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Ricerca - La scure della Spending Review sugli Enti Pubblici di Ricerca

Argomenti trattati: Enti Pubblici di Ricerca, Governo, Ricerca,
Gli Enti pubblici di ricerca sono stati colpiti duramente dal decreto sulla spending review...

Gli Enti pubblici di ricerca sono stati colpiti duramente dal decreto sulla spending review.

Il taglio del 20% della dirigenza del PI e del 10% degli altri dipendenti riguarda, infatti, anche i tecnici e gli amministrativi degli EPR. Inoltre vengono ridotti i fondi di funzionamento ordinario a partire dal 2012 in una percentuale variabile da istituto ad istituto (v. tabella 3) e, per finire, è prevista la soppressione dell’Inran (Istituto nazionale per la ricerca sull’alimentazione e la nutrizione) le cui funzioni sono riassorbite dal Cra (Consiglio nazionale per l’agricoltura) e dall’Ente risi.

Diciamo subito che gli EPR avrebbero dovuto essere esclusi da questi provvedimenti. La scelta opposta del governo dimostra, invece, che la ricerca non è considerata un elemento strategico per la ripresa economica nazionale.

Assistiamo da troppi anni ad un copione che si replica ad ogni provvedimento legislativo: finanziarie, leggi di stabilità, ora spending review; in ogni occasione in cui c’è la possibilità di ridurre le risorse della ricerca pubblica si approfitta per rosicchiare qualcosa agli EPR. Accorpamenti, soppressioni di enti con conseguente licenziamento di precari, mobilità di tecnici e amministrativi, riduzione del fondo di funzionamento d’ente. Poche idee, sempre depressive del settore.

Paradossale ed emblematico è quanto avviene all’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), l’ente al quale appartiene la maggior parte dei ricercatori italiani che hanno raggiunto il prestigioso risultato della scoperta del bosone di Higgs effettuata al Cern di Ginevra. I tagli finanziari subiti da questo ente sono incredibilmente i più ingenti – anche in termini percentuali - rispetto a quelli degli altri enti, fino al 10% del budget. Il che significa, come denuncia il presidente dell’ente Fernando Ferroni, lasciare molti ricercatori senza esperimenti.

E non si tratta solo di esotiche scoperte di valore esclusivamente culturale (aggettivo che nel nostro Paese perde ogni giorno significato) ma dal valore economico rilevante: l’Ansaldo fu salvata dalla vendita ai coreani grazie alle commesse Infn per la costruzione dell’acceleratore del Cern, e, più in generale, i ritorni economici per le Pmi italiane sono stati superiori agli investimenti statali nell’impresa internazionale dell’acceleratore ginevrino, che - ricordiamo - transitano in buona parte dall’Infn.

I tagli di oggi significano impedire all’Italia di mantenere le posizioni apicali nella ricerca avanzata che sono state conquistate in decenni di impegno.

E’ uno strano modo di premiare l’eccellenza e il merito, concetto per il quale il nostro sindacato si è sempre battuto.