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Seminario di studio: rapporto OCSE sulla scuola dell'infanzia

"Rapporto OCSE Starting Strong" - Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola

Si è svolto ieri, 18/12/2017, presso la sede del CIDI in Piazza Sonnino, a Roma, il seminario di studio sul tema “Rapporto OCSE Starting Strong”, organizzato dal Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola, di cui lo Snals-Confsal è membro. Presenti i componenti di varie Associazioni professionali e organizzazioni sindacali. Lo Snals-Confsal era presente con una propria delegazione.

Cristina Stringher, ricercatrice Invalsi, responsabile dell’area Infanzia, ha illustrato il quadro europeo e internazionale relativo alla scuola dell’infanzia, avendo  contribuito alla stesura del documento. Il Rapporto del 2016 raccoglie una serie di confronti sulle politiche e le pratiche attuate nel campo della prima infanzia in venti paesi, tra cui l’Italia. Starting Strong  dimostra che sempre più numerosi sono i paesi che ritengono prioritaria l’educazione della prima infanzia, con attenzione crescente verso la qualità del servizio. Sempre più spesso i primi anni di vita sono visti come il primo passo verso l’apprendimento continuo e la chiave per il successo delle politiche sociali, familiari ed educative. Il Rapporto presenta un’analisi comparativa degli sviluppi delle politiche   nei vari paesi. L’Italia è uno dei paesi più in alto nella classifica per l’accesso alla scuola dell’infanzia, per il curricolo integrato,  fondato sulla continuità con la scuola primaria, e per l’inclusività   nei confronti dei bambini svantaggiati. La ricercatrice ha sottolineato l’importanza del percorso italiano sul Rapporto di autovalutazione (RAV) nella scuola dell’infanzia. Essa è caratterizzata da un buon sistema che mira allo sviluppo delle competenze e merita di essere valorizzato, a cominciare dagli insegnanti che percepiscono gli stipendi più bassi. La sfida maggiore è nella continuità pedagogica con la scuola primaria che deve essere guidata da un corpo docente adeguatamente formato.

E’ stata sottolineata, infine, la necessità che anche gli asili nido (0-3 anni) abbiano degli Orientamenti univoci su scala nazionale, in analogia con la scuola dell’infanzia (3-6 anni).