
1. Iscrizioni: più trasparenza, no ai favoritismi
Nella nuova circolare ministeriale per le iscrizioni
scolastiche (n. 110 del 14 dicembre 2007) sono diverse le novità
introdotte, tra cui quella che chiede alle istituzioni scolastiche di dare
attuazione ad ogni procedura con la massima trasparenza.
Nei grandi centri urbani capita spesso che sul medesimo istituto convergano
richieste di iscrizioni in numero superiore alle disponibilità di posti.
Capita, ad esempio, per i licei scientifici e classici, per taluni istituti
tecnici, per scuole dell’infanzia statali, per scuole organizzate a tempo
pieno nella scuola primaria.
La circolare per le iscrizioni invita le istituzioni scolastiche ad operare
alla luce del sole, a cominciare, ad esempio, dal rendere pubblici
preventivamente con affissione all’albo della scuola i criteri di
ammissione e formazione delle classi deliberati dal consiglio di
circolo/istituto.
A iscrizioni avvenute con possibili esclusioni di domande in eccedenza, la
circolare invita i dirigenti scolastici a darne immediata informazione alle
famiglie in modo che esse possano immediatamente trovare soluzione diverse.
Per gli istituti di istruzione secondaria di II grado le famiglie possono
indicare anche altri due istituti dove, in subordine, iscrivere i propri
figli. In caso di mancato accoglimento della prima richiesta, il dirigente
scolastico dell’istituto presso cui la domanda non è stata accolta, oltre
a informare le famiglie del mancato accoglimento "provvede
all’inoltro immediato delle opzioni in subordine, d’intesa con le
famiglie, verso gli istituti indicati".
Il termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione a tutte
le scuole statali e paritarie è il 30 gennaio 2008.
Ufficialmente le "primine" sotto
l’aspetto formale non esistono perché nessuna norma le contempla, ma
sostanzialmente ci sono e vivono alla luce delle iscrizioni scolastiche.
Infatti, è prassi in moltissime scuole dell’infanzia non statale che
organizzano la preparazione all’esame di idoneità per il "salto"
al secondo anno, raccogliere domande di iscrizione in occasione delle
normali iscrizioni scolastiche da parte di bambini che andranno a scuola due
anni dopo, ma che per il prossimo anno devono cominciare la preparazione
nelle "primine".
Per capirci meglio: a gennaio 2008 ci si iscrive alla primina da frequentare
nel 2008-09 per poi sostenere l’esame di idoneità nel giugno 2009 e
andare in seconda a settembre 2009.
Le disposizioni ministeriali in materia di esame di idoneità sono state
oggetto negli ultimi tempi di modifiche che ne hanno reso incerta
l’applicazione futura.
Le famiglie e i gestori delle scuole che attendevano dalla circolare sulle
iscrizioni una parola definitiva in proposito, sono rimasti probabilmente
delusi, perché, contrariamente al passato, la circolare non interviene a
chiarire e fa rinvio esplicito all’ordinanza relativa agli scrutini e agli
esami che verrà emanata prossimamente.
Attualmente l’ultima disposizione in materia di esame di idoneità,
emanata alla fine del giugno scorso, prevede che possano sostenere tale
esame per l’ammissione diretta al secondo anno della primaria i bambini
che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre. È la conferma di quanto
avvenuto per decenni nella scuola elementare, prima che vi fosse un
ripensamento (poi momentaneamente annullato) su tale termine. La prossima
ordinanza chiarirà tutto, ma nel frattempo famiglie e gestori dovranno
attendere.
In alcuni territori del nord la presenza di alunni
stranieri è massiccia, al punto che qualche sindaco, come riportano le
cronache, ha pensato di chiedere al ministro della pubblica istruzione di
introdurre quote di stranieri che non superino il 30% degli iscritti.
Attualmente il regolamento in materia (art. 45 del DPR n. 394 del 1999)
prevede che il numero degli stranieri non sia prevalente rispetto al numero
degli italiani (massimo, quindi, il 50%). In molti casi, però, quel limite
che pochi anni fa sembrava del tutto virtuale e astratto, è stato superato.
Nuove iscrizioni di alunni stranieri, soprattutto nella scuola primaria,
incidono su questa percentuale e pongono anche problemi di inserimento e di
apprendimento a causa soprattutto della mancata conoscenza della lingua
italiana.
La circolare n. 110/2007 sulle iscrizioni esamina la questione, proponendo
criteri di intervento a cominciare dal fatto che l’inserimento in classe
di nuovi alunni deve avvenire non in modo automatico secondo l’età
anagrafica del ragazzo straniero; ma la questione delle quote resta come
problema. Problema falso o vero?
L’anno scorso gli studenti stranieri in Italia hanno superato il mezzo
milione, e, certamente, in molte classi la quota della loro presenza supera
il 50%. Ma quanti di questi sono stranieri anche per la lingua che parlano?
Secondo i dati Istat, i figli di stranieri nati recentemente in Italia o
arrivati nel nostro Paese a pochi mesi di età sono quasi 160 mila. Si
tratta di stranieri di seconda generazione: stranieri per cittadinanza ma
non per lingua parlata. Al 1° gennaio 2007 risultavano presenti 110 mila
bambini di cittadinanza straniera di età inferiore ai due anni.
Analizzando più da vicino i dati Istat delle nascite
registrate in Italia dal 1999 al 2005, i nati stranieri sono stati ben
236.000, a cui possono essere aggiunti almeno altri 110 mila nati tra il
2006 e il 2007. Parlare di quote di "stranieri" ci sembra
un po’ fuori luogo.
Il nuovo articolo 2 della finanziaria con maxiemendamento
pone da subito un problema che riguarda le iscrizioni scolastiche per
l’anno prossimo per il primo anno delle superiori.
Il comma 419 prevede infatti che "il numero delle classi prime e di
quelle iniziali di ciclo dell'istruzione secondaria di secondo grado si
determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti,
indipendentemente dai diversi indirizzi, corsi di studio e sperimentazioni
passate ad ordinamento."
Una norma simile esiste da sempre nella scuola primaria, qualora nello
stesso plesso vivano classi a tempo ordinario e a tempo pieno: in base al
numero di alunni iscritti si determina il numero delle classi, poi si
organizzano le attività diverse per gruppi di alunni.
Nelle superiori, fino ad oggi, può capitare che, in base alle diverse
scelte di indirizzo, vi siano classi con numero ridottissimo di studenti
(10-12).
La nuova norma è chiaramente finalizzata a ridurre il numero delle classi e
dei posti di docente anche nella secondaria di II grado e comporta la
convivenza all’interno della medesima classe di gruppi di studenti con
opzioni diverse per indirizzi scelti e corsi di studio.
Oltre alla complessità organizzativa che ne deriverà, potrebbe esservi
riduzione degli indirizzi differenziati, vanificando le scelte dei ragazzi
al momento delle iscrizioni.
La circolare 110 delle iscrizioni emanata venerdì scorso non tratta della
questione, perché la norma ancora non è in vigore. Ma, prima della fine
del gennaio prossimo, termine ultimo per iscrivere i ragazzi al primo anno
delle superiori il problema ci sarà tutto, a meno che il Ministero non
decida di rinviare l’applicazione della nuova norma al prossimo anno.
La nuova norma non riguarda, comunque, gli istituti in cui sono presenti
ordini o sezioni di diverso tipo, dove le classi prime si determineranno
separatamente per ogni ordine e tipo di sezione, come prima.