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Il provvedimento va ritirato!

E servono risposte concrete sulla stabilizzazione dei precari

Dopo anni di politiche economiche e sociali devastanti che, attraverso i tagli all’istruzione, ai servizi pubblici e alle piccole imprese, hanno determinato un impoverimento generalizzato del Paese e penalizzato giovani,   pubblici dipendenti e pensionati, viene ora riproposto il blocco dei contratti del pubblico impiego.

Un provvedimento che colpisce anche gli automatismi stipendiali e riduce sempre più il trattamento economico complessivo di tre milioni di dipendenti pubblici, con ulteriori effetti negativi sulle pensioni, sul   potere d’acquisto delle retribuzioni, sceso dell’8%, sui consumi e, quindi, sull’economia italiana.

La scuola, fino ad oggi, come tutti i comparti del sapere, è stata utilizzata dai vari governi in carica come   “luogo di prelievo forzoso”. A sostenerlo è la 7a Commissione Istruzione del Senato che, nelle sue osservazioni all’atto governativo che proroga il blocco (vedi in questa pagina, n.d.r.) ha espresso parere   contrario, con una serie di argomentazioni, pienamente condivisibili, che mettono in luce l’ingiustizia di un tale provvedimento.  Un primo passo importante questo, a nostro avviso,nella battaglia che stiamo conducendo per evitare l’ulteriore stop all’avvio del negoziato. Lo Snals-Confsal ha presentato al Ministro Carrozza un documento nel quale sono enucleati i punti fondamentali della sua piattaforma rivendicativa   per il miglioramento del sistema scolastico e per la valorizzazione dei suoi operatori: stabilità agli organici e  istituzione di un organico pluriennale di istituto e di rete del personale docente e ATA, già previsto dal  decreto sulle semplificazioni e mai attuato; immissioni in ruolo di docenti e ATA su tutti i posti disponibili, dando continuità al piano pluriennale di assunzioni; un equo sistema di reclutamento che garantisca  l’assorbimento progressivo del precariato inserito nelle graduatorie ad esaurimento; risorse per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza delle scuole. Nel documento abbiamo chiesto di avviare al più presto il  negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale che valorizzi le professionalità di tutto il    personale, con un adeguamento delle retribuzioni in linea con quelle europee del settore. Abbiamo    sottolineato, peraltro, che il CCNL non è solo un diritto costituzionalmente garantito, ma serve anche a  produrre innovazione in un clima di condivisione e partecipazione.

Il nodo principale è sempre quello, le risorse. Serve perciò un deciso cambio di passo nelle politiche  economiche del Paese affinchè si investa sull’istruzione,alla quale il nostro Paese destina solo l’8,5%, a fronte del 10,9% dell’UE, attestandosi al penultimo posto, seguito solo dalla Grecia. Intervenire su sprechi e  inefficienze, su evasione fiscale e lavoro nero, rappresenta un’efficace inversione di tendenza, rispetto al   sistema dei tagli all’istruzione, alla ricerca, all’innovazione. Un sistema reiterato e perpetrato a danno sia dei lavoratori dipendenti, sia della qualità proprio di quei settori da tutti ritenuti vitali per il rilancio della  crescita e dell’occupazione.

Nell’incontro con il ministro della Pubblica Amministrazione D’Alia, la nostra confederazione ha espresso  netta contrarietà alla proroga del blocco dei contratti e ha chiesto il ritiro dell’Atto governativo, sollevando questioni di illogicità e illegalità (vedi a pag. 8, n.d.r.). E ha denunciato l’accanimento delle politiche di   bilancio contro la categoria dei pubblici dipendenti, da decenni destinatari di misure di contenimento di  spesa, stigmatizzando che il blocco contrattuale e stipendiale è già costato al dipendente pubblico medio  circa 6.000 euro.

Il che si tradurrà alla fine del prossimo anno in 10 punti in meno di potere d’acquisto, già eroso da una crescente pressione fiscale e dall’inflazione.

La Confsal ha chiesto, contestualmente, un piano di stabilizzazione per i precari del pubblico impiego, altro punto centrale, questo, delle rivendicazioni anche dello Snals per quanto riguarda, in particolare, i precari  della scuola.

Ma i lavoratori della scuola e del pubblico impiego non hanno ricevuto risposte. Pur nella consapevolezza  della difficile fase economica, non possiamo accettare che a pagare gli effetti della crisi sempre gli stessi lavoratori che hanno già subito gravi penalizzazioni sul piano economico e previdenziale.

Lo Snals-Confsal, quindi, da parte sua, chiede con forza di far ripartire la stagione contrattuale e di dare  concrete risposte sulla stabilizzazione dei precari, punti sui quali auspica una concreta assunzione di  impegni da parte del ministro Carrozza, del Governo e del Parlamento, e dichiara fin d’ora di aderire a tutte  le iniziative di lotta che la Confsal è pronta a mettere in atto.

Marco Paolo Nigi

Segretario generale dello Snals-Confsal