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Contratto scuola, firma senza brindisi, in una notte da incubo - Intervista a Elvira Serafini

Notte da incubo - Così si svende la categoria - E' meglio dire di no. E' stato lo SNALS Confsal, attraverso le parole del Segretario generale, Elvira Serafini, a definire, ai microfoni di Open Day di Radio Cusano Campus, la firma dell'ipotesi di CCNL Istruzione e Ricerca

      12 FEBBRAIO 2018

Nella puntata di Open Day del 12 febbraio 2018, su Radio Cusano Campus, è andata in onda l’intervista “Contratto scuola, firma senza brindisi“ a Elvira Serafini, Segretario generale SNALS CONFSAL, che può essere ascoltata nel podcast pubblicato sulla rete della Radio, al seguente link:

http://www.tag24.it/podcast/elvira-serafini-contratto-scuola/.

Di seguito il testo dell’intervista:

E dopo una trattativa fiume iniziata alle h 16,00 di giovedì 8 febbraio, alle ore 7,15 di venerdì 9 c’è la firma sul rinnovo del contratto per la scuola, dopo quasi 10 anni.  Le novità più importanti le commenteremo insieme.

È una firma senza brindisi, perché genera malcontento in una parte di quei sindacati che nella "notte da incubo", come qualcuno ha definito tale notte, era lì….

A parlare di “Notte da incubo – Così si svende la categoria – E’ meglio dire di no” è stato lo SNALS Confsal, attraverso  le parole del Segretario generale, Elvira Serafini,  ai microfoni di Open day:

- Dunque, segretario, l’ho definita "una firma senza brindisi"; sicuramente lo SNALS e lei, che lo rappresenta in questa sede, sarà d’accordo?

Sì, sì;  sono stata io che l’ho definita “notte da incubo”  e ho detto e affermato che non potevo svendere la categoria ….

- Quali sono le motivazioni?

Notte da incubo, spiego subito perchè questa definizione. Le trattative sono iniziate alle 14,30 di giovedì; si è lavorato su tavoli paralleli, non c’è stata chiarezza nella conduzione del tavolo tecnico, venivano portate al tavolo proposte dopo che erano state discusse in altri tavoli, le proposte venivano propinate ogni 10 minuti, mezzora, 3, 4 ore, non si è capito… Non c’è stata assolutamente la possibilità di una riflessione seria di quanto veniva portata al tavolo. L’incontro di giovedì era stato preceduto da altri 3/4 incontri andati a buca perchè troppo insufficienti le proposte portate; erano poco ascoltate le proposte dello SNALS ma anche di tutti i sindacati, perché si era partiti tutti insieme  e si era messa sul tavolo la problematicità globale dell’istruzione e della ricerca.  

E’ chiaro che poi è stata una notte da incubo perché, dopo ore e ore di attesa, di questo altro tavolo parallelo dove si discutevano le cose con la politica, è stato portato questo documento e in maniera frettolosa, in maniera veloce, dovevamo apporre, senza avere il tempo di esaminarlo, senza vederlo bene, la firma.

Sarebbe stato bello poter discutere e affermare le proprie idee, poter esaminare con chiarezza un vero contratto, ma lei capisce che “la fretta fa i gattini ciechi” e infatti la fretta non ha condotto a risultati positivi.

- Per cui abbiamo capito dalle sue parole che il modus trattandi è stato poco trasparente e discutibile. Se invece ci addentrassimo sulla fattispecie delle norme contenute nel nuovo contratto? gliene propongo qualcuna, così mi dice cosa ne pensa dei risultati raggiunti in questa notte da incubo. Sono stati utilizzati in parte il budget per i fondi accessori e il bonus; se li ritroveranno in parte?  lei non è soddisfatta?

Innanzitutto puntualizzo che quei soldi erano già nostri e di conseguenza non ci ha regalato niente nessuno; erano soldi destinati già al personale e abbiamo cambiato, modificato, facendo il gioco delle tre carte, per cui non abbiamo avuto niente di più di quello che ci aspettavamo. Questo è uno dei motivi e non dobbiamo prendere in giro la categoria, dicendo che questi aumenti cambieranno la vita della gente… Perché questi sono aumenti al lordo; abbiamo una vacanza di 10 anni che non può essere colmata al netto con 50, 56, 20, 30 euro a seconda della fascia di appartenenza e, se questo è un successo, vuol dire che io credo ancora alle favole…

- Senta, abbiamo vissuto giorni di indiscrezioni, cerchiamo di far luce; si era parlato, da parte dei sindacati confederali, di un compromesso, ovvero: accettiamo un aumento moderato in busta paga per il personale del mondo della scuola  ma togliamo la legge Brunetta nella sua attuazione quando si parla di sanzioni nei confronti del personale della Pubblica Amministrazione. Mi pare, ma qui cerco la sua testimonianza diretta, che gli aumenti sono rimasti modesti, ma pure la norma sta sempre li?

Apriamo un altro varco, uno è quello economico, e ne abbiamo già parlato ed è una grande delusione; l’altro è la parte normativa. Dal punto di vista normativo non solo abbiamo avuto un contratto nuovo, diciamo nuovo per modo di dire, perché poi alla fine, leggendo tra le righe, questo contratto che hanno portato al tavolo non è completo perché mancano delle parti che fanno riferimento al vecchio contratto; per cui, cosa si dice nell’art. 1 c. 1? tutto ciò che manca viene ripreso dal contratto vecchio e, fermo restando, che bisogna rispettare le norme di quel contratto, dove parla  di 165, la 150 e la 107... per cui, non solo non metto la firma, ma non vado a firmare una cambiale in bianco, a riempire e a colmare i vuoti che ci sono nel contratto rispetto alla normativa legislativa con i riferimenti di questa stessa legge. Alla fine andrei a fare un contratto che in realtà dipende dalla 165 e dalla 107. Non ci prendiamo in giro, sarebbe stato firmare un assegno in bianco e io a questo non ci sto.

- Segretario, un'ultima domanda, lo chiedo a lei, ma lo chiederò anche ai diretti interessati. Alla luce di quello che abbiamo tirato in ballo, come mai le sigle sindacali principali….

No, io non voglio scendere in provocazioni; loro l’hanno pensata in questo modo, io la penso in un altro... ognuno ha fatto le proprie scelte.

- Sì, ma non crede che questa frammentazione, questa  spaccatura, in tematiche sensibili... non abbiamo avuto mai un fronte compatto... tutto questo non nuoce al mondo della scuola?

Eravamo partiti tutti insieme, la battaglia sulla 107 era stata fatta insieme, ma ognuno fa le proprie scelte, altri hanno fatto e non posso rispondere sulle scelte degli altri, eravamo partiti insieme…. Avrei voluto continuare insieme agli altri qualora ci fosse stato un discorso condiviso anche nell’ultimo atto. Ho difeso fino in fondo e difenderò la categoria fino in fondo e non potevo schiaffeggiarla dopo l’esito della 107…

La ringrazio per il suo intervento, Segretario!

 

 

 

La stessa intervista può essere riassunta nello stralcio dell’articolo sottostante pubblicato dalla Radio stessa:

 

LAVORO E FORMAZIONE

Contratto Scuola: firma senza brindisi

ALESSIO MORIGGI    12 FEBBRAIO 2018

Contratto Scuola: firma senza brindisi. “Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi, … omissis ….

Non dello stesso avviso i sindacalisti che aderiscono al Confsal e alla Gilda degli insegnanti che, alla luce delle concessioni fatte in sede di trattativa, si sono rifiutati di firmare. Così Elvira Serafini, segretario nazionale Snals:

“Non firmiamo un contratto del genere. E’ stata una notte da incubo con modifiche in corso d’opera. Non è stato possibile approfondire le modifiche. Un contratto va letto, analizzato in ogni sua parte. Il mondo della scuola e dell’università è variegato e comprende non solo i docenti. Non è stato possibile, dunque, fare un’analisi seria. Ci sono stati dei miglioramenti, alcune risposte, ma non tutte. A dir la verità, meglio dire no a questo contratto che firmarlo. Per la parte economica, tra l’altro, si parla di 85 euro lordi e non per tutti. L’uomo va rispettato, non viviamo di solo pane. Spero che la categoria comprenda cosa è accaduto in queste ore”.