Disabili, la barriera delle
superclassi
da Corriere
Sono circa 180 mila i ragazzi disabili che frequenteranno quest’anno le scuole
pubbliche, da quelle dell’infanzia alle superiori. E per loro si stima la
presenza di circa 90 mila insegnati di sostegno, se si manterrà lo stesso
rapporto medio dello scorso anno scolastico, peraltro in flessione rispetto al
2007/2008 ( v. tabella ). In alcune realtà però il rapporto è stato di 1
docente di sostegno ogni 3-4 ragazzi con handicap. Lo segnalano le Associazioni
a tutela dei diritti dei disabili, Fish e Anffas, che lanciano un ulteriore
allarme: in alcune scuole superiori ci sono classi con disabili troppo numerose.
Gli allievi disabili sono circa il 2% della popolazione scolastica; tra questi
anche ragazzi con problemi gravi, perlopiù neurologici (si va bambini con
sindrome di Down, agli autistici, ai cerebrolesi). La normativa in vigore (DPR
81 del 2009, G. U. 2 luglio) fissa il limite di 20 alunni per le classi con
allievi disabili, in rapporto alle esigenze formative dei disabili stessi. Ma a
garantire ovunque il rispetto delle regole sembrano non essere servite nemmeno
le recentissime Linee guida per migliorare il processo di integrazione degli
alunni con disabilità, condivise da tutti nei principi, ma criticate dalle
Associazioni per le diverse interpretazioni che consentono.
«La prima preoccupazione — spiega Salvatore Nocera, vice presidente della
Federazione superando l’handicap (Fish) — è, appunto, che ci sono diverse
classi con disabili troppo numerose, anche di 30 alunni. Ci è stato segnalato
anche il caso di un Istituto professionale a Vercelli con una classe di 23
alunni, sette dei quali disabili. Nell’una e nell’altra situazione sembra
impossibile che i docenti riescano a garantire un buon livello di insegnamento
sia ai disabili sia ai normodotati».
«A Padova, — riferisce l’Associazione famiglie di persone con disabilità
intellettiva e relazionale (Anffas) — c’è una classe di 34 alunni con
ragazzi disabili » e anche da da Bologna il Comitato associazioni dei disabili
(CAD) segnala classi di scuola superiore composte da oltre 30 ragazzi con 2 o 3
allievi disabili gravi. Dalla Sicilia, invece, l’Anffas denuncia la riduzione,
rispetto all’anno scorso, delle ore di sostegno ad alunni con disabilità
gravi. Per la psicologa Paola Gherardini, responsabile dell’Osservatorio
scolastico per le famiglie con bambini Down di Roma: «Gli obiettivi delle Linee
guida si possono raggiungere se gli insegnanti lavorano in squadra, ma la loro
formazione sui problemi della disabilità è carente. In più, il taglio dei
collaboratori scolastici potrà comportare minore attenzione per quanto riguarda
igiene personale, mobilità, vigilanza e assistenza ai disabili». Il Ministero
dell’Istruzione, intanto, ha invitato gli Uffici scolastici regionali a
monitorare la situazione.
Edoardo Stucchi