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Scuola, anticipo a 5 anni: SNALS-Confsal dice sì, ma solo se rimane inalterata la durata del ciclo scolastico

Le dichiarazioni di Nigi riprese da GR1, Italia Oggi, Agenzie di stampa e testate on line

 

In riferimento alla proposta avanzata dal ministro Giannini sul possibile anticipo dei bambini all’età di 5 anni nella scuola primaria, il Segretario Generale ha emanato un comunicato stampa. Subito dopo diverse testate di stampa hanno ripreso le dichiarazioni.

Le riportiamo di seguito:

 

 

DICHIARAZIONI DI NIGI A GR1 RAI SULL’ANTICIPO DEI 5 ANNI ALLA SCUOLA ELEMENTARE

Nel GR1 del 22/05/2014 delle h. 19:00 è andata in onda una dichiarazione del prof. Nigi sulla proposta del Ministro Giannini di anticipare a 5 anni l’entrata alla scuola elementare.

E’ possibile ascoltarla al link http://www.grr.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-37917bc9-5b55-4e1d-a1b9-3b1335cf639c.html  verso le h. 19,18.

Nel servizio, la giornalista Amalia Carosi, facendo una sintesi della proposta che mira a concludere il ciclo scolastico a 18 anni, dice che “…Le associazioni dei lavoratori sono divise. Lo SNALS per esempio è d’accordo, Marco Paolo Nigi, Segretario Generale SNALS-Confsal: LA NOSTRA POSIZIONE È DI ANTICIPARE A 5 ANNI L’INGRESSO ALLA PRIMA ELEMENTARE; D’ALTRONDE GIÀ ORA È POSSIBILE ENTRARE A 5 ANNI E 4 MESI, MA RITENGO CHE ORA SIA DIVENTATA UNA NECESSITÀ VISTO CHE LA PREPARAZIONE DEI BAMBINI È MOLTO PIÙ VELOCE DI QUELLA CHE ERA TANTI ANNI FA”.

 

 

 

  ITALIA OGGI del  27-05-2014

L’iscrizione precoce in primaria, annunciata dalla Giannini, è contestata su più fronti

L’ANTICIPO C’È GIÀ E PIACE POCO

Ha meno di sei anni l’8,4% dei bambini, crollo al Nord

di ALESSANDRA RICCIARDI

L’obiettivo è uscire da scuola a 18 anni e non più a 19, in linea con la media europea. Per farlo l’ultima proposta annunciata alla stampa dal ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, è di anticipare di un anno l’ingresso dei bambini alle elementari. Scelta che dal punto di vista dell’organizzazione dei cicli sulla carta sembra meno impattante dell’altra ipotesi, già avviata come sperimentazione e su cui si è egualmente espressa a favore il ministro, di ridurre di un anno la durata dei licei. Un ingresso a 5 anni e non a 6, che in parte oggi, è già consentito: dopo la riforma Moratti, i bambini che compiono í 6 anni entro l’aprile dell’anno successivo all’inizio della scuola possono chiedere di frequentare la prima classe della primaria. Una riforma che era stata introdotta proprio per venire incontro alle richieste delle famiglie che prima, potevano trovare risposta solo ricorrendo alla cosiddetta primina nel privato. Ma qual è stato il gradimento?

Lo scorso anno, secondo dati ministeriali, aveva meno di 6 anni l’8,4% dei bambini frequentanti la prima classe della primaria, circa 50 mila studenti. Un dato contenuto e che soprattutto sul territorio presenta differenze notevoli: se in Calabria 3.660 bambini in prima hanno meno di 6 anni, quasi il 20%, e sono pari al 18% in Campania, il 17% in Sicilia e oltre il 16% in Basilicata, al Nord il fenomeno è veramente sporadico.

Solo il 2,5% in Friuli Venezia Giulia, il 3,4% per l’Emilia Romagna e la Lombardia, il 2% il Trentino Alto Adige. In fondo alla classifica, l’Umbria con lo 0,3%. Insomma al Nord l’anticipo, di prassi concordato tra famiglie e docenti dell’infanzia, non tira.

Critiche le reazioni dei sindacati. …omissis…

Aperture giungono dallo Snals-Confsal, «purché ci siano le garanzie che la durata del ciclo resti inalterato, come il personale», precisa il segretario Paolo Marco Nigi. Già, il personale: nell’organico di diritto della scuola dell’infanzia lavorano 81 mila docenti. Che fine farebbero con un anno in meno degli attuali tre?

 

 

  SCUOLA: SNALS, SI' ANTICIPO A 5 ANNI MA SOLO SE RIMANE INALTERATA DURATA COMPLESSIVA - NIGI, BASTA ANNUNCIA SPOT

Roma, 23 mag. (Adnkronos) ''Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualita' e la sua serieta'''.

Lo dichiara il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi a proposito della recente proposta del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini di anticipare a 5 anni il percorso scolastico. ''Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo piu' appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell'infanzia. Per creare poi pari opportunita' formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l'obbligatorieta' dell'ultimo anno'', prosegue Nigi.

''Siamo decisamente contrari - aggiunge ancora - alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l'Europa, tra l'altro solo con alcuni paesi, rispetto all'uscita a 18 anni, allora si puo' prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell'infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti.

''D'altra parte - conclude Nigi - dobbiamo considerare che non solo e' gia' possibile anticipare l'iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacita' delle giovani generazioni''.   ADN0323 5 CRO 0 DNA CRO NAZ

 

 

    SCUOLA: SNALS, SI' INGRESSO A 5 ANNI. MA INVARIATA DURATA COMPLESSIVA

23 Maggio 2014 - 11:46

(ASCA) - Roma, 23 mag 2014 - ''Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualita' e la sua serieta'''. Lo dichiara in una nota il segretario del sindacato Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, a proposito della recente proposta del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, di anticipare a 5 anni il percorso scolastico. ''Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo piu' appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell'infanzia. Per creare poi pari opportunita' formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l'obbligatorieta' dell'ultimo anno'', prosegue il sindacalisti. ''Siamo decisamente contrari - aggiunge ancora - alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l'Europa, tra l'altro solo con alcuni paesi, rispetto all'uscita a 18 anni, allora si puo' prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell'infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti''. ''D'altra parte - conclude Nigi - dobbiamo considerare che non solo e' gia' possibile anticipare l'iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacita' delle giovani generazioni''. com-stt/cam/rob

 

 

 

SCUOLA. SNALS-CONFSAL: SÌ AD ANTICIPO A 5 ANNI DEL PERCORSO SOLO SE RESTA INALTERATA DURATA COMPLESSIVA

(DIRE) Roma, 23 mag. - "Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualita'' e la sua serieta''". Lo dichiara il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi a proposito della recente proposta del ministro dell''Istruzione Stefania Giannini di anticipare a 5 anni il percorso scolastico. "Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo piu'' appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell''infanzia. Per creare poi pari opportunita'' formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l''obbligatorieta'' dell''ultimo anno", prosegue Nigi. "Siamo decisamente contrari- aggiunge ancora- alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l''Europa, tra l''altro solo con alcuni paesi, rispetto all''uscita a 18 anni, allora si puo'' prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell''infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti". D''altra parte, conclude Nigi, "dobbiamo considerare che non solo e'' gia'' possibile anticipare l''iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacita'' delle giovani generazioni". (Com/Gas/ Dire) 11:52 23-05-14

 

Scuola, anticipo a 5 anni: Snals-Confsal dice sì, ma…

La voce degli altri  Venerdì, 23 Maggio 2014

"Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualità e la sua serietà”. Lo dichiara il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi a proposito della recente proposta del ministro dell’Istruzione  Stefania Giannini di  anticipare a 5 anni il percorso scolastico.

“Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo più appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza  generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell'infanzia. Per creare poi pari opportunità formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l'obbligatorietà dell'ultimo anno”, prosegue Nigi.

”Siamo decisamente contrari – aggiunge ancora – alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l'Europa, tra l'altro solo con alcuni paesi, rispetto all'uscita a 18 anni, allora si può prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell'infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti.

“D'altra parte – conclude Nigi - dobbiamo considerare che non solo è già possibile anticipare l'iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacità delle giovani generazioni”.   di Snals

 

 

Scuola, Snals-Confsal: Basta annunci spot, sì anticipo se rimane inalterata durata totale

Il segretario Nigi: Riteniamo più appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza generalizzata per tutti i bambini

di red/asp - 23 maggio 2014 14:25  ilVelino/AGV NEWS

“Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualità e la sua serietà”. Lo dichiara il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi a proposito della recente proposta del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di anticipare a 5 anni il percorso scolastico. “Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo più appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell'infanzia. Per creare poi pari opportunità formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l'obbligatorietà dell'ultimo anno”, prosegue Nigi.

“Siamo decisamente contrari – aggiunge ancora – alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l'Europa, tra l'altro solo con alcuni paesi, rispetto all'uscita a 18 anni, allora si può prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell'infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti. D'altra parte – conclude Nigi - dobbiamo considerare che non solo è già possibile anticipare l'iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacità delle giovani generazioni”.

 

 

Snals: ok anticipo, no a taglio di un anno

“Basta con gli annunci spot sulla scuola senza impegni concreti per la sua qualità e la sua serietà”. Lo dichiara il segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi che interviene sulla recente proposta del ministro dell’Istruzione  Stefania Giannini di  anticipare a 5 anni il percorso scolastico.

“Parlando di bambini di 5 anni, riteniamo più appropriato e urgente garantire le condizioni per una frequenza  generalizzata per tutti i bambini e per tutti i tre anni di durata della scuola dell'infanzia. Per creare poi pari opportunità formative e di accesso alla scuola primaria bisogna prevedere l'obbligatorietà dell'ultimo anno”, prosegue Nigi.

”Siamo decisamente contrari – aggiunge ancora – alla riduzione di un anno sia del primo segmento di istruzione sia dei percorsi della scuola secondaria superiore. Se si vuol essere competitivi con l'Europa, tra l'altro solo con alcuni paesi, rispetto all'uscita a 18 anni, allora si può prevedere un anticipo di accesso ai percorsi scolastici, iniziando dalla scuola dell'infanzia, ma lasciando inalterata la durata dei cicli per non produrre una limitazione del servizio e una riduzione degli apprendimenti."

“D'altra parte – conclude Nigi - dobbiamo considerare che non solo è già possibile anticipare l'iscrizione alla scuola primaria, frequentata da bambini anche di 5 anni e 4 mesi, ma che sono cambiate le caratteristiche e le capacità delle giovani generazioni”.

tuttoscuola.com       venerdì 23 maggio 2014