniziato a presentare i programmi che intendono realizzare in caso di vittoria elettorale. Sondaggi, proclami,  promesse, garanzie di rinnovamento ci bersagliano dai media. Tutti sono d’accordo sulla centralità della scuola per lo  sviluppo del Paese e sul principio che l'educazione rappresenta una priorità su cui investire.

Poche, tuttavia, le proposte concrete per conseguire questi obiettivi e spesso si riducono a “enunciazioni di principio”, se non  addirittura a “slogan”.

Fanalino di coda riguardo alla spesa per l'istruzione nell’Unione Europea. Stando ai dati Eurostat, infatti, l'Italia, con una  spesa per l'istruzione pari al 4,4% del PIL, (rispetto ad una media OCSE del 5,8%) si situa al 21° posto tra i paesi UE. Serve,  quindi, una seria politica scolastica che, invertendo la rotta, promuova concreti investimenti nel sistema di istruzione. Anche e  soprattutto in un periodo di crisi come quello che sta attraversando l’Italia. E invece - ma non è stata una sorpresa – nessuna indicazione emerge dai vari programmi: si parla di difesa della scuola pubblica, di lotta alla dispersione, di valorizzazione  degli insegnanti, di piani di investimenti in capitale umano. Tutti sacrosanti obiettivi, ma se non supportati dal “come” si  intenda raggiungerli restano generici e rituali propositi.

Noi, come sindacato autonomo più rappresentativo del mondo della scuola, più volte abbiamo manifestato le nostre idee e  diffuso il nostro “programma”. Un programma per una scuola seria, qualificata e moderna. Una scuola che prepara alla vita e  al lavoro, che valorizza le competenze e riconosce il valore culturale e sociale delle professionalità che in essa operano.

Noi vogliamo che aumenti la produttività della scuola, ma questo non si deve tradurre in un aumento di lavoro né per i  docenti né per gli studenti, ma in un accrescimento della qualità che, secondo noi, è perseguibile attraverso tre obiettivi  prioritari.

Innanzitutto ribadendo la centralità della scuola come infrastruttura prioritaria e leva strategica per lo  sviluppo civile,  economico e culturale del Paese. Essa va considerata, insieme a tutto il settore del “sapere” e, quindi, all’università, alla  ricerca e all’alta formazione artistica e musicale, settore di investimento e non di tagli orizzontali e indiscriminati come fino ad

oggi è avvenuto.

Occorre, poi, affrontare l'emergenza educativa recuperando la serietà degli studi, il che equivale anche ad educare gli  studenti a comprendere che non hanno solo diritti, ma anche doveri da rispettare. Bisogna, infine qualificare la spesa,  perseguendo obiettivi chiari e ponendo in essere interventi mirati. Si taglino sprechi e diseconomie; si reperiscano le risorse con una lotta incisiva all’evasione e all’elusione fiscali e al lavoro sommerso, che rappresentano un furto vergognoso a  danno dei cittadini onesti che pagano le tasse e, quindi, a danno dello Stato.

I nostri sono obiettivi perseguibili, sempre a patto che ci sia la volontà politica di realizzarli e di comprendere che è  necessaria una vera e propria“rivoluzione culturale” che coinvolga l’intero sistema. Chi si candida alla guida del Paese deve  avvertire la necessità di una svolta radicale che ponga fine alla pluriennale politica dei tagli e porti ad una reale  valorizzazione del personale e al miglioramento qualitativo del sistema di istruzione. Per questi motivi lo Snals-Confsal invita  i candidati alle prossime elezioni a chiarire agli elettori con quali investimenti pensano di ridare alla scuola la centralità che  merita e che essi promettono, e, soprattutto, dove taglieranno le spese per investire nell’istruzione.

Al di là di questo, sono tutte parole.

 

MARCO PAOLO NIGI

Segretario generale dello Snals-Confsal

 

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