1. Il "ritorno" dell'investimento in istruzione-                         -Tuttoscuolafocus-
  2. Settimana cruciale per gli esami preliminari dei privatisti
  3. Dirigenti scolastici/1. Un contratto a posteriori
  4. Dirigenti scolastici/2. Chi valuterà i risultati?
  5. USA: la Civic Capacity migliora l'educazione
  6. Se Bersani fa il birichino...
  7. Si può criticare pubblicamente il Ministero? Il caso dell'Emilia Romagna
  8. E' il mese delle paritarie
  9. Media Education: l'innovazione che può aiutare i docenti
  10. Pancalli: la pratica sportiva per valorizzare gli alunni disabili
  11. La normativa della settimana
  12. TuttoscuolaMEMORANDUM


1. Il "ritorno" dell'investimento in istruzione

Un interessante studio di due ricercatori, Robert J. Barro e Jong Wha Lee, pubblicato nella cospicua serie di Working Papers che il NBER (National Bureau of Economic Research) dedica all'economia dell'istruzione - una cui sintesi è riportata dal sito lavoce.info - sostiene che il tasso di ritorno di un anno in più di scuola varia tra il 6 e il 13 per cento sia in termini individuali che di Paese.

Il tasso di ritorno dell'istruzione varia per grandi raggruppamenti: nei paesi avanzati, Asia orientale e Asia meridionale è più alto (13,3 per cento), nell'Africa sub-sahariana raggiunge il 6,6 per cento e il 6,5 per cento in America Latina.

Lo studio giunge a questa conclusione dopo aver preso in considerazione i dati di 146 Paesi tra il 1950 e il 2010. Nel 2010 la popolazione mondiale sopra i 15 anni ha raggiunto un'istruzione media di 7,8 anni, crescendo dai 3,2 anni del 1950 ai 5,3 del 1980. Ma dal 1950 al 2010 gli anni di frequenza scolastica sono saliti da 6,2 a 11 nei paesi ad alto reddito, e da 2,1 a 7,1 in quelli a basso reddito, lasciando praticamente invariato il divario di circa quattro anni tra paesi ricchi e poveri in termini di anni di istruzione.

Il tasso di ritorno dell'istruzione varia in rapporto ai livelli di istruzione: è più alto per l'istruzione secondaria (10 per cento) e terziaria (17,9 per cento), mentre per il livello di istruzione primaria è vicino a zero. Questo significa che in media il differenziale salariale tra diplomati di scuola secondaria e primaria è di circa il 77 per cento e che il divario tra un laureato e chi ha il solo titolo di scuola primaria è di circa il 240 per cento.

I dati offerti dai due ricercatori, che con questo nuovo saggio ampliano e approfondiscono un  tipo di analisi da essi avviato circa vent'anni fa, sono di grande interesse e si sono già rivelati utili per una serie di valutazioni e interventi, effettuati in diversi Paesi, basati sul legame tra l'istruzione e una serie di variabili economico-sociali riguardanti non solo la crescita economica ma anche le disuguaglianze di reddito, le tematiche istituzionali e la libertà politica.


2. Settimana cruciale per gli esami preliminari dei privatisti

L'anno scorso furono quasi 26 mila i candidati esterni (cosiddetti privatisti) che, senza filtri o preventivi giudizi di ammissione, poterono accedere direttamente all'esame di Stato, mentre i candidati interni erano costretti a superare gli ostacoli selettivi previsti dalle norme.

Per anni l'ammissione agli esami di Stato è avvenuta senza filtro alcuno o giudizio di ammissione sia per gli studenti interni sia per i privatisti.

Poi, a cominciare dal ministro Moratti, vennero introdotte norme selettive (ma non troppo) per l'ammissione degli studenti interni, dimenticando di prevedere per i privatisti analoghe disposizioni.

La dimenticanza è passata di ministro in ministro fino all'esame di Stato dello scorso anno, quando agli interni è stata richiesta la media complessiva del sei nelle discipline di studio dell'ultimo anno mentre agli esterni è bastata, ancora una volta, la semplice domanda per essere ammessi all'esame.

Una vera e propria beffa di cui hanno anche approfittato diversi studenti interni che, in difficoltà di apprendimento, si sono ritirati da scuola entro il 15 marzo per poi presentarsi da privatisti all'esame.

Quest'anno, finalmente, non sarà più così.

In base all'ordinanza n. 44 del 5 maggio scorso, tutti i candidati esterni dovranno sostenere l'esame preliminare sulle materie dell'ultimo anno davanti ad una commissione interna di docenti. La disciplina in dettaglio è contenuta nell'articolo 7.

Per l'ammissione i privatisti dovranno conseguire la sufficienza (sei decimi) in ogni disciplina di studio, come è previsto, per la prima volta da quest'anno, anche per i candidati interni.

Gli esami preliminari dovranno essere sostenuti, di norma, entro maggio o, comunque, entro il termine dell'anno scolastico, secondo un calendario di prove fissato da ogni scuola.


3. Dirigenti scolastici/1. Un contratto a posteriori

La scorsa settimana è stata finalmente sottoscritta presso l'ARAN l'ipotesi di contratto dei dirigenti scolastici dell'Area V relativa al quadriennio normativo 2006-2009 e ai due bienni economici 2006-2007 e 2008-2009. Il contratto era scaduto da 53 mesi, un record anche per le estenuanti trattative-lumaca non infrequenti nel settore pubblico. Così che, diversamente da quanto implicherebbe la nozione di "contratto", che dovrebbe riguardare prestazioni e controprestazioni future, le parti si sono accordate... sul passato, e neanche tanto prossimo, considerando che il precedente contratto era scaduto il 31/12/2005.

L'ipotesi di contratto non recepisce l'aspettativa dei circa 10.000 dirigenti scolastici di vedere il loro trattamento economico allineato a quello degli altri dirigenti dello Stato: gli incrementi a regime sullo stipendio tabellare saranno di 141 euro nel primo biennio e di 103 nel secondo biennio, pochi rispetto all'obiettivo ma non pochissimi, tenendo conto anche dei consistenti arretrati, guardando al panorama complessivo dei rinnovi contrattuali.

Il Commissario dell'ARAN Antonio Naddeo, commentando l'ipotesi di contratto, ha dichiarato di essere "molto soddisfatto perché si è chiusa una trattativa complessa, che ha recepito le principali novità introdotte dal decreto legislativo n.150/2009, soprattutto in tema di responsabilità disciplinare dei dirigenti e di valorizzazione della componente retributiva collegata ai risultati".

Quest'ultimo punto, di importanza fondamentale per valutare l'effettiva portata innovativa del contratto, merita peraltro un approfondimento.


4. Dirigenti scolastici/2. Chi valuterà i risultati?

L'art. 27 dell'ipotesi di contratto, comma 1, dice che "al fine di sviluppare l'orientamento ai risultati, anche attraverso la valorizzazione della quota della retribuzione accessoria ad essi legata, al finanziamento della retribuzione di risultato per tutti i dirigenti scolastici sono destinate parte delle risorse complessive di cui all'art. 25, in misura non inferiore al 15% del totale delle disponibilità".

Il restante 85% sarà invece utilizzato per la "retribuzione di posizione", in buona parte fissa, uguale per tutti, e in parte variabile, legata comunque a parametri oggettivi. Quindi per il riconoscimento economico dei risultati realizzati dal singolo dirigente scolastico è stato previsto assai poco, e si deve ritenere che la soddisfazione manifestata dal commissario dell'ARAN Naddeo sia dovuta più alla (ri)affermazione del principio che alla consistenza delle risorse stanziate per questa voce.

Ma per poter assegnare ai dirigenti scolastici la retribuzione di risultato si dovrà necessariamente procedere alla valutazione della loro attività. Su questo punto il decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 (Brunetta) è chiarissimo, e non potrà più accadere, come è successo finora, che in mancanza di un sistema di valutazione dei risultati la relativa retribuzione venga distribuita a pioggia, uguale per tutti. Semplicemente, non sarà assegnata a nessuno, perché l'art. 3 comma 5 stabilisce che la  misurazione e la valutazione dell'attività dirigenziale sono "condizione necessaria per l'erogazione di premi legati al merito e alla performance".

Quanto alla ripartizione, è anch'essa rigidamente disciplinata dal decreto 150. Ci saranno tre fasce: alla prima, di cui farà parte il 25% dei dirigenti scolastici, sarà assegnato il 50% delle risorse riservate alla retribuzione di risultato; alla seconda, nella quale sarà inserito il 50% dei DS, andrà il 50%, e alla terza, in cui entrerà il restante 25%, non andrà alcun compenso, salvo piccole compensazioni tra seconda e terza fascia definite in sede di contrattazione integrativa. Ma serve un sistema di valutazione: quello messo a punto fin nei minimi dettagli quattro anni fa (il "Sivadis") è stato insabbiato, e le proposte dell'Invalsi, che ha messo a punto un nuovo modello (assai simile, peraltro, al precedente) per ora sono rimaste sulla carta.


5. USA: la Civic Capacity migliora l'educazione

Il successo delle riforme educative dipende non solo e non tanto dall'ammontare delle risorse finanziarie, o dalla struttura dei curricula, o dalla disponibilità e qualità dei presidi e degli insegnanti, o dal coinvolgimento delle famiglie e del territorio (aziende, enti locali, associazioni...), ma dalla sinergia tra tutti questi attori e fattori: è ciò che Barry Franklin, professore di Storia dell'educazione nell'università statale dello Utah (USA) definisce "Civic Capacity", un vero e proprio valore aggiunto, dalla cui esistenza e consistenza dipende la qualità della scuola.

Il professore ne ha parlato lo scorso venerdì 21 maggio in occasione della lectio magistralis svolta nell'ambito del dottorato di ricerca in Scienze dell'educazione promosso dalla facoltà di Lettere dell'università di Roma Tor Vergata.

Lo studioso ha applicato questo suo modello interpretativo in alcuni contesti specifici sia negli USA sia in Gran Bretagna, giungendo alla conclusione che la stretta collaborazione (social partnership) tra soggetti che esprimono una comune e convergente sensibilità per i problemi da affrontare - cioè un elevato grado di Civic Capacity - costituisce un fattore decisivo per il miglioramento dell'offerta educativa. Per favorire lo sviluppo del senso di appartenenza ad una comunità, sostiene Franklin, occorre che le scuole non siano troppo grandi (l'ideale è che abbiano tra 200 e 500 alunni).

Nella sua esperienza, anche internazionale, la divisione delle mega-scuole in unità più piccole ha prodotto di per sé miglioramenti strutturali, sia nei risultati medi di apprendimento sia nel recupero degli alunni più deboli e a rischio di drop out, e anche nel comportamento degli studenti.

Anche il coinvolgimento dei privati nella gestione delle scuole, che nel mondo anglosassone è visto con favore, va visto e valutato alla luce della Civic Capacity, cioè di un parametro che si colloca su un terreno non economico, ma etico-sociale. La sottolineatura dell'importanza della dimensione comunitaria e partecipativa nella costruzione del processo educativo, di sapore deweyano, spiega anche l'assoluta ostilità di Franklin per il fenomeno dell'homeschooling, che con la sua esaltazione dell'individualismo si pone in perfetta antitesi con la Civic Capacity.


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6. Se Bersani fa il birichino...

Ha destato stupore, oltre che rumore nel circuito massmediatico, il singolare omaggio reso dal segretario del Pd Bersani agli insegnanti italiani in occasione della chiusura dell'assemblea nazionale del suo partito. "Ci sono insegnanti - ha detto Bersani - che vanno nei quartieri periferici delle grandi città, nei piccoli comuni, nei luoghi in cui si annida il degrado ed è più forte la dispersione scolastica. Si tratta di insegnanti che seguono uno ad uno i ragazzi, facendo enormi sacrifici. Questi, per noi, sono degli eroi dei tempi moderni. Gli insegnanti sono a inseguire il disagio sociale mentre la Gelmini gli rompe i co...".

Il "finiano" Bocchino lo ha rimbeccato, ricordandogli che "lo scontro politico non esime dall'essere educati, soprattutto quando si critica un ministro donna come la Gelmini", mentre i falchi della maggioranza hanno proposto di assegnargli "un bel 5 in condotta per bullismo" e di "insensata trivialità", per citare le reazioni più misurate.

Tenta di attutire l'eco del termine usato da Bersani - che è suonato per la verità alquanto maschilista in un mondo popolato all'80% da donne - il responsabile del settore Educazione del Partito democratico, Giovanni Bachelet, che parla di "espressione birichina" ma che nello stesso tempo sottolinea la quantità di "entusiastici messaggini spediti da amici e parenti insegnanti subito dopo le parole di Bersani sulla scuola".

Tutto ciò significa probabilmente che l'attuale leadership del Pd ha scelto di puntare sulla scuola e sugli insegnanti per avviare una vasta campagna di sensibilizzazione (o "mobilitazione", come si dice con linguaggio paramilitare) che potrebbe condurre a manifestazioni di massa, in sintonia con la Cgil e con i molti movimenti anti-Gelmini nati dentro e attorno alla scuola. Nel mirino, al di là della bistrattata Gelmini, c'è però il governo nel suo complesso, e in particolare il ministro Tremonti, responsabile dei megatagli al bilancio dell'istruzione, e ora anche del probabile blocco del contratto e degli scatti di anzianità (anche se il presidente del Consiglio Berlusconi ha affermato che "la manovra non colpirà né la sanità, né la scuola, né l'università").


7. Si può criticare pubblicamente il Ministero? Il caso dell'Emilia Romagna

Una volta gli insegnanti prestavano giuramento di fedeltà; oggi, come tutti gli altri dipendenti pubblici, oltre all'obbligo della diligenza e della imparzialità, hanno anche l'obbligo di lealtà. Lealtà verso lo Stato e verso l'Amministrazione da cui dipendono.

Questo obbligo di lealtà quali limiti ha? È possibile, ad esempio, criticare pubblicamente la propria Amministrazione, esprimere giudizi negativi sugli organi di stampa nei confronti delle scelte del Ministero o del Ministro, dichiarare in pubblico, nella veste di dipendente, l'intenzione di disubbidire alle decisioni della propria Amministrazione?

È un problema delicato che, con riferimento alla Costituzione, chiama in causa contemporaneamente i principi di libertà di opinione del cittadino (art. 3) e gli obblighi di servizio esclusivo verso la Nazione dei dipendenti pubblici (art. 98).

In questi giorni se ne parla con toni polemici dopo che è stata resa nota una lettera riservata, inviata dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna, Marcello Limina, a tutti i dirigenti scolastici della regione, con la quale si invita il personale scolastico ad evitare critiche a mezzo stampa nei confronti del Ministero.

"Frequentemente si leggono sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola - scrive Limina - con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell'immagine dell'Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte e tali toni e contenuti si riscontrano anche in atti e documenti indirizzati ad autorità politiche o amministrative dell'Amministrazione centrale e fatti spesso circolare all'interno delle istituzioni scolastiche o distribuiti ad alunni e famiglie".

Il ministro Gelmini ha commentato positivamente l'iniziativa del direttore regionale Limina ("non è consentito - ha affermato la Gelmini - usare il mondo dell'istruzione per fini di propaganda politica"), mentre il segretario nazionale della Cgil-scuola, Pantaleo, ne ha chiesto invece le dimissioni per quella che considera una lesione gravissima della libertà di manifestazione del pensiero. Secondo Rino Di Meglio della Gilda, "il diritto di ogni cittadino di manifestare la propria opinione appartiene a tutti e non solo alla classe politica".


8. E' il mese delle paritarie

E' ricco di notizie e di iniziative il mese delle scuole paritarie su tuttoscuola.com.

Il nuovo canale tematico del nostro sito(www.tuttoscuola.com/paritarie) ha presentato questa settimana più di 15 notizie sul mondo della scuola non statale, con interessanti ampie intervista in esclusiva: nella scorsa settimana Tuttoscuola ha intervistato l'on. Rosa De Pasquale del PD, l'onorevole Paola Goisis della Lega e l'onorevole Luisa Santolini dell'Udc.

"Paritarie" è uno spazio sul nostro portale dedicato a questo tipo di scuole con documenti, analisi, interviste, notizie quotidiane sull'istruzione non statale. Non mancheranno sondaggi e forum. Si tratta del secondo dei canali tematici di tuttoscuola.com, dopo il successo di quello dedicato all'educazione alimentare.

Intanto il numero in edicola del mensile Tuttoscuola presenta uno speciale di 20 pagine, intitolato "La parità incompiuta", che ricostruisce la questione dei finanziamenti alla non statale, e delle relative possibili modalità, con interventi di esperti di diverso orientamento come don Macrì, Dario Antiseri, Mimmo Pantaleo, etc.

L'iniziativa prevede anche una particolare promozione per il personale delle scuole paritarie, che per 30 giorni potranno usufruire del nostro abbonamento on line, comprendente:

-        l'accesso all'archivio del sito tuttoscuola.com, con oltre 22mila notizie

-        l'accesso alle guide e ai dossier e a tutte le aree riservate del portale.

-        l'invio di quattro numeri di TuttoscuolaFOCUS.

Per maggiori informazioni: www.tuttoscuola.com/promozione_paritarie.


9. Media Education: l'innovazione che può aiutare i docenti

Presso l'Università degli studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, 150 dirigenti o delegati, si sono trovati per confrontarsi con i responsabili del progetto "Didattica della comunicazione didattica": Francesco Butturini (coordinatore responsabile nazionale del progetto), Michele Tortorici, Maurizio Piscitelli, dirigenti del Miur.

Il tema del confronto ha riguardato la quotidianità della comunicazione didattica quale strumento per realizzare nell'insegnamento/apprendimento l'obbligo di istruzione. Il tema ha una notevole rilevanza perché investe la capacità della scuola di relazionarsi, di comunicare, di parlare agli studenti con il loro linguaggio che è nativamente multimediale, rispetto al linguaggio dei docenti che lo è molto meno.

Gli esiti del confronto hanno confermato l'inderogabile necessità di attivare per tutti i docenti e i dirigenti processi di formazione in servizio declinati sull'organizzazione di una nuova quotidiana didattica che si avvale per tutte  le discipline e per tutti gli ordini di scuola della Media Education.

Il progetto "Didattica della comunicazione didattica", al quale aderiscono circa un migliaio di scuole, è strutturato in reti regionali (116 scuole in Campania) e provinciali. Esso si configura come uno strumento che le Direzioni scolastiche regionali possono utilizzare per la progettazione di corsi di formazione in servizio e in ingresso del personale docente avvalendosi della collaborazione delle facoltà di Scienze della comunicazione (e molte di scienze della formazione) con le quali è attivo dallo scorso settembre un Protocollo d'intesa.


10. Pancalli: la pratica sportiva per valorizzare gli alunni disabili

Il Comitato Paralimpico Regione Liguria, presieduto dal dott. Gaetano Cuozzo, ha organizzato un articolato convegno che si svolgerà a Genova presso la Sala Congressi di Confindustria, il 25 maggio 2010, ore 15 dal significativo titolo "integrazione alla pratica sportiva degli studenti disabili: primi risultati e prospettive future".

Responsabili istituzionali, autorità amministrative, docenti universitari, esperti di integrazione, dirigenti e docenti di istituzioni scolastiche si confrontano sulle politiche d'integrazione alla pratica sportiva degli alunni disabili.

L'iniziativa si colloca nel percorso di collaborazione attivato con il Protocollo d'intesa, sottoscritto il 14 maggio dell'anno scorso, tra il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.

Obiettivo del progetto - come ha dichiarato  il Presidente Cuozzo (liguria@comitatoparalimpico.it) - è "il consolidamento  di una sinergia tra le istituzioni rappresentative del contesto territoriale di riferimento, le famiglie, le forze sociali, le istituzioni scolastiche e le società sportive". In un quadro di "generale ed apprezzata disponibilità mi preme sottolineare il fattivo e concreto sostegno assicurato dal Direttore generale Dominici alle iniziative di coinvolgimento della scuola, promosse dal Cip".

La forza dell'iniziativa sta nella piena consapevolezza di tutti i partecipanti che l'integrazione scolastica, anche in tema di attività sportive, favorisce con grande efficacia lo sviluppo delle potenzialità della persona disabile, nell'apprendimento, nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione.

Durante i lavori verranno presentati gli esiti del primo anno di realizzazione del progetto pilota di promozione nelle scuole dello sviluppo dell'attività fisica e motoria e della pratica sportiva per i disabili, con l'ambizioso obiettivo di promuovere la diffusione del progetto nelle altre regioni del territorio nazionale e consolidarlo con il passaggio ad un sistema permanente.

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