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Lo SNALS-Confsal si prepara al Congresso. LE TESI PROGRAMMATICHE

Cultura, Istruzione e Ricerca:
le risorse irrinunciabili per lo sviluppo del Paese
L'AUTONOMIA SINDACALE PER LA LIBERTÀ E LA QUALITÀ
DELLA SCUOLA, DELL'AFAM, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Le tesi programmatiche rappresentano uno strumento per il libero e costruttivo confronto tra gli iscritti, con il richiamo ai valori e ai principi della nostra storia e identità culturale e con l'individuazione dei temi prioritari

Presentazione delle “tesi programmatiche”

La commissione, appositamente istituita dal Consiglio Nazionale, tenutosi a Fiuggi l’8 e 9 maggio u.s., con il compito di formulare le tesi programmatiche dello SNALS-Confsal in vista del suo XI Congresso Nazionale, ha proceduto ad elaborare un testo che recepisce, in modo integrato, principiconcetti e argomenti dei documenti già presentati nei convegni svoltisi sul territorio nazionale e affrontati nella Conferenza dei Segretari Provinciali e Regionali e nello stesso Consiglio Nazionale di Fiuggi.

Il documento, che ha trovato l’unanime condivisione dei componenti della commissione, è volto, come indicato dagli organi statutari, a rafforzare l’identità culturale, l’immagine esterna e l’autonoma collocazione dello SNALS-Confsal nel panorama sindacale, rappresentativo del nuovo Comparto dell’ISTRUZIONE e della RICERCA.

Lo SNALS-Confsal è impegnato a connotare la scuola, l’AFAM, l’università e gli enti di ricerca come istituzioni di rango costituzionale, tutelando la loro autonomia e libertà, e come risorse irrinunciabili per assicurare lo sviluppo del Paese e con esso il futuro dei nostri giovani.

Il testo delle “tesi programmatiche”, una volta approvato dal Consiglio Nazionale, potrà essere corredato, secondo le indicazioni del Consiglio stesso, da relazioni e documenti, anche con l’apporto delle Consulte, utili per un approfondimento delle tematiche nelle assemblee congressuali. 

Ringrazio i componenti della commissione per la disponibilità a impegnarsi in un lavoro collegiale che ha avuto come risultato un testo che, seppure nella necessaria sinteticità e complessità delle questioni, stimola una riflessione sulle molte questioni aperte dei singoli settori, apre prospettive di approfondimento e di proposte che troveranno nei congressi provinciale e regionali i luoghi per un dibattito partecipato, utile a vivere l’XI Congresso come un’occasione di grande unità per il rinnovamento e per un maggiore slancio all’azione sindacale dello Snals-Confsal.

Il Consiglio Nazionale nell’approvare le tesi, propongo che faccia proprio, per la significatività dei concetti indicati nel documento, il titolo da dare all’XI Congresso:

Cultura, Istruzione e Ricerca:

le risorse irrinunciabili per lo sviluppo del Paese

L’AUTONOMIA SINDACALE PER LA LIBERTÀ E LA QUALITÀ

DELLA SCUOLA, DELL’AFAM, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Il Segretario generale

 

 

 

XI CONGRESSO SNALS-CONFSAL

Roma, 12-13-14 dicembre 2017

 

XI CONGRESSO SNALS-CONFSAL

“… il congresso come ambito supremo di definizione della linea politica unitaria ed in coordinamento con le istanze dei settori…”

Le tesi programmatiche (pdf)

 

 

PREMESSA

Le tesi programmatiche costituiscono gli strumenti necessari per avviare ed animare il dibattito con la scuola militante tutta e con il mondo della cultura per individuare e sciogliere i nodi problematici che non consentono alla Scuola di fare scuola e cultura, all’Università e all’AFAM di fare alta formazione e alla Ricerca di fare ricerca.

Si tratta di individuare le azioni mirate a riconsegnare all’intero sistema formativo della Repubblica il prestigio che la Costituzione gli ha assegnato e che la politica ha disconosciuto. Si tratta, ancora, di affermare lo spirito pubblico del sistema educativo integrato (Scuola-Università-AFAM- Ricerca), la sua autonomia e libertà; di far riconoscere, sia socialmente che economicamente, a tutti gli operatori del comparto dell’Istruzione e della Ricerca, l’atipicità della loro funzione,quella, cioè, di operatori culturali e, come tali, capaci di concorrere a delineare e realizzare le linee di prospettiva e di sviluppo dell’intero Paese.

Le tesi programmatiche richiamano la visione culturale, politica e sindacale che lo SNALS-Confsal deve avere, perché si connoti come soggetto politico promotore di cambiamento, capace di posizionarsi al centro dei processi di equità e giustizia sociale e, nel contempo, costituirsi come interlocutore irrinunciabile delle forze di governo.

Sulle tesi sono chiamati a confrontarsi gli iscritti nei Congressi Provinciali e i Congressi Regionali dove in modo diffuso si attua e si rende concreto l’esercizio del principio della democrazia interna su cui si fonda il nostro Sindacato. Sono questi i luoghi in cui svolgere il dibattito sulle questioni politico-sindacali, sull’azione sindacale nazionale e territoriale, sulle modalità di selezione e valorizzazione della classe dirigente dello SNALS-Confsal.

A tale riguardo, documenti tematici, che avranno la più ampia diffusione, daranno conto della complessità delle questioni sui singoli settori (Scuola, Afam, Università e Ricerca) e raccoglieranno gli specifici contributi delle Consulte.

Sarà questo un modo per dare voce a tutti i nostri iscritti, ma anche un’occasione per consentire ai delegati all’XI Congresso di rappresentare orientamenti e approfondimenti raccolti sul territorio e pervenire, attraverso una partecipazione attiva e democratica, alla definizione di proposte che impegneranno unitariamente la nostra organizzazione sindacale.


 

TESI PROGRAMMATICHE

 

Premessa

1.         La scuola come istituzione. L’educazione, l’istruzione e la ricerca per lo sviluppo del Paese

1.1      Educazione, istruzione, competenze, lavoro, sviluppo

1.2      L’autonomia e la libertàdell’insegnamento e della ricerca

1.3      Le condizioni della qualità

 

2.         La restituzione della dignità sociale ed economica al personale della scuola

2.1      Specificità e funzione istituzionale della scuola

2.2      Il ruolo sociale delle istituzioni scolastiche autonome e il sistema dell’istruzione, dell’alta formazione, dell’università e della ricerca

2.3      Partecipazione e valorizzazione del personale

2.4      La governance della scuola

 

3.        Il Contratto e la contrattazione

3.1      Un contratto per riconoscere il valore del lavoro pubblico

3.2      Un contratto innovativo per la Scuola

 

4.        Il ruolo del sindacato e del sindacalismo autonomo

4.1      I mutamenti nella società e il ruolo del sindacato

4.2      L’autonomia e le strategie organizzative dello SNALS-Confsal

4.3      Lo SNALS-Confsal in Europa

 

 


 

 

1.         La scuola come istituzione. L’educazione, l’istruzione e la ricerca per lo sviluppo del Paese

 

“… serietà della scuola anche per valorizzarne la funzione sociale; tutela della dignità del lavoro scolastico, libertà dell’insegnamento e della ricerca…”

 

1.1      Educazione, istruzione, competenze, lavoro, sviluppo

Il progetto dello SNALS-Confsal per una scuola migliore sottende una precisa idea di sviluppo del Paese, fondato sull’istruzione, la formazione e la ricerca e sulla scuola intesa come istituzione e non come semplice servizio.

La scuola e le altre istituzioni educative sono la principale infrastruttura del Paese perché servono a collegare le funzioni fondamentali della nazione e i servizi ai cittadini, perché creano capitale umano, capitale sociale e capitale immateriale.

E’ sulla qualità di questo capitale che deve fondarsi la ricchezza della nostra nazione e le sue possibilità di crescita sociale ed economica.

Si deve riportare al centro delle politiche la persona e si deve puntare sulle giovani generazioni, sulle loro menti, sul loro comportamento, sul merito individuale, anche per fondare lo sviluppo della nostra società sull’equità e la coesione sociale, garantite anche dalla piena occupazione.

Occorre un nuovo modello industriale indirizzato verso l’innovazione e la ricerca, fondato su un sistema di misure e servizi che incoraggino l’individuazione di nuovi settori di investimento. Si deve spingere la produzione verso beni più competitivi, dove è più evidente che la materia “prima” è la cultura, l’invenzione, l’intelligenza e la creatività. In sostanza si tratta di modernizzare e attualizzare la nostra migliore tradizione.

Questo è ciò che spinge la creazione di nuovi posti di lavoro. La soluzione non può essere quella di sostituire con giovani i lavoratori già occupati, peraltro impedita dalle norme che allontanano sempre più l’età della pensione. La soluzione va cercata nell’estendere i settori di occupazione lavorativa da cui deriva un allargamento della platea dei contribuenti. Questo è quello che serve, accanto a una riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e un serio contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

Di fronte alla complessità degli scenari politici ed economici globali e al mutamento della società mondiale e nazionale, la sfida educativa è veramente cruciale.

Le famiglie e gli studenti nutrono, giustamente, grandi aspettative verso la scuola. Non si possono però solo reclamarediritti,ma bisogna assolvere anche idoveri, come quello di rendere produttiva la spesa pubblica in istruzione attraverso il rispetto della scuola, l’affermazione della serietà degli studi, l’impegno all’acquisizione di competenze solide e di comportamenti responsabili.

Bisogna ammodernare la scuola italiana, ri-accreditarla presso l’opinione pubblica, spingerla verso il ruolo decisivo che le spetta per le sorti del Paese. Ma la ricerca di nuovi percorsi non può essere quella di una deriva aziendalistica e utilitaristica della scuola e del sapere.

L’istruzione ha bisogno di ampio respiro, di tempi lunghi e di riaffermare l’importanza di un sapere approfondito e critico, fondato sulle conoscenze e non immediatamente appiattito sulla conquista delle competenze spendibili nel mondo del lavoro. O meglio dei “lavori”, la cui rapida trasformazione non consente ora neanche di immaginare ciò che sarà richiesto ai giovani nel prossimo futuro.

1.2      L’autonomia e la libertàdell’insegnamento e della ricerca

La Scuola, l’Alta Formazione Artistica e Musicale, l’Università e la Ricerca devono rappresentare le principali risorse del nostro Paese, che deve investire sui beni artistici, culturali e creativi quali settori di sviluppo.

Puntare sulla scuola e sull’intera filiera dell’istruzione e della formazione significa, dunque, rendere vantaggioso studiare per il Paese e per il destino dei singoli cittadini.

L’Italia, per competere e collaborare a livello internazionale ed europeo, deve rendere più ampio e proficuo l’accesso all’istruzione superiore, nonché favorire il miglioramento della qualità dell’insegnamento, con una maggiore integrazione con la Ricerca, anche attraverso forme di collaborazione tra università e scuola.

La composizione di un unico comparto istruzione e ricerca, oltre a tenere conto della storia, della specificità, degli inquadramenti e dei trattamenti economici del personale, impiegato in settori ben distinti tra loro, deve facilitare lo sviluppo di interazioni strategiche di sistema.

Il comparto deve far suoi, valorizzandoli, i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione:

·           nell’articolo 9 dove afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione,

·           nell’articolo 33 dove riconosce che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento,

·           nell’articolo 117 dove riconosce l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Il lavoro in queste istituzioni ha, dunque, come fondamento la libertà di insegnamento e l'autonomia di ricerca.

Anche per questo motivo va distinta l’istruzione dalla formazione, che viene dopo una solida e seria istruzione, senza la quale non ci può essere un’efficace formazione. Una formazione che deve essere volta alla promozione e all’inclusione sociale e lavorativa, di cui devono prendersi carico le istituzioni, le imprese e l’intera società, attraverso politiche di “integrazione vera” che si fanno con risorse stabili e strutturali, con rapporti ben definiti con gli enti locali e con i servizi sul territorio. Occorre, soprattutto, una chiara visione su ciò che va chiesto alla scuola, che non può essere un “contenitore” di emergenze educative e sociali.

1.3     Le condizioni della qualità

Il potenziamento dell’autonomia, che deve avere come fine quello di innalzare i livelli di istruzione delle giovani generazioni, deve poter contare su condizioni di funzionamento che non sono state assicurate dai numerosi provvedimenti di riforma varati dai Governi, anche di maggioranze differenti.

La Scuola, l’Afam, l’Università e la Ricerca sono stati oggetto, anzi, di riduzioni delle risorse umane e finanziarie. Così come sono state contraddittorie le misure organizzative e non risolutivi gli interventi sulle risorse strutturali a disposizione delle istituzioni educative, con rilevanti ricadute sulla salute e sicurezza degli studenti e dei lavoratori.

Per questo vanno cambiatele politiche comuni a tutti i settori,soprattutto sulle questioni relative: alle modalità di definizione degli organici, alla mobilità, all’assorbimento del turn over, alla stabilizzazione dei precari, al reclutamento, all’esercizio concreto dell’autonomia, alla qualità formativa, ai sistemi di valutazione, al potenziamento delle strutture amministrative funzionali alle istituzioni.

Per la Scuola, in particolare, la grave situazione attuale deriva da concorsi non espletati con regolarità e da assunzioni in ruolo del tutto insufficienti poiché non si è eliminato il doppio calcolo dell’organico necessario a un funzionamento della scuola nell’ottica della qualità.

Va decisamente cambiata la situazione che vede: immissioni in ruolo e mobilità gestite male; concorsi con molti posti rimasti scoperti; continuità didattica “saltata” in molte classi, lavoro delle scuole speso inutilmente; docenti delle scuole dell’infanzia, personale educativo e ATA esclusi dal piano straordinario delle immissioni in ruolo;, ricorso esteso alle supplenze; concorso per dirigenti scolastici non bandito, con reggenze anche su istituzioni con un numero elevatissimo di unità scolastiche dipendenti, situazione che interessa anche la figura del DSGA.

La proposta SNALS-Confsal di un piano pluriennale di assunzioni per tutto il personale della scuola più consistente, fondato sull’eliminazione della distinzione tra l'organico di diritto e organico di fatto, da ricoprire con precari di lungo periodo, è realistica ed equa, evita disagi alle persone e alle scuole e limita maggiormente il precariato.

Bisogna superare: l’attuale dispersione di risorse che deriva anche da un debole coordinamento tra livello nazionale e livello territoriale dell’amministrazione; la frammentazione progettuale a cui sono costrette le scuole per acquisire risorse economiche; la scarsa continuità e stabilità degli organici per il sostegno agli alunni disabili; i carenti supporti per gli alunni con Bes o con Dsa e per la gestione delle presenze di alunni di cittadinanza non italiana; i mancati processi di reale semplificazione delle procedure amministrative e di sburocratizzazione del lavoro dei docenti.

Le innovazioni introdotte per legge vanno implementate concretamente con il rispetto dei tempi delle scuole e con adeguate misure per un’efficace realizzazione. Ciò è mancato anche nel caso dell’alternanza scuola-lavoro che, se correttamente intesa come strategia di orientamento, dovrebbe essere introdotta, in modo più strutturato in tutti i corsi accademici e in modo più intenso di quanto previsto già ora in alcuni.

Sempre nell’ottica della qualità formativa, lo SNALS-Confsal si è battuto per il ripristino delle votazioni espresse in numeri e del voto di condotta ed è contrario ad ogni ipotesi volta alla riduzione a quattro anni della scuola secondaria superiore. Decisione che comporterebbe un abbassamento del livello di istruzione degli studenti in uscita dal sistema di istruzione, con pesanti ricadute sulla qualità delle competenze di coloro che accedono agli ITS, all’Afam, all’Università e alla Ricerca.

Certamente serve una didattica innovativa e nuovi ambienti educativi, ma occorre anche modificare l’assetto e l’articolazione del tempo scuola e deltempo di apertura delle scuole.

Il tempo scuola, dedicato al curricolo, deve essere garantito dallo Stato con il proprio personale, al quale non possono essere attribuiti altri compiti.

A questo tempo di istruzione, si può aggiungere un ulteriore tempo di permanenza nelle strutture scolastiche per altri bisogni di formazione e di socialità, per sviluppare inclinazioni, motivazioni e talenti dei giovani con attività sportive, culturali e artistiche, da affidare ad altre figure educative.

In questo modo si dà, anche, una risposta concreta alle indicazioni pedagogiche e a quelle europee sull’integrazione tra istruzione formale, non formale e informale.

La più estesa utilizzazione degli spazi scolastici potrebbe servire anche per il recupero e il rafforzamento degli apprendimenti curricolari e delle competenze.

Queste attività, accanto a quelle finanziate dallo Stato in modo non  sufficiente per tutte le esigenze individuali, potrebbero essere svolte dai docenti delle scuole statali con oneri a carico delle famiglie, prevedendo forme di defiscalizzazione. La proposta dello SNALS-Confsal è di prevedere anche per i docenti la possibilità di svolgere attività didattiche, in maniera trasparente, sotto forma di uno speciale regime di intramoenia, da svolgersisu piccoli gruppi di allievi, ovviamente non appartenenti alle classi loro assegnate.

 

 

2.       La restituzione della dignità sociale ed economica al personale della scuola

 

“… consapevolezza della unità sostanziale dei problemi della scuola e di quelli del lavoro, nella dimensione economica e sociale, e, in particolare, nel pubblico impiego   ”

 

2.1      Specificità e funzione istituzionale  della scuola

 

Lo spazio educativo e formativo, in più occasioni richiamato dalle direttive europee e indicato come condizione essenziale per promuovere l’equità, la coesione sociale ed incoraggiare la creatività e l’innovazione, si esplicita nel diritto all’apprendimento della persona alla sua piena realizzazione.

L’ammodernamento del sistema dell’istruzione non può e non deve pertanto risolversi nella sola riorganizzazione degli ordinamenti, ma deve prevedere interventi centrati sul diritto di ciascuno e di tutti alle pari opportunità formative ed attivare processi educativi e formativi funzionali all’orientamento scolastico e professionale della persona. Ed è in coerenza con tale sua funzione che la scuola assume natura di interesse pubblico e va intesa come fattore di promozione e di diffusione della cultura della conoscenza.

Lo SNALS-Confsal ha da sempre sostenuto che la conoscenza è fonte di libertà e che è un “diritto – dovere” di ciascun cittadino acquisire gli strumenti necessari per continuare a conoscere lungo l’intero arco dell’esistenza, così come è un dovere dei governi della nostra Repubblica porre in essere tutte le condizioni perché la scuola possa proporsi ed agire come centro di elaborazione culturale, di innovazione e di sperimentazione didattica.

 

Il progetto dello SNALS-ConfSAL:

·       individuanella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche la leva per fare del diritto della persona alla sua piena realizzazione un fattore di crescita civile ed economica dell’intera società,

·       evidenziacome, solo attraverso il riconoscimento delle peculiarità che caratterizzano la funzione istituzionale della scuola, sia possibile rivalutare la funzione docente e suo tramite assecondare il processo di ammodernamento del sistema dell’istruzione. 

Alla luce di tali considerazioni si ritiene quanto mai impropria la previsione di estendere le norme regolamentanti lo stato giuridico del personale in servizio nella Pubblica Amministrazione al personale della scuola, soprattutto perché la funzione docente trova la sua  legittimazione  nel diritto alla libertà d’insegnamento.

2.2      I ruolo sociale delle istituzioni scolastiche autonome e il sistema dell’istruzione, dell’alta formazione, dell’università e della ricerca

La scuola, nell’esercizio della sua funzione, è chiamata ad assolvere a compiti dall’alto profilo sociale ed etico e di conseguenza a misurarsi con i processi di trasformazione concernenti tanto il campo pedagogico, quanto quello occupazionale e produttivo.

E’ nelle facoltà delle istituzioni scolastiche autonome attivare processi finalizzati alla ricerca ed alla sperimentazione, portando al centro del loro interesse la persona.

Lo SNALS-Confsal, per questi motivi, sostiene:

·       l’unicità della funzione docente quale condizione necessaria per assicurare la collegialità nella progettazione formativa, riconoscere la natura educativa della docenza in ogni ordine e grado di scuola, e fare dell’autonomia scolastica una unità sistemica dove ciascun docente, di concerto con il dirigente scolastico ed il personale ATA, nella distinzione dei ruoli, concorre alla realizzazione delle finalità formative ordinate dalla legislazione vigente;

·       l’innovazione ai fini del costante e sistematico adeguamento dell’offerta formativa alle trasformazioni culturali e sociali. In tal senso l’innovazione è un processo che va realizzato mediante  l’effettivo e reale coinvolgimento di tutti i soggetti dell’educazione, proteso verso il futuro, ma nel contempo consapevole dei valori ispiratori della nostra tradizione culturale, aperto alla cooperazione ed al confronto su scala europea e, in ogni caso, garante del diritto degli allievi alle pari opportunità formative;

·       la valorizzazione della RSU per assicurare la trasparenza nella gestione e organizzazione dei servizi funzionali all’attività didattica, veicolare una corretta e costruttiva informazione, tutelare i diritti del personale e promuovere la cultura della partecipazione; al contempo bisognerà restituire il potere contrattuale che il D.Lgs 150/2009 ha sottratto alla RSU d’istituto;

·       l’arricchimento, la flessibilità, l’identità e la complementarietà dei percorsi d’istruzionecon l’obiettivo  di accompagnare l’allievo nella costruzione e realizzazione del proprio progetto di vita. L’opportuna distinzione esistente tra il sistema dei licei, l’istruzione tecnica e quella professionale va mantenuta nelle peculiarità ad essi riconosciuti dai vigenti ordinamenti, senza per questo ovviare alla facoltà di costruire percorsi centrati sull’integrazione tra scuola e formazione professionale;

·       le intese di programmatra il MIUR e le Regioni per un’efficiente gestione del sistema dell’istruzione e della formazione. Il diritto all’apprendimento ed alla formazione continua e ricorrente richiede infatti condizioni di fruibilità da soddisfare promuovendo l’istituzione degli istituti tecnici superiori in tutte le regioni, attivando fruttuose collaborazioni tra l’università, l’alta formazione e la scuola, qualificando l’offerta formativa in attività di apprendistato,  garantendo la ricerca e sostenendo la costituzione di poli formativi;

·       la ridefinizione delle potestà dello Stato e delle Regioni in ordine alla legislazione concorrente in materia di istruzione e formazione, onde favorire all’interno di un quadro unitario e garante della qualità dell’offerta formativa sull’intero territorio nazionale, la realizzazione di percorsi di studio in linea con il programma di sviluppo economico di competenza regionale.

2.3    Partecipazione e valorizzazione del personale

Lo SNALS-Confsal è convinto, a fronte di discutibili interventi legislativi, che la vera riforma è quella che rifonderà il sistema scolastico non su un generico diritto all’istruzione, ma su un concreto accesso, e fruizione, a un’istruzione seria e di qualità, restituendo ai docenti l’autorevolezza e il prestigio perduti, facendo uscire l’insegnamento da un declassamento sociale dovuto a una scuola massificante che, di fatto, è falsamente inclusiva e non riconosce il merito.

Ciò è stato determinato in ugual misura sia da impostazioni ideologiche sia da una logica di “mercato” che apprezza i risultati di breve periodo e ritorni economici concreti e che inevitabilmente mortifica il lavoro intellettuale, critico e di lungo periodo.

Lo SNALS-Confsal crede fermamente che ogni intervento sulla Scuola, sull’AFAM, sull’Università e sulla Ricerca debba essere frutto di un metodo veramente democratico che veda ripristinati, dopo decenni di abbandono da parte dei Governi di turno, la concertazione, il dialogo sociale e l’ascolto per la partecipazione e la valorizzazione dei lavoratori.

L’impegno dello SNALS-Confsalè volto a migliorare la scuola italiana e le altre istituzioni formative, affinché possano tornare a essere leva per l’uguaglianza delle opportunità, per contrastare la dispersione scolastica e universitaria, per promuovere l’inclusione e la mobilità sociale. Per questo servono:

·           una nuova politica a favore dei docenti che dovranno riacquistare il loro ruolo fondamentale nella società;

·           investimenti sulla scuola e modifiche radicali delle condizioni di esercizio del lavoro docente e di tutto il personale;

·           misure concrete per le singole istituzioni scolastiche che non possono continuare a compensare un quadro legislativo confuso e disatteso, mancanze amministrative, carenza di risorse e riduzioni di finanziamenti;

·           un coordinamento più efficace tra le istituzioni scolastiche e le strutture amministrative del MIUR, di livello nazionale, regionale e provinciale, che hanno organici sottodimensionati e lavoratori di ogni livello da valorizzare per i compiti svolti a supporto del funzionamento e della gestione delle istituzioni e del personale.

 

 

2.4      La governance della scuola

C’è una sostanziale confusione sul modello di governance del Paese che ricade su tante materie, compresa quella del governo delle singole istituzioni scolastiche.

Le reti di ambito, costituite a seguito della legge 107/2015 e dei provvedimenti ministeriali, qualora non gestite direttamente dagli organi dell’autonomia scolastica, potrebbero dare luogo a un’amministrazione verticistica sul territorio, sia nell’ambito dell’organizzazione che della formazione del personale, con possibili conseguenze sugli organici e sull’utilizzo delle risorse umane e finanziarie; peraltro ciò non si coniuga con quanto disposto dal D.Lgs. 297/1994.

La revisione degli organi di governo della scuola deve essere un’occasione per la valorizzazione dell’autonomia, della dimensione tecnico-professionale dei docenti e del ruolo fondamentale di tutto il personale.

Lo SNALS-Confsal, da sempre, si è fortemente battuto per la piena autonomia delle istituzioni scolastiche, che implica anche responsabilità sociale.

Le scuole e il personale hanno anche bisogno di un quadro giuridico che li tuteli da contenziosi delle famiglie che, mentre delegano ai docenti anche i carichi educativi di loro competenza, poi però contrastano la scuola quando assume in pieno il carattere di serietà e pretende impegno e rispetto.

C’è la necessità di valorizzare il ruolo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, alle cui elezioni lo SNALS-Confsal è risultato il secondo sindacato per numero di eletti.

 

 

3.         Il Contratto e la contrattazione

 

 

“Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)

 

 

 

3.1      Un contratto per riconoscere il valore del lavoro pubblico

Lo SNALS-Confsal riafferma il valore del contratto collettivo nazionale, quale strumento essenziale di riconoscimento e tutela dei diritti dei lavoratori e delsecondo livello di contrattazione attraverso l’estensione della contrattazione decentrata e il rafforzamento della funzione contrattuale delle RSU.

Nel rivendicare l'avvio, quanto prima possibile, di un negoziato complessivo per il rinnovo del contratto di tutto il pubblico impiego, lo SNALS-Confsal denuncia due principali fattori di contesto negativi:

·       l'assoluta insufficienza delle risorse. Serve incrementare le risorse per gli aumenti retributivi, ma servono anche risorse aggiuntive per la contrattazione integrativa;

·       la campagna di denigrazione cui sono sottoposti, in modo generico e indistinto, tutti i lavoratori del settore pubblico.

Dal rinnovo dei CCNL di tutto il pubblico impiego, scaduti da quasi 9 anni, devono venire le risposte al personale della scuola, a quello di tutto il comparto dell'istruzione e della ricerca e al personale della pubblica amministrazione.

Il rinnovo del contratto, di effettiva validità triennale, non solo dovrà ottenere una piena e adeguata valorizzazione dei lavoratori, ma dovrà anche essere uno strumento con cui definire l'impegno delle parti a incrementare l'efficacia e l'efficienza dei servizi prestati alla collettività. Per questo necessita una trattativa comprensiva sia della parte normativa sia della parte economica che deve prevedere aumenti retributivi a tutto il personale per il recupero del potere d’acquisto.

L’intesa politica sulla mobilità del personale docente, per l’anno scolastico 2017/18, riconosce la fondatezza delle posizioni dello SNALS-Confsal di netta opposizione, di merito e di metodo,alle decisioni adottate dal precedente Governo, sui più rilevanti aspetti della Legge 107/2015 che hanno ricadute sulla gestione del personale.

Va riequilibrato, a favore della contrattazione, il rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per una ripartizione efficace delle materie di competenza, senza sovrapposizioni tra norme legislative e norme contrattuali. Va riconosciuta la contrattazione come ambito per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori e per la partecipazione sindacale.

Proprio il ripristino di corrette relazioni sindacali, fondate su un reale confronto, sul raggiungimento di accordi e la stipula di contratti, è l’obiettivo dello SNALS-Confsal, sindacato responsabile che si batte per la tutela dei lavoratori e non su pregiudiziali politiche o partitiche.

3.2      Un contratto innovativo per la Scuola

Lo SNALS-Confsal, con riferimento al nuovo CCNL,  ribadisce che:

·       il riscatto della funzione docente comportaretribuzioni equiparate a quelle dei colleghi nel Paesi dell’eurozona;

·       la sede “naturale” per ridefinire tutta la questione della carriera dei docenti e della loro valorizzazione professionale deve essere il contratto collettivo nazionale,in relazione all’unicità della funzione docente;

·       la retribuzione dei docenti, per compensare il loro normale lavoro di insegnanti e per il monte ore stabilito contrattualmente, dove mantenere il riconoscimento economico dell’anzianità di servizio, quale valorizzazione delle competenze professionali maturate durante gli anni di servizio, e prevedere un accorciamento dei tempi della progressione economica, come previsto nella gran parte dei Paesi europei;

·       il riconoscimento del merito professionale deve esser accertato con criteri trasparenti, non delegato ad un organo monocratico, ed essere di competenza di organismi collegiali con membri appartenenti a categorie professionali della scuola o categorie tecniche dell’amministrazione; appare comunque di difficile applicazione la previsione di valutare la qualità dell’insegnamento, sia perché non è misurabile sulla scorta dei soli risultati di apprendimento, sia perché incrocia una serie di variabili non sempre riconducibili a singole responsabilità;

·       il maggior impegno dei docenti, nello svolgimento di particolari compiti progettuali, organizzativi e di raccordo interno ed esterno, va valorizzato compensando incarichi attribuiti con trasparenza, per evitare distorsioni e posizioni consolidate; deve prevedere, inoltre, che funzioni particolari, introdotte per via legislativa, debbano essere accompagnate da specifici finanziamenti;

·       i compiti svolti dal personale ATA, funzionali al buon andamento delle istituzioni scolastiche, vanno riconosciuti giuridicamente ed economicamente, sia quelli amministrativi, sia quelli relativi alla presenza nei laboratori e negli spazi della scuola, che comportano la responsabilità nella vigilanza sugli alunni; va inoltre assicurato il pagamento e il ripristino delle posizioni economiche;

·       l’equiparazione retributiva della dirigenza scolastica alla restante dirigenza pubblicadeve essere avviata progressivamente, a fronte di funzioni e responsabilità maggiori e sempre più impegnative, fermo restando la sua specificità. La valutazione del dirigente scolastico va, inoltre, inquadrata nell’ottica della valutazione di sistema e a seguito di attribuzione di ulteriori strumenti gestionali, ben definiti e senza ambiguità decisionale.

 

 

4.         ll ruolo del sindacato e del sindacalismo autonomo

 

“… autonomia come garanzia precisa di libertà e di pluralità democratica, rifiuta il concetto e la politica del sindacalismo di classe o di massa, che sia unico, esclusivo ed esternamente diretto…”

 

4.1      I mutamenti nella società e il ruolo del sindacato

Lo SNALS-Confsal si richiama al principio dell’indipendenza dal Governo, dai partiti politici e dalle associazioni di qualunque tipo e al principio dell’autonomia a “… sostegno alle libere istituzioni e al rafforzamento del sistema pluralistico, ricerca del dialogo sociale e dell’interlocuzione politica…”.

E’ su questi principi che il sindacato fonda la sua strategia politico-sindacale a tutela dei lavoratori e la sua organizzazione e la gestione interna.

Una scelta ancora oggi attuale per come si deve configurare il ruolo dei sindacati non solo nel nostro Paese ma anche in tutto l'Occidente industrializzato.

La nostra società è caratterizzata da eventi esterni collegati: alle grandi trasformazioni subite dalle imprese, dalle pubbliche amministrazioni, dalle istituzioni; alla globalizzazione, che ha creato concorrenza tra lavoratori di Paesi e di continenti diversi; all’aumento dell’incertezzadegli eventi economici non previsti neanche nel breve termine.

Ciò che incide maggiormente è la sempre più evidente personalizzazione tra domanda e offerta di lavoro e il forte dualismo tra quanti sono inseriti nel mondo del lavoro in forma strutturata e possono essere tutelati e quanti invece sono esclusi dal sistema di lavoro regolare, soprattutto i giovani.

Il quadro è mutato anche per altre ragioni. Se prima il sistema delle politiche era in prevalenza a livello nazionale, ora molte decisioni nazionali dipendono da indirizzi e direttive, più o meno concordate e condivise, di livello europeo. E’ sempre più evidente, inoltre, che oggi si è indebolito il sistema della rappresentanza politica e della possibile sovrapposizione o complementarità tra il ruolo del sindacato e quello del partito di riferimento.

In questo scenario così mutato, il sindacato può essere ancora una volta protagonista, proprio come strumento di tutela e di salvaguardia dei diritti dei lavoratori, attraverso nuove strategie di intervento, secondo quelle che sono le diverse condizioni di lavoro, rafforzando gli strumenti di partecipazione e di democrazia, per una maggiore equità.

Occorre superare le disuguaglianze dovute in gran parte all’evoluzione tecnologica, che allarga le differenze di produttività fra persone e imprese, agli squilibri regionali, ai deficit in istruzione e competenze.

Andare incontro ai bisogni significa, ad esempio, impegnarsi per potenziare il welfare, per migliorare le condizioni concrete dei lavoratori, per dare un aiuto vero ai giovani per l'inserimento nel mondo del lavoro e per trovare le forme più efficaci di riqualificazione di quanti hanno perso il posto di lavoro e cercano una nuova collocazione.

4.2      L’autonomia e le strategie organizzative dello SNALS-Confsal

L’autonomia sindacale, quella che dà forza e identità allo SNALS-Confsal, trova radicamento nella libertà. Ma non c’è libertà senza responsabilità.

“Responsabilità” nel riaffermare il ruolo politico dello SNALS-Confsal, con l’obiettivo di incentivare  il rinnovamento e dare maggiore slancio al nostro sindacato, per salvaguardare i diritti del personale del comparto Istruzione e Ricerca, per costruire, nella condivisione più ampia possibile, un progetto che ribadisca l’importanza dell’istruzione, la formazione e l’educazione delle giovani generazioni per la crescita civile ed economica del nostro Paese.

Le manifestazioni e le mobilitazioni nazionali e territoriali, gli strumenti di comunicazione interna ed esterna e, soprattutto, l’impegno e lapresenza attiva del sindacato sul territorio, con l’autonomia organizzativa e gestionale delle strutture provinciali e regionali, hanno consentito di compensare il drastico contenimento degli organici e conseguentemente dei distacchi sindacali.

Ne consegue la necessità di mettere in campo una strategia della comunicazione in grado di aggregare il consenso degli alunni, delle famiglie, delle rappresentanze sociali ed economiche, della società civile e del personale della scuola e delle altre istituzioni alla luce di un progetto fondato sulla interdipendenza esistente tra il diritto all’apprendimento della persona e il diritto del personale della scuola al pieno riconoscimento e valorizzazione della propria funzione educativa.

Importa cioè fare della cultura del diritto un fattore di aggregazione sociale e delle legittime rivendicazioni del personale della scuola una leva per la qualificazione dell’offerta formativa. E’ quanto lo SNALS-Confsal intende promuovere e sostenere, anche al fine di portare al centro del dibattito politico e culturale, il sistema dell’istruzione e della formazione nella sua interezza e complessa articolazione.

Il modello organizzativo dello SNALS-Confsal, in tale ottica, deve valorizzare i suoi presidi periferici. La struttura operativa di un sindacato che vuole aprirsi al sociale va fondata sulla capillarità delle informazioni, sul decentramento delle funzioni, sulla trasparenza dei comportamenti, sulla coerenza delle scelte politiche, sulla capacità di agire su scala sia europea, che nazionale e territoriale, nella convinzione che l’organizzazione non sia una variabile indipendente, ma un fattore costitutivo della qualità del servizio da rendere agli associati ed alla comunità intera.

Essere vicino ai lavoratori significa garantire tutele e rispetto dei diritti, ma anche assicurare servizi ai lavoratori e ai cittadini.

Lo SNALS-Confsal offre, in tal senso, oltre alla tutela degli interessi categoriali, altre opportunità come la formazione e altre forme di vicinanzaai lavoratori e ai pensionati con servizi diffusi e ad ampio raggio, come il Patronato, i Caf, l’assistenza legale e assicurativa.

 

4.3      Lo  SNALS-Confsal  in Europa

L’Unione Europea, in più occasioni, ha sollecitato con apposite direttive e raccomandazioni, i Paesi membri ad investire nel settore dell’istruzione, della formazione e della ricerca in modo da favorire il pieno esercizio del diritto all’apprendimento degli alunni, qualificare l’offerta formativa, promuovere la professionalità degli insegnanti, interagire con le politiche attive per il lavoro e la massima occupazione, incoraggiare l’innovazione e sostenere l’equità, la crescita civile e la cittadinanza attiva.

La Corte europea, peraltro, è spesso intervenuta per tutelare i diritti del personale della scuola con sentenze che hanno costretto i Paesi membri, e con essi il MIUR, a rivedere le proprie decisioni ed a procedere all’assunzione di tanti docenti ai quali in prima istanza l’aveva negata.

Appare pertanto opportuno che lo SNALS-Confsal si accrediti presso l’Unione Europea con l’obiettivo di:

·       rendere sempre più efficace lo scambio di esperienze tra i sistemi d’istruzione e formazione dei vari Paesi europei;

·       procedere al reciproco riconoscimento da parte dei singoli Paesi dell’Unione europea della certificazione delle competenze e dei titoli di studio;

·       pervenire all’individuazione di criteri condivisi da tenere in giusta considerazione nella definizione dello stato giuridico del personale della scuola;

·       concordare indicatori per fissare la retribuzione minima da riconoscere ai docenti, agli ATA ed ai dirigenti scolastici a livello di Unione europea;

·       convenire sui modelli di reclutamento dei docenti e sulla loro formazione iniziale ed in servizio;

·       agevolare il finanziamento di progetti a sostegno della formazione continua e permanente.

Lo SNALS-Confsal intende impegnarsi nella costituzione di uno “sportello Europa” per sostenere le istituzioni scolastiche nella progettazione di percorsi formativi da realizzare con fondi europei e tutelare i diritti del personale della scuola anche davanti alla Corte europea.