SNALS
conf.s.a.l.
LE
SCHEDE DELLO SNALS
segreteria
provinciale di Venezia
nella
scuola secondaria
Nelle
nostre schede n. 6 del 3 dicembre 2001, n. 31 del 19 aprile 2004, n. 94 del 20
aprile 2009 e n. 95 dell’11 maggio 2009 abbiamo
già affrontato il problema della sostituzione dei docenti assenti nella
scuola secondaria di 1^ e 2^ grado e delle sue ricadute di natura didattica ed
organizzativa. Ad essa rinviamo per
una visione completa dell’argomento (www.snalsvenezia.it
– nella sezione “evidenza” -lato
destro home page- cliccare su “Schede dello Snals”).
Ma
adesso ci risiamo, benché ritenessimo la problematica del tutto chiara. Tanto
è datata che qui ci basta riconfermare –ancora una volta- tre o quattro cose:
-
che
abbia un orario di cattedra con meno di 18 ore (e con ore a disposizione) – ma
ormai, con la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore… ;
-
che
abbia dato la sua disponibilità ad effettuare ore oltre le 18 settimanali;
-
che
abbia delle ore da recuperare.
Importante
quella frase “… in coerenza con il POF”:
vuol dire che per le supplenze non sarebbe automatico neppure l’utilizzo delle
ore a disposizione se nel piano dell’offerta formativa il collegio dei docenti
avesse deciso di impegnarle in altre attività, anche di compresenza.
Comunque,
se non è possibile praticare alcuna delle soluzioni predette, il dirigente “conferisce
supplenze temporanee agli aspiranti inclusi nell’apposita graduatoria
d’istituto” (CM 266 del 23.9.88), anche se l’assenza fosse solo di 1,
2, 3, 4 … giorni.
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Sappiamo
che ci sono ancora difficoltà organizzative per “chiamare” i supplenti.
Perciò
riteniamo che la responsabile collaborazione di tutto il personale sia
indispensabile nei casi di emergenza –solo nei casi di emergenza -, che si
verificano quando, per esempio, il docente si assenta nel corso del servizio o
all’inizio della mattinata, quando le sue classi sono già a scuola.
Ma
l’emergenza può durare un giorno, forse due e comunque neppure in questi casi
è consentito distribuire gli
alunni della classe del docente assente in altre classi se si
supera il limite di 26 persone/aula (D.M. 26.8.92).
E’
necessario, perciò, è obbligatorio che il procedimento per la nomina del
supplente sia avviato subito, appena avuta la comunicazione dell’assenza e
aver verificato la impossibilità di coprirla con il personale in servizio.
E
comunque, le carenze organizzative, le disfunzioni determinate dal selvaggio
taglio degli organici, dalla ridistribuzione delle ore di cattedra,
dall’azzeramento di tutte le ore a disposizione –eliminando così ogni pur
minimo spazio di flessibilità – sono onere del MIUR, USR, USP.
Come
dire: il problema lo deve risolvere l’Amministrazione con ulteriori risorse
umane e non la Scuola (dirigenti, docenti, ATA) facendo i salti mortali ogni
giorno, ogni ora. Men che meno distogliendo il docente di sostegno dalla propria
classe, ridistribuendo gli alunni in altre classi (attenzione alla sicurezza), o
addirittura caricando le spese per eventuali ore eccedenti di questo tipo sul
fondo di istituto (che è destinato all’ampliamento dell’offerta formativa e
non a coprire le inefficienze).
Il
problema c’è e deve emergere. Pensiamo veramente che il taglio dei posti sia
stato dannoso? Lo vogliamo dimostrare? Qual è il contributo di ognuno di noi? E
il tuo?
Facciamo
insieme una riflessione su come ci comportiamo con gli alunni delle classi dei
docenti assenti, con l’ora alternativa alla RC che non è coperta… .
Mestre,
15 ottobre 2009
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